Io, che pure sono un fervente patriota, fatico a stare dietro a questi discorsi sull'orgoglio, sulla nazionalità, su chi ha fatto cosa, legati agli sport e segnatamente a questo sport.
Non regge, non sta in piedi, e soprattutto chissenefrega.
Jean Todt fece di tutto per lasciare in mani italiane la direzione tecnica della scuderia, e abbiamo visto con che risultati. Poi ci siamo comprati la superstar inglese Allison (dato che l'altra superstar inglese Newey era indisponibile), e te la raccomando anche quella. Infine abbiamo messo tutto nelle mani dell'italianissimo ingegner Binotto e... ah no, è nato a Losanna. Dove portano questi discorsi?
Sono radicalmente contrario ai relativisti che vorrebbero eliminare le frontiere, le barriere, annullare le origini, le tradizioni, l'appartenenza a un territorio, per diventare degli stupendi poliglotti cosmopoliti omologati, ma come si può negare i vantaggi che ha portato la libera circolazione delle merci, degli individui e delle idee?
La Mercedes ha scelto di affidarsi largamente a tecnici e preesistenti strutture che hanno luogo in Inghilterra? Mi pare che mai scelta fu più azzeccata, visto quello che hanno vinto.
La Ferrari mantiene tutto quello che può a Maranello, ma per sfruttare, far crescere e coltivare delle eccellenze già presenti sul territorio. Marchionne non mi sembra esattamente uno sciovinista.
C'è un pilota tedesco che corre meglio di uno italiano: onestamente, chi se lo accatterebbe l'italiano? E i successi di Vettel rendono meno italiane le vittorie Ferrari?
Aldo Costa è il direttore tecnico della Mercedes (e corre voce che sia anche un esperto motorista ), ma chi di noi sventolerebbe un tricolore quando vince Hamilton?
Se si fa un discorso tecnico sui distretti industriali, sui know how, sulla capacità di un territorio di produrre tecnologie e cervelli, parliamo pure di chi viene da dove. Ma se dobbiamo tifare per una squadra, chissene impipa!!
Conta l'appartenenza al simbolo, allo scudetto, alla bandiera (la Mercedes, come realtà industriale e sportiva dalla notte dei tempi a oggi, mi pare abbia tutti i titoli per rappresentare la Germania). Poi, a chi si rivolgono per progettare le auto, o dove hanno gli stabilimenti, è del tutto secondario.
Discorso un po' diverso è magari quando un marchio è del tutto svuotato dei propri contenuti. Tipo la Lotus quando era di proprietà malese, o l'Alfa Romeo che fa il main sponsor della Sauber. Perché lì non c'è una squadra ma un logo che viene compravenduto, o usato per fini commerciali.
Poi, oh, il bello degli sport è che uno tifa per chi cacchio vuole