Vai al contenuto

"Il Mito della Velocità" a Roma fino al 18 Maggio


Messaggi Raccomandati:

il-mito-della-velocit_1.jpg

il-mito-della-velocit_2.jpg

il-mito-della-velocit_3.jpg

il-mito-della-velocit_4.jpg

il-mito-della-velocit_5.jpg

il-mito-della-velocit_6.jpg

il-mito-della-velocit_7.jpg

il-mito-della-velocit_8.jpg

il-mito-della-velocit_9.jpg

il-mito-della-velocit_10.jpg

il-mito-della-velocit_11.jpg

il-mito-della-velocit_12.jpg

il-mito-della-velocit_13.jpg

il-mito-della-velocit_14.jpg

il-mito-della-velocit_15.jpg

il-mito-della-velocit_16.jpg

il-mito-della-velocit_17.jpg

il-mito-della-velocit_19.jpg

il-mito-della-velocit_20.jpg

il-mito-della-velocit_21.jpg

il-mito-della-velocit_22.jpg

il-mito-della-velocit_23.jpg

il-mito-della-velocit_24.jpg

il-mito-della-velocit_25.jpg

il-mito-della-velocit_26.jpg

il-mito-della-velocit_27.jpg

il-mito-della-velocit_28.jpg

il-mito-della-velocit_29.jpg

il-mito-della-velocit_30.jpg

il-mito-della-velocit_31.jpg

il-mito-della-velocit_32.jpg

il-mito-della-velocit_33.jpg

il-mito-della-velocit_34.jpg

il-mito-della-velocit_35.jpg

il-mito-della-velocit_36.jpg

il-mito-della-velocit_37.jpg

il-mito-della-velocit_38.jpg

il-mito-della-velocit_39.jpg

il-mito-della-velocit_40.jpg

il-mito-della-velocit_41.jpg

il-mito-della-velocit_42.jpg

il-mito-della-velocit_43.jpg

il-mito-della-velocit_44.jpg

il-mito-della-velocit_45.jpg

il-mito-della-velocit_46.jpg

il-mito-della-velocit_47.jpg

il-mito-della-velocit_48.jpg

il-mito-della-velocit_49.jpg

il-mito-della-velocit_50.jpg

il-mito-della-velocit_51.jpg

il-mito-della-velocit_52.jpg

il-mito-della-velocit_53.jpg

il-mito-della-velocit_54.jpg

il-mito-della-velocit_55.jpg

il-mito-della-velocit_56.jpg

il-mito-della-velocit_57.jpg

il-mito-della-velocit_58.jpg

il-mito-della-velocit_59.jpg

il-mito-della-velocit_60.jpg

il-mito-della-velocit_61.jpg

il-mito-della-velocit_62.jpg

il-mito-della-velocit_63.jpg

il-mito-della-velocit_64.jpg

il-mito-della-velocit_65.jpg

il-mito-della-velocit_66.jpg

il-mito-della-velocit_67.jpg

il-mito-della-velocit_68.jpg

il-mito-della-velocit_69.jpg

il-mito-della-velocit_70.jpg

il-mito-della-velocit_71.jpg

il-mito-della-velocit_72.jpg

il-mito-della-velocit_73.jpg

il-mito-della-velocit_74.jpg

il-mito-della-velocit_75.jpg

il-mito-della-velocit_76.jpg

il-mito-della-velocit_77.jpg

il-mito-della-velocit_78.jpg

il-mito-della-velocit_79.jpg

il-mito-della-velocit_80.jpg

il-mito-della-velocit_81.jpg

il-mito-della-velocit_82.jpg

il-mito-della-velocit_82.jpg

il-mito-della-velocit_83.jpg

il-mito-della-velocit_84.jpg

il-mito-della-velocit_85.jpg

il-mito-della-velocit_87.jpg

il-mito-della-velocit_88.jpg

il-mito-della-velocit_89.jpg

il-mito-della-velocit_90.jpg

il-mito-della-velocit_91.jpg

il-mito-della-velocit_92.jpg

il-mito-della-velocit_93.jpg

il-mito-della-velocit_94.jpg

il-mito-della-velocit_95.jpg

il-mito-della-velocit_96.jpg

il-mito-della-velocit_97.jpg

il-mito-della-velocit_98.jpg

il-mito-della-velocit_99.jpg

il-mito-della-velocit_100.jpg

il-mito-della-velocit_101.jpg

il-mito-della-velocit_102.jpg

il-mito-della-velocit_103.jpg

il-mito-della-velocit_104.jpg

il-mito-della-velocit_105.jpg

il-mito-della-velocit_106.jpg

il-mito-della-velocit_107.jpg

il-mito-della-velocit_108.jpg

il-mito-della-velocit_109.jpg

il-mito-della-velocit_110.jpg

il-mito-della-velocit_111.jpg

