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FIFA World Cup 2010: Sudafrica


Navarre75

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L'Algeria inguaia l'Inghilterra

Solo 0-0: sarà decisiva la Slovenia

Evidentemente ancora scossa dal pareggio contro gli Stati Uniti nella gara d'esordio del suo Mondiale' date=' l'Inghilterra fornisce un'altra prestazione decisamente mediocre e non va oltre lo 0-0 contro l'Algeria. L'undici di Capello, praticamente mai pericoloso, molto confuso nella manovra e ben contenuto dalla foltissima difesa dei nordafricani, deve ora battere la Slovenia nell'ultimo turno del gruppo C per essere certo della qualificazione.

[b']LA PARTITA

Male, molto male. Altro che Mondiale da vincere. Questa spedizione sudafricana di don Fabio è già da salvare per i capelli. L'Inghilterra di Capello non decolla. Non solo, nemmeno prova a far rullare i motori. Resta lì, quasi immobile, a quota due punti e con l'incubo eliminazione in fondo alla pista. La classifica non lascia scampo: l'unico modo per approdare certamente agli ottavi di finale è battere la Slovenia nell'ultimo match del gruppo C. Qualunque altro risultato, anche alla luce della miseria del gol segnato in due partite, esporrebbe i Leoni della Regina a rischi notevolissimi. Per buona pace di chi, in epoca di sorteggi, aveva battezzato come facile, facile il gironcino di Rooney e compagni.

Il fatto è che difficile, anche oggi, non sembra. A renderlo tremendamente complicato ci ha piuttosto pensato la nazionale del nostro ct da esportazione. L'Inghilterra è una squadra irriconoscibile: lentissima nella manovra, incapace di sfondare sulle fasce, senza l'ombra di una regia in mezzo al campo e mai pericolosa in attacco. Difetti, questi, che hanno reso ovviamente più semplice il compito dell'Algeria, scesa in campo con l'idea di strappare lo 0-0 (basta guardare lo schieramento copertissimo) e, alla resa dei conti, felice di potersi giocare le proprie chance di qualificazione contro gli Stati Uniti.

Qualcosa, però, dietro a questa inattesa debacle, ci deve pur essere. Perché nell'Inghilterra sudafricana non c'è nulla di quanto Capello è stato in grado di far vedere in tutta la sua carriera di allenatore. Non c'è organizzazione di gioco, non c'è linearità di manovra, non c'è neppure la solidità difensiva consueta delle formazioni di don Fabio. Ciascuno, da Gerrard - uno dei pochi a salvarsi - a Lampard, passando per Rooney, Lennon e Cole, ha giocato per conto suo. Vagando per il campo e provando improbabili soluzioni personali. Di qui lo score misero dei Leoni, che alla fine della fiera hanno creato due sole occasioni da gol - una con Lampard nel primo tempo (tiro maldestro da centro area) e una con Gerrard che ha vanificato un buon contropiede nella ripresa - senza mai dare l'impressione di poter realmente impensierire l'avversario. Lo 0-0 che inchioda l'Inghilterra alle sue responsabilità è, quindi, un risultato giustissimo. Che costringe gli inglesi ad alzarsi sui pedali per l'ultima salita sperando di avere ancora gamba per passare questa terribile cima mondiale.

LE PAGELLE

Gerrard 6 -È l'unico a provare qualcosa, ma non brilla certo per la qualità delle sue giocate. Si salva, ma soltanto perché la nave affonda

Heskey 3,5 - La sua presenza in campo, già inspiegabile prima dell'avvio dell'incontro, diventa del tutto incomprensibile con il passare dei minuti. Fa danni inenarrabili menando manco fosse uno stopper ogni avversario che gli capita a tiro. In buona sostanza, non aiuta la squadra nella manovra, non dà profondità, non impegna la difesa avversaria e non tira una sola volta in porta.

Rooney 5,5 - Ogni tanto prova qualche accelerazione delle sue, ma invece di restare là davanti come gli chiederebbe Capello va a cercarsi il pallone a centrocampo dove, chiaramente, non può essere pericoloso. Nel finale sembra avere qualche problemino fisico ma un problema, di altra natura, ha tutta l'aria di averlo con il suo ct.

