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L'illusione / bufala dell'auto ad aria compressa - Caso EOLO - MDI AirPod - TATA


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Guest DESMO16
ma quindi ha un compressore a bordo?? boh....

comunque ibrido, idrogeno e cia cia sono solo chiacchere a mio avviso..

c'è un unica via ragionevole da perseguire: biocombustibili

[MODE ecologista ON]...oppure ibridi a combustione/elettrici[MODE ecologista OFF]

..se davvero in questo modo si risolvessero i problemi dell'inquinamento globale, ma facciamo finta che é indispensabile ed assolutamente necessario

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Io continuo ad essere scetticissimo.

E il compressore di bordo mi sembra un idea che non regge.

Se pompano aria in condizioni ambientali, pompano anche un sacco di umidità.

Quindi le bombole si riempiono di acqua (che stronca la portata e aumenta inutilmente il peso) e soprattutto i condotti non si congelano solo fuori (per la condensa), ma nche dentro, riempiendosi ghiaccio formato per brinazione.

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An engine which uses air as fuel

Tata Motors and technology inventor, MDI of France, sign agreement

MUMBAI, 5th of February 2007

Tata Motors, in keeping with its role as the leading company in India for automotive R&D, has signed an agreement, in yet another exciting engineering and development effort, with MDI of France for application in India of MDI’s path-breaking technology for engines powered by air.

The MDI Group is headed by Mr. Guy Negre, who founded the company in the 1990s in pursuit of his dream to pioneer an engine using just compressed air as fuel – which may be the ultimate environment-friendly engine yet. Besides, the engine is efficient, cost-effective, scalable, and capable of other applications like power generation.

The agreement between Tata Motors and MDI envisages Tata’s supporting further development and refinement of the technology, and its application and licensing for India.

Commenting on the agreement, Mr. Guy Negre has said, “MDI has for many years been engaged in developing environment-friendly engines. MDI is happy to conclude this agreement with Tata Motors and work together with this important and experienced industrial group to develop a new and cost-saving technology for various applications for the Indian market that meets with severe regulations for environmental protection. We are continuing the development with our own business concept of licensing car manufacturers in other parts of the world where the production is located close to the markets. We have also developed this new technology for other applications where cost competitiveness combined with respect for environmental questions has our priority.”

- About MDI

MDI is a small, family-controlled company located at Carros, near Nice (Southern France) where Mr. Guy Negre and Mr. Cyril Nègre, together with their technical team, have developed a new engine technology with the purpose of economising energy and respect severe ecological requirements – at competitive costs.

- About Tata Motors

Tata Motors is India's largest automobile company, with revenues of US$ 5.5 billion in 2005-06. With over 4 million Tata vehicles plying in India, it is the leader in commercial vehicles and the second largest in passenger vehicles. It is also the world's fifth largest medium and heavy truck manufacturer and the second largest heavy bus manufacturer. Tata cars, buses and trucks are being marketed in several countries in Europe, Africa, the Middle East, South Asia, and South East Asia and in Australia. Tata Motors and Fiat Auto have announced the formation of an industrial joint venture in India to manufacture passenger cars, engines and transmissions for the Indian and overseas markets. Tata Motors already distributes Fiat-branded cars in India. The company’s international footprint include Tata Daewoo Commercial Vehicle Co. Ltd. in South Korea; Hispano Carrocera, a bus and coach manufacturer of Spain in which the company has a 21% stake; a joint venture with Marcopolo, the Brazil-based body-builder of buses and coaches; and a joint venture with Thonburi Automotive Assembly Plant Company of Thailand to manufacture and market pickup vehicles in Thailand. Tata Motors has research centres in India, the UK, and in its subsidiary and associate companies in South Korea and Spain.

da theaircar.com

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ma che senso ha portarsi appresso un compressore? non è piu logico prevedre delle stazioni di rifornimento con compressori locali, meglio progettabili e quindi tendenzialmente con un rendimento piu alto?

Poi mica è necassario pomapare aria "atmosferica", mix di diversi gas, si potrebbero pompare dei gas inerti diversi, secchi, e con pesi specifici ad hoc x le esigenze... no?

Fiat Punto I 55 sx '97

Fiat Punto II restyling 1.2 60cv '04

Toyota Prius V2 '06

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Tutte grullate!

L'auto perfettamente ecologica esiste ed ha 6.000 anni.

flintstones-car.JPG

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol::mrgreen:

P.S. Concordo con quanti sono scettici.

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Io continuo ad essere scetticissimo.

E il compressore di bordo mi sembra un idea che non regge.

Se pompano aria in condizioni ambientali, pompano anche un sacco di umidità.

Lo sono anch'io, non dico di no. Ma quello del compressore a bordo non mi sembra una boiata, almeno come idea. I veicoli industriali che hanno i servizi comandati da aria compressa hanno un compressore a bordo, ovviamente alimentato da energia elettrica. Per ovviare al problema della condensa è previsto uno specifico dispositivo chiamato essiccatore, che impedisce il formarsi della condensa che danneggerebbe i condotti.

