Pochi anni dopo la fondazione dell'azienda, da parte dei fratelli Maserati, era già in crisi nera. Da quel momento Maserati è sempre stata quasi perenemmente in crisi, con bilanci in perdita e, quando andavano bene, bilanci in pareggio era tutto grasso che colava. Nella sua storia è passata in tantissime mani diverse, in tante propietà diverse, ognuno con il suo modo di vedere e di posizionere il marchio Maserati. Dalle "popolari" Maserati che volveva fare De Tomaso (Biturbo e tutte le derivate), passando alla Gestione Montezemolo che aveva fatto montare motori Ferrari, per poi virare di nuovo verso il basso, addirittura con modelli Diesel (sacrilegio) voluto da Marchionne, fino alle ingiustificatamente alto-prezzate Luxury, che ha voluto Stellantis. Non c'è mai stata una strategia vinncete per Maserati, che nei migliori anni, ripeto, è andata col bilancio in pareggio, nella gestione Montezemolo e in quella Marchionne, per poi sprofondare di nuovo. E' un marchio dall'antico prestigio, ma anche moderno prestigio, visti i campionati FIA GT conquistatinel nuovo millenio, che però, un po' come Jaguar, è in balia, molto più di altri marchi, delle bizze del mercato automobilistico e delle mode del momento. non vedo un futuro diverso da quello che è stato fino ad ora per il marchio Maserati, cioè un destino di bilanci in perdita, o nel migliore dei casi in pareggio. Ma per anni è andata bene così: si sono tollerate queste lievi perdite, in quando Maserati era un piccolo marchio, che nei primi anni 2000 vendeva un terzo delle auto vendute da Ferrari. Oggi, purtroppo, anche per un grande gruppo come Stellantis, mantenere vivo questo marchio che non genera profitto è diventato un lusso troppo grande. E quindi, a meno che i principali azionisti, non vogliano continuamente finanziare e risanare con aumenti di capitale, questo pozzo senza fondo, Maserati è destinato alal cessione, o alla chiusura.