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L'odissea dei marò in India


Guest EC2277

Messaggi Raccomandati:

Anche se però la cosa è diversa:

- si tratta di un incidente marittimo e non di uccisione da arma da fuoco

- si tratta di due civili e non militari

- si trattava di una nave batente bandiera di Antigua e Barbuda, non della stessa nazionalità dei marinai.

Comunque vedremo

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Mi scuso per il doppio post, ma cambio argomento.

Segnalo una nuova puntata sulla vicenda Marò delle inchieste di China Files a cura di Matteo Miavaldi

India - La fine e i fini del prestigiatore Terzi

Non posto tutto l'articolo perché contiene valutazioni politiche che non sono pertinenti in questa sede.

Mi soffermo solo un un punto:

La petroliera italiana, dicono le rilevazioni satellitari e ammette la stessa difesa dei due marò in India, si trovava a 20,5 miglia dalla costa del Kerala, nella cosiddetta zona contigua, tratto di mare dove, secondo la United Nations Convention on the Law of the Sea (Unclos), si estende fino a 24 miglia. In quell'area la giurisdizione dello stato è limitata a questioni di fisco, immigrazione, sanità e dogana: quindi, seppure non c'entri direttamente col nostro caso, la zona contigua non rientra nelle acque internazionali.

Quando Terzi dice che la giurisdizione secondo le leggi internazionali è italiana, si dimentica di ravvedere che sì, l'India ha firmato e accettato la Unclos, ma l'ha fatto con due riserve, cioè dichiarando di non aderire a due punti della Convenzione.

La prima riserva (articoli 287 e 298) ha proprio a che fare con le indicazioni circa la delimitazione della giurisdizione nazionale nelle acque fino a 200 miglia (zona economica esclusiva). In sostanza, l'India difende il diritto di decidere, caso per caso, come procedere qualora si verificassero reati commessi entro 200 miglia dalla costa. In virtù di questa riserva, infatti, il codice di procedura criminale indiano con la section 188a estende la completa giurisdizione dello stato fino alle 200 miglia nautiche. Tradotto dal legalese: l'India potrebbe avere solide basi per decidere di avocare a sé la giurisdizione del caso Enrica Lexie.

La seconda riserva, ancora più pertinente, indica che l'India “interpreta che le disposizioni della Convenzione non autorizzano altri Stati a procedere, entro la zona economica esclusiva […] a manovre o esercizi militari, in particolare quelle che coinvolgano uso di armi da fuoco o esplosivi, senza il consenso dello Stato costiero”. Ovvero, la presenza di due militari italiani che sparano entro 200 miglia dalla costa indiana, senza un permesso esplicito di Delhi, è da ritenersi illegale. E il permesso di Delhi, l'Italia, non ce l'ha.

Alfiat Bravetta senza pomello con 170 cavalli asmatici che vanno a broda; pack "Terrone Protervo" (by Cosimo) contro lo sguardo da triglia. Questa è la "culona".

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Dichiarazioni di Mario Monti oggi in Aula a Montecitorio

"Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su possibili scambi o accordi riservati" con l'India o sul fatto che "interessi economici" abbiano "influenzato" l'attività del governo sul caso dei marò. Lo ha detto il premier Mario Monti in Aula a Montecitorio. "Obiettivo del governo è stato di tentare di isolare questa vicenda dall'insieme complessivo dei rapporti con l'India e la nostra priorità è stata di la sicurezza, l'incolumità e la dignità dei nostri due marò e di tutti gli italiani che si trovano in India". Lo ha detto il premier Mario Monti intervenendo alla Camera nel giorno in cui si è insediato alla Farnesina per l'interim dopo le dimissioni del ministro Terzi. "Il governo ha subito protestato con fermezza per il vulnus inferto e da quel 16 febbraio l'impegno mio personale e del governo è stato assoluto. Ho più volte sollecitato la condanna della comunità internazionale" nei confronti delle autorità indiane, ha aggiunto Monti. "Sussistevano rischi seri e oggettivi che l'Italia si trovasse isolata nella comunità internazionale e che si aprisse una crisi di grave proporzioni con l'India", ha continuato.

Monti comunque assicura ai due marò che il governo italiano continuerà a "prodigarsi" per il rientro in Italia dei due marò. E al riguardo aggiunge: su questo tema il fuciliere Latorre mi disse "rispettiamo il capo dello Stato, lei e il ministro Di Paola ma noi siamo in una situazione in cui tutto sta cambiando in Italia". La risposta, come racconta alla Camera il professore, fu: "Avete ragione, c'é un governo dimissionario, un presidente della Repubblica che sta concludendo il suo mandato e io porterò in parlamento la vostra vicenda"

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...