Ovviamente quello è un compressore che deve fornire solo servizi e non propulsione, ma i principio generale mi sembrerebbe simile.

Magari l'ho detto in maniera un pò semolificata, se foss così facile forse l'avrebbero già fatto, ma era per dire che l'idea di base non mi pare "di un altro pianeta".

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ma che senso ha portarsi appresso un compressore? non è piu logico prevedre delle stazioni di rifornimento con compressori locali, meglio progettabili e quindi tendenzialmente con un rendimento piu alto?

Mamma mia, penso proprio di no ! Almeno fin quando questo sistema non dovesse avere una diffusione più che adeguata. Mi sembrerebbe un pò come fare rifornimento di elettricità, invece che portarsi appresso batteria e alternatore.

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Mamma mia, penso proprio di no ! Almeno fin quando questo sistema non dovesse avere una diffusione più che adeguata. Mi sembrerebbe un pò come fare rifornimento di elettricità, invece che portarsi appresso batteria e alternatore.

be ma di fatto anche con le auto elettriche l'elettricità la carichi da una sorgente esterna, non te la produci a bordo! ti porti dietro solo l'apparato di immagazinamento..

Certo che finche i distributori non li fanno non si puo far nulla... ;-)

Fiat Punto I 55 sx '97

Fiat Punto II restyling 1.2 60cv '04

Toyota Prius V2 '06

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  • 7 mesi fa...
Un senatore crede alla teoria del complotto e chiede, in una interrogazione

al ministro Bianchi, i motivi per cui la macchina è finita nel dimenticatoio

La leggenda della bufala-Eolo?

Ora finisce in parlamento

di VINCENZO BORGOMEO

Incredibile ma vero, la più grande bufala del secolo - automobilistcamente parlando - finisce addirittura in parlamento: "Eolo, l'automobile che funzionava ad aria compressa, che fine ha fatto? Perchè è stata fatta sparire dalla circolazione dopo che erano stati installati gli impianti per la produzione?". E' quanto chiede il capogruppo della Lega in commissione Trasporti del Senato, Piergiorgio Stiffoni, addirittura con una interrogazione al ministro Bianchi.

La Eolo, famosa auto ad aria compressa, fu presentata nel dicembre del 2001 al Motorshow di Bologna, riuscì ad avere diversi milioni di euro di finanziamento dalla Ue per aprire diverse fabbriche in Europa, ma non andò mai oltre la recinzione di alcuni terreni. Fummo i primi da dare la notizia, seguendo poi le diverse vicissitudini, che non portatono a nulla di fatto. Ma non per intervento dei colossi dell'auto, per volere dei marziani o per chissà quale altra strana congettura: la Eolo aveva un enorme problema di raffreddamento.

In pratica congelava tutte le tubazioni dell'aria compressa, rendendo la macchina inservibile: Guy Negre, il suo inventore, conosceva bene il problema, ma ha sempre pensato di risolvere il problema prima dell'entrata in produzione. Cosa che (ovviamente) non ha fatto, e che ora tenta il colosso indiano Tata, che ha stretto un accordo con la Eolo. Vedremo con quali risultati, anche se gli stessi ingegneri della Tata che abbiamo contattato hanno ammesso che si tratta di un'operazione disperata, ma che loro vogliono comunque tentare.

La tecnologia delle vetture mosse ad aria compressa non è infatti nuova (è usata nei carrelli delle miniere fin dagli anni Trenta), ma crea enormi problemi se si tenta si farlo funzionare su un'auto.

Stupisce che un senatore non sappia queste cose, che dia attenzione alle tante sciocchezze che girano on line e che anche lui, in sostanza, creda alla teoria del complotto: "Circolano da tempo - scrive Stiffoni nella sua interrogazione - appelli diffusi tramite e-mail che parlano di Eolo, un'auto ad aria compressa che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato automobilistico con il suo sistema di propulsione ultraecologico della quale, però, da tempo non si sente più parlare. Ideata da Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, "Eolo", era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente".

"Allo scarico - spiega Stiffoni - usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio nè sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta".

Per non parlare del prezzo al pubblico, "doveva essere - rileva ancora il senatore leghista - di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice". Al Motorshow fece un successo clamoroso tant'è che si aprì subito un sito internet www.eoloauto.it che venne subissato di richieste di prenotazione".

"Lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002 - racconta ancora Stiffoni - l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie, Il progettista di questo motore rivoluzionario non si pronuncia, quando gli si chiede il perchè di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione, senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno".

"Anche se aveva ancora bisogno di una messa - spiega il senatore - a punto (nel raggiungere il sistema di propulsione a centinaia di atmosfere i tubi di alimentazione si congelavano), l'auto non è mai partita".

Dunque, nella sua interrogazione Stiffoni chiede chiarimenti e "quale sia il reale motivo della mancata messa in produzione del veicolo, cioè se sia riconducibile a problemi di natura meccanica e tecnologica o piuttosto da una forte ostilità e condizionamenti da parte di chi non avrebbe interesse a liberarci della dipendenza dal petrolio". Per i blogger di mezzo mondo, una manna...

da la Repubblica.it

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