Solite considerazioni in rigoroso ordine sparso.
FERRARI. Pur con tutti i problemi di quest'anno ha esaudito il mio desiderio: se proprio non si può vincere, che almeno ci faccia divertire un po'. Da settembre in poi non ci si è annoiati. Monza, Singapore, Las Vegas, a suo modo anche Interlagos, sono stati momenti appassionanti. Anche la finale, bene o male, ci ha portato un secondo posto.
VASSEUR. Ha raddrizzato una stagione in caduta libera, disponendo di margini di tempo piuttosto esigui. Tra macchina sbagliata, abbandono in corsa da parte di due dei massimi vertici del team, morale dei piloti e della truppa sotto le suole, l'ultima gara dell'anno vale quasi come una vittoria.
Confermo l'opinione espressa a inizio anno: non lo reputo un Wolff o un Horner, ma ha portato in dote alla squadra un po' di quello che mancava dai tempi di Todt: esperienza, sangue freddo, organizzazione.
L'anno prossimo saggeremo ancora di più l'eventuale bontà del suo operato.
SAINZ. Le difficoltà tirano fuori il meglio di lui, per cui credo che in Ferrari avrà moltissime occasioni per brillare
Perfettamente complementare a Leclerc: hanno due guide diverse, due intelligenze diverse, meno velocità ma più adattabilità al mezzo. Quando manca uno, sopperisce quasi sempre l'altro.
Vittoria capolavoro a Singapore.
LECLERC. Sì, è un po' umorale, ma se per umore intendiamo la ciò che lo fa gareggiare a quei livelli, e lo fa rendere di meno quando comunque non si vincerebbe una mazza, beh spero che non cambi.
Le sbavature se ne andranno con il primo mondiale vinto. Si è visto con Verstappen, con Hamilton, ecc.
PRIMI DEI PERDENTI (CIT.): stagione estremamente equilibrata. A parte Red Bull hanno tutti sbagliato la macchina. Tutti vittime della coperta troppo corta. Grandi successi in certe piste, risultati mediocri la gara dopo. La Aston Martin forse era l'unica ad aver centrato il progetto, ma le è mancata l'esperienza nel gestire gli sviluppi lungo tutto un campionato.
FONDO GRUPPO. Tutti a punti. Stagione equilibrata anche in basso. Qualche bell'acuto inaspettato. Haas ultima in classifica ma vincitrice assoluta del mondiale a cui non vengono assegnati punti: le qualifiche.
FIA. Indecente. Strano che la F1 non si lamenti del danno d'immagine permanente che subisce grazie a questi burocrati corrotti e incapaci. Le punizioni e le scelte arbitrali per definizione non hanno mai l'unanimità, ma qui c'è una sistematica violazione dei criteri di ragionevolezza e proporzionalità.
Non c'è nemmeno il pudore di nascondere il proprio operato, anzi viene fatto tutto alla luce del sole, tanto non c'è appello e non c'è sanzione per gli errori di giudizio.
Una delle più grosse delusioni in tema di direzione gara sono state le tanto agognate commissioni costituite da piloti, che finalmente avrebbero preso decisioni con cognizione di causa. Si è visto negli anni che, salvo qualche eccezione, sono i primi a trasformarsi in piccoli burocrati.
Quanto al famoso tombino di Las Vegas, adesso possiamo fare il conto dei danni a consuntivo:
1) arretramento in qualifica del pilota e conseguente compromissione della gara
2) danno economico (danno emergente per i costi di ripristino)
2) danno economico (lucro cessante per la perdita del secondo posto nel mondiale costruttori)
4) danno economico in termini di budget cap
5) danno sportivo (perdita delle posizioni in classifica piloti e costruttori, entrambe determinate per differenza punti proprio dalle sanzioni FIA)
6) e hanno pure fatto la reprimenda a Vasseur perché ha detto "fucking".
E sorvoliamo sulla conclusione del mondiale 2021, non tanto per il vincitore materiale (credo che la vittoria RB sia stata la risultante equilibrata di un insieme di decisioni errate, talvolta a favore talvolta a sfavore), quanto per le modalità indecorose di gestione.