Dici che anche per BMW la parabola è oramai discendente?
Una precisazione,
al momento delle Alfiat, Alfa Romeo era già bella che in crisi di mercato e di immagine, a parte -in parte- in Italia:
i non buoni risultati commerciali di queste vetture hanno radici che affondano a ben prima che gli Ovini si interessassero del Biscione, peraltro riuscendo -almeno inizialmente- a fare pure peggio.
Tra le vetture che citi credo poi che la sola 155 sia stata davvero inferiore alla concorrenza della propria epoca, come -ahimè- furono anche 145/146 (che pure avevano i loro lati buoni, ma apprezzati da una troppo ristretta parte del mercato): fu una generazione di vetture che abbassò ulteriromente la percezione del Marchio, solo in parte recuperata con 156-147, treno poi comunque perso tra ritardi, mancati finanziamenti e crisi globale.
Ora si sta tentando di ripartire ricostruendo daccapo l'immagine Alfa,
mentre in generale la trazione anteriore è la scelta più razionale per vetture "normali" (anche se agghindate a guisa di gioiellini per far sursborsare l'acquirente),
la trazione posteriore, o integrale, è un bene sopra i 180-200 cv e quasi una necessità oltre (salvo scendere a compromessi con il confort e la stabilità) quindi necessariamente Giulia e Stelvio,
che hanno anche il gravoso compito di riportare in alto lo scudo visconteo, non potevano che essere a trazione posteriore/integrale.
Riguardo però a vetture di fascia più bassa,
è evidente come tutti i costruttori si stanno spostando sulla soluzione più razionale: la trazione anteriore garantisce in questo ambito comuque un ottimo comportamento stradale con limiti superiori alle capacità di discernimento del medioautomobilista ( anche se ovviamente non dei -pochi- appassionati rimasti...), costa meno e permette abitacoli più spaziosi.
Ora, pur stravedendo per una possibile duevolumi retrotratta su base Giorgio,
dovessi farla di tasca mia ci penserei tre, quattro volte: l'immagine Alfa Romeo non è ancora abbastanza elevata per farsela pagare come (o più, vista la caratura tecnica) delle possibili rivali, i volumi sarebbero comunque relativamente bassi e il rischio di non avere margine è concreto.
Se poi parliamo del suvvettino, tipologia di vettura per cui il comportamento stradale non è certo in cima alla lista dei desiderata del possibile acquirente,
avendo poi ottime basi già pronte in casa non ci penserei due volte a farlo su queste.
La chiave per il successo commerciale ed il ritorno economico delle vetture di fascia medio/bassa ma alto lignaggio, come i migliori ci insegnano, è confezionare in modo coerente e credibile il prodotto,
differenziandolo efficacemente e caratterizzandolo in modo tale che venga effettivamente percepito come partecipe dei valori superiori del marchio che porta.
A prescindere dalla tecnica sottopelle, se questa è sufficiente ad assecondare le aspettative del cliente tipo (e al giorno d'oggi il livello è comunque molto elevato anche per i Costruttori meno blasonati...).
Ma deve essere il prodotto di alto livello a far brillare quello più in basso, per questo Alfa ha dovuto proporre (e così dovrà essere il suvvone) vetture di eccellenza assoluta, sotto molti aspetti superiori alla concorrenza immediata, e necessariamente dovrà insistere, insistere, insistere, martellando senza mollare la presa perchè nella fragile posizione i cui è ora un modello "di imagine" sbagliato o arrivato troppo in ritardo può significare la chiusura del marchio.
Che assieme a quello Jeep è l'unico che possa far sperare a FCA di avere un prodotto da potenziale alto margine: ogni mossa andrà fermamente ponderata.