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Toyota: un rullo compressore......


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allora ..scusami ma oggi sono un pò nervosetto ...

conosco perfettamente il modello industriale giapponese ,

ti ricordo che negli stabilimenti dove tale modello supera il modello "Melfi" dipende dalgi accordi sulla produttività ottenuti dalla Toyota con i sindicati giapponesi nei confroti della Fiat con i sindacati Italiani.

ti ricordo infatti la grande tradizione di robotica della Fiat

ti ricordo che i giapponesi quando scipoerano si mettono un braccialetto e continuano a lavoraRE

ti ricordo il Walfare in Giappone che da molte meno garanzie del modello Italiano

ti ricordo le tasse sul reddito molto più basse in giappone

ti ricordo le tasse sui consumi molto più basse delle nostre

ti ricordo gli accordi sul mercato interno "TRUST" della Toyota Honda Nissan

ti ricordo che tutte le vetture costruite in europa sono assemlbalggi

di pezzi prodotti nel sud-est asiatico in condizioni lavorative peggiori

di quelle italiane (garanzie e Walfare)

allora ti prego non palrarmi di modello ,come modello industriale ,

parlami di modello economico ,o se sei di sinistra di diverso modello di sfruttamento ...o di diverso senso del dovere o del lavoro o di attaccamnto all'impresa.

o di aggressività del sistema economico giapponese nie confronti di quello europe. ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.

no no io ti parlo proprio di modello industriale giapponese!

iniziamo per gradi...

In giappone nacquero il CWQC (che da conoscitore del modello industriale giapponese conoscerai) e il JIT che segnarono una profonda rivoluzione a livello strategico (il primo) e organizzativo (il secondo).

Da questi si ha la maggior parte del successo dell'industri giapponese su quella europea...

La priorità operativa non è più l'efficienza ma la qualità;

la logica di fondo non è il profitto ma la sopravvivenza, il profitto sarà un premio...

Il successo di tale modello deriva dal superamento della visione tayloristica dell'impresa secondo cui:

  1. il cliente doveva essere sfruttato per il profitto
  2. il fornitore doveva essere "spremuto" il più possibile
  3. il dipendente doveva essere utilizzato fino ai limiti consentiti

a un modello completamente nuovo in cui

  1. il cliente DEVE essere piu soddisfatto possibile
  2. il fornitore viene considerato come un partner essenziale
  3. il dipendente è l'azienda

I punti fondamentali del CWQC sono:

  • il personale a tutti i livelli deve avere come obiettivo fondamentale la soddisfazione del cliente
  • il processo fondamentale dell'azienda è il miglioramento della qualità (per una maggiore soddisfazione del cliente)
  • i metodi e le tecniche di controllo della qualità devono essere conoscenza di tutti i dipendenti.
  • Vital Few (le cose importanti sono poche, le altre vanno trascurate)
  • Control by facts and data (non ci devono essere sentenze ed opinioni, contano solo i numeri e i fatti)
  • Quality circles activities

Proprio quest'ultimo punto è ciò che ci allontana anni luce dal mondo industriale giapponese...

I circoli della qualità sono costituiti da gruppi di operai che si riuniscono regolarmente e volontariamente al di fuori dell'orario di lavoro per identificare analizzare risolvere i problemi delle loro aree di lavoro (nn sindacati politicizzati)

Tutto si propone di raggiungere i cosiddetti "5 zeri"

  • 0 difetti (misurati in parti per trilione per la componentistica elettronica)
  • 0 scorte (0 magazzino--> meno costi)
  • 0 set up macchinari (elevata flessibilità di lavorazione con il minimo degli adeguamenti e delle messe a punto)
  • 0 fermate
  • 0 carta

questi hanno come riscontri: meno sprechi, miglioramento della qualità, minimizzazione del lead-time, flessibilità pressoche assoluta

L'ottenimento di tali obiettivi si raggiunde con il concetto di "minima energia": finchè si produce con massima energia i veri sprechi non vendono evidenziati al contrario si (è come se fate uscire da una diga e da una vasca da bangno 1 litro d'acqua al minuto: dopo un ora vi accorgerete che la vasca perde ma di certo non ve ne accorgerete nella diga).

Tutto questo potrebbe sembrare OT ma è stato detto per il fatto che queste strategie sono state attuate da Toyota...

I suoi obiettivi principali erano quelli di creare poche auto (in numero) ma di molti modelli utilizzando diversi principi...