il-mito-della-velocit_112.jpg

il-mito-della-velocit_113.jpg

il-mito-della-velocit_114.jpg

il-mito-della-velocit_115.jpg

il-mito-della-velocit_116.jpg

il-mito-della-velocit_117.jpg

il-mito-della-velocit_118.jpg

il-mito-della-velocit_120.jpg

il-mito-della-velocit_121.jpg

il-mito-della-velocit_122.jpg

il-mito-della-velocit_123.jpg

il-mito-della-velocit_124.jpg

il-mito-della-velocit_125.jpg

Un giorno nel “Mito della velocità”

Una mostra Imperdibile: a Roma fino al 18 maggio

La velocità é il filo di Arianna che guida il visitatore attraverso un secolo di progressi nel campo della tecnica, dell’informatica, della fisica e di cambiamenti nella società.

L’altro filo conduttore, che ti avvolge una volta varcata la soglia del Palazzo delle Esposizioni di Roma, é l’emozione, quella che trae origine non tanto dalla visione del singolo oggetto, dipinto o filmato, bensì quella che nasce dall’atmosfera densa di significato. Un connubio, spettacolare e inedito fra tecnica motoristica, arti figurative, cinema, moda e design.

Il percorso ideato dai curatori de’ “Il Mito della Velocità”, Eugenio Martera e Patrizia Pietrogrande, mostra in programma fino al 18 maggio a Roma, pur procedendo per tematiche, a ciascuna delle quali é dedicata uno specifico spazio espositivo, si estrinseca per periodi storici, ciascuno materializzato in una singola sala.

Siamo all’ingresso. Il visitatore è invitato a percorrere la corsia centrale di una pista, lunga un secolo, che ospita su ambo i lati modelli più rappresentativi dello sport a due e quattro ruote. L’illuminazione a intensità variabile e la contemporanea proiezione di filmati d’epoca sulle pareti lungo le quali sono allineati auto e moto, si fondono in sorta di happening del quale il visitatore diviene epicentro.

E la situazione non cambia una volta entrati nelle singole sale; qui non vi sono giochi di luce, bensì sapienti illuminazioni che valorizzano opere d’arte, auto, manifesti, modelli, documenti e costumi che già presi in singola categoria, meriterebbero grande attenzione. Questo insieme non disturba, ma avvolge ed ognuno può tuttavia prestare attenzione al singolo oggetto verso il quale é più istintivamente portato. Comunque la possibilità di ammirare, nella prima sala, una splendida Alfa RLSS del ‘25 e catturare allo stesso tempo la visione dell’Auto in corsa di Sironi, meravigliosa matita su carta, o dell’Auto rossa di Boccioni, modernissima opera del 1904-1905, permettono di visualizzare simultaneamente l’oggetto e la sua trasposizione artistica.

E la cosa si ripete puntualmente, anche se con diversi accenti, nelle altre cinque sale che, con lo stesso criterio, porteranno il visitatore ad ammirare - nella seconda - un idrovolante Fiat C29 del 1929 prestato dal Museo Storico dell’Aviazione Militare, smontato prima del trasferimento e rimontato direttamente in sala, circondato da motori stellari, modelli di aerei dell’epoca, manifesti d’antan e, ancora una volta, opere d’arte del periodo raffiguranti l’epopea di un’aviazione in bilico fra pionierismo e progresso, guasconaggine e disciplina, eroismo e modestia. A far capire come tutto questo sia solo autentica realtà, sconosciuta a molti figli dell’era informatica, ecco i filmati dell’epoca, la cui patina grigia e piacevolmente nostalgica non fa che confermare le gesta raffigurate dai quadri ed esaltate dai manifesti.

