Ottima domanda che mi sono posto anche io.
Tesla è nata solo elettrica e non userà mai un range extender, piuttosto aumenta la capacità delle batterie con i progressi della tecnologia.
Per i costruttori tradizionali credo che il problema sia proprio il generatore, che è comunque un motore e per loro è un classico 3 o 4 cilindri che hanno in casa e ci fanno versioni PHEV, molto care perché sono di fatto un ICE + BEV, ma le batterie piccole che montano vanificano il vantaggio dell’elettrico, contenendo però il peso complessivo di una doppia propulsione.
Honda e Nissan hanno però l’ibrido serie, in cui la trazione è prevalentemente (Honda) o solo (Nissan) elettrica, la batteria è molto piccola, non si ricarica alla spina, quindi il peso rimane basso, ma l’efficienza del sistema è molto alta, addirittura Nissan afferma di aver raggiunto il 50%, quando per migliorare il rendimento degli ICE dal 30 al 40% ci sono voluti decenni.
Teoricamente aumentando la capacità della batteria è mettendo una spina, un’ibrido serie può diventate facilmente una EREV, il problema è che il costo, il peso e gli ingombri aumentano, perché il motore termico non lo puoi ridurre più di tanto. Ad ogni modo Honda e Nissan potrebbero adottare questa soluzione sulle auto più grandi e costose.
La soluzione di Mazda invece è geniale perché riduce il peso ed il volume del termico utilizzando il rotativo Wankel, che a parità di potenza erogata pesa e occupa un volume che è un terzo o quarto rispetto ad un motore a pistoni.
Mazda ha annunciato anche modelli PHEV nei prossimi anni e una gamma completamente elettrificata entro il 2030, probabilmente utilizzando vari mix di potenza del Wankel e delle batterie, come già dichiarato pubblicamente.
Aggiungo che le EREV godono degli incentivi delle elettriche, quindi al cliente costano anche meno delle PHEV.