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  1. Anche questa cosa… Nessuno sostiene che Elkann faccia il bene dell’Italia.. A mio parere non lo ha fatto il nonno, figuriamoci JE. Io non so perché c’è questa eterna discussione italia francia dove quest ultima fa da padrone. Mi pare che Stellantiis produca poco sia in Italia che in Francia. Quando c’è stata la fusione tutti a dire che psa aveva acquistato fca e che la dimostrazione era l’Ad proveniente da Psa. Inutile è stato far notare che l’Ad era a tempo e che semplicemente era stato ritenuto dagli azionisti più idoneo rispetto a manley. Così come inutile era stato far notare che psa non esisteva più quindi non aveva senso parlare di acquisizione. La struttura societaria è pubblica e dice che gli agnelli si son tenuti la fetta più grossa e la carica principale. Questo vuol dire che faranno per forza il bene dell’Italia? Non credo proprio. Altro discorso è dire che un colosso come Stellantis ha delle responsabilità in Italia come in Francia, ma questo nulla centra con la catena del comando
  2. https://www.reuters.com/business/autos-transportation/radical-targets-toppled-tavares-stellantis-sources-say-2024-12-04/#:~:text=MILAN%2FPARIS%2C Dec 4 (,of the matter told Reuters.
  3. C'è una coppia di automobili che abbiamo citato solo di sfuggita in questa discussione, ma che decisamente merita un approfondimento! Sono le vetture sorelle che hanno rappresentato Renault nel settore delle coupé anni Settanta: R15 e R17. Forse non popolarissime qui in Italia, anche per via di una concorrenza importante da parte dei nostri costruttori nazionali, ma in questo contesto di dettagli curiosi sono piuttosto significative. A cominciare dal noto "adattamento" di una delle due alle superstizioni del popolo italico: e così - solo e soltanto in Italia - Renault 17 divenne "Renault 177": (foto ripresa da Losange Magazine: esemplare del 1974) La targhetta mi riporta ad un altro dettaglio interessante di queste coupé, perché lì vediamo il logo pseudo-tridimensionale anni Settanta-Ottanta, ma R15/17 hanno visto l'adozione di ben tre loghi Renault differenti! Nel materiale stampa di presentazione (estate 1971), lo stemma nella calandra è ancora quello degli anni '60: Noto come stemma "a punta di diamante", inglobava il logo introdotto nel 1959, il cosiddetto "Pampuzac", dal nome del suo creatore, il pubblicitario André Marc Pampuzac. Già nello stesso 1971, con la presentazione al pubblico al Salone di Parigi in Ottobre e l'entrata in commercio, apparve però il famigerato logo "Kent", che su queste coupé venne apposto sul cofano, lasciando la calandra priva di simbolo: Era il logo disegnato da Michel Boué, il designer della Renault 5, che proprio per il lancio di quest'ultima (sua creatura...) fu incaricato di disegnare anche il nuovo simbolo della marca. Non durò molto. Durante il 1972, Renault perse la causa mossale dalla tedesca Kent (azienda chimica di prodotti anche per la cura dell'auto, tra l'altro fornitore di Renault...), che aveva notato una certa somiglianza di quel nuovo logo della Régie con il proprio. Giudicate voi... 😆 Vista la malaparata, i francesi si rivolsero al grafico Yvaral, il figlio dell'artista di origini ungheresi Victor Vasarely e a fine 1972 nacque il nuovo simbolo, che rapidamente rimpiazzò i precedenti, tornando in mezzo alla calandra: E lì rimase fino al termine della produzione. Quindi R15 e R17/177 del primo anno di produzione restano tra le pochissime Renault (assieme alle primissime R5) ad aver utilizzato il logo "Kent". Nulla si sa, invece, di quante siano state prodotte e vendute con il vecchio logo iniziale (il "Pampuzac"), perché al momento della commercializzazione già era avvenuto il cambio con il "Kent". Io ho trovato in rete solo questa foto... Un altro aspetto unico di queste coupé è proprio la loro "accoppiata": vado a memoria e potrei sbagliarmi, ma non ricordo esempi simili di modelli "fratelli" così nettamente diversificati, in una nicchia di mercato così specifica. Coppie di vetture simili, di cui una derivata per occupare un settore più alto del segmento sono esistite anche in quel periodo e dopo: proprio Renault ebbe in seguito R20 e R30, oppure Volvo già aveva 140/160 e poi continuò con le eredi 240/260, 740/760, 