L'ideale percorso sarebbe: 1) uno/due anni in Sauber (facciamo uno, va') - 2) poi in Ferrari con Vettel che gli insegna come si diventa campioni del mondo - 3) passaggio di testimone quando zio Seb avrà completato il suo ciclo. Sempre con la vivida speranza che in tutto questo non sia la Ferrari a mancare, con il mezzo meccanico.
Quanto a Hamilton, è vero che dimostrò una maturità incredibile sin dal suo debutto. ma è anche vero che rinunciò, d'accordo con Ron Dennis, a debuttare già dalla fine dell'anno prima (in sostituzione di Montoya) proprio per non bruciare le tappe, prepararsi mentalmente e fisicamente per poi fare il battesimo del fuoco coi test invernali del 2007, che sono quanto di meglio dal punto di vista dell'apprendimento.
Nel suo primo anno tenne un ritmo eccezionale per un deb, aiutato anche dal fatto che Alonso soffriva la situazione interna della squadra e non era al 100%.
Ma quando si concretizzò la possibilità di vincere il mondiale vennero a galla subito i problemi di inesperienza: l'incapacità di gestire le gomme (e ci ha messo anni per imparare), l'impantanamento all'entrata dei box in Malesia, il lungo in Brasile nel restituire la pariglia a quella carogna di Alonso che lo aveva sverniciato alla "S do Senna", e altro.
Questo però risponde solo parzialmente alla domanda "ma Leclerc avrebbe potuto debuttare subito in Ferrari?". La mia risposta personale è sì. Tuttavia il management ha optato per la scelta più conservativa (tanto per cambiare), e di fatto Raikkonen, con il secondo posto in Ungheria l'anno scorso parando le spalle a Vettel con problemi allo sterzo e rinunciando così alla sua prima vittoria dal 2013 servita sul piatto d'argento, ha offerto una prova di lealtà e dedizione totale alla causa di cui la Ferrari non ha potuto non tener conto. E' lì, anche cronologicamente, che è maturato il suo rinnovo.
Seguendo le dinamiche del campionato, direi che ci può stare. Ma considerando anche polverine nel serbatoio e copisterie varie, no, la Ferrari ha stravinto. Come ha straperso l'anno dopo, in cui DOVEVA vincere.