Idem. Io vivo in una città di provincia di 80.000 abitanti (Treviso), appena fuori dal centro storico, già orientato verso il mio lavoro che si svolge a 15 km di distanza in direzione Nord, collegato da una statale “all’italiana”, la Pontebbana (praticamente una lunga strada urbana che sbatte contro ogni fottuto centro abitato, con relativi semafori e code nelle ore di punta).
Di fatto mi muovo su una linea retta di 15 km, con un autobus extraurbano e una ferrovia che fanno lo stesso identico percorso.
Tempo di percorrenza medio in auto: 20 minuti dal mio garage al portone dell’ufficio.
Ferrovia: mai presa in considerazione per una distanza così breve. I 20 minuti ce li metto solo per arrivare in stazione.
Autobus extraurbano: teoricamente l’optimum. Fermata a 10 minuti a piedi da casa, 25 minuti di viaggio e 2 minuti a piedi per l’ufficio. Senza contare il lusso di andare e tornare dal lavoro in veste di passeggero.
Peccato che:
- ne passa uno ogni 30 (trenta) minuti, ovviamente ad orari sfalsati rispetto alle mie necessità. Dovrei svegliarmi circa 40 minuti prima e calcolare i tempi alla Fantozzi
- il biglietto singolo costa 3,80 euro, contro i circa 1,5 euro di gasolio per lo stesso tragitto (se poi uso la Yaris di mia moglie scendiamo sotto l’euro)
- la dipendenza dalla corriera mi preclude tutte le commissioni collaterali che NECESSARIAMENTE svolgo nel tragitto tra casa e lavoro (fermarmi a fare la spesa, raggiungere uffici pubblici, clienti, professionisti…)
- sono soggetto a tutte le disfunzioni e le bizzarrie del trasporto pubblico locale (una volta avevo la macchina a fare il tagliando, e la corriera non si è mai presentata alla fermata)…
E parliamo di una linea che copre esattamente il mio stesso percorso, senza cambi e coincidenze.
Oltre a sobbarcarmi tutte le inefficienze di cui sopra, mi costa anche più che andare in auto. Ma scherziamo?
Ecco perché esiste l’automobile, per far risparmiare tempo, fatica e far guadagnare di più.
E lo dice uno che ha fatto l’università a Roma: la macchina la toccavo solo il sabato sera e per il resto saltavo come un grillo tra bus, tram, metro e treni.
Morale: ogni contesto ha la sua soluzione ideale. La risposta giusta è sempre l’approccio integrato tra sistemi diversi (trasporto privato e pubblico) modulabili in base alle esigenze concrete.
Non si può tornare indietro di cent’anni, così come ovviamente si deve disincentivare l’abuso dell’auto privata, mettendo parcheggi a breve e lunga sosta nelle aree strategiche delle città e reprimendo senza pietà la sosta selvaggia (che purtroppo costa molto di più che non fare i parcheggi e tollerare la sosta selvaggia…).
P.S. Controllando sull’app del trasporto pubblico la correttezza dei dati che ho scritto, c’era un avviso che diceva che da oggi il biglietto elettronico va utilizzato entro 24 ore dall’ACQUISTO (non dalla convalida) altrimenti scade!!
MA W L’AUTOMOBILE.