Secondo me ad un certo punto bisognerà fare i conti con la realtà.
Stiamo vedendo che:
- il salto nelle norme sulla CO2 in congiunzione con l'introduzione di WLTP e RDE ha già messo in crisi la produzione di moltissimi costruttori e costretto altri ad abbandonare la commercializzazione di alcuni modelli in Europa
- il COVID in 1 anno ha fatto crollare la produzione e le vendite, ritardando investimenti e costringendo i costruttori a cercare di correre ai ripari
- la carenza di microchip ha rallentato le produzioni in tutto il mondo per tutti i marchi, per cui anche se c'è un boom di richieste adesso non si riesce a produrre
- In USA in questi giorni stanno fermando produzioni anche per via del freddo intenso, in Giappone si sono dovuti fermare per qualche giorno a causa di terremoti
Secondo me fare previsioni a 10 anni e impegnarsi a martellarsi i testicoli su certi limiti è a dir poco una follia. Soprattutto se gli altri non stanno seguendo lo stesso percorso.
Questo tra l'altro sarà un incubo a livello geopolitico, un grosso rischio per l'Europa che da produttore rischia di diventare mero assemblatore e mercato di seconda scelta per i veri produttori, i Cinesi, Coreani e Giapponesi e in parte gli Americani, che ad oggi tra l'altro NON stanno seguendo i nostri limiti sulla CO2 e non intendono farlo.
Tutto ciò avrà un impatto sul costo delle auto in Europa, e contestualmente un impatto sui livelli di occupazione e quindi sulla capacità di spesa degli Europei. Con gli investimenti su forme di mobilità alternative all'auto (o di non-mobilità, vedi smart working) molti semplicemente non cambieranno l'auto, una volta morta la loro auto non ne compreranno di nuove
Gli incentivi possono aiutare fino ad un certo punto, perché quando ci saranno abbastanza auto elettriche in circolazione gli stati non potranno più garantire certe cifre per l'acquisto.
Tutto questo per dire cosa? Sparare cifre da qui a 10 anni in questo clima di incertezza e di transizione lascia il tempo che trova. Per l'Europa non vedo nulla di buono, finché i mercati automobilistici mondiali non viaggeranno su limiti simili e compatibili e l'Europa si ostinerà a voler forzare una transizione senza prima aver creato l'infrastruttura produttiva per sostenerla producendo in casa. Il caso dei microchip è lampante da questo punto di vista: gli USA, sopratutto data la recente acquisizione di ARM da NVIDIA, hanno di fatto il monopolio della proprietà intellettuale, la Cina e Taiwan hanno di fato il monopolio della produzione, l'Europa ha il 2 di picche quando briscola è bastoni.