940/960, così come Audi ebbe le coppie 80/90 e 100/200. Anche Opel aveva la tripletta KAD (Kapitan, Admiral, Diplomat) e l'accoppiata Rekord/Commodore. Ma erano tutte sostanzialmente identiche nella scocca/carrozzeria, a meno di modifiche minori. Solo in seguito Opel si spinse appena più in là con la tripletta Rekord E/ Commodore C /Senator A, ma si trattava comunque di berline, un settore di mercato assai più ampio rispetto alle coupé... R15 e R17 invece erano ben diverse pur senza cambiare tipo di carrozzeria (entrambe coupé 2 porte con portellone), né cambiavano dimensioni o meccanica di base. Semplicemente crearono due modelli distinti per linea, motorizzazioni e allestimenti, col fine di attaccare due livelli di clientela: R15 più semplice e economica, R17 più estroversa e costosa. Comunque entrambe avevano dei paraurti piuttosto insoliti. Sia davanti, visto nelle foto sopra, con l'anello in metallo e protezione in gomma nera a incorniciare tutto il frontale fari-calandra (nel restyling del 1976 resterà soltanto il semianello inferiore). Sia dietro, con un'idea coordinata, dove una sorta di semianello in metallo in questo caso incornicia una fascia in materiale sintetico nero con la targa. Questa immagine riassume poi un concentrato di altri dettagli curiosi, già trattati nella discussione: - la zigrinatura sul paraurti - il portellone parzialmente verniciato in nero - le portiere prive di maniglie, con la soluzione dello scasso a fianco della portiera (credo che siano "una prima mondiale" introdotta proprio da R15/17!) E poi ovviamente il terzo finestrino di R17, con quella forma triangolare e la grigliatura a persiana, che ricordava le prese d'aria della Mustang... Come se non bastasse, realizzarono pure una versione "apribile" della R17. Ma non una cabriolet classica, ovviamente , quanto piuttosto una sorta di "targa" piuttosto originale: Il tetto era sostituito da una capote in tela (apribile elettricamente! ) che si muoveva lungo due elementi strutturali in acciaio a vista, che fungevano da binari e avevano anche funzione strutturale per garantire la medesima rigidità della scocca. Inoltre era dotato di un hard-top che poteva essere montato durante la stagione fredda, per migliore isolamento termico ed acustico (nella foto sopra a sinistra è già montato, in nero; in questa sotto, una coppia "molto anni Settanta" lo sta movimentando): Poi furono le prime Renault a proporre, col restyling del 1976, i sedili "Pétale"; una novità su cui la Régie spinse molto dal lato marketing, tanto da comparire come protagonista nei servizi fotografici di lancio... E in effetti erano pieni di dettagli curiosi: oltre al poggiatesta integrato, gli schienali avevano quei fianchetti che come petali - appunto, da lì il nome - si potevano regolare per una conformazione più aperta o chiusa del sedile; ma a me hanno fatto impazzire soprattutto quei cuscinetti sulla seduta regolabili indipendentemente per ciascuna gamba! Avevano persino la regolazione lombare (quella manopola sul fianco interno, mentre quella per l'inclinazione dello schienale è sul lato opposto, appena più in basso). Inoltre la leva per ribaltarli era al centro dello schienale, per essere raggiungibile dai passeggeri posteriori e rendere gli schienali simmetrici: Torniamo indietro nel tempo, alla prima serie ('71-'76), e parliamo della plancia. Sostanzialmente uguale per entrambi i modelli, si era fatta notare per la strumentazione con i quadranti coperti dalle caratteristiche cupolette circolari: Ricordate però il tema delle plance differenziate? Fu discusso diverso tempo fa (link1 e link2) e si riferiva ad una distinzione secondo livelli di allestimento. Ecco, anche la prima serie di R15/17 ebbe una seconda versione degli interni: La differenza sta ovviamente nel cruscotto porta-strumenti, che invece delle cupolette qui utilizza una grande palpebra unica e dal disegno più squadrato e massiccio. (en passant, non vi sembra un precursore delle plance Renault anni '80? ) La ragione? Niente a che fare con allestimenti più o meno costosi, eleganti o sportivi... stavolta si trattava di una ragione omologativa (visibilità, riflessi, sicurezza insomma) e fu sviluppata e prodotta esclusivamente per tre mercati specifici: Scandinavia, Nord America, Australia.
