Guarda, in questo momento tra i SI e i NO a livello politico non se ne salva uno manco per sbaglio, non ne sanno nulla e non gliene frega davvero. Menzione di disonore a Ponti che mettendo l'etichetta di "scienza" su un prodotto politico ha fatto proprio la puttana (e sarebbe uguale se l'avesse fatto per l'altra fazione).
Lasciamoli perdere e ragioniamo sulla pratica della questione.
Il senso di questo progetto è:
1) Vogliamo spostare movimenti da gomma a ferro
2) Perché succeda serve che il ferro sia più conveniente della gomma
3) Per essere più conveniente i treni devono avere determinate misure che si traducono in standard tecnici minimi
4) Perché il sistema funzioni serve una distribuzione ragionevolmente capillare di corridoi che garantiscano quegli standard
In mancanza di questo, il sistema non regge e non spostiamo un fico secco dalla gomma, anzi questa sarà sempre più forte.
Lo standard tecnico europeo si chiama TSI ed è stato elaborato per arrivare a quella convenienza, e avere anche margine per farlo in futuro.
Include una serie di misure; tra queste la pendenza massima delle linee e la sagoma minima delle gallerie sono quelle che si scontrano di più con il limite delle montagne (e c'è di mezzo anche la necessità di vie di fuga per i passeggeri).
Le linee storiche attraverso le Alpi sono tutte lontane dagli standard TSI.
Questa è la premessa tecnica; da qui si arriva alla scelta politica: o mi attrezzo con linee nuove oppure passo la palla completamente alla gomma.
Esiste una terza via che è tenersi le linee storiche ed imporre per legge l'uso della ferrovia. Applicabile, ma avendo ben presente che questo comporta costi ed inefficienze enormi al sistema economico (perché gestire traffico pesante su linee vecchie costa l'anima dei soldi), che si traduce in aumento dei prezzi per i consumatori e minore competitività con la concorrenza esterna all'Unione.
Segnatamente, la pendenza massima ammessa per i merci è del 12,5 per mille. La tratta di valico del Frejus viaggia sul 25-30, che è un valore particolarmente penalizzante.
Ora, perché il Moncenisio è importante per far funzionare il sistema? Non ne possiamo fare a meno?
Questa è la situazione delle montagne attorno al nord Italia, e ci ho segnato tutti i corridoi su cui si è lavorato o lo si sta facendo per garantire gli standard TSI:
Tutti questi casi (tolte le due costiere italiane) hanno comportato la necessità di un tunnel di base per superare l'acclività maggiore. In alcuni casi la parte critica era interamente in Svizzera (Loetschberg, Gottardo, Ceneri) o in Austria (Semmering e Koralm), in altri è a cavallo del confine (Brennero, Sempione e Moncenisio). Nel caso delle transappenniniche il tunnel di base è nuovo per il Terzo Valico, mentre la Bologna - Firenze lo aveva all'avanguardia dal 1934 e si sta lavorando per adattare la sagoma.
Come costruzione sono tutti molto simili. La cosa interessante di una lunga galleria di base è proprio il ridotto impatto ambientale: si inseriscono decine di chilometri di linea andando a creare alterazioni alla natura in spazi estremamente limitati.
Il Gottardo fa 57 km di linea e quello che si vede fuori è questo:
A cosa serva la galleria di base del Moncenisio è chiaro guardando la cartina: senza di lei c'è un buco enorme nella rete. Le alternative più prossime richiedono centinaia di chilometri di deviazione e quindi non esistono.
Ne va che in sua assenza qualunque trasporto attraverso quell'arco avverrà via camion; intendo traffico che si muove tra l'intera Italia, porti inclusi, e buona parte di Francia più tutta l'Iberia.
Quello che non capisco io è perché, oggettivamente, il Moncenisio debba presentare più criticità rispetto ai suoi ormai tanti fratelli. Dal punto di vista tecnico non ha niente di diverso.