qualcuno ha detto che è un'innovazione? è una risposta a un desiderata della clientela. ho fatto una rapida ricerca per capire quale v12 ha un meccanico studiato apposta. Pagani Utopia, 2,5 milioni di macchina completamente artigianale, cambio meccanico. Qualcuno dice sia però con comandi by wire, non ho approfondito. Cito commento di prova: il cambio manuale è tornato. Dopo la pausa con la Huayra, Xtrac offre un comando a sette marce montata trasversalmente. È di tipo "by wire", controllato da quella grande e splendida manopola che si trova tra i sedili. È un cambio dog leg, quindi la prima marcia si trova in basso a sinistra. Questa disposizione richiama le classiche auto da corsa, ma è anche una concessione allo schema a sette marce. Gli innesti hanno la giusta resistenza. Goduriosa. A causa dello schema a sette marce all'inizio ci si chiede "Quella è la quarta marcia? O sto per fare un danno multimilionario mettendo la seconda marcia?". Con il tempo, i proprietari di Utopia si abitueranno a questo schema, ma non è telepatico come sembrano essere i migliori cambi manuali. Soprattutto nelle scalate, quando una forte resistenza contro fa sì che ci si chieda se la seconda sia entrata completamente. Tuttavia, sono entusiasta di riavere la leva del cambio. E lo sono anche i clienti della Utopia. Secondo Pagani, il 70% delle prime 100 Utopia è stato equipaggiato con un cambio manuale. L'alternativa è una versione automatizzata dello stesso cambio Xtrac." In pratica è la versione con leva del cambio robotizzato e comunque i bowden non ci sono nemmeno qui. Seconda auto: Murray T.50 650 cavalli circa, 10 quintali scarsi di perso , cambio Manuale a 6 rapporti Xtrac ultraleggero in magnesio. Prezzo 3,5 milioni di euro. In pratica la famosa mille chili ripensata dal miglior progettista di auto vivente. Un gioiello in tutti i sensi, ma credo con una clientela differente. Terza auto: Murray T.33 650 cavalli circa, 11 quintali scarsi di perso , cambio Manuale a 6 rapporti Xtrac ultraleggero in magnesio. Prezzo 1,5 milioni di euro. La versione civile della prima in pratica. C'è ancora una serie speciale dell'AM la valour, che è basata sulla vecchia meccanica e costa 2 milioni di euro. altra roba non c'è. Macchine diversissime, ma tutte accompagnate dalla caratteristica di essere impegnative, vuoi per un motivo o per l'altro. comincio ad avere quindi il dubbio che un meccanico duro e puro come lo intendi tu, funzioni bene oltre certe potenze solo se improntato a uno stile di guida sportivo e non da gt. E sto facendo un ragionamento non considerando volutamente tutte le implicazioni che hanno i manuali sui cicli di omologazione delle emissioni, da cui non scappi anche se sei ferrari ma scappi se hai la deroga small volume manufacturer. tirando le somme del polpettone che ho scritto, non ci vedo aberrazioni particolari. Hanno cambiato interfaccia a un cambio doppia frizione, togliendone buona parte della gestione al computer e passandola al pilota. Se tu cambi marcia, lui fa quello che gli dici. Stop. Se tu sbagli lui sbaglia, con un limite in certe situazioni, visto che, avendo due alberi, una marcia in canna dovrebbe avercela sempre, devo approfondire. Vorrei capire cosa c'è di distorsione di una tecnologia, su questo discorso non ci arrivo. Dal punto di vista puramente costruttivo, un cambio a doppia frizione utilizza la stessa architettura generale di un cambio manuale tradizionale ha gli alberi con gli ingranaggi sempre in presa e i manicotti con i sincronizzatori. Detto alla brutto dio Per non essere considerato un cambio meccanico ( o manuale, chiamalo come vuoi) nell'accezione automobilistica devi considerare la totale assenza di un collegamento fisico e diretto tra la volontà del conducente di cambiare marcia e gli organi della trasmissione, non so se mi sono spiegato. Qui non c'è un collegamento fisico ok, ma la volontà c'è eccome, come del resto molte auto moderne anche sportive. Mi pare un buon compromesso con i desiderata o no?