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Reparto Esperienze, Reparto Sperimentazione, Centro Stile: l'Alfa lascia Arese


thorsen82

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Storia architettonica della Palazzina degli uffici tecnici, già all'avanguardia e bandiera tecnologica dell'Alfa di allora:

Se dovessimo fare una graduatoria degli stabilimenti automobilistici mondiali probabilmente gli impianti Ferrari a Maranello si classificherebbero nei primi tre posti......Ma probabilmente molti non sanno che ben prima del Cavallino un altro importante costruttore di auto sportive aveva realizzato in parte un'idea simile, si tratta dell'Alfa Romeo di Arese......un edificio che fortunatamente è riuscito a sopravvivere alla persistente opera di abbattimento degli stabilimenti di Arese, ma che merita di essere valorizzato, perché appartiene alla storia dell'Alfa Romeo, perché testimonia un periodo dell'architettura italiana di grande interesse e perché è un passo significativo del percorso culturale di Gardella.

2009114235357_VISTA_RAMPA.jpg

L'impianto è contraddistinto dall'intersezione tra un rettangolo centrale e due quadrati posti alle estremità, posizionati diagonalmente. Ciò che caratterizza particolarmente l'edificio è la sensazione di “galleggiamento”, perché l'intero stabile è posizionato su pilastri, o "pilotis" come direbbe appunto Le Corbusier, in modo da dedicare i piani terra e primo ad uso parcheggio. Questa parte bassa, più larga rispetto al fusto centrale, evidenzia una dimensione d'appoggio che la rende esplicitamente basamento. L'alzato, più stretto, si distingue per la facciata continua intarsiata da costolature verticali in acciaio e massicci marcapiani che consentono di leggere con molta facilità il numero dei piani, ossia quattro. Termina l'edificio un attico in aggetto con una finestratura a nastro piccola in proporzione all'unità muraria, ma che rinforza la percezione di limite che caratterizza questo piano.

Si tratta quindi di un edificio chiaro, semplice, di facile comprensione, che non maschera il suo impianto e la sua struttura, ma anzi li rende evidenti rispettando le più basilari leggi della composizione architettonica. Infatti il prospetto, pur essendo caratterizzato da una pelle tecnologica composta da elementi in ferro, vetro e alluminio, ha un'impostazione assolutamente tradizionale che si può schematicamente riassumere in basamento, elevazione, coronamento. Per questo motivo parliamo di edificio dall'impronta classica, una caratteristica però che non si esaurisce solo nella forma, ma riguarda anche la funzione, perché la palazzina si propone come un nuovo propileo industriale, ossia come la grande porta del complesso di Arese. Infatti con il suo sviluppo in lunghezza e con la sua posizione perpendicolare rispetto ai disordinati stabilimenti esistenti, crea una demarcazione netta tra campagna e costruito, indica una precisa via d'ingresso e allo stesso tempo definisce una nobile facciata per i padiglioni retrostanti che coprono un'area di 720 mila metri quadrati. In particolare la zona basamentale, svolgendo funzioni sia di transito che di sosta, è un vero e proprio terminal perché permette al piano terreno l'attraversamento degli operai diretti agli stabilimenti produttivi e la sosta dei medesimi in attesa degli autobus che hanno il capolinea esattamente difronte alla palazzina. Al primo piano invece accedono, attraverso due lunghe rampe, le vetture degli impiegati e degli ingegneri, i quali, oltre a guadagnare l'ingresso per gli uffici, possono comodamente raggiungere i padiglioni retrostanti camminando su un ponte che scavalca la strada interna. In questo modo la piastra basamentale ricopre molteplici funzioni e diventa il vero punto nevralgico dell'intero complesso, quasi fosse il gate di un aeroporto. Al di sopra di questa enorme area-transito si trovano i cinque piani dedicati ad uso ufficio. Le due parti si riconoscono in facciata per l'uso differente di materiali e colori: il basamento è contraddistinto dal cemento armato a vista che contribuisce a dare un'idea di forza e stabilità, l'alzato invece propone una struttura più leggera in ferro verniciato e alluminio. Per quanto riguarda il piano-uffici la pianta è estremamente semplice e concretizza la richiesta principale del bando di concorso, ossia un'impostazione di tipo open space. Si può dire che Gardella abbia centrato in pieno l'obiettivo, perché non solo i servizi (toilette, spogliatoi, scale, ascensori) sono collocati in torri esterne al corpo centrale, ma anche l'intera struttura portante è posizionata in facciata, garantendo in questo modo una pianta completamente libera. Ogni piano tipo dispone di circa 4800 mq, che diventano circa 6000 mq nell'ultimo piano grazie all'aggetto di 4 metri rispetto al corpo centrale. Restando nel campo dei numeri risalta la lunghezza totale del corpo di fabbrica di ben 210 metri, che comparata ai 21 metri di altezza dimostra un rapporto di 1 a 10, un rapporto quasi “infinito” degno di palazzi di altro rango, come la manica lunga del Quirinale o la Reggia di Caserta. Forse anche per questo motivo ad Arese si parla di “Palazzina” e non di stabile.