Ziani 6,5 - Per tutto il primo tempo impegna la difesa avversaria viaggiando come un dannato sulla fascia e sparacchiando a centro area tutto il possibile. Poco alla volta si convince, come i suoi compagni, che un pareggino senza reti non è poi un risultato da buttar via. Di conseguenza cala fino a spegnersi

Yahia 7 - Oddio, Heskey si marca da solo e questo, a essere onesti, gli agevola il compito mica male. Lui, però, ci mette del suo e chiude ogni varco con tempismo e intelligenza. Pronto per una sera da martirio, si guadagna il paradiso senza troppa fatica.

IL TABELLINO

INGHILTERRA-ALGERIA 0-0

Inghilterra (4-4-2): James 5,5; Johnson 5, Carragher 6, Terry 6, A. Cole 5,5; Lennon 5 (18' st Wright-Phillips 6), Gerrard 6, Lampard 5, Barry 4,5 (39' st Crouch SV); Heskey 3,5 (28' st Defoe 6), Rooney 5,5. A disp.: Green, Hart, Dawson, Upson, Warnock, Carrick, Joe Cole, Milner, Crouch. All.: Capello

Algeria (4-4-1-1): M'Bohli 5,5; Bougherra 6, Halliche 6,5, Yahia 7, Belhadj 6,5; Boudebouz 6,5 (28' st Abdoun sv), Yebda 7 (44' st Mesbah sv), Lacen 6, Ziani 6,5 (35' st Guedioura sv); Kadir 6; Matmour 6,5. A disp.: Gaouaoui, Chaouchi, Djeboour, Laifaoui, Medjani, Mansouri, Bellaid, Mbouli, Saifi. All.: Saadane

Arbitro: Irmatov (UZB)

Marcatori: -

Ammoniti: Carragher (I), Lacen (A)

Espulsi: - nessuno

18 giugno 2010

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Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo intenditore. - Georges Courteline -

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Sneijder-gol' date=' Giappone al tappeto[/size']

Mondiali: ma che papera Kawashima

È Sneijder, con la complicità del portiere del Giappone Kawashima, a regalare la vittoria di misura all'Olanda nel match di Durban contro i nipponici e valido per la seconda giornata del gruppo E dei Mondiali. Un successo che vale il primato con 6 punti. Primo tempo senza emozioni e tiri in porta. All'8' della ripresa ci pensa l'interista con una bomba di destro da fuori deviata malamente a sbloccare il risultato e a risolvere il match.

LA PARTITA

Una conclusione nello specchio della porta nei primi 45' minuti. Del Giappone. Partita difficile per l'Olanda, che domina nel possesso palla ma che non riesce trovare spazi nella ragnatela nipponica costruita davanti al portiere Kawashima. Non funzionano nè le percussioni centrali nè il gioco sulle fasce: gli uomini di Okada raddoppiano subito sui possessori di palla e le azioni olandese si spengono sul nascere. Agli orange servirebbe maggior velocità e gli spunti individuali che per ora latitano. Sneijder si fa vedere solo su punizione, alta. Dal canto suo il Giappone aspetta e quando può si affaccia nella metà campo avversaria. E si rende percoloso prima con un colpo di testa di Honda fuori misura e soprattutto con una conclusione di Matsui, che Stekelenburg blocca.

Ci voleva una magia, un'invenzione, per sbloccare una partita anonima e senza cuore. Arriva l'invenzione ma anche un altro clamoroso errore di un portiere. È l'8' quando Sneijder prova a bucare la difesa giapponese con una botta da fuori area su appoggio di Van Persie: Kawashima intercetta, ma così male che la palla si infila comunque alle sue spalle. Il ct del Giappone manda in campo prima Shunsuke Nakamura per Matsui e poi due attaccanti come Tamada e Okazaki rispettivamente per Okubo e Hasebe per aumentare la spinta in avanti. Ma al 39' Kawashima si riscatta soltanto in parte negando il gol del 2-0 ad Affelay, appena entrato al posto di Sneijder. E allo scadere Okazaki spara alto da buona posizione. Il massimo risultato con il minimo sforzo per un'Olanda ancora brutta. Ma comunque prima nel suo gruppo. Giappone troppo rinunciatario.

LE PAGELLE

Sneijder 7 - Non è tutto merito suo ma almeno ci prova: nell'Olanda vista oggi non è cosa da poco. E la fortuna lo aiuta. Fondamentale nell'Inter, decisivo in Nazionale: una stagione d'oro.

Matsui 6 - Il più attivo dei suoi, almeno nel primo tempo. Bravo in fase di contenimento, spinge e prova la soluzione personale quando il Giappone va in avanti. Esce per il più offensivo Shunsuke Nakamura, vecchia conoscenza del calcio italiano.