  4. Anche Toyota fa il grosso delle vendite fuori dal Giappone e ha centri di sviluppo e fabbriche ovunque nel mondo, ma al contempo un occhio di riguardo per il paese d’origine, dove comunque mantiene una grossissima presenza a tutti i livelli e domina il mercato, lo dà. Non capisco perché il fatto che l’Italia non sia il mercato principale debba per forza significare che l’azienda deve dimenticarsi del paese (paesi, includendo anche Francia e US) dove è nata. Fiat che arriva sì e no al podio nelle vendite in Italia è uno sputo in faccia alla storia automobilistica del paese. Si è andati oltre.
  5. Prossimo passo: far fuori Imparato
  6. A parte che a me sembra che manco leggi cosa ho scritto, detto questo : 1) Mio Fratello è ex dirigente qualità del gruppo, non è che devo chiedere chissa cosa 2) la nazionalità dei manager di un azienda non fa la nazionalità di una società... sentire che l'argomentazione del fatto che Psa ha acquisito Fca perchè diversi manager sono Ex Psa è fantastico... oltretutto Psa in Europa era più forte di Fca in europa, mentre L'opposto si verificava in America del sud e america del nord... Quindi in un continente si è optato per certi manager e in un altro per altri 3) tutta la baracca si dirige a Parigi nella tua testa. Le operazioni americane si dirigono molto di piu a detroit, quelle sud americane in brasile. In Europa come detto Psa aveva quote e modelli superiori a Fca... Oltretutto non ci metterei la mano sul fuoco che in Futuro anche la parte europea rimanga parigicentrica 4) continui a dire che Elkann non fa gli interessi degli italiani... ma mi dici chi ha mai scritto questo? No perchè lo vai ripetendo a destra e manca come se dovessi convincere qualcuno. 5) La nazionalità di una multinazionale come Stellantis è difficilmente attribuibile, se pero' si vuol giocare al gioco delle bandierine si dovrebbe vedere gli azionisti . 6) In Francia si lamentano che Stellantis produce poco , meno auto che in ITalia. In Italia si lamentano che stellantis produce poco. La verità è che Stellantis produce per lo più dove ha una marginalità migliore e dove trova condizioni più favorevoli. In Francia e in Italia quel poco che produce lo fa sostanzialmente per due ragioni 1) ha in corpo diversi stabilimenti in questi paesi 2) a radici in entrambi i paesi e in qualche maniera una "responsabilità sociale". Ora visto che la tua risposta, sarà sempre le solite frasi che vai a ripete, prendendo sempre 2 o 3 like dalle solite persone, per me l'argomento lo possiamo chiudere qui ed evitare flame inutili. Sei incavolato con Stellantis da Italiano? bene, sei incavolato con gli agnelli da italiano? bene avresti giuste motivazioni, dovresti gioire se tu fossi francese perchè percepisci Stellantis come francese? Giosci pure, in patria si metterebbero a ridere, però gioisci. Il mio consiglio è che ti cambi nick da l'espresso a Le Magazine e provi a prendere la nazionalità francese.. così sarai contento che Stellantis lavora per la tua Patria e porta benefici solo alla France, o forse no?