Fiat Punto I 55 sx '97

Fiat Punto II restyling 1.2 60cv '04

Toyota Prius V2 '06

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Pps: IRI rilevò Alfa in un momento storico particolare, in altro momento probabilmente il salvataggio non sarebbe stato necessario da parte dello Stato, ma ci sarebbe stato un partner industriale. In quel momento tra l'altro lo straniero non sarebbe stato così inviso come 30 anni dopo

*giustizia per se, per l'affare criminale che stava portando avanti, non certo giustizia assoluta

Rispolvero il topic rientrando in argomento senza parlare di università e balle varie........

Fra le altre cose, l'"altro" partner industriale non prendeva il tutto e subito ma sarebbe entrato via via.... La cessione è stata quindi un'iniziativa che tutto doveva essere (principalmente) tranne che economicamente interessante: da parte "politica" si voleva eliminare il problema alla radice. Una volta che si è fatta viva un'altra parte spinta da interessi politico/strategici basta, si è ottenuta la quadratura del cerchio: lo Stato non si sarebbe reso partecipe di un piano serio di snellimento occupazionale eccetera (Fiat disse che non l'avrebbe mai attuato, ma sulla coerenza di Fiat si possono scrivere volumi) e da Torino si ottenne di dormire fra altri guanciali in senso protezionistico (foglia di fico, lo si capiva già all'epoca, ma tant'è.....).

Con queste premesse vorrei conoscere il coraggio che anima coloro i quali cianciano di Fiat=salvatore dell'Alfa.... perchè onestamente non giungo proprio a capirlo neppure usando tanta fantasia.

Non dimentichiamoci inoltre le quote di mercato non proprio da rumenta che Alfa aveva a metà degli anni '80. Quote che oggi a Torino si sognano COL LANTERNINO.

ACS ha ragione a dire che la questione SME non è dissimile..... ma la differenza ancora una volta l'han fatta i soggetti coinvolti. Perchè per SME c'era chi comunque, oltre ad avere "grancassa", aveva anche contezza delle italiche maniere di maneggiare affari nonchè un po' di palle quadre. Gli americani hanno un modo diverso di fare, e probabilmente non avevano neppure così necessità di entrare in Alfa (vedendola da un punto di vista meramente industriale) come invece parve necessario a Torino.

firmaboh.jpg

'80 Alfasud 1.2 5m 4p --- '09 147 JTDm Moving

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Vabbè l'editoriale del ultimo Ruoteclassiche (gennaio) e il lugo spazio dedicato ad Arese all'interno del numero....parlan chiaro. :roll::pen:

E riportano la (facile) profezia di Luraghi ai tempi dell'acquisizione da parte di FIAT: "Arese la chiuderanno, sarà questione di tampo ma la chiuderanno"

e cosi è stato.

ST_G_02_04_000_1.jpgduetto14yg.jpg
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Rispolvero il topic rientrando in argomento senza parlare di università e balle varie........

Fra le altre cose, l'"altro" partner industriale non prendeva il tutto e subito ma sarebbe entrato via via.... La cessione è stata quindi un'iniziativa che tutto doveva essere (principalmente) tranne che economicamente interessante: da parte "politica" si voleva eliminare il problema alla radice. Una volta che si è fatta viva un'altra parte spinta da interessi politico/strategici basta, si è ottenuta la quadratura del cerchio: lo Stato non si sarebbe reso partecipe di un piano serio di snellimento occupazionale eccetera (Fiat disse che non l'avrebbe mai attuato, ma sulla coerenza di Fiat si possono scrivere volumi) e da Torino si ottenne di dormire fra altri guanciali in senso protezionistico (foglia di fico, lo si capiva già all'epoca, ma tant'è.....).

Con queste premesse vorrei conoscere il coraggio che anima coloro i quali cianciano di Fiat=salvatore dell'Alfa.... perchè onestamente non giungo proprio a capirlo neppure usando tanta fantasia.

Non dimentichiamoci inoltre le quote di mercato non proprio da rumenta che Alfa aveva a metà degli anni '80. Quote che oggi a Torino si sognano COL LANTERNINO.

ACS ha ragione a dire che la questione SME non è dissimile..... ma la differenza ancora una volta l'han fatta i soggetti coinvolti. Perchè per SME c'era chi comunque, oltre ad avere "grancassa", aveva anche contezza delle italiche maniere di maneggiare affari nonchè un po' di palle quadre. Gli americani hanno un modo diverso di fare, e probabilmente non avevano neppure così necessità di entrare in Alfa (vedendola da un punto di vista meramente industriale) come invece parve necessario a Torino.

Condivisibile.

Credo anche che nessuno dica che FIAT abbia "salvato Alfa". Quello che io stesso dico e credo sia probabilissimo é che anche i cosiddetti salvatori con passaporto blu avrebbero fatto fare la stessa fine ad Alfa.

