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  1. In realtà, direi il caso in questione (in cui l'incidente è stato causato dal fatto che sia conducente che passeggero si erano addormentati), dimostra che la funzione degli ADAS come "rompiscatole" è tutt'altro che inutile o da evitare.
  2. Confermo, ci sono capitati dei casi in cui dei micro frammenti hanno compromesso la lubrificazione del turbo, comportando la sostituzione dello stesso. Più raro, ma non da sottovalutare, quando i microframmenti entrano nella pompa vuoto del servofreno... E ciò non è bello, perché va a comprometterne la funzionalità. Sai che, proprio quest'anno, abbiamo avuto l'esperienza di 2 motori interi da sostituire? La cosa è avvenuta quasi a sorpresa: su uno, la cui sostituzione della distribuzione era avvenuta l'anno prima, dapprima ha ceduto il turbo, sostituito con pulizia interna di tutto il raggiungibile riguardante la lubrificazione... Pochi mesi dopo, bronzine andate. Sull'altro motore, andate direttamente le bronzine.
  3. più che successo, non è avviso non è indice di un prodotto ben riuscito. Questa storia mi ricorda la diatriba con un mio ex collega; lui diceva che tale artista (italiano lagnoso) era molto bravo e talentuoso, ed a riprova di questo portava il fatto che riempisse gli stadi, ed io a rispondergli che basandoci su questo ragionamento Psy (Gangnam Style) era il più grande artista di tutti i tempi visto che (all'epoca) aveva il record di ascolti... Come diceva qualcuno, il primo disco dei Velvet Undreground ha venduto 30.000 copie nei primi 5 anni, ma è un disco di importanza seminale per la musica a venire.
  4. Jeep Grand Cherokee, Jeep Cherokee, Jeep Cherokina. Dov'è che l'ho già vista questa strategia di marketing? 🤔
  5. 4 tagli di potenza, MHEV, HEV, PHEV e diesel … oltre alle 4x4 … manca solo il GPL 136 CV DIESEL 160 CV MHEV 239 CV HEV (anche 4x4) 288 CV PHEV (solo 4x4)
  6. Genesis alza sensibilmente il livello della propria ambizione con la nuova GV90, primo SUV full-size e nuova ammiraglia elettrica del marchio coreano. Presentata a San Francisco, la vettura porta in produzione molte delle soluzioni anticipate nel 2024 dalla concept Neolun e si inserisce in una fascia che comprende Cadillac Escalade IQ, Mercedes-Maybach EQS SUV e Lucid Gravity. Per dimensioni e posizionamento, rappresenta inoltre un’avversaria indiretta della BMW X7 e una possibile anticipazione del confronto con una futura grande ammiraglia elettrica BMW a sette posti. La GV90 non cerca però di imitare semplicemente i modelli premium tedeschi. Genesis costruisce il proprio concetto di lusso attorno alla filosofia coreana dell’ospitalità “Son-nim”, secondo cui ogni cliente deve essere trattato come un ospite d’onore. Porte posteriori controvento, sedili anteriori girevoli, pavimento in vero legno riscaldato e un abitacolo configurabile come una suite non sono quindi presentati come semplici accessori, ma come parti di un’esperienza centrata soprattutto su chi viaggia. Più lunga della BMW X7La Genesis GV90 misura 5.285 millimetri in lunghezza, 2.030 in larghezza e fino a 1.825 in altezza con i cerchi da 24 pollici. Il passo raggiunge 3.245 millimetri. È quindi un’automobile imponente, più lunga di circa dieci centimetri rispetto alla BMW X7, ma la piattaforma elettrica consente di utilizzare lo spazio in modo differente grazie al pavimento piatto e all’assenza di un lungo gruppo motore-cambio anteriore. La versione standard adotta portiere tradizionali e un abitacolo a sette posti. La GV90 Neolun introduce invece il sistema più scenografico del progetto, denominato Neolun Arch Gate: le porte posteriori sono incernierate dietro e si aprono in direzione opposta a quelle anteriori, senza un montante centrale fisso visibile quando l’accesso è completamente aperto. Il richiamo alle coach doors di Rolls-Royce è inevitabile, ma la soluzione Genesis presenta una propria particolarità tecnica. Un meccanismo a doppio movimento sposta inizialmente la portiera posteriore verso l’esterno e soltanto dopo la fa ruotare. In questo modo le due porte possono aprirsi e chiudersi indipendentemente, senza obbligare a