  7. Se articoli tipo questo: https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/i-fornitori-strozzati-dai-prezzi-cinesi-il-diktat-era-di-far-fuori-le-ditte-europee/ar-AA1vepBI Sono veri anche solo a metà, è cosa buona e giusta sia stato allontanato.
  8. Da me nel fiorentino-pisano se ne cominciano a vedere diverse ibride e tutto sommato la trovo un'auto molto carina e con colorazioni accattivanti. Sarò vecchio e avrò parametri estetici oramai superati ma in quel segmento trovo veramente poco di meglio a livello di piacevolezza visiva. Sul fronte tecnico la ibrida la trovo valida, viste anche le prove strumentali delle riviste, l'elettrica no. Per le finiture avendola vista in concessionaria dal vivo la trovo una generalista tendente al low-cost quindi in totale antitesi con la linea di prodotti 500-600; la 500X è di altro livello.
  9. Il concept alla fine a grande linee e’ figo a sufficienza per destare l’attenzione di chi ama un certo design. Aldila’ della praticita’ e delle forme inusuali per una BEV, bisognera’ vedere cosa viene fuori con la prima vettura di serie, che essendo a 4 porte Sara’ lunghissima…. In ogni caso stanno cercando una nicchia sotto Rolls Royce sperando di attrarre una clientela eccentrica che puo’ spendere senza pero’ arrivare ai prezzi ed eaclusivita’ da Rolls. Tenuto conto che Jaguar era(e’) in condizioni pessime, almeno provano a fare qualcosa di diverso. PS - come gia’ detto, la campagna marketing non e’ piaciuta (i motivi sono vari) ma ha dato una esposizione incredibile al marchio.
  10. Questo è quello che succede quando si scrive una legge e si è incompetenti non solo sul tema su cui si sta legiferando, ma anche in generale sulle regole di base. Non dico altro per non scadere in politica, dato che anche i meno attenti alla politica come me, non possono non ricordare chi era al timone nel 2020, anno che ha traumatizzato il mondo intero (lockdown). E fermo restando che probabilmente altri soggetti di tutti gli schieramenti, probabilmente non avrebbero fatto meglio, dato che in generale la qualità della classe dirigente degli ultimi decenni è molto bassa in maniera trasversale.
  11. Più tardi si inizia a costruire le centrali, più tardi queste iniziano a entrare in funzione. Se avessimo iniziato 15 anni fa invece di cincischiare adesso sarebbero in funzione. Hai voglia prima che finiamo tutto l'uranio.
  12. Qualcuno la voleva in verde? Comunque per me resta l'auto di Cruella/Crudelia e qualsiasi citazione dal film le si addice a questa rinascita di Jaguar.
  13. Hai ragionissima, Meglio che decida Macron....
  14. per ritrovare la rotta in questi mari tempestosi 😜
  15. Anche perchè, senza l'Italia, l'ala ex FCA di Stellantis non ha alcuna radice culturale, e le aziende senza radici culturali sono destinate a finire fallite. Mi sa che ti sei perso il ripido precipitare della situazione negli ultimi mesi.
  16. Pensa che mia moglie pensava che le elettriche costano così tanto perché le colonnine in strada fossero gratuite! 😂
  17. Praticamente questo pensava ai fatti suoi (se quanto scritto sia vero) piuttosto che a fare il bene dell'azienda, cercando di uscirne lindo e pulito. Peccato che intanto gli operai siano in cassa integrazione e le sue soluzioni avrebbero ulteriormente peggiorato la situazione che avrebbe trovato il nuovo AD nel '26🤦🏻🤦🏻
  18. il discorso energia è lo stesso delle autostrade: la privatizzazione se la sono scritta direttamente i gestori. quindi cartello e nessuna concorrenza, con buona pace dei liberisti da strapazzo. sarebbe interessante in un futuro non troppo distante vedere se si riesce a costituire una galassia di comunità energetiche tale da poter far concorrenza almeno a livello locale o di quartiere. in molte parti del paese, di giorno, la cosa sarebbe anche fattibile.
