Ma infatti per anni ho agitato la manina, tentando questo e quello, e sperando di avere un'opportunità. Mica per arrivare lì e dire "mo' vedete, che io so' io e voi... ecc. ecc." ma perchè sapevo che avrei potuto dare (anche modestissimo) contributo nel far sì che una parte della storia dell'auto, quella che conosco meglio, fosse ricordata/tramandata.
Risposte ricevute: le più svariate, tutte negative, partendo dal "a nessuno interessano queste cose" per arrivare al "la gente oggi non legge più". Potrei proseguire, andando nel dettaglio e raccontando le peripezie che ho vissuto quando per un po' ho insistito nel realizzare un libro cui tenevo molto (e che ancora oggi non esiste) e le risposte che ho ricevuto, ma mi fermo qui, perchè non è la sede adatta.
Faccio un piccolo OT per "illustrare"
Su quelli della 2 porte era più facile percepire il barbatrucco perchè, vai a capire come mai, avevano lasciato quello scalino. I prototipi della Duna berlina/weekend invece confondevano di più le idee perchè erano camuffati nello stesso modo, se era una o l'altra sotto il camuffo lo capivi giusto dai fari.
Per quel che riguarda invece la Regata, non siamo lontani: usciva in prova senza calandra, con dei fari anteriori simili a quelli definitivi ma con parabola provvisoria, abbinati a frecce arancioni che poi non furono utilizzate (ma la maquette finale le aveva, e qui mi concedo uno stiracchiatissimo "mai nate" )
Dietro, camuffata come la Premio qui sopra, con lo scatolone che lasciava fuori un pezzetto di bagagliaio e, sui primi proto, fari posticci che sembravano quelli della Ritmo prima serie. Sempre sui primi esemplari, le porte della Ritmo, con le maniglie tonde. Non restarono comunque in giro per molto, sicuramente perchè essendo una derivazione Ritmo non c'era molto da testare. Uscì nell'83, le foto spia son dell'82... non fu una lunga storia di appostamenti
In chiusura, per farmi perdonare l'OT inserisco una maquette della Duna (visto che è ora di cena) sulla quale le differenze non sono poche. A parte gli splendidi cerchi della Ritmo L prima serie, che danno quel tocco in più notiamo le frecce arancioni, il cofano motore tradizionale, i paraurti privi di quelle cromature (che sarebbe stato senza dubbio meglio evitare), l'assenza della scanalatura che corre sulla fiancata all'altezza delle maniglie (più che ovvia, dato che il cofano non è quello avvolgente) e, sbirciando un po' anche dei fari posteriori meno estesi in altezza, che non arrivano a toccare il paraurti.
Pure la targhetta della versione, vicino alla gemma laterale, è un dettaglio perso per strada durante lo sviluppo.
Molto più simile ad una "semplice" Uno a tre volumi, se vogliamo.
Scusate la fotina piccina, ne troverò una migliore.