Van Persie 5,5 - Un colpo di testa pericoloso a inizio ripresa e pochissimo altro. Difficile muoversi nella morsa nipponica.

Honda 5 - Là davanti si danna ma di palloni ne vede davvero pochi. Una buona opportunità alla fine del primo tempo che poteva essere sfruttata meglio.

Kawashima 4 - Arriva dal giapponese l'ultima papera di un portiere ai Mondiali. Respinge malissimo la bomba da fuori di Sneijder: la palla diventa una scheggia impazzita che si catapulta in rete.

IL TABELLINO

Olanda-Giappone 1-0

Olanda (4-2-3-1): Stekelenburg 6,5; Van der Wiel 6, Heitinga 6, Mathijsen 6, Van Bronckhorst 6; Van Bommel 5,5, De Jong 6,5; Kuyt 6, Sneijder 7 (38'st Afellay 6), Van der Vaart 6 (27'st Elia 6); Van Persie 5,5 (43'st Huntelaar sv). A disposizione: Vorm, Boschker, Boulahrouz, Ooijer, Braafheid, De Zeeuw, Schaars, Babel. C.T.: Van Marwijk

Giappone (4-5-1): Kawashima 4; Nagatomo 5,5, Nakazawa 6, Tanaka 6, Komano 5,5; Abe 5; Hasebe 5,5 (32'st Okazaki 6), Matsui 6 (19'st S.Nakamura 5,5), Endo 5, Okubo 5 (32'st Tamada sv); Honda 5. A disposizione: Narazaki, Kawaguchi, Uchida, Iwamasa, Konno, K.Nakamura, Inamoto, Yano, Morimoto. C.T.: Okada

Arbitro: Baldassi (Argentina)

Marcatori: 8' st Sneijder (O)

Ammoniti: Van der Wiel (O)

Espulsi: - nessuno

19 giugno 2010

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Inviato (modificato)
Ghana sprecone. Pari con l'Australia

A Rustenburg finisce 1-1

Il Ghana non sfrutta la grande occasione. L'Australia viene graziata e per poco' date=' in contropiede, non fa il colpaccio. A Rustenburg finisce 1-1 dopo 90 minuti segnati da due episodi: vantaggio dei canguri con Holman (11'), che sfrutta un'incertezza del portiere africano. Pareggio delle "black stars" grazie a un rigore di Gyan (25') concesso per fallo di mano di Kewell (espulso). Buon arbitraggio dell'italiano Rosetti, all'esordio nel Mondiale.

[b']LA PARTITA

"In questo mondiale possiamo arrivare tra le prime quattro", aveva detto il presidente della federcalcio ghanese Kwasi Nyantakyi. Dopo questa partita, siamo sicuri, si sarà ricreduto anche lui. Sì, perché il Ghana, contro gli australiani, ha avuto la grande occasione di mettere il proprio sigillo sugli ottavi di finale. E ha fallito. In 11 contro 10 per oltre un'ora, contro un avversario mediocre in ogni reparto del campo, non si può pareggiare se si hanno ambizioni importanti. L'aggravante (per le black stars) è che l'1-1 sia arrivato dopo un secondo tempo confusionario, giocato come se il calcio fosse una gara individuale basata su continui tiri da 30 metri. Impossibile, in questo modo, impensierire un ottimo portiere come l'esperto Schwarzer, autore di un paio d'interventi eccellenti.

I primi 45 minuti sono stati marchiati a fuoco da due episodi decisivi. Minuto 11: calcio di punizione di Bresciano, Kingson non trattiene e Holman, centrocampista dell'AZ Alkmaar, insacca di sinistro. Altro che Jabulani: è il livello dei portieri, in questo Mondiale, a essere scarso. L'Australia pare tutt'altra squadra rispetto ai disastrosi 11 che si erano opposti (o almeno ci avevano provato) alla Germania. Più convinti, più rapidi, ma non più concentrati. Il pareggio ghanese, infatti, nasce da una distrazione della retroguardia australiana. Eccoci al secondo episodio: è il 24' quando la difesa dei Socceroos, a centro area, lascia Mensah libero di calciare a botta sicura. Kewell, posizionato sulla linea di porta, para con un braccio il destro dell'ex giocatore di Chievo e Genoa. Rigore ed espulsione. Inevitabile. Gyan dagli 11 metri non sbaglia e il Ghana si ritrova all'improvviso in partita, con tanto di inerzia completamente a proprio favore. L'Australia comincia a scricchiolare e Boateng, al 44', per poco non porta in vantaggio le Stelle nere con un bel destro a incrociare deviato in angolo da Schwarzer.

