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Autopareri - Finanza e Economia


TonyH

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Io vedo una quantità colossale di iPhone in giro, tonnellate di cibo buttato nella monnezza, e automobili ancora usate per fare il giro dell'isolato. La gente non sta -ancora- abbastanza male per lamentarsi legittimamente della fame indotta dal riso birmano.

L'ho messo come cappello introduttivo al mio discorso.

Da me e ristretta cerchia si fa vita morigerata.

I miei che da giovani non hanno mai navigato nell'oro (mio babbo sesto di sei figli) mi hanno insegnato a non sprecare mai nulla. A memoria mia non si e' mai buttato cibo in casa mia, che poi altri lo facciano non ne dubito, e l'ho visto di persona, inorridendo.

Noi siamo stati cresciuti al motto di "la roba non ce la regalano".

Ma usiamo olio EVO italiano, riso vialone nano e pasta Voiello o De Cecco. Non e' che ci viziamo, solo si cerca di spendere bene e con coscienza.

Ma altri pur facendo lo stesso ragionamento, non possono farlo.

Basta solo avere un figlio a carico, e un genitore che ha perso il lavoro, che puf! magia, si guarda solo il volantino del LIDL.

Ed e' una realta' non cosi' remota, purtroppo.

Di questi ne vendono a secchiate.

Vedrete.

[scritto in data 18 Luglio 2013 - Riferito a Jeep Cherokee]

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Io vedo una quantità colossale di iPhone in giro, tonnellate di cibo buttato nella monnezza, e automobili ancora usate per fare il giro dell'isolato. La gente non sta -ancora- abbastanza male per lamentarsi legittimamente della fame indotta dal riso birmano.

Scusami, ma ci vedo troppo il discorso del Berlu degli aerei pieni e dei ristoranti prenotati di qualche anno fa (e non dirmi che la crisi non c'è...): non è quello l'indicatore reale dell'economia e non ti dirà mai nulla di più di quello che vedi (perchè per un aereo pieno magari ci sono tante persone che non possono neanche muoversi in macchina e per un ristorante al completo chissà quanti saltano la cena).

Il flusso di persone che si reca alla Caritas per mangiare è raddoppiato negli ultimi anni: è questo il dato che devi prendere in considerazione (e non c'entra l'ISE, la dichiarazione dei redditi etc., conta che chi va alla Caritas, dopo aver vinto la vergogna, ci va perchè ha fame e non sa dove trovare cibo. PS: mia madre ha lavorato in una mensa della Caritas e mi raccontava che ultimamente gli italiani erano quanto gli extracomunitari, i tipici "avventori" delle mense).

La fame non sarà indotta dal riso birmano, ma è un dato di fatto che negli USA, in UK etc. la popolazione si divide tra quella che può permettersi di scegliere verdura, frutta e alimenta di qualità quando fa la spesa e quella che campa con il cio spazzatura: vogliamo fare la stessa fine? Perchè poi si comincia così: perchè preparare da mangiare, scegliere gli ingredienti, spendere soldi che non ho a sufficienza per prepararmi un pasto decente quando trovo gli stessi ingredienti a molto meno, qundo non proprio tutto il piatto pronto che non costa manco quanto il gas per mettere a bollire l'acqua?

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, qundo non proprio tutto il piatto pronto che non costa manco quanto il gas per mettere a bollire l'acqua?

Qua non siamo negli USA :)

e se guardi i piatti già pronti....sia surgelati che non....col belino che costano meno del gas che usi!!! Costano una fucilata....i vari 4 salti in padella, findus, cotolette aia/amadori...oltre a non essere proprio salutari, costano mica poco. Anche al lidl.

Il discorso di wihl è meno qualunquistico di quanto appare...e si lega bene a questo dato:

Educazione finanziaria, siamo ultimi - Corriere.it

in sintesi...quando si tratta di gestire il denaro, siamo molto indietro. Dalla P.A. Fino ai privati.

