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DR Motor: mercato, modelli e...supercar


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alla fine davanti all'evidenza bisogna arrendersi

[h=1]Termini Imerese: Passera, si cerca alternativa, momento non favorevole[/h]

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 13 giu - "Non possiamo aspettare che passino i tempi della Cassa integrazione" per affrontare il problema di Termini Imerese. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, rispondendo alle domande in commissione Industria del Senato. Per cui la decisione "anche a rischio di farci male" e' stata quella di "andare a cercare una alternativa" anche se, ha aggiunto il Ministro, "sappiamo che il momento non e' favorevole per trovare investitori". Passera ha ricordato di aver dato dei termini "laschi" a Dr Motor per dimostrare di avere le risorse ma "nei termini previsti questo signore non ci ha dimostrato di avere le risorse per rispettare l'accordo".

con buona probabilità non ha neanche le risorse per continuare a Macchia d'iserinia, e si voleva che facesse ripartire un polo produttivo, seppur super sovvenzionato

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con buona probabilità non ha neanche le risorse per continuare a Macchia d'iserinia, e si voleva che facesse ripartire un polo produttivo, seppur super sovvenzionato

Sopratutto QUEL polo produttivo, con annesse tutte le problematiche logistiche che sappiamo.

I'M IN LOVE!:pippa:

"La 6° marcia, K@zzo!"

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alla fine davanti all'evidenza bisogna arrendersi

Passera, si cerca alternativa, momento non favorevole

...se lo scopre Cassano so' caxxi !!!

P.s. scusate, non ho resistito! Anche perché ho scoperto in gugol nius poc'anzi che: "Passera: vale 80 miliardi"

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Forse una speranza c'è ancora per DR.

Di Risio sta cercando di coinvolgere direttamente Chery. Insieme a Chery penso che Termini Imerese avrebbe molte possibilità di sopravvivere.

Non vedo altre alternative a DR e Passera dovrebbe fare di tutto per coinvolgere Chery direttamente.

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Forse una speranza c'è ancora per DR.

Di Risio sta cercando di coinvolgere direttamente Chery. Insieme a Chery penso che Termini Imerese avrebbe molte possibilità di sopravvivere.

Non vedo altre alternative a DR e Passera dovrebbe fare di tutto per coinvolgere Chery direttamente.

Factum abiit, monumenta manent.
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Forse una speranza c'è ancora per DR.

Di Risio sta cercando di coinvolgere direttamente Chery. Insieme a Chery penso che Termini Imerese avrebbe molte possibilità di sopravvivere.

Non vedo altre alternative a DR e Passera dovrebbe fare di tutto per coinvolgere Chery direttamente.

Però è difficile vedere la convenienza per Chery: dovrebbero venir a produrre auto per l'EU, già di suo un continente in cui le vendite sono a terra, realizzando modelli sostanzialmente sconosciuti al mercato, producendo in uno stato che non favorisce granché l'industria, in un luogo logisticamente (e quindi economicamente) sconveniente... :pen:

Mah... Credo che neanche pagandoli... :muto: Almeno che non mi stia perdendo qualcosa.

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Si tratta proprio di pagarli. Infatti ci sono sovvenzioni per circa 200 milioni di euro oltre ad uno stabilimento abbastanza moderno completamente gratis.

Qoros nasce per produrre auto di segmento medio-superiore, mentre DR a Termini Imerese produrrebbe le piccole DR1 e DR2.

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  • 4 settimane fa...

I cinesi sbarcano in Sicilia, Di Risio torna a sperare per Termini Imerese

I cinesi sbarcano in Sicilia, Di Risio torna a sperare per Termini Imerese | l'Occidentale

Stavolta non ha fatto retromarcia. Massimo Di Risio ha tenuto fede ai suoi impegni. Proprio ieri, così come annunciato nei giorni scorsi, il patron della Dr Motor Company di Macchia d’Isernia ha visitato lo stabilimento di Termini Imerese insieme al presidente della casa automobilistica cinese Chery International, Zhou Bi Ren. Con loro c’era anche Yuksel Mermer, presidente esecutivo della Mermerler, importatore ufficiale per la Turchia delle auto prodotte in Cina. Sono loro, come noto, i partner che dovrebbero tirare la volta a Di Risio nella corsa verso l’acquisizione dell’area industriale alle porte di Palermo. Una corsa che si è fatta in salita negli ultimi mesi. A peggiorare le cose il brusco stop intimato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Ma ora Di Risio si è rimesso in marcia e spera di poter dire ancora la propria nella complessa trattativa.

"Le prospettive - ha riferito all’Agi un rappresentante di Dr Motor - sono di fare in modo che uno dei due gruppi, quello cinese o quello turco, affianchi la Dr in questo progetto e consenta la ricapitalizzazione da 15 milioni di euro che rappresenterebbe il 15% del nostro capitale sociale". L’accordo di partnership, alla fine, dovrebbe essere firmato da Chery. Il presidente della casa automobilistica asiatica sembra seriamente intenzionato a dare sostegno a Di Risio, se è vero che ieri pomeriggio i due costruttori, dopo l’incontro in Sicilia, sono volati a Roma. Obiettivo: incontrare subito i vertici del ministero dello Sviluppo economico e riaprire la partita.