Che sia il presagio di un secondo tempo tutto di marca africana? Tutt'altro. I ghanesi, nella ripresa, eccetto qualche spunto dell'ottimo Gyan ci provano solo con sterili tiri da lontano. Piuttosto, arrivano dall'Australia i pericoli maggiori: al 67' Chipperfield, di testa, manda alto di testa un cross dalla destra. Cinque minuti più tardi l'errore di Wilkshire è ancora più clamoroso: il terzino della Dinamo Mosca, da due passi, calcia addosso a Kingston.

La situazione nel gruppo D, con questo pareggio, vede il Ghana in testa con 4 punti. Germania e Serbia seconde a quota 3, Australia 1. L'ultimo turno prevede Germania-Ghana e Australia-Serbia. Facendo quattro conti, è semplice dedurre quanto adesso, il Ghana, rischi seriamente l'eliminazione.

LE PAGELLE

Schwartzer 7,5: il portiere del Fulham è in gran giornata. Si oppone bene su Gyan e pare sempre sicuro. Se l'Australia rimane in piedi, gran parte del merito è suo.

Kewell 4: è incomprensibile quello che ha combinato. Uno con la sua esperienza non può permettersi ingenuità simili. Sul "mani" sarebbe stato meglio non parare il pallone per non lasciare i compagni in 10 uomini.

Kingson 5: lo Jabulani, in questo Mondiale, sta diventando un alibi per molti, troppi portieri. Caro Kingson, il vantaggio dell'Australia è solo colpa tua.

Gyan 7,5: giocatore fantastico che da solo tiene in ansia la difesa dei canguri. Fisico, velocità, tecnica. Classe 1985, fino alla stagione '07/'08 giocava nell'Udinese. Il Rennes ha fatto un affare.

Boateng 5,5: buone intuizioni, ottimi spunti (come il destro parato da Schwarzer nel primo tempo), ma dovrebbe essere colui che detta i ritmi della squadra. In effetti è quello che fa. Peccato che, i ritmi, siano lentissimi. Fa sempre un tocco di troppo, anche due.

IL TABELLINO

GHANA - AUSTRALIA 1-1

GHANA (4-2-3-1): Kingson 5; Pantsil 6, Mensah 6,5, Addy 6, Sarpei 5,5; Annan 5, K. Boateng 5,5; Tagoe 6 (11'st Abeyie 5,5), Asamoah 6,5 (32'st Muntari sv), Ayew 7; Gyan 7,5. A disposizione: Agyei, Ahorlu, J. Mensah, Vorsah, I. Ayew, Inkoom, Boateng, Appiah, Amoah, Adiyiah. All.: Rajevac.

AUSTRALIA (4-2-3-1): Schwarzer 7,5; Wilkshire 6 (40'st Rukavytsya sv), Neill 5,5, Moore 5; Carney 6; Culina 6, Valeri 6; Emerton 6,5; Holman 6,5 (23' st Kennedy 5,5); Bresciano 6 (21'st Chipperfield 6,5); Kewell 4. A disposizione: Federici, Galekovic, Beauchamp, Milligan, Jedinak, Vidosic, , Garcia. All.: Verbeek.

ARBITRO: Rosetti (Italia).

MARCATORI: 11' pt Holman (A); 25' Gyan (G)

AMMONITI: 40' Addy (G); 34' Mensah (G); Annan (G); Ayew (G); Rukavytsya (A); Moore (A);

ESPULSI: 24'pt Kewell (A) per fallo di mano sulla linea di porta

19 giugno 2010

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Modificato da Navarre75

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Insulta Domenech' date=' Anelka a casa[/size']

L'attaccante infuriato per sostituzione

È finito con almeno una partita di anticipo il Mondiale di Nicolas Anelka. L'attaccante della Francia, infatti, è stato mandato a casa dalla federcalcio transalpina per aver insultato il ct Raymond Domenech nell'intervallo della partita persa con il Messico. Lo ha confermato il vicepresidente della FFF, Noel Le Graet. Anelka avrebbe apostrofato l'allenatore con un "vai a farti f..., figlio di..." dopo aver appreso che sarebbe stato sostituito.