Spendiamo male i soldi che abbiamo...e finiamo per sprecarli da una parte....e non averne magari per le cose più importanti.

e l'iPhone con la spesa al Lidl, si sposa con quelle contraddizioni.

80-90€ di rate telefono in due, però mettiamo a tavola delle schifezze, purché costino poco. Una cosa che mi fa venire i brividi....perché, volendo, si può mangiare bene e sano, senza spennarsi troppo. Abbiamo la fortuna di avere una enorme quantità di ortaggi qua da noi, per ogni stagione. Nel topic sulla cucina, si è parlato di pietanze "povere", ma gustose. Solo che abbiamo perso l'abitudine a sfruttare questa opportunità...

[sIGPIC][/sIGPIC]

Some critics have complained that the 4C lacks luxury. To me, complaining about lack of luxury in a sports car is akin to complaining that a supermodel lacks a mustache.

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Qua non siamo negli USA :)

e se guardi i piatti già pronti....sia surgelati che non....col belino che costano meno del gas che usi!!! Costano una fucilata....i vari 4 salti in padella, findus, cotolette aia/amadori...oltre a non essere proprio salutari, costano mica poco. Anche al lidl.

Il discorso di wihl è meno qualunquistico di quanto appare...e si lega bene a questo dato:

Educazione finanziaria, siamo ultimi - Corriere.it

in sintesi...quando si tratta di gestire il denaro, siamo molto indietro. Dalla P.A. Fino ai privati.

Spendiamo male i soldi che abbiamo...e finiamo per sprecarli da una parte....e non averne magari per le cose più importanti.

e l'iPhone con la spesa al Lidl, si sposa con quelle contraddizioni.

80-90€ di rate telefono in due, però mettiamo a tavola delle schifezze, purché costino poco. Una cosa che mi fa venire i brividi....perché, volendo, si può mangiare bene e sano, senza spennarsi troppo. Abbiamo la fortuna di avere una enorme quantità di ortaggi qua da noi, per ogni stagione. Nel topic sulla cucina, si è parlato di pietanze "povere", ma gustose. Solo che abbiamo perso l'abitudine a sfruttare questa opportunità...

E quando hai importato il riso birmano cosa hai risolto? Hai fatto in modo che chi ha come bisogno primario l'iPhone invece del cibo sarà accontentato, ma la fila di gente alle mense della Caritas si sarà nel frattempo allungata...

Hai dimostrato una volta di più che la soluzione è facile facile: importiamo la roba da Salcazzolandia, tanto costa poco, la gente la compra, è contenta perchè ha risparmiato e i nostri agricoltori vanno in malora, noi mangiamo sempre peggio (e ciò si riflette sui costi del SSN) e il circolo vizioso non si spezza mai.

Per quanto riguarda i 4 salti in padella, hanno un target alto di mercato, ma non ci sono solo quelli come piatto pronto...

Per me, finchè il nostro PIL non ricomincia a crescere, non ci dovrebbero essere "liberalizzazioni" di questo tipo, specie in un campo fondamentale della nostra economia.

Poi, chissà perchè, ma negli USA, in Cina, in Brasile (i principali mercati mondiali, tra l'altro) etc. esistono dazi su tutto ciò che non è prodotto in loco e noi dobbiamo essere gli unici ad accettare tutto ciò che arriva da fuori senza battere ciglio...

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La fame non sarà indotta dal riso birmano, ma è un dato di fatto che negli USA, in UK etc. la popolazione si divide tra quella che può permettersi di scegliere verdura, frutta e alimenta di qualità quando fa la spesa e quella che campa con il cio spazzatura: vogliamo fare la stessa fine?

bugia. in quei paesi si mangia male per TRADIZIONE. son tutti obesi e mangiano troppo, non muoiono di fame. infatti lavorano sull'educazione alimentare ,non sulla maggiore disponibilità di cibo (anche frutta o verdura) a prezzi bassi. di frutta o verdura in un paese come gli USA ne fai finche' vuoi,per sfamare mezzo miliardo di persone.

sono loro che preferiscono mangiare le merdate che mangiano.

