Un attimo.
Perché a me discorsi del genere spaventano.
Spaventano anche perché, perdonami a priori la fastidiosa generalizzazione, ma cerco di contestualizzarla al meglio, vengono sempre da un certo target di persone.
Grosso modo liberi da legami (non so dove vivevi, ora stai a To, manderai il. CV a Bolzano...) giovani, senza famiglia o figli, mediamente benestanti***, quantomeno rispetto agli indigenti.
Sia su AP, sia, ovviamente, nel mondo reale.
Io, onestamente vorrei vedervi spiegare questo concetto ad una famiglia che vive di un solo salario (o anche due, ok...), in casa popolare e con l'auto di 12 anni.
Spiegargli che i 10 km per andare in fabbrica si fanno in bici/monopattino o con i mezzi quando e se passano, in base ai propri turni, spiegargli che la bimba in visita all'ospedale che dista 10 min in auto, domani la si porta con l'autobus che impiega un'ora per arrivarci, quando e se passa (mia moglie, appena rientrata dall'Asl, alla fine è rientrata a piedi...) e fatti tuoi con i permessi al lavoro. Spiegateglielo voi.
Io che un po' le mani, se non altro per lavoro, me le sporco, facendo il Caronte per quegli indigenti costretti ai viaggi della speranza di 16 ore, e avendo fatto in passato un po' di linea urbana, sempre cercando per indole contatto e dialogo con l'utenza, quasi sempre incazzata e insoddisfatta, ho la vaga idea che troppi (di voi, non loro) non sappiano di cosa parlano.
A Napoli si dice: o'sazio nun crere o' riùn.
Ovvero, i problemi non visibili altrui, quasi sempre, si sottovalutano.
***anche lo spoglio di ieri, è diretta emanazione di tutto ciò. E non moderatemi quest'ultima riga, che non sto facendo politica, solo analizzando, correttamente o meno, un dato lampante.