"Informato nella tarda serata di venerdì del grave incidente avvenuto durante il primo tempo della partita Francia - Messico, il presidente della Federazione, Jean-Pierre Escalettes, ha chiesto a Nicolas Anelka, alla presenza del capitano Patrice Evra, di presentare scuse ufficiali all' opinione pubblica francese, come pure di scusarsi delle sue affermazioni davanti a Raymond Domenech, lo staff e i 23 giocatori della squadra francese - ha spiegato la FFF in un comunicato - . Di fronte al rifiuto del giocatore di presentare pubbliche scuse, (il presidente della FFF) ha preso la decisione, in pieno accordo con il selezionatore e i membri della delegazione ufficiale presenti a Knysna, di escludere dal gruppo Nicolas Anelka già da sabato sera. Le affermazioni di Nicolas Anelka nei confronti del selezionatore della Nazionale, Raymond Domenech, sono totalmente inaccettabili per la FFF, il calcio francese ed i valori che essi difendono".

Anelka è stato condannato anche dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ritiene "inaccettabili" gli insulti rivolti dal centravanti dei Bleus.

Stando alla ricostruzione de L'Equipe, Anelka avrebbe preso a male parole Domenech, forse approfittando anche del fatto che questo per l'odiato ct sarebbe stato l'addio alla nazionale. Una situazione che conferma il clima all'interno del gruppo francese, ormai con un piede e mezzo già fuori dal Mondiale. Tanto che non ha sorpreso nessuno vedere i giocatori uscire dal campo dopo il ko col Messico assolutamente tranquilli e poco preoccupati di un eventuale flop.

Lo stesso Anelka, dopo il fattaccio e la sconfitta, si sarebbe presentato alla zona mista con un atteggiamento sereno e volutamente provocatorio e menefreghista. Consapevole che il suo Mondiale sarebbe comunque finito lì.

ANELKA: "NON SONO PAROLE MIE"

"Le parole che sono uscite sui giornali non sono mie". Nicolas Anelka ha reagito così alla decisione della federazione francese. "Ho avuto una discussione con il selezionatore, ma questa si è tenuta all'interno dello spogliatoio e là doveva restare - ha affermato il centravanti del Chelsea - . Non so a chi possa fare bene rendere pubbliche certe cose, di certo non fa bene alla squadra". "Io - ha aggiunto - ho molto rispetto per la Nazionale e ho molto rispetto anche per i miei compagni, non ho mai avuto l'obiettivo di destabilizzare la squadra, un'istituzione che rispetto. Adesso non aggiungo altro, perché martedì abbiamo una partita fondamentale con il Sudafrica e possiamo ancora qualificarci".

ED EVRA CERCA IL TRADITORE

Secondo il capitano della nazionale francese Patrice Evra all'interno dello staff ci sarebbe un "traditore", responsabile delle rivelazioni che hanno permesso oggi a L'Equipe di riportare gli osceni insulti con i quali Nicolas Anelka si è rivolto al ct Raymond Domenech nel corso dell'intervallo del match perso 2-0 contro il Messico giovedì sera. La bufera scatenata oggi ha quindi prodotto la "cacciata" di Anelka dalla nazionale e dai Mondiali. "La notizia è uscita da qualcuno del gruppo, da qualcuno che sperava di fare un danno alla squadra", ha detto oggi Evra in conferenza stampa. "Il problema non è Anelka, ma il traditore che è in mezzo a noi".

19 giugno 2010

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"Non c'è Buffon? Niente pianti"

Lippi: "Abbiamo tanto da perdere"

Marcello Lippi affronta la stampa alla vigilia del match con la Nuova Zelanda in cui' date=' secondo il c.t. azzurro, "abbiamo molto da perdere. E se vogliamo andare avanti, dobbiamo vincere". Nessuna indicazione sulla formazione, ancora priva di Pirlo e soprattutto di Buffon: "Speriamo di recuperarlo, migliora giorno per giorno. E Andrea lunedì sarà in gruppo. Ma niente pianti sulle assenze, è la cosa peggiore che può fare una grande squadra"

19 giugno 2010

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La Danimarca resta in corsa: 2-1

Rimontato il Camerun' date=' che dice addio[/size']

La Danimarca vince in rimonta e resta in corsa per gli ottavi di finale del Mondiale sudafricano. A Pretoria la squadra di Olsen batte 2-1 il Camerun, ormai matematicamente ultimo del gruppo E. Gli africani vanno subito in vantaggio con il loro capitano Eto'o al 9', poi si fanno raggiungere al 33' da una spaccata di Bendtner. Nella ripresa diverse occasioni per parte, ma decide l'azione personale di Rommedahl al 16'.

