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Emergenza violenza nelle nostre città?


Motron

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il saluto finale è univoco, non ci voleva molto.

ma non ci fermiamo al dito, guardiamo oltre.

e quando scrive 'questa classe politica' non penso intenda 'attuale governo'. eccetto la parte riguardante le leggi sulla 'rassicurazione', ovvio.

"Io non ce l'ho co' te, ma co' quello che te sta vicino e nun te butta de sotto!"

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I più attivi nella discussione

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Qualcosina aggiungo anche io, visto il mestiere che faccio.

Intanto, occorre tener presente che si stanno facendo interpretazioni di dati che non sappiamo fino a che punto siano veri.

Un conto è il fenomeno criminale reale, in conto è quello percepito. In una società fortemente mediatica come la nostra, il secondo può essere sensibilmente maggiore o minore di quello percepito. Io tendo a credere che sia maggiore perché mi pare che i nostri media siano particolarmente attratti dalla cronaca nera, soprattutto "splatter" e ancora di più quando ha sfondo interetnico, perché i lettori si incazzano quando delinque lo straniero (il barbaro invasore) e quindi leggono i dettagli (e comprano il giornale, vedono la tv, eccetera).

Dobbiamo allora fare riferimento soltanto alle statistiche giudiziarie? Anche questo non è detto.

Infatti, a volte la criminalità reale è maggiore di quella risultante dalle statistiche, perché quando la gente ha paura (a torto o a ragione) autolimita la propria libertà e riduce la commissione effettiva dei reati. Se nessuno va più in una piazza perché è territorio incontrastato dei criminali, dalle statistiche risulta un crimine basso, ma non è reale.

Ancora. Quando la criminalità è percepita come soverchiante e quindi non contrastabile, si smette di fare denuncia. Anche in questo caso la statistica giudiziaria non rispecchia il fenomeno reale.

Probabilmente sul territorio di Scampia, a Napoli, non risultano più denunce di spaccio di droga rispetto alla media nazionale. E' vero? No, quello è un mercato a cielo aperto di spaccio, ma la polizia di fatto non fa niente perché non può far niente (non mi dilungo sul punto, ci vorrebbe una trattazione apposita).

Allora: non si può trattare il fenomeno criminale con le categorie logiche semplici, tipo causa-effetto, perché non funziona così.

Non è detto che inasprire la repressione serva, non è detto che basti, non è detto che convenga.

Certamente, la questione non andrebbe trattata con provvedimenti buoni solo per l'opinione pubblica, tipo il divieto di domiciliari agli stupratori, che verrà fulminato in Corte Costituzionale appena qualcuno farà rilevare la disparità di trattamento con i soggetti indagati per omicidio (che ai domiciliari ci possono andare).

Credo che si possano dire poche cose:

1) l'Italia ha bisogno di nuove carceri altrimenti continueremo con indulti e amnistie;

2) ha anche bisogno di molte più risorse - denaro - nel settore giustizia (più giudici, più cancellieri, più ufficiali giudiziari, più carta per le fotocopie, più edifici per i Tribunali) altrimenti i processi continueranno a durare anni;

3) ha infine bisogno di maggiore effettività nell'esecuzione della pena, che oggi è di fatto assorbita dall'applicazione indiscriminata della sospensione condizionale e da altri istituti premiali anche a soggetti obiettivamente piuttosto antisociali;

4) forse va incoraggiata un po' la difesa personale, modificando ancora l'art. 52 del Codice penale.

Detto questo, il sistema normativo italiano, più che "debole", è ingiusto, nel senso che ci sono troppe cazzate punite duramente e troppe cose gravi punite blandamente. Questo è molto grave perché alla fine un sistema ingiusto non è credibile e non ottiene quel grado di adesione sociale generalizzato che è il vero terreno su cui piantare l'albero della legge.

In questo paese gli stranieri imparano dagli italiani che molte leggi sono ingiuste e non vanno rispettate. Il resto viene di conseguenza.

Giulia Nuova Super 1300

75 1.8 carburatori

33 IE Imola

145 1.6 TS 16V

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quoto integralemte il post di gt veloce (ma proprio nel dettaglio) aggiungendo che spesso gli immigrati hanno un certo tipo di condotta proprio perchè vedono ITALIANI comportarsi in un certo modo. Ed è inutile che facciamo finta di niente perchè qui dentro (come fuori) SAPPIAMO TUTTI di cosa si parla.

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L'articolo e' di Marco Travaglio.

a ecco ora mi torna:lol:

se fosse stato riportato correttamente il nome il commento che avrei fatto sarebbe stato lo stesso

" e ti pareva che era tutta colpa di berlusconi ? " ma almeno mi sarei evitato di leggerlo. :(

Cosa non si fa per una pagnotta...

NULLA !.

non si fa ' nulla : perche ' prendersi la briga di approfondire e analizzare ?

quando invece si guadagnare BENE appoggiandosi al politico di turno e buttando 4 luoghi comuni su un foglio A4.