  19. qui un articolo interessante sulle ragioni che hanno portato Tavares a essere dimesso.. Outgoing CEO Carlos Tavares clashed with Stellantis' board over his plans to quickly turn around the ailing U.S. business by cutting costs, rather than focusing on long-term strategy, investors and bankers familiar with the matter said on Monday. https://www.reuters.com/business/autos-transportation/tavares-clashed-with-stellantis-board-over-revival-plan-sources-say-2024-12-02/
  20. Da GP d'Olanda, dopo la sosta estiva. con la McLaren miglior macchina. mai visto questo Carlo…
  21. Brevemente, ti voglio solo contraddire dicendo: PSA ha acquistato FCA perché ha imposto la sua struttura manageriale a Stellantis, anche il CEO, ma non solo. Guarda i ruoli apicali e capisci che TUTTI i migliori sono Francesi ex PSA. I francesi stanno agli italiani 6 a 1. I manager ex FCA (Italiani e stranieri) sono tutti via o in pensione: Manley, Palmer, Wester ecc. Tutta la baracca si dirige da Parigi. è un dato di fatto. Se non ci credi chiedi. Tutta la struttura informatica, di fornitori, gestionale é stat spostata sulla ex PSA e in Francia. Se anche ELKANN ha un 15%, a me frega poco. Elkann NON FA GLI interessi degli italiani. La societá é diventata francese e lui é contento del suo 15%. Da italiano, io non sono contento. Sono molto piú vontento di una DUcati che é 100% di PROPRIETÀ tedesca, ma 95% impiantata, gestita, legata in/all' Italia. Enfin, credi anche tu a quello che vuoi.
  22. Io sono emozionato per la terza ripartenza di Jaguar da quando sono su questa terra. Sono sempre stato un po' parruccone amante del brand inglese in particolare per le proporzioni da siluro con le code rastremate e il cofano lungo con sbalzo anteriore corto. E tu guarda, è letteralmente l'unica cosa presentata. Il resto è ingiudicabile, criptico: credo sia tutto un obiettivo di hype, ma credo manchi troppo al debutto di serie e si rischi un effetto boomerang come con la Volvo Concept You. Sul concept in sé: brutto, ma appunto ricorda più una concept di ricerca aerodinamica del 1940 che una vettura odierna. Vedremo dove porta questa ricerca.
  23. Così finalmente , forse , farà un sorpasso 😜
  24. Attenzione, quando si dice che nell’ immediato le centrali nucleari sarebbero la soluzione, non bisogna dimenticare che una centrale nucleare richiede tempi lunghi per la entrata in funzione. Inoltre il carburante nucleare non è illimitato e comunque soggetto ai problemi di geopolitica
  25. A dir poco imbarazzante quell'episodio, CDB non ha fatto altro che screditare l'Avvocato e John per tutto il tempo, forse gli brucia ancora non essere riuscito ad impossessarsi di Fiat per ben due volte.
  26. Parlava di sè stesso De Benedetti? No, perchè uno che è riuscito ad affossare l'Olivetti più consigli dovrebbe andare a lezione dal primo kebabbaro che incontra.
  27. E non ti vergogni? Che scrivi a fare su AP, allora? 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
  28. Nel frattempo Tavares si gode la pensione. "Perché avete messo tutto quel ferro nel pilone? Dovete ridurlo almeno del 30%! E sti sacchi di cemento Made in Italy? Guardate che col cemento polacco potete abbattere del 21% i costi! E poi basta fare tutti sti palazzi diversi. Fateli tutti in serie e cambiate solo colore e balconi!"
