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Il futuro delle Forze Armate


Guest EC2277

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Il Rafale, mi pare di aver letto che sia stato scelto dall'India

a prezzi di svendita però a quanto leggo, pur di fare numero :pen:

il problema è il fatto che c'è sempre qualche stato di quelli maggiori in EU che nei progetti comuni vuole avere l'ultima parola nello sviluppo. Come noi che non collaboriamo nella Eurocopter ma andiamo avanti (fortunatamente) con Agusta Westland

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  • 4 mesi fa...

Riesumiamo un pò il topic, và :mrgreen:

Dalla riforma della Difesa niente risparmi ma solo redistribuzione dei fondi. Ma per fare che cosa?

Dalla riforma della Difesa niente risparmi ma solo redistribuzione dei fondi. Ma per fare che cosa? - Il Sole 24 ORE

l'articolo è troppo lungo per essere quotato tutto.... ne consiglio la lettura, perchè offre uno spunto molto interessante.

parliamo sempre di quali potrebbero essere i migliori acquisti in termini di mezzi ed equipaggiamenti, quali gli organigrammi più efficienti, e soprattutto quali fondi potrebbero essere sufficienti a mantenere operativo lo strumento militare, ma spesso tralasciamo una questione fondamentale.... quale vogliamo che sia lo scopo delle nostre forze armate?

vogliamo uno strumento di difesa completo sulla falsariga di Francia e UK?

vogliamo forze armate unicamente pronte alla difesa dei confini patrii tipo svizzera o israele?

vogliamo essere degli "ausiliari" nel senso Romano del termine? ovvero dei meri supporti ai nostri alleati più grandi?

io penso che prima di partire con le necessarie razionalizazioni (e quindi tagli) sia fondamentale capire in che direzione vogliamo muoverci.

Il modello di difesa attuale, approvato verso la fine degli anni 90 è completamente irrazionale: prevede uno strumento bellico di dimensioni analoghe a quelle di Francia e UK ma con un terzo delle risorse finanziarie che questi due paesi mettono in campo (si, non la metà.. UN TERZO) e con un decimo della volontà politica di impiegarlo.

Guardiamo a quello che è successo in Libia l'anno scorso.... l'intervento dell'Italia, è stato fondamentale per la tutela dei nostri interessi nazionali. Se ci fossimo limitati a stare in disparte a guardare in nome di... che cosa? un pacifismo astratto? a quest'ora molto probabilmente tutte le nostre aziende (ENI compresa) sarebbero state messe alla porta e rimpiazzate da società Franco/britanniche.

e il prezzo che avremmo pagato sarebbe stato molto salato visto che buona parte del nostro gas (non serve ricordare quanto ci serva il gas :roll: ) viene da li.

Per fortuna siamo intervenuti MASSICCIAMENTE

Il generale Bernardis: le notizie sui raid italiani in Libia furono censurate dal Governo Berlusconi - Il Sole 24 ORE

e abbiamo preservato, almeno per una volta :roll: l'interesse nazionale a beneficio dell'intera nazione.

questo risultato non sarebbe mai stato raggiunto senza un aeronautica moderna, efficiente e perfettamente integrata con gli alleati... insomma, se in nome di un qualche pacifismo, non avessimo avuto aerei ne la volontà di usarli, a quest'ora saremmo fuori dalla Libia con tutte le ovvie conseguenze del caso.

io credo che questa recente esperienza bellica debba farci riflettere sul futuro che vogliamo dare alle nostre forze armate, specialmente in questo momento in cui ci apprestiamo a mettere mano al forbicione

Modificato da JackSEWing

Alfa Romeo Giulietta, 1.4 TBI Multiair 170 CV Exclusive (2013)

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La struttura organizzativa concepita negli anni '90 per le Forze Armate aveva un unico scopo: dare una pseudo-ragione d'esistere a centinaia di sedicenti militari che, con la fine del servizio di leva, non sarebbero più serviti a nulla.

Purtroppo quei sedicenti militari oggi costituiscono tutt'oggi la quasi totalità dell'apparato burocratico delle Forze Armate e con i loro boicottaggi possono bloccare qualsiasi progetto di riforma. Prima di poter rendere operativo qualsiasi programma di razionalizzazione delle nostre Forze Armate, è pertanto necessario procedere ad uno snellimento della sua struttura burocratica, un procedimento che purtroppo potrà avvenire solo molto lentamente con la procedura oramai collaudatissima del "blocco delle nuove assunzioni".

Solo allora potremmo impiegare in modo razionale le risorse umane, materiali e finanziarie di cui dispongono le Forze Armate.

Sul tema della loro futura evoluzione invece c'è da tenere in considerazione anche un altro fattore: cosa vuol fare l'Europa delle Forze Armate nazionali: vuole che continuino ad andare avanti ognuna per la sua strada, oppure ha intenzione di creare una sorta di Stato Maggiore Europeo che ne coordini l'attività e le risorse?

Non lo so, ma nell'attesa è opportuno che le nostre Forze Armate proseguano con l'attuale politica: garantire la difesa dei partii confini e recitare la parte dei fedeli gregari degli Stati Uniti. In questo modo sarà possibile sia operare un loro potenziamento in totale autonomia, che integrarle in un un più ampio apparato militare europeo.

P.S. Non ho letto l'articolo, percui mi sono limitato a commentare quanto hai scritto.

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il problema è che in una nazione senza alcuna risorsa naturale (o comunque con risorse largamente insufficienti rispetto al fabbisogno) i patrii confini non sempre coincidono con quelli georgrafici.

nel nostro caso per esempio, garantirsi l'approvigionamento costante di gas e petrolio dalla Libia e dalla Russia è importante come la difesa del territorio nazionale. non parliamo poi delle materie prime per le nostre industrie (visto che deficitiamo pure di quelle)

non ultimo, siamo anche un paese esportatore.. quindi la difesa delle rotte commerciali in aree "calde" (esempio le acque al largo della somalia infestate da pirati) è anch'essa fondamentale.

Alfa Romeo Giulietta, 1.4 TBI Multiair 170 CV Exclusive (2013)

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Non credo che sia sensato militarizzare i pozzi metaniferi ed i metanodotti, che dalla Russia e dalla Libia arrivano sino a noi. Per noi è sufficiente avere la possibilità d'inviare le proprie truppe nelle zone di crisi, nel caso in cui se ne presenti la necessità.

Analogamente per contrastare la pirateria, ci è sufficiente scortare un convoglio mercantile con delle fregate e far salire a bordo delle navi civili che compongono tale convoglio dei marò; sperando che non facciano la fine dei due marò imprigionati in India.

:disp2:

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Non credo che sia sensato militarizzare i pozzi metaniferi ed i metanodotti, che dalla Russia e dalla Libia arrivano sino a noi. Per noi è sufficiente avere la possibilità d'inviare le proprie truppe nelle zone di crisi, nel caso in cui se ne presenti la necessità.

Analogamente per contrastare la pirateria, ci è sufficiente scortare un convoglio mercantile con delle fregate e far salire a bordo delle navi civili che compongono tale convoglio dei marò; sperando che non facciano la fine dei due marò imprigionati in India.

:disp2:

Modificato da JackSEWing

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