Ci sono modelli che, ancora oggi, sembrano arrivare dal futuro.., nel 1984 l’Espace era esattamente questo: un’idea troppo avanti per un’Europa che non aveva mai visto una monovolume vera, progettata come tale dal foglio bianco.. Prima rivoluzionaria, poi visionaria. La Renault Espace è stata spesso imitata, ma mai eguagliata. Il suo nome è diventato emblematico e suscita immediatamente emozioni. Le cinque generazioni che si sono succedute in quasi 40 anni hanno saputo evolversi per stare al passo con i tempi, con le aspettative dei clienti e con l’evoluzione della società. Tutte hanno innovato per rimanere il punto di riferimento in termini di spaziosità, comfort e tenuta di strada. Renault Il Supervan disegnato da Fergus Pollock nel 1977. La parte anteriore ricorda già quella dell’Espace, mentre i fari sono quelli di una Simca 1307. Denominata Supervan, nel 1978 dà luogo alla realizzazione di modelli in scala reale; quello stesso anno Peugeot acquisisce Chrysler Europe, che comprende la filiale inglese, l’ex gruppo Rootes, e quella francese, Simca. Quest’ultima commercializza con un successo inaspettato la Rancho, un’auto innovativa che prefigura i SUV con la sua carrozzeria in plastica. Quest’ultima viene prodotta presso la Matra, il cui direttore, Philippe Guédon, è convinto, sin da una visita alla Chrysler a metà degli anni ’70, che i minivan abbiano un grande futuro. Tuttavia, presso il costruttore statunitense, già dal 1972 si sta sviluppando quello che diventerà il Voyager/Caravan. Per farlo, si era forse messa in competizione i team americani ed europei? Comunque sia, nel 1979 Guédon, desideroso di mantenere in attività il suo stabilimento di Romorantin, chiese ad Antoine Volanis, il suo capo progettista, di ideare un veicolo ricreativo rialzato e orientato alle famiglie che succedesse al Rancho. Volanis realizzò il «Dessin Orange», un mix tra Supervan e Rancho, di cui fu rapidamente prodotto un prototipo a grandezza naturale, il P16. Il prototipo P18, basato sulla Peugeot 305, nel 1981, a un passo dalla produzione in serie. Erano state ideate anche versioni commerciali e fuoristrada, nel caso in cui la station wagon non avesse avuto successo.. Strettamente legata a Simca, Matra si avvicina dal punto di vista meccanico a Peugeot in occasione dell’acquisizione, e alla casa di Sochaux si è rimasti convinti da questa P16. Si chiedono alcune modifiche, ma, ahimè, la crisi petrolifera del 1979 provoca gravi danni e svuota le casse di PSA, che, a malincuore, interrompe il progetto, già in fase avanzata, nel 1981.. Guédon, con le spalle al muro, sostituisce i componenti meccanici della Talbot Solara con quelli della R18 e propone il modello alla Renault… che alla fine del 1982 accetta questa evoluzione denominata P23. Matra e la Régie firmano un accordo nel 1983; il progetto adotta una motorizzazione R20, è dotato di un assale posteriore semirigido specifico e viene battezzato Espace poco prima del suo lancio nel 1984. La realizzazione stupisce, con questo rivestimento in poliestere laminato che ricopre una struttura in acciaio zincato. Il lancio sul mercato avviene a luglio e le vendite… non decollano. In quel mese vengono vendute solo 9 unità, nonostante l’accoglienza entusiastica della stampa. I giornalisti apprezzano non solo le prestazioni e le qualità di guida del veicolo, ma anche la sua geniale configurazione interna. I sedili anteriori sono girevoli, quelli della seconda e terza fila si ribaltano o si rimuovono facilmente, consentendo di ricavare sia un vero e proprio salotto su ruote che un furgoncino. È questa la vera rivoluzione dell’Espace!