Sono d'accordo con tutti quelli che sono intervenuti finora.
Ci sono diversi "casi d'uso" del mezzo privato: se vivi in una grande città o in zone dove è facile e conveniente (in tutti i sensi) adottare forme di mobilità alternative all'auto privata, allora la transizione ecologica sarà più facile.
Attenzione: per transizione ecologica non intendo il solo passaggio all'elettrico.
Facendo un esempio, se vivessi a Milano o Bologna potrei fare tranquillamente a meno di usare l'auto per vivere e lavorare in città e zone limitrofe.
Già oggi in queste due città ho sperimentato personalmente che è più veloce e conviente usare un mix di TPL, piedi, bici/monopattino che muoversi con l'auto privata.
Il problema è che l'Italia ha intere regioni dove il capoluogo di regione è l'unica città decentemente urbanizzata e in grado di fornire servizi avanzati.
Prendete per esempio la mia regione, le Marche: l'unica città sopra ai 100k abitanti è Ancona.
Per svolgere molti lavori, sopratutto quelli "da scrivania", bisogna per forza di cose spostarsi (nel migliore dei casi entro la stessa provincia); per poter usufruire di molte prestazioni sanitarie più o meno avanzate bisogna per forza rivolgersi all'ospedale regionale.
Qui, come altrove, la maggior parte della popolazione ha una casa di proprietà che, per fortuna o purtroppo, costituisce un punto fermo della propria vita.
Potrei fare mille esempi diversi da casa, lavoro e sanità, ma il succo del discorso è che in questi contesti, probabilmente molto simili a diverse zone d'Italia e di altri paesi, la mobilità privata accessibile a molti ha determinato lo stato socioeconomico attuale.
Conosco diverse persone che percorrono 100/150 km al giorno per svolgere lavori comuni con stipendi, ahimé, comuni (1000-1500€/mese): devono sicuramente ringraziare lo scarso traffico che c'è da queste parti (a Roma in un'ora si fanno sì e no 10 km, qui da me ne puoi fare anche 50/60) ma anche i prezzi di metano, GPL e diesel!
Ci sono tanti piccoli centri che, senza la possibilità di una mobilità privata abbastanza agevolmente ed economica, sarebbero sicuramente soggetti ad ulteriori spopolamenti, con effetti negativi non solo sulla popolazione, ma anche sull'ambiente.
Chi non è mai vissuto in contesti rurali potrebbe non sapere che ci sono tantissime zone apparentemente selvagge che, in realtà, vengono osservate e manutenute da chi vive nelle vicinanze.
Proteggere l'ambiente significa anche occuparci dei nostri territori.
Non so quale possa essere una soluzione per far pesare di meno all'ambiente i nostri spostamenti, d'altra parte sono un medioman qualsiasi che non dovrebbe pontificare su cose che non conosce.
Credo, però, che oltre alla necessità di avere delle BEV accessibili a molti, dovremmo anche usare la tecnologia attuale per eliminare spostamenti non necessari e potenziare il più possibile il TPL.
Sarebbe bellissimo usare l'auto più per piacere che per necessità!
Facendo un esempio (è l'ultimo, promesso ), le PMI tanto amate e odiate costringono tante persone a macinare km solo perché per molti dirigenti d'azienda a casa si cazzeggia, non si lavora.
Perché non offrire e incentivare modalità di lavoro ibrido (ossia un po' a casa, un po' in ufficio) alle categorie che potrebbero farlo?
OT
Perché ci deve essere sempre una polarizzazione manichea quando si parla delle cose?!
/OT