1) quello citato è un articolo di un autore di un blog ospitato, non di un giornalista. È una cosa che esiste su tutti i giornali e si legge di tutto, purtroppo tendente alla boutade e all'esagerazione per acchiappare occhi e clic. È una specie di metastasi dell'idea dell'editoriale. Un articolo, anche del Fatto Q., di solito è molto più equilibrato, a cominciare dal tono.
2) Il Fatto, come qualunque altro giornale, tende ad avere una visione generale, simpatie e antipatie.
3) Come moltissimi altri giornali, soprattutto provinciali (nel senso globale del termine, vi ci includo praticamente tutti i giornali italiani), è interessante da leggere solo se ci si applicano dei filtri, che per altro variano a seconda dell'argomento. Un giornale può essere buono quando parla dei retroscena del governo nazionale e pessimo quando parla della Cina, ottimo quando parla di economia finanziaria e impresentabile quando parla di ambiente o cronaca. Ecc.
4) Il giornalismo italiano mainstream attuale è barocco, ridondante, autoreferenziale, geriatrico, sensazionalista sulle cazzate, e spesso pure palloso. Questo è un assioma generale.