Modificato da Matteo B.
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E se vieto l'importazione del riso birmano, cosa ho risolto? ;) Ho fatto del "protezionismo", taccono gli agricoltori per qualche anno, fino al nuovo spauracchio e via...

Come scritto indietro, anziché chiudersi a guscio, le aziende nostrane devono avere il coraggio di evolversi.

il fatto che arrivi un concorrente che punta tutto sul prezzo, non implica automaticamente che io vada fuori mercato. O meglio, vado fuori mercato se anche io ho puntato solo sul prezzo per vendere.

ma il prezzo, è solo uno dei fattori.

L'altro è il valore. Io, azienda, ti spiego perché a te, cliente, conviene pagarmi di più. Se il cliente si fissa sul prezzo, è perché non sono stato in grado di fargli percepire il mio valore aggiunto.

E guardate che funziona eh...non sono teorie astratte.

e serve un po' a spezzare il circolo vizioso in cui ci siamo infilati. Che a forza di voler spendere sempre di meno a prescindere, siamo i primi sostenitori del riso birmano o del pomodoro olandese (che è la cosa più ributtante mai provata)....

Solo che, individualmente pretendiamo di spendere il meno comprando prodotti dalla fanculandia, ma poi pretendiamo che la collettività salvi le persone andate in malora ...magari anche a causa nostra :)

- - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - -

bugia. in quei paesi si mangia male per TRADIZIONE. son tutti obesi e mangiano troppo, non muoiono di fame. infatti lavorano sull'educazione alimentare ,non sulla maggiore disponibilità di cibo (anche frutta o verdura) a prezzi bassi.

Agli anglosassoni dovrebbe essere VIETATO discutere di cibo, non se sanno veramente un cazzo in media.....sarebbe come chiedere a Luce Caponegro di elogiare i valori del l'astinenza e della purezza :lol:

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Ok ragazzi, ma la crisi non c'entra con le tariffe sui prodotti esteri. Anzi: se possibile, c'entra al contrario, perché se uno non ha soldi allora gli conviene che esista sul mercato anche un riso a prezzo inferiore.

E' per quello che la teoria del commercio internazionale sta in piedi: perché per un produttore di riso che perde mercato perché il birmano gli mangia il segmento basso, ci sono centomila consumatori che risparmiano soldi comprando il riso estero; soldi che rimangono dentro al sistema e possono essere convertiti dal "comprare riso" al "comprare riso + qualcosa in più".

Una tariffa è sostanzialmente una tassa che uno Stato esige dai consumatori (quindi erodendo le loro risorse) per ridurre le loro alternative.

Il problema qui non è il birmano che costa meno, è il produttore messo fuori mercato che deve inventarsi qualcosa di nuovo per competere verso l'alto. Per esempio, investire per far capire PERCHE' il suo riso è talmente migliore del birmano da meritare di essere comprato a prezzo superiore. L'onere della prova sta su di lui, non sullo Stato né sulle tasche dei consumatori!

Poi c'è il trucco: lo Stato può richiedere per legge un certo tipo di test sulle derrate, e lasciarne il costo a carico dei vari produttori... chiaro che un produttore che punta sulla qualità, e ha un prezzo finale più alto, assorbe meglio questi costi e gli conviene sostenerli, a differenza di chi lavora sul prezzo... ;) solo che non sono affatto convinto che il produttore nazionale, abituato ad avere il culo parato dalla tariffa, sia mentalmente pronto a lavorare sulla qualità :roll:

Lo ha già detto Tony, qui andiamo tutti nel panico quando si introduce un concorrente che lavora sul prezzo perché per decenni siamo stati abituati ad essere noi il segmento fetido (però l'iPhone col fischio che potevamo permettercelo...).

Possiamo ancora lavorare sul prezzo, certo, ma abbassando la qualità della vita fino (e anche sotto) a quello birmano. Oppure cominciamo a spendere le nostre risorse sul dare valore a quello che facciamo...