-eliminazione spreco, sovraproduzione, tempi (di attesta, trasporto e processo), scorte,movimenti, difetti, tempi morti ecc... Fondamentale fu l'introduazione del Kanban, Jodoka e Andon che resero la produzione più facilmente controllabile...

Tutto questo per arrivare al JIT che si basa sul semplice principio x cui i prodotti arrivano appena in tempo per essere lavorati ed il prodotto è finito appena in tempo perchè esso possa essere consegnato al cliente... tutto questo riduce i costi del prodotto...

Se poi ci vogliamo mettere anche i fattori che tu stesso adducevi prima allora è sempre piu colpa nostra...

Scusate se è OT (ma nn ne sono tanto convinto xkè cmq si parla di toyota e di erchè è un rullo compressore... )

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no no io ti parlo proprio di modello industriale giapponese!

iniziamo per gradi...

In giappone nacquero il CWQC (che da conoscitore del modello industriale giapponese conoscerai) e il JIT che segnarono una profonda rivoluzione a livello strategico (il primo) e organizzativo (il secondo).

prima di tutto ..questi sistemi erano stati sintetizzati al MIT a Boston

molti anni prima ,non sono una invenzione giapponese ..ma semplicemnte

una teoria americana

perchè una teoria ...semplice ,il sistema sindacale americano non avrebbe consentito simili riorganizzazioni nei confronti della forza lavoro

Da questi si ha la maggior parte del successo dell'industri giapponese su quella europea...

casomai il successo dell'industria Giapponese su quella americana .

sempre che poi sia durato

La priorità operativa non è più l'efficienza ma la qualità;

la logica di fondo non è il profitto ma la sopravvivenza, il profitto sarà un premio...

questa è una stronzata !!!! il concetto è molto diverso ed è di una aggressività estrema

Il successo di tale modello deriva dal superamento della visione tayloristica dell'impresa secondo cui:

  1. il cliente doveva essere sfruttato per il profitto
  2. il fornitore doveva essere "spremuto" il più possibile
  3. il dipendente doveva essere utilizzato fino ai limiti consentiti

il teylorismo è tutt'altra cosa ...e cioè l'analisi dei movimenti e dei tempi del lavoratore nei confronti della mansione ecc.ecc.ecc.ecc.ecc... lasciamo perdere.

iN OGNI CASO :Quando i giapponesi sono arrivati negli anni ottanta non esisteva già più il taylorismo in nussuna impresa europea.

a

un modello completamente nuovo in cui

  1. il cliente DEVE essere piu soddisfatto possibile
  2. il fornitore viene considerato come un partner essenziale
  3. il dipendente è l'azienda

I punti fondamentali del CWQC sono:

  • il personale a tutti i livelli deve avere come obiettivo fondamentale la soddisfazione del cliente
  • il processo fondamentale dell'azienda è il miglioramento della qualità (per una maggiore soddisfazione del cliente)
  • i metodi e le tecniche di controllo della qualità devono essere conoscenza di tutti i dipendenti.
  • Vital Few (le cose importanti sono poche, le altre vanno trascurate)
  • Control by facts and data (non ci devono essere sentenze ed opinioni, contano solo i numeri e i fatti)
  • Quality circles activities

Proprio quest'ultimo punto è ciò che ci allontana anni luce dal mondo industriale giapponese...

I circoli della qualità sono costituiti da gruppi di operai che si riuniscono regolarmente e volontariamente al di fuori dell'orario di lavoro per identificare analizzare risolvere i problemi delle loro aree di lavoro (nn sindacati politicizzati)

Tutto si propone di raggiungere i cosiddetti "5 zeri"

  • 0 difetti (misurati in parti per trilione per la componentistica elettronica)
  • 0 scorte (0 magazzino--> meno costi)
  • 0 set up macchinari (elevata flessibilità di lavorazione con il minimo degli adeguamenti e delle messe a punto)
  • 0 fermate
  • 0 carta

questi hanno come riscontri: meno sprechi, miglioramento della qualità, minimizzazione del lead-time, flessibilità pressoche assoluta

L'ottenimento di tali obiettivi si raggiunde con il concetto di "minima energia": finchè si produce con massima energia i veri sprechi non vendono evidenziati al contrario si (è come se fate uscire da una diga e da una vasca da bangno 1 litro d'acqua al minuto: dopo un ora vi accorgerete che la vasca perde ma di certo non ve ne accorgerete nella diga).