Le altre sale ospitano autentiche bellezze fra le quali ricordiamo - spaziando disordinatamente nel tempo - la Cisitalia berlinetta e la Giulietta SS, l’Alfa 1750 Gran Sport del 1931 e la Ferrari Mythos, la bellissima prima versione della Aurelia GT Spyder e l’umile Fiat 500 che ha motorizzato l’Italia. Nel campo dell’estro e del genio come non citare progetti, disegni ed oggetti di nomi che hanno fatto grande l’industria automobilistica italiana, da Jano a Giacosa, da Pinifarina a Bertone, per non dimenticare poi Flaminio Bertoni, il papà della leggendaria 2CV che disegnava le macchine su tela con tavolozza e pennelli.

Veloce é stato anche il cambiamento della società, e ad esso é dedicata la quinta sala dove abiti di Valentino, Versace e Sarli, fax e PC disegnati da italiani quali Bellini, De Lucchi e Sottsass ed ancora il primo calcolatore italiano “Olivetti Enea 9003” fanno da cornice ad una gialla Lamborghini Miura e al rarissimo prototipo dell’Alfa Carabo.

La sesta sala rappresenta la fine del filo d’Arianna, la cui estremità é stata però legata all’inizio del nostro secolo, nel rispetto di una tradizione rappresentata da alcuni prototipi che, legando idealmente concetto e produzione in serie, simboleggiano quella continuità di progresso che, nella velocità di circolazione delle idee, trova il suo miglior motore.

Autore: Giovanni Notaro

Il mito della velocità. Arte, motori e società nell'Italia del '900

Il mito della velocità

Arte, motori e società nell'Italia del ‘900

a cura di Eugenio Martera e Patrizia Pietrogrande

19 febbraio – 18 maggio 2008

Il tema della velocità è al centro di questa suggestiva esposizione, coprodotta da Contemporanea Progetti e Azienda Speciale Palaexpo. Un tema declinato in tutte le sue forme, mediante un allestimento dal forte impatto scenografico, che ripercorre cronologicamente le vicende del ‘900, giungendo a esplorare affascinanti e suggestivi scenari futuri.

In primo luogo pertanto il tema dei motori inscindibilmente connesso con l'arte, è la chiave di lettura per seguire e interpretare altri aspetti fondamentali: il design, il cinema e la moda, in un percorso capace di raccontare un secolo di società italiana. Automobili di varie epoche, motociclette, aerei, fotografie storiche e video accompagnano i visitatori in un viaggio dell'anima e del corpo, culturale e sensoriale, attraverso la storia del nostro Paese, guardata con gli occhi di chi l'ha pensata, scritta e vissuta in continua accelerazione. Il percorso riesce così a soffermarsi sui momenti più significativi della storia della velocità in Italia: la poetica futurista di Marinetti, la nascita delle grandi case automobilistiche, la conquista della terza dimensione e dei cieli, la storia del lavoro dei grandi car designer, il boom economico italiano, l'accelerazione delle comunicazioni grazie alla nuova grande frontiera di internet, fino a giungere ai nostri giorni, all'ancora ricco e inesplorato mondo della velocità moderna, raccontato grazie all'affascinante quanto rilevante contributo scientifico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, grazie al quale il visitatore sarà accompagnato a riflettere intorno a tre particolari declinazioni del concetto di velocità: la velocità della luce, la velocità della materia e la velocità dell'informazione. Lo spettacolare e inedito connubio di motori, arti figurative, cinema, moda e design dimostra come il concetto di velocità e il mito ad essa connesso abbiano influenzato e trasformato la nostra società nel corso del Novecento, modificando profondamente la società, i linguaggi e le forme d'espressione della materia e la velocità dell'informazione.