LA PARTITA

Camerun-Danimarca è una partita in cui la differenza tra perdere e non vincere è minima, per non dire inesistente. Con alle spalle un ko ciascuna nella partita d'esordio, le due squadre giocano una sorta di spareggio per continuare a tenere nel mirino il sogno degli ottavi di finale. È forse per questo che ne esce una partita spettacolare, forse la più emozionante di quelle viste fin qui. Anche grazie a clamorosi errori. Si comincia, infatti, con uno svarione di Poulsen (quello juventino) e del portiere, che regalano palla ai "Leoni" dopo nemmeno dieci minuti. Eto'o ringrazia e fa 1-0. Gli africani sembrano dominare, ma poco a poco squadra di Olsen guadagna metri. Prima sfiora il pareggio con Tomasson, poi lo ottiene grazie a Bendtner, che in scivolata deposita in rete un traversone di Rommedahl (bucato da Souleymanou) al termine di una spettacolare azione fatta di due soli passaggi. Il finale di tempo è al cardiopalmo. La Danimarca vola in contropiede, ma il tiro a botta sicura di Tomasson viene respinto da un difensore, mentre sul ribaltamento di fronte Eto'o coglie il palo. Poco dopo Emana buca la difesa, ma davanti a Sorensen manca il bersaglio grosso. Riposo meritatissimo.

Nella ripresa è ancora il Camerun a partire forte, ma a colpire è la Danimarca. Su un altro ribaltamento di fronte, Rommedahl salta in scioltezza il suo marcatore, il neo entrato Makoun, e mette il Jabulani là dove il portiere avversario non può arrivare. A questo punto è un succedersi di occasioni, con Tomasson ed Emana che fanno a gara per chi manda all'aria le occasioni più ghiotte. Finisce così, con la Danimarca che si giocherà il secondo posto alle spalle dell'Olanda contro il Giappone (nel girone che si incrocerà con quello dell'Italia) e il Camerun che prepara le valigie, prima squadra di questo Mondiale a farlo.

LE PAGELLE

Souleymanou 5,5 Stavolta lo Jabulani centra poco. Sul traversone rasoterra arriva in clamoroso ritardo e consente a Bendtner di realizzare il gol del pareggio. Poi si riscatta, ma non basta.

Makoun 4,5 In campo da un quarto d'ora, aspetta, aspetta e aspetta ancora Rommedahl, che alla fine lo beffa come fosse un ragazzino delle scuole calcio.

Eto'o 6 Colpisce come un cobra appena ne ha l'occasione. Poi è fin troppo generoso e chiude col perdere di vista la porta.

Kjaer 6,5 Non sarà il più fine dei difensori centrali, ma lui non ha alcun dubbio amletico: se c'è da spazzare via, lo fa senza pensarci due volte.

C. Poulsen 5 Fa un danno solo, ma lo fa veramente grosso, anche se in coabitazione con Sorensen. Poi una partita senza infamia e senza lode.

Rommedahl 7,5 Sulla destra non lo tiene nessuno. Un assist, un gol e una gara condita da verticalizzazioni e aperture di livello assoluto.

IL TABELLINO

CAMERUN-DANIMARCA 1-2

Camerun (4-4-2): Souleymanou 5,5; M'bia 5, Bassong 5 (28' st Idrissou 5,5), N'koulou 5, Assou-Ekotto 5; Geremi 6 (1' st Makoun 4,5), Enoh 5,5, A.Song 5,5, Emana 5; Eto'o 6, Webo 5 (23' st Aboubacar 5). A disposizione: Nguemo, R. Song, Mandjeck, Bong, Chedjou, Choupo Mouting, Kameni, Matip, Assembe. All. Le Guen

Danimarca (4-4-2): Sorensen 6,5; S.Poulsen 6, Agger 6, Kjaer 6,5, Jacobsen 6; Rommedahl 7,5, C. Poulsen 5, Jorgensen 5 (1' st Jensen 6), Gronkjaer 6 (22' st Kahlenberg 6); Tomasson 5,5 (41' st J. Poulsen sv), Bendtner 6,5. A disposizione: Andersen, Christiansen, Kroldrup, Mtiliga, Kvist, Eriksen, Larsen, Beckmann, Enevoldsen. All. Olsen

Arbitro: Lorrionda (Uruguay).