  29. Esattamente quello che dicevo da mesi. Non puoi essere in guerra con tutti gli stakeholders.
  30. Metto anch'io qualche storica. Iniziamo con quest'Audi A4 1.6 I Serie importata nel 2019 e della quale non sono riuscito a risalire all'anno di prima immatricolazione, la motorizzazione base è abbinata ad una configurazione estetica molto appariscente che tuttavia non trovo malaccio, il colore di base è palesemente il nero e il rosso è un wrapping, anche di vecchia data considerando che è scolorito e staccato sul tetto. Forse, da qualche altro avvistamento che vi ho proposto, avete capito che ho una strana perversione per le auto storiche dotate di portapacchi come nel caso di questa Renault Clio 1.2 RN 5p I Serie Ph2 '95. Esemplare non tenuto malaccio, notiamo la porta anteriore della Nouvelle con la fascia di protezione di maggiore spessore. Altra mia perversione sono le targhe provinciali napoletane che iniziano con la W (ultimo lotto distribuito, incompleto), ogni volta che riesco a fotografarne una inedita mi "esalto", anche se l'auto è relativamente banale come nel caso di questa Fiat Punto 55 SX 5p I Serie '94. Della stessa epoca del marchio torinese quest'ormai sempre meno comune Fiat Tempra 1.4 SX '93 in uno dei colori più caratteristici per la versione berlina, rari i copricerchi originali introdotti proprio nel 1993 se non erro. Totalmente altro genere di vettura quest'Opel Tigra A 1.4 '97 che presenta una brutta ammaccatura sul posteriore, un peccato perché nel complesso è tenuta benissimo e monta ancora i suoi bei cerchi in lega originali. Spesso bistrattata e fortemente criticata come versione, eppure quest'ormai veramente poco comune Fiat Cinquecento ED '94 è arrivata a quasi 200.000 km e ancora ne macina altri, forse un record per il piccolo 700 cc montato sulla citycar italiana di riferimento degli anni '90. Sono anni che cerco di avvistare una Lancia Y immatricolata nel 1995, ancora non ci sono riuscito (ammesso ce ne sia ancora qualcuna circolante) ma ho trovato notevole anche questa Lancia Y 1.2 LE immatricolata il 31 gennaio 1996, la seconda più vecchia del mio archivio. Molto buone le condizioni di questo esemplare. Chiedo venia per la pessima foto, sono anni che conosco quest'Autobianchi Y10 Fila I Serie '88 ma non sono mai riuscito a fotografarla bene. Ricordo quando ancora aveva gli adesivi originali azzurri, segno che è una Fila "seconda versione", appartiene ad un signore anziano e spero che alla fine della sua carriera non faccia una brutta fine, ormai le Fila sono del tutto estinte e anche attenzionate dal mondo degli appassionati del modello. Spettacolare invece quest'Autobianchi Y10 Fire II Serie '89 che versa in eccellenti condizioni, totalmente originale e in una tinta bordeaux scuro che ricordo affatto comune su questa serie di Y10, soprattutto sulla versione base come in questo caso. Questa credo, e spero, sia già in mano ad un appassionato. Chiudo con una chicca, non tanto per la rarità del modello, che al netto della sua età è ancora abbastanza facile da incontrare sulle strade seppur in netta diminuzione, ma per le caratteristiche dell'esemplare fotografato. Questa Fiat Tipo 1.4 DGT I Serie è infatti stata venduta NUOVA DA IMMATRICOLARE nel 2012, ne ho la certezza perché facendo delle ricerche risulta che è stata immatricolata presentando il certificato di costruzione, unico modo per immatricolare una vettura storica con una classe d'inquinamento bassa, costruzione che per inciso è avvenuta nel 1991, 21 anni prima dell'immatricolazione. Scavando nella memoria mi sono ricordato di un esemplare che apparse su Subito.it, proprio nel 2012 e in provincia di Caserta (dov'è stata immatricolata) km0 da immatricolare, sicuramente si tratta della stessa, se non erro era rimasta ferma all'interno di un autosalone chiuso improvvisamente e riscoperta all'apertura dei locali, la richiesta era abbastanza alta, sui 6000 euro. Chi l'ha presa ha avuto un bel coraggio (forse sostituendo un esemplare analogo), purtroppo in questi dodici anni d'esercizio non è stata tenuta benissimo e ha macinato 100.000 km, io l'avrei tenuta come oggetto d'arredamento non facendo mai andare avanti il contachilometri.