Nella parte centrale del Palazzo trova posto una sezione dedicata alle gare, ai piloti, alle auto e alle moto dei record: una lunga pista che ripercorrerà idealmente le tappe più significative della storia della velocità in Italia. E' infatti nelle corse automobilistiche e motociclistiche che si svilupparono e sperimentarono le più innovative soluzioni tecniche, dove il meglio della tecnologia a due e a quattro ruote trovava e ancora oggi trova applicazione. All'interno di questa sezione ci sarà un vero e proprio percorso nella storia delle automobili e moto da corsa a partire dalla Fiat 130 HP Gran Prix proveniente dal Museo Nazionale dell'automobile Carlo Biscaretti di Ruffia di Torino fino ad arrivare alla Ferrari di Schumacher dei tempi moderni, nel corso di questo viaggio saranno presentate automobili di indiscusso valore come l'Alfa Romeo Gran Premio Tipo C 12 cilindri del 1936 proveniente dal Museo Alfa Romeo di Arese, la Maserati Eldorado del 1958 della Collezione Umberto Panini, la mitica Alfetta del 1951 e molte altre. Anche sul fronte della velocità a due ruote sono presentati straordinari pezzi grazie al contributo di tutte le maggiori case italiane: la S.I.A.M.T. del 1911, la Frera del 1923, la Gilera Rondine 4 cilindri del 1936, la Motoguzzi C 4 valvole del 1924, la Vespa Circuito del 1949, la Ducati Marianna del 1955, la MV Agusta di Agostini del 1965, fino ad arrivare alla Aprilia SRW 250 del campione Lorenzo e alla Ducati Desmosedici di Stoner.

La prima sezione è dedicata alla "bellezza della velocità", nuovo tipo di bellezza di cui si arricchì l'estetica futurista. Opere fondamentali del periodo futurista si ispirano a questo concetto e proprio con queste opere si aprirà il percorso dell'esposizione. Una particolare attenzione viene posta sulla figura di Filippo Tommaso Martinetti, nonché su tutti i variegati aspetti sui quali la corrente futurista pose la sua attenzione: la moda con i capi d'abbigliamento disegnati da Crali, Depero e Thayat, il cinema e la fotografia. Viene inoltre presentato un repertorio degli oggetti del progresso industriale e meccanico che hanno rappresentato i marchi semantici della modernità: l'automobile, il treno, le stazioni, le autostrade, i telefoni, le radio. Tra le opere d'arte più importanti di questa sala il magnifico Trittico della velocità di Dottori, ma anche il Tram in corsa di Severini, numerose opere di Balla, Boccioni e Depero, ma anche materiali archivistici inediti provenienti dal "Vittoriale degli Italiani" di Gardone Riviera, importanti disegni della collezione del MART che racconteranno le ricerche della moda futurista e fotografie originali provenienti anch'esse dal MART sulla sperimentazioni della fotografia futurista.

La seconda sezione è dedicata principalmente alla velocità dei cieli, sono esposte opere d'arte legate al movimento degli aeropittori, saranno infatti esposte opere di Crali, Tato, Delle Site, D'Anna, e molti altri. Al centro della sala è inoltre esposto un esemplare originale dell'idrocorsa Fiat C29 proveniente dal Museo Storico dell'Aeronautica militare di Vigna di Valle. Fotografie e materiale attinente alle grandi imprese e ai record raggiunti dal nostro paese in questi primi decenni del secolo completeranno il percorso grazie al prezioso contributo del Museo dell'aeronautica Gianni Caproni di Trento L'attenzione si concentra inoltre sulla figura di Gabriele D'Annunzio e sulle sue storiche imprese.

Nella terza sezione si parla invece della storia del design italiano dell'automobile attraverso prototipi, progetti e auto dei più grandi designer italiani: Flaminio Bertoni, Nuccio Bertone, Dante Giocosa, Pininfarina, Vittorio Jano, sono soltanto alcuni dei nomi presi in considerazione. Saranno qui esposte straordinarie auto che hanno fatto la storia del design, quali l'Alfa Romeo 6 C 1750 Gran Sport, la Giulietta SS e la Cisitalia 202 Gran Sport, prima auto ad essere esposta al MOMA di New York per le sue forme assolutamente innovative e comparabili ad una stupenda opera d'arte contemporanea, tanto che fu esposta con il titolo "Scultura in movimento". Non manca comunque l'arte con magnifiche opere di Salvatore Scarpitta, Ivanoe Gambini e Gianfilippo Usellini.

La quarta sezione è dedicata al periodo del boom economico italiano, gli anni Cinquanta descritti in tutta la loro dirompente tendenza al "movimento". La "velocità della crescita" raccontata attraverso le manifestazioni legate all'industria automobilistica ma anche alla moda, al design, al cinema. Sono dunque esposte le auto simbolo di quell'epoca: la 500 del Fiat 500 Club Italia, la Lancia Aurelia B24 del sorpasso proveniente dalla Collezione Storica Lancia e la mitica Vespa GS del Museo Piaggio di Pontedera. Tornano ad avere un ruolo fondamentale la moda e il design, grazie ai magnifici abiti di Pucci, Roberta di Camerino e Missoni, e a pezzi storici quali il televisore Algol e la macchina da scrivere Valentine. L'arte figurativa continua ad avere un ruolo decisivo garzie alle opere di arte cinetica del gruppo MID, Grazia Varisco, Alberto Biasi, Gabriele De Vecchi, Davide Boriani, Eugenio Carmi e il loro concetto di spazio legato ancora una volta a quello del movimento.