Coldiretti (o suo omologo) cosa fa? Chiede al Governo di andare in sede EU e chiedere di rimettere in piedi i dazi. Autarchia. Perché non chiede al Governo di andare in sede EU e chiedere norme che aumentino le informazioni di origine e qualità al consumatore?

There's no replacement for displacement.

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Anche tu ti ecciti palpeggiando pezzi di plastica? Perché stare qui a discutere con chi non ti può capire? Esprimi la tua vera passione passando a questo sito!

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Coldiretti (o suo omologo) cosa fa? Chiede al Governo di andare in sede EU e chiedere di rimettere in piedi i dazi. Autarchia. Perché non chiede al Governo di andare in sede EU e chiedere norme che aumentino le informazioni di origine e qualità al consumatore?

in realtà lo chiede....(comunque è abituata a chiedere protezione). la EU crede poco nella etichetta di provenienza...ai Nordeuropei non conviene

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Coldiretti (o suo omologo) cosa fa? Chiede al Governo di andare in sede EU e chiedere di rimettere in piedi i dazi. Autarchia. Perché non chiede al Governo di andare in sede EU e chiedere norme che aumentino le informazioni di origine e qualità al consumatore?

Esattamente. Cosa che oltre a proteggerti da nuovi concorrenti che puntano solo sul prezzo, ti darebbe un vantaggio anche sui concorrenti attuali.

SE lavori bene.

SE.

Se invece vuoi campare con "te dare soldi me perché io esistere e non rompere" puoi anche morire oggi stesso :§

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bugia. in quei paesi si mangia male per TRADIZIONE. son tutti obesi e mangiano troppo, non muoiono di fame. infatti lavorano sull'educazione alimentare ,non sulla maggiore disponibilità di cibo (anche frutta o verdura) a prezzi bassi.

Credo che se andiamo a vedere nei fast food americani (tipici spacci di cibo spazzatura a buon mercato) non troviamo certo chi può permettersi il ristorante classico, ma la parte più povera della popolazione: se vai a vedere i programmi americani in cui ti fanno vedere gli obesi che devono dimagrire, insieme alle prescrizioni su esercizi, dieta etc. gli danno una carta di credito per comprare i prodotti alimentari sani indispensabili per avere un'alimentazione corretta, perchè sanno che costano di più dell'immondizia confezionata che li ha ridotti così...

Per quanto riguarda la questione competitività, non puoi competere su ogni segmento di mercato, ovvio, ma non è detto che tu sopravviva solo con quello "premium". In agricoltura, i costi vanno spalmati sul volume di produzione, per cui se tu produci meno i costi si alzano ancora.

Tra l'altro, facendo l'esempio del vino, che conosco un po' di più, non tutti possono mettersi a produrre Chianti, Brunello o Pinot, c'è anche chi produce l'Asprinio, il Rosso Conero etc..., meno pregiati ma espressione di una coltura locale che non ha grande diffusione, che viene a scontrarsi sul prezzo magari con il Cabernet cileno (per dire, non so se costi meno), dal nome sicuramente più attraente e più di richiamo rispetto al vino locale.

Io non dico che dobbiamo gridare "Al lupo al lupo" senza alzare il culo dalla sedia, ma che siamo in un'epoca in cui dobbiamo prima salvaguardare il nostro, poi aiutare gli altri, siccome, lo ripeto, stiamo parlando di un settore basilare della nostra economia.

Pensate anche che non è che possiamo pasteggiare tutti a Brunello, Parmigianio scelto, filetto di Scottona e patate Riccione e finire il pasto con il Braulio: il mercato, a causa dell'ingresso di concorrenti di prezzo, ha perso via via l'alternativa "media", ovvero il prodotto di qualità media ad un prezzo medio, che era il più venduto un tempo. Oggi o trovi mondezza o trovi l'oro 24k, è una tendenza sempre più marcata ed è imposta proprio dalla concorrenza spietata sul prezzo che ci fanno i prodotti importati.

Modificato da fonzino1
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