Cita

7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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visto che il problema è l'autore e NON quello che ha scritto, ecco l'artico di Luca Ricolfi de La Stampa:

sabato 21 febbraio 2009

Gli stranieri e la mecca del crimine. Luca Ricolfi

Periodicamente l’opinione pubblica si allarma per il problema della criminalità e della violenza. I giornali soffiano sul fuoco. Il governo tenta di fare qualcosa (è di ieri l’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto anti-stupri). Maggioranza e opposizione tirano acqua ai rispettivi mulini. Quando al governo c’è la sinistra e all’opposizione c’è la destra, il copione è già scritto: la sinistra minimizza e la destra drammatizza. Quando invece, come oggi, i ruoli di governo e opposizione sono invertiti, il copione va in crisi. La sinistra vorrebbe cavalcare la paura, ma non può farlo perché i suoi riflessi condizionati buonisti le suggeriscono di sdrammatizzare. La destra, per contro, vorrebbe tanto drammatizzare, ma deve trattenersi perché è al governo e teme di essere considerata responsabile di quel che succede. Dopo i recenti casi di stupro a danno di donne italiane e straniere siamo dunque tornati a farci le solite domande. La criminalità è in aumento? Gli stranieri delinquono di più degli italiani? I romeni hanno una speciale vocazione per i reati di violenza sessuale? O sono tutte «percezioni»? Sull’andamento della criminalità non si può dire molto. Con i dati finora disponibili (non definitivi e fermi al 1° semestre 2008) possiamo solo fissare qualche punto. La criminalità è aumentata molto subito dopo l’indulto: +15,1% in un anno, fra il primo semestre 2006 e il primo semestre 2007. Nel primo semestre del 2008 è diminuita rispetto al 2007, presumibilmente a causa dell’elevato numero di «indultati» recidivi, liberati e poi riacciuffati dalle forze dell’ordine. Ma la diminuzione non è stata sufficiente a compensare l’impennata del 2007, cosicché due anni dopo l’indulto il numero di delitti era un po’ maggiore di quello pre-indulto. Per esempio abbiamo più rapine (+4,9%), più omicidi volontari consumati (+7,7%), più truffe e frodi informatiche (+10,7%). In breve: le carceri sono strapiene, esattamente come lo erano prima dell’indulto (60 mila detenuti), e il numero di delitti è un po’ maggiore di allora. Sul tasso di criminalità dei cittadini stranieri è difficile lavorare con statistiche precise, perché si ignora il numero esatto degli irregolari, però la situazione è piuttosto chiara.

Il tasso di criminalità degli stranieri regolari è 3-4 volte quello degli italiani, il tasso di criminalità degli stranieri irregolari è circa 28 volte quello degli italiani (dati 2005-6). Fino a qualche anno fa la pericolosità degli stranieri, pur restando molto superiore a quella degli italiani, era in costante diminuzione, ma negli ultimi anni questa tendenza sembra essersi invertita: la pericolosità degli stranieri non solo resta molto superiore a quella degli italiani, ma il divario tende ad accentuarsi. Resta il problema della violenza sessuale e degli stupri. Qui la prima cosa da dire è che i mass media sono morbosamente attratti dalle violenze inter-etniche - lo straniero che stupra un’italiana, l’italiano che stupra una straniera - e riservano pochissima attenzione alle violenze intra-etniche, che a loro volta sono spesso intra-famigliari (donne violentate da padri, zii, suoceri, partner più o meno ufficiali). Ma i mass media, a loro volta, amplificano una distorsione che è già presente nelle denunce: l’assalto di un branco di adolescenti a una ragazzina all’uscita da scuola ha molte più probabilità di essere denunciato di quante ne abbiano le vessazioni di un padre-padrone, non importa qui se dentro un campo nomadi o in una linda villetta piccolo borghese. Basandosi esclusivamente sulle denunce, quel che si può dire è che la propensione allo stupro degli stranieri è 13-14 volte più alta di quella degli italiani (dato 2007), e che - anche qui - il divario si sta allargando: l’ultimo dato disponibile (2007) indicava un rischio relativo (stranieri rispetto a italiani) cresciuto di circa il 20% rispetto a tre anni prima (2004). Infine, i romeni. In base ai pochi dati fin qui resi pubblici, la loro propensione allo stupro risulta circa 17 volte più alta di quella degli italiani, e una volta e mezza quella degli altri stranieri presenti in Italia. Lo stupro non è però il reato in cui i romeni primeggiano rispetto agli altri stranieri. Nella rapina sono 2 volte più pericolosi degli altri stranieri (e 15 volte rispetto agli italiani), nel furto sono 3-4 volte più pericolosi degli altri stranieri (e 42 volte rispetto agli italiani). Nel tentato omicidio e nelle lesioni dolose, invece, sono leggermente meno pericolosi degli altri stranieri, ma comunque molto più pericolosi degli italiani (7 e 5 volte di più rispettivamente). Si può discettare all’infinito sul perché il tasso di criminalità degli stranieri, anche regolari, sia così più alto di quello degli italiani. Razzisti e xenofobi diranno che l’alta propensione al crimine di determinate etnie dipende dai loro usi e costumi, se non dal loro Dna.