La quinta sezione è invece dedicata alla velocizzazione nel campo delle comunicazioni avvenuta tra gli anni '80 e '90 grazie al fax, al cellulare, al computer e alle fibre ottiche.Trovano spazio in questa sala testimonianze relative all'impulso italiano nel campo del computing dato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, al primo calcolatore elettronico italiano ‘Olivetti Elea 9003', uno dei primissimi al mondo costruito interamente a transistor, e alle grandi scoperte di Carlo Rubbia, legate all'accellerazione di particelle. Non mancano splendidi esemplari a quattro ruote: la Lamborghini Miura e l'Alfa Romeo Carabo testimoniano il cambiamento delle linee e del design avvenuto a partire dagli anni '70, così come gli splendidi bozzetti di Giugiaro e Lamborghini. Moda e cinema ancora protagonisti con splendidi abiti di Valentino, Versace, Sarli e altri, e con la proiezione di film cult come Nirvana. Anche il design rimane in primo piano con esemplari di fax e computer di De Lucchi, Bellini e Sottsass, nonché col contributo di disegni e creazioni di Iosa Ghini per Memphis. L'arte, sempre presente, porta in mostra in questa sala splendide opere di Scarpitta, Schifano, Alighiero & Boetti, Mambor, Munari, Piacentino e Ontani.

Nella sesta sezione trovano spazio la tecnologia e design e ancora i grandi car designers italiani grazie alla presenza di splendidi prototipi, simboli della velocità nel 21° secolo. Automobili di prova disegnate per scopi dimostrativi che permettono la sperimentazione sul disegno dei nuovi prodotti prima che vengano messi in produzione.

da OmniAuto.it & PalazzoEsposizioni.it

Appena ho una giornata libera ci vado...deve essere molto interessante...il costo è 12.50 € ed oltre al "Mito della Velocita" ci sono altre 2 mostre: Cina XXI secolo. Arte fra identità e trasformazione e Gregory Crewdson a cui subentrerà questa National Geographic. AcquaAriaFuocoTerra

quella di Rothko-Ceroli-Kubrick era fatta molto bene...e anche questa sembra promettere bene...

Per ulteriori Info:

Palazzo delle Esposizioni

1486064684650356737.gif.a00f8cace62773a93b9739b2906757ee.gif

Link al commento
Condividi su altri Social

  • Risposte 21
  • Creato
  • Ultima Risposta

I più attivi nella discussione

I più attivi nella discussione

stupenda questa manifestazione!!

vorrei proprio andarci..

image.php?type=sigpic&userid=879&dateline=1242680787

Mi avete fatto venire fino a quassù e mi avete detto...mi avete detto che mi compravate una bomba...arriverò tardi per il pranzo e mia mamma...ahhh...ahhh..e non mi farà mangiare per punizione..aaaaaah che vigliacchi.........nessuno ha una cioccolata??? un croccante???

Link al commento
Condividi su altri Social

Che ci fà una Lancia nel museo dedicato ai miti della velocità?:-S :roll:

gia...e ce ne sono ben 2...

il-mito-della-velocit_21.jpg

piuttosto c'è da chiedersi che ci fa una 500 in questa mostra... vabbè che ormai la mettono ovunque.

Btw, dev'essere proprio una bella mostra, anche l'ambientazione di queste auto è notevole

Link al commento
Condividi su altri Social

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere iscritto per commentare e visualizzare le sezioni protette!

Crea un account

Iscriviti nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×
×
  • Crea Nuovo...

 

Stiamo sperimentando dei banner pubblicitari a minima invasività: fai una prova e poi facci sapere come va!

Per accedere al forum, disabilita l'AdBlock per questo sito e poi clicca su accetta: ci sarai di grande aiuto! Grazie!

Se non sai come si fa, puoi pensarci più avanti, cliccando su "ci penso" per continuare temporaneamente a navigare. Periodicamente ricomparità questo avviso come promemoria.