  31. Si già molti mesi si lamentavano i fornitori delle sparate di Tavares “chiudete in Italia e aprite in Marocco”
  32. A parte che vale per tutta Stellantis, ma poi se tolgono dal mercato modelli senza sostituirli o sostituendoli con la velocità di un bradipo è una aggravante, non una attenuante.
  33. Quella era la F1, i fari della XJ220 sono un po' più nobili
  34. Guardando per strada l'uomo comune che comprava la Punto-Panda adesso prende la C3 che è omnipresente. Quello che ha il portafoglio più largo prende la 208 mentre quello un po' più taccagno la Corsa. A me sembra che un'intera fascia di mercato sia stata fagocitata da PSA dopo che FCA l'ha volutamente abbandonata. C'è anche da dire che il segmento B non ha vere novità e che oramai Corsa-208 si avviano alla sostituzione con il nuovo modello nel corso del 2025... Quello che dovevano fare in termini di volume lo hanno fatto. Per il resto di Opel si parla sempre in termini dispregiativi. A me pare che ad oggi abbia il 3-4 xcento di quota nel mercato europeo, praticamente come tutta FCA messa assieme. Non a caso la sua lineup non ha subito tagli ed è stata rinnovata integralmente. La Corsa? In termini di qualità Non è una panda-C3 ma una 208 più sobria. La Mokka? È un SUV sfizioso come Juke e sicuramente vende. Vuoi la classica berlina C fatta bene? Astra. Vuoi il SUV familerare fatto bene? Grandland. Vuoi un suv spazioso e ben accessoriato anche se spartano? Frontera( che ha più accessori e optional di C3 come il Cruise adattivo). Manca solo una segmento D ma che ad oggi ha davvero poco senso. Prevedo invece una trasformazione progressiva di Astra (le berline sono defunte) in un Crossover di segmento C.
  35. Io non guido elettrico. Ma progetto anche impianti elettrici. Per tale servizio mi faccio pagare, cosi come le maestranze, i produttori di apparecchiature, ecc.... Costi che l'ente gestore della colonnina deve sostenere, che sia una AC o DC in città o fuori. A seconda del tipo di colonnina e zona, occorre fare dei lavori che possono andare dal nulla (solo montare colonnina collegando il cavo trifase) al dover scavare, aggiungere una cabina, pratiche di nuovo allaccio e-distribuzione (1 anno...) ecc.... In tutti i casi questo lavoro ha un costo (solo una colonnina DC va sui 70k€...) che verrà spalmato nei kw che quella colonnina erogherà durante la sua vita. Per avere la corrente al costo "di casa" occorre che lo stato paghi tale colonnina (anche no).
  36. Mah, sinceramente la storia che il prezzo dell'energia non si possa abbassare e' una storiella. Quando c'era il mercato tutelato si faceva senza problemi e le company non sono fallite. Con il libero mercato abbiamo assistito all'aumento generalizzato dei prezzi. Queste sono societa' il cui obiettivo e' fare soldi e non e' escluso che operino d'accordo tra loro. Altro che concorrenza.
  37. Salterà prima l'europa (o ne usciremo noi). La casa di proprietà in classe energetica bassa E-F-G sono la maggioranza, e pertanto coinvolgono la maggioranza dei cittadini elettori. Anche perchè il valore immobiliare è sostanzialmente la prima voce del patrimonio dei cittadini. Svalutare artificialmente tale valore è improponibile. Nascerebbero monete di scambio parallele (o nero) per scambiarsi gli immobili. Per il resto per portare in numero adeguato le colonnine in città, occorre praticamente sventrare tutte le strade e rifare tutta l'infrastruttura elettrica. Cosa che ha costi (alti) e tempi. Chiaramente tali investimenti rientreranno nel costo al KW erogato da tale colonnina, pertanto è impossibile che da una colonnina uscirà mai elettricità allo stesso prezzo di casa.