Ma la spiegazione più solida, a mio parere, è tutta un’altra: se gli stranieri delinquono tanto più degli italiani non è perché noi siamo buoni e loro cattivi, ma perché i cittadini stranieri che arrivano in Italia non sono campioni rappresentativi dei popoli di provenienza. Con la sua giustizia lentissima, con le sue leggi farraginose, con le sue carceri al collasso, l’Italia è diventata la Mecca del crimine. Un luogo che, oltre a una maggioranza di stranieri per bene, attira ingenti minoranze criminali provenienti da un po’ tutti i Paesi, e così facendo crea l’illusione prospettica dello straniero delinquente. Perciò hanno perfettamente ragione gli italiani che hanno paura degli immigrati, ma hanno altrettanto ragione gli stranieri onesti che si sentono ingiustamente guardati con sospetto. I cittadini italiani privi di paraocchi ideologici non possono sorvolare sul fatto che uno straniero è dieci volte più pericoloso di un italiano. Ma farebbero ancor meglio a rendersi conto che ogni comunità straniera è costituita da due sottopopolazioni distinte: gli onesti attirati dalle opportunità di lavoro, e i criminali attirati dalla debolezza delle nostre istituzioni. Il problema è che le due sottopopolazioni non si possono distinguere a occhio nudo, e quindi - in mancanza di segnali che consentano di separarle - la diffidenza diventa l’unico atteggiamento razionale. Un atteggiamento che non si supera con lezioncine di democrazia, tolleranza e senso civico, ma solo rendendo l’Italia un paradiso per gli stranieri di buona volontà e un inferno per i criminali, stranieri o italiani che siano. (la Stampa)

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5628&ID_sezione=29&sezione=

poi riporto un link a duna notizia passata +/- inosservata:

AGI News On - CORTE DEI CONTI: ALLARME CORRUZIONE

e visto che, non si sa mai, si riconducesse tutto ad una questione meramente politica, metto pure questo:

AGI News On - ALFANO: CONDIVIDO RIGA PER RIGA RELAZIONE LAZZARO

però l'emergenza è lo stupro ad opera di rumeni, del fatto che milioni di euro spariscono dalla pubblica amministrazione, che qualsiasi opera pubblica ci costa 10 volte tanto, ammesso sia utile, ormai lo diamo per inevitabile se non per un vantaggio.

Modificato da Albizzie

"Io non ce l'ho co' te, ma co' quello che te sta vicino e nun te butta de sotto!"

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grazie mille per l'utilissimo termine di paragone giornalistico

il Sig. Ricolfi prima "ha fatto i compiti a casa" e poi ha tratto delle conclusioni e questo metodologia mi piace a prescindere

e quindi non mi stupisco che abbia tratto delle conclusioni assolutamente condivisibili.

Cita

7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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grazie mille per l'utilissimo termine di paragone giornalistico

il Sig. Ricolfi prima "ha fatto i compiti a casa" e poi ha tratto delle conclusioni e questo metodologia mi piace a prescindere

e quindi non mi stupisco che abbia tratto delle conclusioni assolutamente condivisibili.

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

"Everyone is entitled to their own opinion, but not their own facts!"

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vabbè ricolfi è un giornalista serio, soprattutto con opinioni trasversali a quelle dei vari schieramenti politici in quanto trae le sue conclusioni (che poi possono essere condivisibili o meno) basandosi su una seria documentazione. Ditatti lo leggo volentieri.

L'altro ormai crede di essere investito da un poter messianico e i fatti ormai sono marginali e comunque esclusivamente funzionali alla sua missione. Difatti se lo vedo in tv cambio canale. Anche perchè quella pettinatura se la possono permettere solo i modern Talking.

@Aiciesse: c'è posta per te.. purtroppo non è la folliero (stagionata, ma materassabile..)

CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI

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io continuo a vederla della serie se non hai talento allora spari cazzate nella speranza di fare audience (e questo totalmente disgiunto dalla politica o dalla ideologia)

viceversa, giusto per intenderci, altrove parlavo dei giornalisti amerregani,

per i loro standard questo e' il minimo dell'esercizio, infatti loro avrebbero aggiunto anche lo storia vera dell'onesto "mohamed" costretto a convivere con i danni causati da altri immigrati disonesti.

ma questa e' l'italia dove se ha ragione chi sostiene che Berlusconi ha comprato tutti i giornalisti allora e' solo perche' valgono molto poco

Cita

7:32 : Segni i punti coglionazzo !

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E quindi probabilmente non ha neanche speso troppo....:)

A me pesonalmente MT piace abbastanza, non fosse altro perche' affronta temi scomodi.

E molto difficilmente dice cose inesatte.

Mi piace meno quando fa il Robespierre della Dora , ma "nobody's perfect"

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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