La vera natura di questo (o meglio, questi*) muletto non è mai stata definita ufficialmente da Ferrari. Sono state fatte tante ipotesi ed ognuno si è fatto la sua idea in merito... il commento più - per così dire - ufficiale da parte di Maranello lo troviamo in un'intervista pubblicata su uno "Speciale Ferrari" del 1987 realizzato da Auto Hebdo, nella quale l'Ing. Giovanni Battista Razelli raccontava che tutto aveva preso le mosse (ovviamente) dalla presentazione della Pinin, la quale - sottolineava Razelli - era nata per un'iniziativa di Pininfarina, senza coinvolgere Maranello.
Il pubblico si era innamorato subito della Pinin, ed in un primo momento anche Ferrari aveva espresso interesse.
Egli proseguiva dicendo che in seguito a Maranello avevano deciso di riprendere in mano il progetto ed avevano costruito alcuni muletti (ed ecco il perchè dell'asterisco di prima... questa 4 porte era stata paparazzata più volte in momenti diversi e con differenze di camuffatura, ma non s'era mai riusciti a capire se fosse sempre la stessa, rimaneggiata più volte, oppure no... qui Razelli raccontava che ne erano state costruite "alcune") ma nel giugno del 1985 il management Ferrari aveva dichiarato che una quattro porte non rientrava nello spirito Ferrari.
Di conseguenza, a questo punto c'è un po' di confusione, perchè:
1) spendiamo soldi in costruzioni sperimentali e test, per poi decidere che non rientra nello spirito Ferrari? Abbiamo le idee poco chiare allora...
2) il fatto che sia stato ripreso in mano il progetto va a cozzare con quanto Forghieri raccontava tempo fa, riguardo la presentazione ufficiale a Maranello della Pinin, portata dal Carrozziere torinese per mostrarla al Drake e cercare di capire se si combinava qualcosa oppure no: secondo Forghieri, quel giorno, presenti Pinin, il Drake e Ghidella, si valutava in maniera molto approfondita la vettura, il suo progetto e la relativa fattibilità, e si concludeva piuttosto in fretta che mettersi in ballo con la produzione di un'ammiraglia del genere significava andare a scontrarsi con il top a livello mondiale, anche e soprattutto a livello di qualità, settore nel quale Ferrari era il primo ad ammettere che lo sforzo e le capacità richieste erano per loro troppo grandi.
Non avrebbero potuto certo produrre un'auto del genere con il livello qualitativo tipico delle 308 (che con tutto l'amore del mondo, non erano certo delle Bentley o delle Mercedes dei tempi) e con grande umiltà, insieme a Ghidella, si giunse alla conclusione che sarebbe stato assai facile fare una figuraccia.
Secondo queste memorie, la storia della 4 porte Ferrari finì lì, quasi subito. Però, Razelli diceva appunto che in seguito ci erano tornati sopra.
Infatti alcune riviste ben informate, dopo aver correttamente scritto che della Pinin non se ne sarebbe fatto nulla, qualche anno dopo, pubblicando nuove foto (ad esempio Quattroruote nell'estate del 1987, credo giugno... comunque quello con la Uno Selecta in copertina, in un articolo che parlava anche della 408 RM e della GTO Evoluzione) scrissero che a quanto pare la 4 porte era tornata in pista.
A quei tempi però Ferrari dichiarava che non era il caso di farsi strane idee e che quella 4 porte era soltanto un "laboratorio mobile", come ad esempio il grosso cabriolet rosso in materiali compositi di cui scrissi anni fa in un topic dedicato a questi "laboratori mobili Ferrari", che è qui da qualche parte.
Però... mi costruisci dei "laboratori mobili" che hanno uno scopo preciso: il grosso cabriolet è per studiare i compositi; la 408... lo sappiamo; la GTO Evoluzione.... sappiamo cosa è diventata. E la 4 porte? Che scopo aveva la 4 porte? Cosa stavi studiando con quella?
Forse... di fare una 4 porte?
Insomma... cosa stessero pensando di fare con questi muletti non sarà mai chiaro.
In chiusura, dato che molte riviste ai tempi avevano scritto che sotto il cofano di questo berlinone stava il motore della 412, vi mostro cosa stava strizzato là dentro in realtà.
La macchina comunque girava... qui la vediamo insieme ad un prototipo 348, che aiuta a capire quale fosse il periodo.
Se non bastasse la 348, là in fondo c'è anche una Croma, quindi siamo minimo minimo nel 1986, ben lontani dalla presentazione della Pinin, dalla sua valutazione a porte chiuse e dal momento in cui teoricamente era stata impacchettata e messa via.