Tutto questo potrebbe sembrare OT ma è stato detto per il fatto che queste strategie sono state attuate da Toyota...

I suoi obiettivi principali erano quelli di creare poche auto (in numero) ma di molti modelli utilizzando diversi principi...

-eliminazione spreco, sovraproduzione, tempi (di attesta, trasporto e processo), scorte,movimenti, difetti, tempi morti ecc... Fondamentale fu l'introduazione del Kanban, Jodoka e Andon che resero la produzione più facilmente controllabile...

Tutto questo per arrivare al JIT che si basa sul semplice principio x cui i prodotti arrivano appena in tempo per essere lavorati ed il prodotto è finito appena in tempo perchè esso possa essere consegnato al cliente... tutto questo riduce i costi del prodotto...

Se poi ci vogliamo mettere anche i fattori che tu stesso adducevi prima allora è sempre piu colpa nostra...

Scusate se è OT (ma nn ne sono tanto convinto xkè cmq si parla di toyota e di erchè è un rullo compressore... )

non entro nel merito ...ci sono molte imprecisioni ,fondamentalmente

i gaipponesi non hanno invetato nulla

è solo il loro sistema sociale che ha consentito questo

se solo pensi di poter dire a un sindacalista europeo che

"Il dipendente è l'azienda " ...:-P ..bhe ..sai noi qui pensiamo che l'azienda è del padrone e che il cottimo e le = fermate sono un metodo di sfruttamento.

tale sitema non certo applicato negli stabilimeti europei ..che sono solo stabilimenti di assemblaggio di parti prodotte in india a 4 dollari all'ora contro 40 dolari dll'indooto di Fiat

Il vantaggio competittivo dipende

dal liberalismo sui mercati europei e americani

e il protezionisomo sul mercato interno.

(ha mai visto i dazi giapponesi sulle merci cinesi ? ..)

Quando in europa si inizierà a fare sul serio

e a obbligare che viene qui a vendere a rispettare la reciprocità

Toyota ridimensionerà notevolmetne le sue vendite

perchè dovrà adeguarsi ,

se ciò non avvenrrà molte imprese europee deciderano di delocalizzare la produzione

con conseguente grande perdita di posti di lavoro ..

Toyota perciò per me è un rullo compressore

è un rullo comrpessore sotto il quale vanno a finire gli operai europei.

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Scusa ma dove vivi?

147 JTD 8v: 230 €

147 JTD 16v: 230 €

147 1.6 TS: 200 €

147 2.0 TS: 200 €

147 GTA: 250 €

Ovviamente parlando di tagliando con manutenzione ordinaria.

michia come sono cari i tagliandi alfa, perfino superiori a quelli edlla seat e Vw

Se possiedi una Seat Ibiza è ora che vieni QUI

Vuoi sapere cosa vorrei dirti?

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...

Scusate se è OT (ma nn ne sono tanto convinto xkè cmq si parla di toyota e di erchè è un rullo compressore... )

Incredibile! Tutto questo non lo sapevo!

Questo mi spiega il carattere dei giapponesi quando tratto con loro: quando dicono una cosa mantengono la promessa e se non lo fanno, si scusano con una umiltà che è quasi commovente!

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vendono molto ..perchè tengono i prezzi molto bassi ,diciamo che fanno dumping

se lo possono permettere per il protezoinismo mostruso che hanno sul loro mercato

mai visto auto piccole Fiat o Francesi sul loro mercato interno ?

impossibile ,dazi mostrusoi bloccano ogni importazione

come se la Fiat postesso contare la stessa cosa sul merctao Italinao

vendere qui la Punto a 14.000 euro e in Francia a 8000

la yaris in giappone costa 9mila euro

se si vivesse con un sorriso in più si vivrebbe meglio!

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Proprio perchè fanno delle belle auto affidabili vendono così tanto!

Se vendessero il doppio, praticamente vedresti solo Toyota in giro!!

He,he,he!!!

In Europa non fanno proprio sfaceli....

Comunque a me non c'e' UNA Toyota che mi piaccia se non la Yaris che comunque non reputo niente di speciale..

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Guest DESMO16
appunto... tagliandi e richiami sono differenti...

...no, semplicemente non avevo capito che intendevi parlare di tagliandi..

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Guest frallog
no no io ti parlo proprio di modello industriale giapponese!

iniziamo per gradi...