In soldoni, solo una proprietá consapevole, dalle spalle larghe e senza un altro grande impianto-marchio industriale automobilistico avrebbe potuto salvarla. Come i Quandt alla Noantri.

Ma la storia di Lancia ha chiaramente dimostrato che questo in Italia per tante ragioni non poteva succedere.

Ora come ora é inutile recriminare su FIAT e sulla fallita indipendenza, ma lottare per avere il meglio possibile per Alfa nel gruppo.

I se e i ma lasciamoli ai romanzi d'appendice.:roll:

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Condivisibile.
chiunque sano di mente, con onestà intellettuale e conoscenza della storia (non quella mediatica) non può non condividere!
Credo anche che nessuno dica che FIAT abbia "salvato Alfa".

ce ne sono, ce ne sono... senza considerare gli imbecilli arroganti che popolano c.so Agnelli che ne sono convinti

Quello che io stesso dico e credo sia probabilissimo é che anche i cosiddetti salvatori con passaporto blu avrebbero fatto fare la stessa fine ad Alfa.

Balle! inutile ritornarci... ci sono opinioni contrastanti al limite dell'autolesionismo per motivi di convinzione personale sulla faccenda.

Purtroppo la storia ha dimostrato diversamente, ma anche in questo caso viene letta come ci hanno insegnato i preti da oltre 2000 anni.

In soldoni, solo una proprietá consapevole, dalle spalle larghe e senza un altro grande impianto-marchio industriale automobilistico avrebbe potuto salvarla. Come i Quandt alla Noantri.

In italia impossibile, la famiglia non lo permette. Ed il piave non è praticabile per motivi ideologici di arroganza culturale.

Ma la storia di Lancia ha chiaramente dimostrato che questo in Italia per tante ragioni non poteva succedere.

Ora come ora é inutile recriminare su FIAT e sulla fallita indipendenza, ma lottare per avere il meglio possibile per Alfa nel gruppo.

I se e i ma lasciamoli ai romanzi d'appendice.:roll:

L'unica speranza è lo scorporo dell'auto e la definitiva diaspora della famiglia, unita ad un crollo sociopolitico del paese (vista la situazione odierna è auspicabilissimo) che porterebbe a mantenere l'occupazione sotto differente proprietà, possibilmente spezzettata.

Quello che è accaduto in UK.

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

"Everyone is entitled to their own opinion, but not their own facts!"

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Condivisibile.

Credo anche che nessuno dica che FIAT abbia "salvato Alfa". Quello che io stesso dico e credo sia probabilissimo é che anche i cosiddetti salvatori con passaporto blu avrebbero fatto fare la stessa fine ad Alfa.

In soldoni, solo una proprietá consapevole, dalle spalle larghe e senza un altro grande impianto-marchio industriale automobilistico avrebbe potuto salvarla. Come i Quandt alla Noantri.

Ma la storia di Lancia ha chiaramente dimostrato che questo in Italia per tante ragioni non poteva succedere.

Ora come ora é inutile recriminare su FIAT e sulla fallita indipendenza, ma lottare per avere il meglio possibile per Alfa nel gruppo.

I se e i ma lasciamoli ai romanzi d'appendice.:roll:

In realtà c'è chi lo ha detto, chi ancora lo dice (di norma trattasi di deficienti nel modo di pensare o cui manca la conoscenza vera delle cose) e lo dirà. Sì come si va dicendo, con tanto di grancassa mediatica etc., che Napoleone salva tutto, ha salvato tutto e salverà anche il pianeta :).

Gli americani non so quanto avrebbero, o meno, di fatto chiuso l'Alfa Romeo "indipendente". Grazie a pubblicazioni recenti, oltrechè alla riscoperta di alcune fonti che sanno e che nessuno aveva certamente avuto voglia o modo di consultare, sappiamo che gli americani avrebbero sicuramente PRESO cose, dato altro fermo restando che certo, si sarebbe ridotto l'organico dell'Alfa, ma non credo che in situazioni NON di crisi avrebbero di fatto alienato l'Alfa stessa e i suoi plessi, o i suoi luoghi.

Peraltro non ci si dimentichi che altri americani erano andati a CHIEDERE ad Alfa di progettare vetture, e di costruirgliele..... NON mi risulta che Torino abbia fatto mai cose di tal genere, semmai IMPONENDO prima col progetto tipo 4 e poi con le evoluzioni già previste sul tipo 2, delle scelte proprie col metodo "o bevi o anneghi". E sindacando per 7500 lire di modifica di un particolare del duomo di Thema per consentire di avere un cofano + spiovente su 164: sarò poco industriale io, ma mi pare meschinità.

Sicut era in principio, et nunc et semper....

firmaboh.jpg

'80 Alfasud 1.2 5m 4p --- '09 147 JTDm Moving

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E sindacando per 7500 lire di modifica di un particolare del duomo di Thema per consentire di avere un cofano + spiovente su 164: sarò poco industriale io, ma mi pare meschinità..
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