  38. Ahmbè, stiamo a 4 volte tanto per le AC e 6 volte tanto per le DC, stiamo freschi. E peraltro non vedo in regime di libero mercato come si possano imporre prezzi di vendita a aziende private. Evidentemente ci vorrebbero dispositivi legislativi speciali per farlo, ma non ne sento proprio parlare. Del resto siamo in regimi liberistici su elementi essenziali come acqua e energia, e non mi sembra che nessuno abbia voglia di toccare le privatizazzioni delle imprese pubbliche, non vedo come se ne si esce. O meglio, per me uno dei motivi fondamentali per cui l'Elettrico è una via di libertà allo sfruttamento delle masse è che mi posso produrre la maggior parte dell'elettricità in casa a costi bassissimi libero dalle speculazioni, attraverso il fotovoltaico. Nessuna altra fonte energetica come le rinnovabili ridà il potere agli individui: fatto regolarmente ignorato dai più.
  39. Ho scoperto che c'è una petizione in corso sul cartello dei costi di ricarica https://chng.it/vTRFkZKmBN Esisterebbe anche una Legge 11 settembre 2020, n. 120 Ma siamo in Italia e l'autorità dell'energia ha detto che non può fare quello che gli chiede la legge ... https://insideevs.it/news/448126/tariffe-ricarica-colonnine-auto-elettriche-semplificazioni-arera/ Più che l'autorità dell'energia sembra la lobby dell'energia.
  40. difatti sono terrorizzato da questa cosa. e rimane sempre un grandissimo “perché” non abbiamo mai importato le Fiat brasiliane in Europa (anche sotto FCA) quando la gamma nostrana è ridotta a panda, 500 BEV e 600, e prima in FCA si aggiungeva Tipo e 500X/L Le Fiat si sono sempre vendute al giusto prezzo, ad esempio la Freemont è stata un successo pazzesco al costo del cambio del marchio sul cofano, o la Tipo Made in Turkey. La priorità di John dovrebbe essere il marchio Fiat anche in Europa, è pur sempre il marchio più venduto di Stellantis nel mondo.
  41. JE e' un patrimonio dell'umanita' insomma...
  42. E aggiungo...e per fortuna che non è arrivato a fare danni anche in Brasile...
  43. Lo ho ripetuto più volte e continuo a pensarlo… In Stellantis a comandare è Elkann seguito dai Peugeot. Elkann fin tanto che è dentro vuole mantenere il controllo , diretto o indiretto che sia. Diluire ulteriormente la partecipazione credo sia l’estrema ratio. Poi che giornali o altro continuino a porre la cosa come Francia contro Italia, dove tutto è’ controllato dalla marianna son affari loro…
  44. Il cerchio tavolino della vita Vedi post 1 del presente topic
  45. D'altronde a capo del gran comitato per il toto-ceo c'è John, mi pare sia un segno abbastanza chiaro Proprio il fatto che si preoccupino è indicatore che la Francia non ha tutta questa influenza (al contrario di come sostenete) sul mega gruppozzo, non capisco come possiate pensare che un gruppo con quota di maggioranza in mano ad un italiano e che paga le tasse in Olanda possa essere succube delle decisioni dell'Eliseo🤔
  46. C'è anche una solida statistica a sostegno della bocciatura preventiva: è dai tempi della 75 che ne fanno una giusta e una sbagliata. Avremmo addirittura i precedenti sufficienti per glorificare sulla fiducia il modello che uscirà dopo il prossimo
  47. finché si parla solo dell'elettrica non mi sorprende... lanciarla solo elettrica in Italia significherebbe solo creare una pessima nomea del nuovo modello dato che non venderebbe nulla in quella versione
  48. Comunque il fatto che sia Elkan ad avere l' ultima parola sulle decisioni di stellantis non penso proprio che sia una garanzia per le fabbriche italiane
  49. Ben detto ! Astenersi perditempo !
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