Detto e fatto. In serata lo stesso dicastero ha comunicato che "nel quadro dell'ampio giro d'orizzonte che il ministero dello Sviluppo economico sta effettuando per individuare la soluzione industriale migliore per il rilancio dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, si è svolto un incontro tra i tecnici del dicastero, Chery International e Dr Motor''. All’incontro con Di Risio e Zhou Bi Ren, si è appreso, ha partecipato il sottosegretario Claudio De Vincenti. Oggi dovrebbe trapelare qualche indiscrezione in più. Sia sull’esito dell’incontro, sia proposito dell’accordo sull’asse Molise-Cina. Fermo restando che "una risposta definitiva - fanno sapere dalla sede della casa automobilistica di Macchia d’Isernia - si potrà avere solo lunedì, durante l'incontro tra le parti previsto al ministero".

Ma ora Di Risio e il suo staff guardano con un certo ottimismo all’evoluzione della vertenza. Risolti i problemi di liquidità (anche se i partner cinesi devono ancora mettere nero su bianco), la Dr Motor torna a pensare a quel progetto che prevedeva, a pieno regime, la produzione di 60mila auto all’anno in terra siciliana. A Macchia è tornata la speranza: "Se il nostro progetto dovesse andare in porto, noi pensiamo di poter partire entro la fine del 2012, come previsto dal piano industriale".

L’arrivo annunciato del patron della Chery ha scatenato inevitabili reazioni. C’è chi guarda con diffidenza al nuovo patner. E chi invece vede di buon occhio la novità. Chi non intende giocare al buio è il sindacalista della Fiom, Roberto Mastrosimone. Né fa sconti a Di Risio: "L'interessamento dei cinesi della Chery a Termini Imerese - ha detto - va guardato sicuramente con interesse, anche se il comportamento tenuto da Di Risio in questi sette mesi non ci lascia tranquilli e lascia molte perplessità". Ma al di là dei commenti sulla credibilità dell’azienda molisana, la Fiom intende avere un confronto diretto con il colosso industriale cinese, per conoscere il suo ruolo in questo progetto e quali sono le reali intenzioni di rilancio del polo industriale termitano. Le risposte dovrebbero arrivare durante l’incontro di lunedì al ministero, cui facevano accenno i vertici della Dr. In quella sede "speriamo di ottenere delle risposte certe", il lapidario commento di Mastrosimone.

Ancora più dura la reazione di Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, e di Giuseppe Farina, segretario nazionale della Fim: "Siamo stufi di fumo, polverone, chiacchiere e annunci. Termini Imerese ha bisogno di progetti industriali che hanno prospettive e solidità di mercato. Ribadiamo che la Cisl confida ancora affinché il ministro Passera in prima persona, a cominciare dall'incontro convocato per il 16 luglio a Roma, garantisca soluzioni reali e scelte di respiro industriale solido. Termini ha bisogno di prospettive garantite, soprattutto, dalla capacità di autofinanziamento dell'investitore. Tutto il resto è solo fumo". Più diplomatico, invece, il commento di Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese: "Ritengo importante - ha detto all’Italpress - l'interesse dimostrato da parte di investitori esteri nei confronti degli ex stabilimenti Fiat di Termini. Vuol dire che queste strutture possono avere un futuro produttivo".

Ieri pomeriggio, intanto, a Roma Massimo Di Risio, Biren Zhou, vicepresidente di Chery, e Michael Zhang, general manager per l'Europa centro-orientale, hanno incontrato il presidente della Regione Sicilia. Le prime impressioni sono state buone, se è vero che al termine dell’incontro il presidente Raffaele Lombardo ha detto che "l'idea di fare di Termini Imerese la base per l'espansione europea del marchio cinese, come ci hanno prospettato i rappresentanti di Chery, è uno scenario che, se ci saranno tutte le condizioni, sarà fattore di una forte crescita produttiva e occupazionale per la Sicilia. Mi auguro che anche il governo nazionale riscontri la fattibilità del progetto". Lunedì, al ministero dello Sviluppo economico, un’altra puntata di quella che sembra essere diventata una telenovela. Ma stavolta l’augurio di tutti è che si metta davvero la parola fine a una vertenza che sta logorando i nervi e le speranze degli ex dipendenti dello stabilimento siciliano, da mesi senza lavoro e senza reali prospettive per il futuro.

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Io penso se Di Risio se appoggiato direttamente da Chery (che quindi avrà interesse a fa funzionare la JV) ha ottime possibilità di far ripartire lo stabilimento di Termini Imerese. Di Risio non è Rossignolo, ma un imprenditore serio che giustamente ha visto in Termini Imerese una possibilità interessante. Il suo difetto è stato quello di non coinvolegere da subito il partner Chery e/o quello turco Mermerler. Il suo difetto forse è la megalomania, dato che da solo non avrebbe potuto sopravvivere. Non mi sembra però giusto che Fiat si limiti a cedere lo stabilimento a un euro, dato che cedendo a Di Risio si evita i costi di bonifica del sito che sono ampiamente superiori al valore dei terreni. Il governo dovrebbe imporre a Fiat il pagamento comunque di queste spese almeno da accantonare in futuro se l'operazione DR-Chery dovesse poi fallire.

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