Il dato Export mondiale ripreso dai dati WTO racchiude tutte le categorie mercelogiche, e beni e servizi.
Il progresso degli ultimi anni dell'industria italiana è impressionante e incontestabile, ci sono molto analisi a tal riguardo.
Questo articolo di maggio analizza la situazione al Q1 2024 con Italia quinta, quarta escluso il settore auto.
Ma nel primo semestre 2024 Italia ha raggiunto il quarto posto, sorpassando anche il Giappone compreso anche il ridotto export del settore auto (316 mld vs 312 del Giappone)
Consiglo di leggersi tutto l'articolo che spiega come l'Italia sia passata dal 10 posto al 4° dal 2018 ad oggi, questo per poter fare un dibattito sulla produzione dell'auto in Italia che sia basato sui fatti e non su stereotipi sconnessi con lo stato attuale dell'industria italiana per cui secondo alcuni qui va tutto male e sarebbe meglio chiudere tutto e trasferirsi in Cina, o altri paesi Ue.
https://www.ilfoglio.it/economia/2024/05/13/news/come-l-italia-ha-scalato-l-export-mondiale-6537828/
Italia davanti alla Germania per produttività e competitività
Declino? Perdente sicuro? Niente affatto.
Al contrario, nel 2023 l’Italia ha nuovamente superato per valore totale delle esportazioni la Corea del Sud (che dal 2010 ci aveva sorpassati) ed è ormai a soli 40 miliardi di dollari di distanza dall’export complessivo del Giappone (717 miliardi di dollari), un paese con una popolazione più che doppia della nostra.
Negli ultimi sette anni, rispetto al 2015, l’export totale di merci dell’Italia è stato il più dinamico del G7 ed è cresciuto in dollari correnti del 48 per cento, cioè quasi del doppio rispetto a quelli di Francia (+28 per cento) e Germania (+27 per cento) e di oltre il triplo rispetto agli export di Giappone (+15 per cento) e Regno Unito (+12 per cento). Inoltre, le nostre esportazioni hanno prevalso anche su quelle di due paesi avvantaggiati dalla grande disponibilità di materie prime ed energia e dal loro recente rincaro come Canada (+38 per cento) e Stati Uniti (+34 per cento).
Chi, sulla base di vecchi luoghi comuni o di analisi superate, continua a descrivere un’Italia come un paese industriale con bassa produttività o non competitivo, arretrato sul piano della tecnologia e dell’innovazione, sta semplicemente guardando un altro film rispetto alla realtà.
Ma non sono le microimprese quelle con cui l’Italia compete sui mercati internazionali. La nostra forza risiede in un nucleo di circa 9 mila aziende esportatrici medie, medio-grandi e grandi con 50-1.999 addetti, che realizzano i tre quarti del nostro export manifatturiero, nonché in un ulteriore ristretto gruppo di una quarantina di imprese con oltre 2 mila occupati, che esportano un altro 12 per cento circa.
In questo tipo di imprese di maggiori dimensioni e orientate all’export, se analizziamo i livelli di produttività, battiamo addirittura la Germania. Infatti, la produttività del lavoro delle medie imprese italiane con 50-249 addetti, data dal valore aggiunto per occupato, è di ben 16 mila euro più alta di quella delle corrispondenti imprese tedesche (dati Eurostat riferiti al 2021). E persino nelle imprese medio-grandi e grandi teniamo testa alla Germania, specie se escludiamo il settore auto. Ciò perché siamo davanti ai tedeschi anche nella classe delle imprese con 250 e più addetti in numerosi settori manifatturieri, dall’alimentare all’abbigliamento-calzature, dalla gomma-plastica alla metallurgia, dalle ceramiche ai mobili. Non solo. Anche in termini di crescita, la produttività del lavoro della manifattura italiana è aumentata di più di quella tedesca dal 2015 al 2023.
I livelli tecnologici e di innovazione delle nostre imprese esportatrici, specie dopo la rivoluzione del Piano Industria 4.0, sono ormai elevatissimi così come quelli della robotizzazione, dove, ad esempi, siamo quarti al mondo per robot installati nella meccanica o terzi nell’industria alimentare.
Stellantis cala perchè non ha investito in Italia, o non l'ha fatto adeguatamente, tutto qui, poi possiamo discutere su motivi, ma da una fotografia oggettiva dello status quo.