Purtroppo è un po' la storia del mio poco più che decennale percorso lavorativo, tra prodotti chiave ritirati dal mercato, acquisizioni e cambi totali di politica commerciale e rete vendita, una tentata truffa schivata per un pelo, aziende con cali del 70% e un paio di errori miei di valutazione per inesperienza (mai metterci il cuore...)
E mi ritrovo a 33 anni, purtroppo molto indietro sulla tabella di marcia prefissatami quando decisi di abbandonare gli studi universitari (scelta che comunque non rimpiango, la rifarei senza senno di poi), con la stessa tabella rivista di triennio in triennio manco fosse un piano FCA.
Con l'aggravante di dover fare un quotidiano sforzo motivazionale per via del fatto che, da autonomo, non ho certezza di entrata.
Oggi ho avuto conferma che la mia compagna di vita, con cui felicemente convivo da 2 anni, su 9 totali di fidanzamento, dottoranda in Farmacia, trascorrerà 6 mesi alla Columbia University a New York, a inizio 2020.
E non so se sperare che decida di crearsi un futuro lì, e nel caso trasferirmi e reinventarmi, o che decida di tornare e affrontare un altro percorso lavorativo. (che nella ricerca almeno nel sud Italia non c'è speranza, almeno che non possa permetterti di essere precario anche a 50 anni e oltre...)
Nel mentre, io vado avanti e lotto con le unghie e con i denti, anche se, per la prima volta, da settembre, mi sono iscritto anche a qualche concorso pubblico.
Perciò, permettetemi che mi incazzo, se a 19 anni hai possibilità di essere assunto e imparare e fare carriera e te ne freghi. Con il senno di poi, camminerei pure a piedi di notte con la pila in mano per raggiungere il posto di lavoro. E qualcuno più grande e con più esperienza dovrebbe spiegarglielo.