Una piccola considerazione a margine.
Non avrò né la possibilità né la capacità di valutare le cose nella loro interezza, non essendo Marchionne, ma intimamente avrei sperato per un rinnovo di un solo anno, massimo due, per Vettel.
Per una ragione semplicissima: il campione del futuro si chiama DANIEL RICCIARDO.
Giovane ma maturo come un veterano, velocissimo, capace di tenere a bada anche a livello psicologico un teppista come Verstappen (che a dirla tutta spesso ha anche un filo di velocità in più), mettiamoci anche che è mezzo italiano, e ancora a digiuno di titoli mondiali, ergo la scelta ideale per iniziare una striscia positiva.
Lo reputo un pilota nel complesso migliore di Vettel, anche trascurando la stagione 2014 in cui forse anche ragioni personali hanno condizionato (molto) in negativo la stagione di Seb:
1- a parità di talento, uno ha già quattro mondiali vinti, l'altro zero. Uno ha mantenuto le sue doti di guida e vuole togliersi la soddisfazione di vincere con la Ferrari, l'altro ha una fame nera e basta;
2- tenuta nervosa. Vettelino lo conosciamo tutti, è un siluro ma quando è sotto pressione tende a fare cazzate come speronare gli avversari, elogiare il direttore di gara e farsi offuscare anche dal suo compagno di team, che di buon grado si presta a fargli da gregario. Mai sentito frignare Ricciardo per radio? Io no;
3- atteggiamento mentale. Mi è rimasta impressa una dichiarazione di Vergne di qualche tempo fa, perché diceva una cosa sacrosanta: "quando eravamo alla Toro Rosso, io tendevo a soffrire di più i momenti di scarsa competitività dell macchina. Per lui invece qualsiasi risultato era benedetto, rimaneva sempre ottimista e carico per la gara". Caratteristica ben visibile anche oggi, e che spiega la sua capacità di massimizzare ogni possibile occasione.
Con questo non voglio sminuire Vettel, né dare conclusioni aprioristiche. D'altronde i contratti sono fatti per essere stracciati a buon bisogno. Spero che - già quest'anno - Vettel non faccia rimpiangere i suoi colleghi. Ma a me Ricciardo darà sempre un sapore amaro di occasione persa per la Ferrari. Sempre che il destino non riservi sorprese.