Marcatori: 9' Eto'o ©, 33' Bendtner (D), 16' st Rommedahl (D)

Ammoniti: Bassong, M'Bia ©, Sorensen, Kjaer (D)

Espulsi: - nessuno

19 giugno 2010

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Ho visto la copertina de "L'Equipe" e la frase non er proprio "Vai a farti fottere" ,ma nella versione più volgare "Vai a farti inc......!!!!"...quando si dice "parlar Francese"... comunque sia Anelka l'ha fatta grossa,ma credo si sia tolto un bel sassolino dalla scarpa e c'è da giurare che il Domenech l'abbia presa con la sua maschera d'irreprensibile flemma.

Se un pianto ci fa' nascere, un senso a tutto il male forse c'è !

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"Ottavi di finale o mi dimetto"

Capello confida a un amico le sue paure

Il rapporto fin qui idilliaco tra Capello e la Football Association si sta incrinando. I primi cedimenti si stanno avendo proprio durante quella Coppa del Mondo effimero sogno inglese che il tecnico friulano ha fissato come ciliegina di una carriera. Nessuno dei "Tre Leoni" però al momento è stato indomabile e gli inglesi saranno costretti a battere la Slovenia per passare il turno. "Altrimenti mi dimetto" avrebbe confidato Capello a un amico.

Capita così che nonostante il fresco rinnovo fino al 2012' date=' la storia d'amore tra Capello e l'Inghilterra potrebbe bruscamente interrompersi, molto prima del previsto. Alzi la mano chi, alla vigilia del Mondiale, avrebbe pensato agli inglesi come a una nazionale costretta a battere la Slovenia per qualificarsi agli ottavi di finale. Eppure la situazione è questa e lo stesso Capello, sorpreso e "inorridito" dalla sua irriconoscibile creatura, comincia ad avere qualche perplessità sulle potenzialità della squadra.

"Non aspetterei che la FA mi licenziasse - avrebbe confidato a un amico intimo - se non ci qualifichiamo agli ottavi, mi dimetto" riporta il Mirror. Sarebbe una posizione troppo indifendibile e una delusione troppo cocente per continuare serenamente un rapporto di lavoro, tant'è che - scaramanzie a parte - nel Regno Unito si fanno già i nomi dei possibili successori dell'italiano: il tecnico del Fulham Hodgson o quello che a Londra sponda Tottenham è considerato l'eroe della Champions, Harry Redknapp.

20 giugno 2010

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L'Italia sfida la Nuova Zelanda

In attacco ci sono Gilardino e Iaquinta

Sfida importantissima per l'Italia oggi alle 16 ai Mondiali sudafricani. Gli azzurri affrontano la Nuova Zelanda' date=' gara sulla carta facile. Lippi ha intenzione di schierare un classico 4-4-2 con ancora in avanti Gilardino e Iaquinta. In campo c'è la stessa squadra che ha pareggiato con il Paraguay fatta eccezione per Buffon, sostituito da Marchetti e con un mudulo diverso, con Marchisio sulla sinistra pronto ad accentrarsi.

Quindi partendo dalla difesa, da destra a sinistra, ci saranno Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Criscito. A centrocampo, Pepe, Montolivo, De Rossi e Marchisio come detto sulla sinistra. A offendere ci saranno Gilardino e Iaquinta.

Per quanto riguarda le ultime dal Sudafrica, stamattina è probabile che non ci sia la rifinitura.

Pirlo invece è appena uscito con lo staff sanitario ed andato sul campo di allenamento a correre. Si spera di recuperarlo per la gara con la Slovacchia, ma forse il suo ritorno in campo sarà posticipato all'eventuale gara degli ottavi.

20 giugno 2010

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Il Paraguay domina la Slovacchia

Vera e Riveros firmano il due a zero

Il Paraguay vince e convince contro una brutta Slovacchia dominata dal primo all'ultimo minuto. A Bloemfontein decidono le reti di Vera al 27' del primo tempo bravo a concludere con un pregevole esterno destro una bella azione personale di Barrios e Riveros all'85'. Nulla la reazione slovacca' date=' mai in grado di impensierire Villar. Deludente anche la prova di Hamsik. Con questi tre punti l'"Albiroja" si porta a quota 4 punti nel girone dell'Italia.

[b']LA PARTITA

Gara senza storia tra due squadre più abituate ad adottare un gioco difensivo piuttosto che offrire al proprio pubblico un po' di sano calcio spettacolo. In queste condizioni il maggior tasso tecnico dei paraguaiani alla lunga è venuto fuori, approfittando di un atteggiamento - quello slovacco - piuttosto incomprensibile. Hamsik e compagni infatti, ora quasi fuori dal loro primo Mondiale dopo questa sconfitta, non hanno mai dato l'impressione di crederci per davvero, fornendo ancora una volta dopo il deludente pareggio con la Nuova Zelanda, una prestazione sottotono e sottoritmo concedendo una bella giornata di relax a Villar.

