Ormai il senso della realtà è stato rimpiazzato da uno storytelling continuo di buone intenzioni che vincono sulle evidenze scientifiche, sulle leggi di mercato ecc.
La 500 per la Fiat dovrebbe essere come la Golf per VW, l'auto che ha risanato l'azienda, una specie di idolo meccanico da venerare ogni giorno lavorativo, con il mantra "vietato fare cazzate".
Invece stanno inanellando una sequela di scelte velleitarie, intempestive e incoerenti tra loro.
Prima l'hanno trasformata da bestseller ad auto di supernicchia (3 porte, elettrica, fascia di prezzo premium), adesso per ragioni che evidentemente c'entrano poco con una logica industriale e tanto con intese politiche firmate di malavoglia, cambiano idea e approvano un'operazione fatta al massimo risparmio, della serie "se non vende meglio, così mostriamo che avevamo ragione noi", e fanno il solito premium straccione all'italiana con una motorizzazione ai limiti dell'accettabilità, adattissima per il pensionato che vede l'auto come una navetta casa-edicola, e inadeguata per chiunque abbia una vita anche fuori dal comune di residenza.
L'obiezione "ma tanta gente se ne frega delle prestazioni, vuole solo quell'oggetto" è opinabile, perché per l'appunto conosco tanta gente che si compra l'auto in questo modo, sulla fiducia, dopo si accorge che è un chiodo, se la tiene qualche anno e poi la cambia con un modello di quei pazzi tedeschi, francesi, coreani, giapponesi che si ostinano a proporre motorizzazioni per ogni esigenza.
A questo punto mi aspetto anche la versione Abarth, rigorosamente 1.0 70 cv con kit estetico.