In giappone nacquero il CWQC (che da conoscitore del modello industriale giapponese conoscerai) e il JIT che segnarono una profonda rivoluzione a livello strategico (il primo) e organizzativo (il secondo).

Da questi si ha la maggior parte del successo dell'industri giapponese su quella europea...

La priorità operativa non è più l'efficienza ma la qualità;

la logica di fondo non è il profitto ma la sopravvivenza, il profitto sarà un premio...

Il successo di tale modello deriva dal superamento della visione tayloristica dell'impresa secondo cui:

  1. il cliente doveva essere sfruttato per il profitto
  2. il fornitore doveva essere "spremuto" il più possibile
  3. il dipendente doveva essere utilizzato fino ai limiti consentiti

a un modello completamente nuovo in cui

  1. il cliente DEVE essere piu soddisfatto possibile
  2. il fornitore viene considerato come un partner essenziale
  3. il dipendente è l'azienda

I punti fondamentali del CWQC sono:

  • il personale a tutti i livelli deve avere come obiettivo fondamentale la soddisfazione del cliente
  • il processo fondamentale dell'azienda è il miglioramento della qualità (per una maggiore soddisfazione del cliente)
  • i metodi e le tecniche di controllo della qualità devono essere conoscenza di tutti i dipendenti.
  • Vital Few (le cose importanti sono poche, le altre vanno trascurate)
  • Control by facts and data (non ci devono essere sentenze ed opinioni, contano solo i numeri e i fatti)
  • Quality circles activities

Proprio quest'ultimo punto è ciò che ci allontana anni luce dal mondo industriale giapponese...

I circoli della qualità sono costituiti da gruppi di operai che si riuniscono regolarmente e volontariamente al di fuori dell'orario di lavoro per identificare analizzare risolvere i problemi delle loro aree di lavoro (nn sindacati politicizzati)

Tutto si propone di raggiungere i cosiddetti "5 zeri"

  • 0 difetti (misurati in parti per trilione per la componentistica elettronica)
  • 0 scorte (0 magazzino--> meno costi)
  • 0 set up macchinari (elevata flessibilità di lavorazione con il minimo degli adeguamenti e delle messe a punto)
  • 0 fermate
  • 0 carta

questi hanno come riscontri: meno sprechi, miglioramento della qualità, minimizzazione del lead-time, flessibilità pressoche assoluta

L'ottenimento di tali obiettivi si raggiunde con il concetto di "minima energia": finchè si produce con massima energia i veri sprechi non vendono evidenziati al contrario si (è come se fate uscire da una diga e da una vasca da bangno 1 litro d'acqua al minuto: dopo un ora vi accorgerete che la vasca perde ma di certo non ve ne accorgerete nella diga).

Tutto questo potrebbe sembrare OT ma è stato detto per il fatto che queste strategie sono state attuate da Toyota...

I suoi obiettivi principali erano quelli di creare poche auto (in numero) ma di molti modelli utilizzando diversi principi...

-eliminazione spreco, sovraproduzione, tempi (di attesta, trasporto e processo), scorte,movimenti, difetti, tempi morti ecc... Fondamentale fu l'introduazione del Kanban, Jodoka e Andon che resero la produzione più facilmente controllabile...

Tutto questo per arrivare al JIT che si basa sul semplice principio x cui i prodotti arrivano appena in tempo per essere lavorati ed il prodotto è finito appena in tempo perchè esso possa essere consegnato al cliente... tutto questo riduce i costi del prodotto...

Se poi ci vogliamo mettere anche i fattori che tu stesso adducevi prima allora è sempre piu colpa nostra...

Scusate se è OT (ma nn ne sono tanto convinto xkè cmq si parla di toyota e di erchè è un rullo compressore... )

ma perfavore cwbin3..... il modello della qualita' aziendale l'hanno inventato gli americani a cavallo tra gli anni "20 e gli anni "30. Quello che hanno fatto i giapponesi e' stato di scopiazzarlo per poi introiettarlo e farlo proprio. Ma con ben differenti risultati sui lavoratori..... Io conosco dei lavoratori che prima erano in aziende occidentali ed ora sono in aziende giapponesi Bridgestone, una per tutte..... non sto a raccontarti quello che mi dicono..... ma se proprio ci tenessi allora lo faro'......

Ma non scherziamo proprio.

Regards,

Francesco 8|

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