La giurisdizione, quindi, si stabilisce sulla base della bandiera della nave, ma anche qui ci sono complicazioni.

Magari ritornerò in un post successivo :)

E infatti, secondo me, il nocciolo della questione è proprio questo.

Non lo sanno manco gli indiani se li devono giudicare loro o no, c'è solo il governatore di uno Stato che sbraita a fini di politica interna.

"Ah! Rotto solo semiasse, IO KULO ANKORA!" (cit.)

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Guest EC2277

Era solo questione di tempo: tra i miei conoscenti è spuntato quello più arguto degli altri, che si è ricordato degli interessi della FIAT in India e quindi…

:disp2:

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E infatti, secondo me, il nocciolo della questione è proprio questo.

Non lo sanno manco gli indiani se li devono giudicare loro o no, c'è solo il governatore di uno Stato che sbraita a fini di politica interna.

Alfiat Bravetta senza pomello con 170 cavalli asmatici che vanno a broda; pack "Terrone Protervo" (by Cosimo) contro lo sguardo da triglia. Questa è la "culona".

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La posizione di fatto degli indiani e quella italiana sono completamente diverse.

All'India basta dimostrare di avere la giurisdizione anche concorrente con quella italiana, all'Italia serve dimostrare di avere la giurisdizione esclusiva. Quando ieri Monti ricordava alla Camera che gli Indiani partono avvantaggiati per il solo fatto di aver arrestato i Marò, si riferiva a ciò.

Nel caso di giurisdizione concorrente, infatti, si applica il principio del "aut dedere aut judicare", ovverosia lo Stato che ha in custodia gli imputati può scegliere tra processare o estradare. L'Italia, salvo rinuncia dell'India a processarli (e gli Indiani non ci pensano nemmeno), nel caso di giurisdizione concorrente non potrebbe pretendere l'estradizione dei nostri due Marò.

Nel caso invece di giurisdizione esclusiva italiana, l'India non potrebbe processare i nostri Marò e sarebbe costretta a rilasciarli.

Se poi vogliamo continuare il discorso della giurisdizione sulla base della nazionalità della nave, fatemelo sapere. E' un po' complicato e potrebbe causare attacchi di sonno :)

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Ma scusa, al di fuori delle acque territoriali (e questo mi par appurato) non dovrebbe essere la bandiera della nave a far testo per la giurisdizione?

Questa è la tesi espressa da Terzi (non mi pare ripresa da Monti) nel suo discorso alla Camera.

La norma a cui far riferimento è l'art. 97 dell'Unclos. Ma anche no :)

In questo momento sono occupato e il post necessita di un minimo di preparazione, per cui lo invierò più tardi :)

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Che macello...

ora capisco il perché del Tribunale speciale (anche se da quel che ho capito, in India è una procedura abbastanza comune, o sbaglio?)... mi sa che la sentenza, qualunque essa sia, sarà destinata a fare giurisprudenza, oltre che a creare un precedente. Ergo, maneggiare con cura.

"Ah! Rotto solo semiasse, IO KULO ANKORA!" (cit.)

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Marò, India: molto dispiaciuti per Terzi

"Ma c'è chi ha voluto usare in Italia questa vicenda per fini elettorali"

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07:16 - "Deve essere stata per lui una scelta difficile, per l'effetto delle enormi pressioni esistenti in Italia su questa vicenda, così come ce ne sono in India". Queste le parole del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid alla notizia delle dimissioni del collega italiano Giulio Terzi. "Mi dispiace per questo - ha proseguito - perché avevo con lui una relazione di lavoro molto buona".

"Comunque, ha concluso, è importante ora che si facciano le cose giuste sia dal punto di vista dei principi sia del diritto internazionale''.

Ma c'è chi va decisamente più pesante e abbandona i toni della diplomazia. "I marò sono stati utilizzati in Italia a fini elettorali, ed il loro ritorno a New Delhi rappresenta una vittoria chiara dell'India", ha dichiarato Kirti Azad, parlamentare del Bharatiya Janata Party (Bjp, centro-destra). Intervistato dall'agenzia di stampa Ani Azad, ex famoso giocatore di cricket indiano, ha sostenuto che ''una potenza internazionale ha dovuto soccombere alle pressioni dell'India, e questa è la ragione per cui (l'Italia) ha rimandato indietro i marò"'.

Loro, ha aggiunto, ''sono stati usati durante le elezioni dagli italiani e poi li hanno rispediti indietro''. Per cui, ha concluso, questo doveva accadere perché dopo tutto loro dipendono molto dalle importazioni dall'India e quindi non avevano altra scelta che rimandarli''.

Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos' hanno prodotto? Gli orologi a cucù.( O.Welles)

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