Sono bastate poche accelerazioni all'"Albiroja" per sbancare il jackpot. Valdez e Barrios le braccia, Santa Cruz la mente con la gentile complicità del reparto difensivo di Weiss - come a dire "se fai catenaccio almeno usa interpreti in grado di farlo" - hanno messo in scena il delitto perfetto. Le prime prove dell'opera hanno dato scarsi risultati: il destro di Santa Cruz così come quello di Riveros e Valdez non hanno dato i frutti sperati. Al quarto tentativo però Barrios decide d'innalzarsi a guru del buon calcio paraguaiano liberando Vera con un pallone filtrante con tunnel a Skrtel in allegato: Vera ringrazia e con un pregevole esterno destro contribuisce in maniera decisiva alla capitolazione slovacca.

Per la squadra di Weiss l'obiettivo "risultato a reti bianche" fallisce miseramente. Sì perché l'unica spiegazione possibile all'assoluta non reazione degli slovacchi è questa, puntare a un pareggio senza reti. Spiegazione fantasiosa e inspiegabile tanto quanto l'atteggiamento di Hamsik & Co., mai pericolosi e sempre privi di una qualsiasi idea di gioco. Tutto troppo facile per il Paraguay che nella ripresa dà vita a una melina di quarantacinque minuti interrotta solamente dalla fucilata di Riveros a cinque dal termine che fissa il risultato sul 2-0 finale. Oro colato per la classifica ma soprattutto per quella differenza reti che - scusate il gioco di parole - potrebbe marcare proprio la differenza tra un primo e un secondo posto nel girone F.

LE PAGELLE

Vera 7 Ha il grande merito di sbloccare con un gran gol una partita che cominciava a diventare più ostica di quanto in realtà non fosse. Il suo destro demolisce la barricata slovacca e dà il largo alle ambizioni paraguaiane. Nella ripresa sfiora il raddoppio di testa, non male per un gregario di centrocampo.

Riveros 7 Il suo sinistro si infila in rete senza che Mucha possa provare a fermarlo. Giusto premio per una partita ordinata e passata a dettare i tempi di gioco con eleganza.

Barrios 6.5 Il 25enne attaccante del Borussia Dortmund dimostra di meritare le attenzioni che i maggiori club europei gli stanno riservando. Bravo con entrambi i piedi funge da finalizzatore e uomo dell'ultimo passaggio come in occasione del vantaggio di Vera. Sicuramente da seguire.

Hamsik 5 A.A.A cercasi disperatamente il buon "Marekiaro". Novanta minuti, anzi facciamo centottanta, di nulla cosmico. Impalpabile e totalmente avulso dal gioco, vede solo una porta da vicino ma purtroppo per lui è quella dello spogliatoio slovacco.

IL TABELLINO

SLOVACCHIA-PARAGUAY 0-2

Slovacchia (4-3-3): Mucha 6; Pekarik 5.5, Durica 5, Skrtel 5, Salata 5 (37' st Stoch SV); Kozak 5.5, Strba 5, Hamsik 5; Weiss 5.5, Vittek 5.5, Sestak 5 (25' st Holosko SV). A disposizione: Pernis, Kucick, Zubavnik, Petras, Cech, Sapara, Kucka, Kopunek, Jakubko, Jendrisek. All.: Weiss

Paraguay (4-3-3): Villar 6.5; Bonet 6.5, Alcaraz 6, Da Silva 6, Morel 6.5; Vera 7 (42' st Barreto sv), Riveros 7, V. Caceres 6.5; Santa Cruz 6.5, Valdez 6.5 (23' st Torres sv), Barrios 6.5 (36' st Cardozo sv). A disposizione: Barreto, Bobadilla, Veron, Caniza, Santana, Caceres, Ortigoza, Benitez, Gamarra. All.: Martino

Arbitro: Maillet (Seychelles)

Marcatori: 27' Vera, 40' st Riveros

Ammoniti: Durica, Weiss, Sestak (S), Vera (P)

Espulsi: - nessuno

20 giugno 2010

da Sport Calcio Mercato Gossip F1 MotoGp News Live Foto Video - SPORTMEDIASET

Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo intenditore. - Georges Courteline -

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