Sfatiamo i miti (in aggiornamento)
1. Dopo dieci anni devi cambiare le batterie
Sfatiamo questo mito diffusissimo. Primo, la maggior parte dei produttori garantisce il veicolo 4 anni per le parti meccaniche e 8 anni la batteria.
Tesla ad esempio garantisce per 8 anni il pacco batterie e le cambia se c'è una perdita di efficienza inferiore al 30% rispetto al nuovo.
In realtà la differenza tra un veicolo ed un altro è dato dall'efficienza del BMS (Battery Management System) che alloca l'energia nelle singole celle in base a logiche che variano da costruttore a costruttore. Tesla ad esempio ha una perdita di efficienza media del 9% dopo 160.000 km.
Statisticamente quindi, è più probabile che vendiate o rottamiate l'auto prima che sia necessario cambiare le batterie (la vita media delle auto italiane è 12,2 anni). Senza contare che se sostituite, comunque vi troverete con un veicolo complessivamente più ammodernato rispetto ad un veicolo termico il quale essendo composto da molti più componenti meccanici tenderà ad essere complessivamente più usurato.
2. Le auto elettriche sono pericolose perchè prendono fuoco
1. “Un automobilista ha cinque volte più probabilità di subire un incendio in un’auto a benzina convenzionale che in un’auto elettrica” (National Fire Protection Association, USA, 2018).
2. Una stima basata sul parco auto italiano calcola che il rischio sia 64 volte minore (“Il rischio incendio collegato alle auto elettriche”, di Guido Zaccarelli, Presidente Vicario della APC Prevenzione Incendi, 2018).
Però è vero che servono precauzioni speciali per spegnerle se s’incendiano.
3. Le batterie contengono litio (che si esaurirà) e cobalto estratto dai bambini del Congo
Il litio non è a rischio di esaurimento; le “terre rare” non sono affatto rare come sembra suggerire il nome (sono più abbondanti di argento e mercurio) e il cobalto è usato in quantità modeste o addirittura non viene usato affatto, per esempio nelle auto con batterie LFP (litio-ferro-fosfato). I danni ambientali ci sono, ma ci sono anche nell’estrazione e nel trasporto del petrolio. Soluzioni perfette non ce ne sono: si tratta di scegliere la soluzione meno dannosa.
Non c’è cobalto nelle auto elettriche che hanno batterie LFP (litio-ferro-fosfato). Inoltre il cobalto è disponibile anche in altri paesi, non solo in Congo. Invece si dimentica spesso che laptop e telefonini usano il cobalto (e ne usano in totale molto di più; ogni anno si vendono 1,52 miliardi di smartphone). E anche le auto diesel dipendono dal cobalto, visto che serve per desolforare il carburante.
4. La produzione delle BEV inquina di più rispetto alle ICE
Falso, mediamente l'impatto di CO2 è paragonabile alle ICE, con la differenza che nel ciclo di vita a parità di km l'impatto è la metà rispetto alle controparti termiche.
5. Pesano moooolto di più delle termiche
Pesano generalmente di più, ma in maniera molto contenuta e a parità offrono prestazioni superiori rispetto ai modelli ICE.
Per fare degli esempi:
Tesla Model 3 Performance (513CV, 0-100 3,3s) 1819 Kg
BMW M3 Competition (510CV, 0-100 3,9s) 1840 Kg
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio (510CV, 0-100 3,9s) 1580 Kg (si, è un mostro)
Mercedes AMG C63 (510CV, 0-100 3,9s) 1936 Kg
6. Le batterie non si riciclano
Enorme bugia.
Le batterie si riciclano eccome. Ci sono diverse tecniche utilizzate, con un recupero che varia dal 50 al 90%: l'europea Hydrovolt ad esempio ricicla il 95%.
Con il riciclo poi si può scegliere la destinazione dei materiali: dal creare batterie nuove alla produzione di materiali per l'edilizia.
E' l'esempio perfetto di economia circolare.
7. Sono troppo care
Non è più così, o meglio non lo è ma non vi sono molte opzioni sul basso di gamma.
A parità di prodotto:
Tesla Model 3 (306 CV, 6,1s): 41.490,00 Euro
BMW Serie 3 1.8 benzina (156 CV, 8,6s) 46.900,00 Euro
Audi A4 (159 CV, 8,9s ) 45.185,00 Euro
Alfa Romeo Giulia (160 CV, 8,1s) 42.445,00 Euro