manovrare prima quella anteriore. Eliminare un montante B convenzionale non è soltanto una scelta stilistica. Quel componente contribuisce normalmente alla rigidezza della scocca e alla protezione negli impatti laterali e nei ribaltamenti. Genesis dichiara di averlo sostituito con due traverse in acciaio ad alta resistenza integrate nelle porte e con una struttura nascosta simile a un roll-bar. Il telaio dell’abitacolo utilizza sezioni 1,5 volte più spesse rispetto a una costruzione convenzionale, tubi ad alta resistenza e schiume strutturali. Una nuova piattaforma elettrica per l’ammiragliaLa GV90 nasce sulla piattaforma eMP, sviluppata specificamente per l’ammiraglia Genesis. Non si tratta quindi di una Kia EV9 rivestita con materiali più pregiati, anche se il know-how elettrico appartiene naturalmente allo stesso Hyundai Motor Group. La nuova architettura deve sostenere massa, dimensioni, isolamento acustico e dotazioni molto superiori rispetto ai modelli elettrici generalisti del Gruppo. La batteria da 123,5 kWh è la più capiente mai installata su un’elettrica Hyundai, Kia o Genesis. Secondo i test interni del costruttore, la configurazione a sette posti dovrebbe percorrere circa 500 chilometri con una carica. Il valore non è ancora omologato secondo i cicli WLTP o EPA e non può quindi essere confrontato direttamente con le autonomie ufficiali dei modelli BMW. Collegata a una colonnina in corrente continua da 350 kW, la GV90 dovrebbe passare dal 10 all’80% in 22 minuti. Genesis non ha però comunicato la potenza massima effettivamente accettata dalla batteria né la curva di ricarica. Il tempo dichiarato indica comunque la presenza di un sistema ad alta tensione capace di mantenere una potenza media elevata per gran parte del processo. Due motori sviluppano complessivamente 490 kW, equivalenti a circa 666 CV metrici o 657 hp anglosassoni, e 800 Nm. L’unità anteriore eroga 240 kW e 350 Nm, quella posteriore 250 kW e 450 Nm. Genesis non ha ancora indicato accelerazione da 0 a 100 km/h e velocità massima: dati che saranno necessari per capire se l’obiettivo sia offrire prestazioni da SUV sportivo oppure una progressione volutamente morbida da limousine elettrica. Due differenziali elettronici e ruote posteriori sterzantiLa scheda tecnica suggerisce che Genesis non abbia concentrato il progetto soltanto sul comfort. La GV90 è il primo modello del Gruppo Hyundai con due differenziali elettronici a slittamento limitato, uno per ciascun asse. I Dual E-LSD distribuiscono la coppia fra le ruote anteriori e posteriori in funzione dell’aderenza, con l’obiettivo di limitare il pattinamento sui fondi difficili e rendere più precisa la traiettoria nelle curve veloci. Le sospensioni pneumatiche utilizzano molle ad aria multi-camera, capaci di modificare la rigidezza variando il volume attivo. Gli ammortizzatori elettronici monotubo con doppia valvola regolano separatamente la risposta agli urti più piccoli e il controllo dei movimenti ampi della carrozzeria. È una soluzione coerente con una vettura che deve isolare gli occupanti senza diventare imprecisa a causa delle dimensioni e della massa. L’asse posteriore sterzante può ruotare le ruote fino a cinque gradi. Alle basse velocità le orienta in direzione opposta alle anteriori, riducendo il diametro di svolta a un valore che Genesis paragona a quello di un SUV di classe media; aumentando l’andatura, le ruote girano invece nella stessa direzione per migliorare stabilità e rapidità nei cambi di corsia. All’avantreno sono presenti pinze monoblocco a quattro pistoncini e dischi di grande diametro. Anche in questo caso mancano ancora misure e dati sulla massa del veicolo, indispensabili per valutare realmente lo spazio di arresto e la resistenza dell’impianto alle frenate ripetute. La Neolun diventa una lounge a quattro postiL’abitacolo è il luogo in cui Genesis prova ad allontanarsi maggiormente dalla concorrenza tradizionale. Quando la vettura è parcheggiata, i sedili anteriori motorizzati della Neolun possono ruotare di 180 gradi e rivolgersi verso la seconda fila. La configurazione trasforma l’interno in uno spazio per conversare o lavorare, sfruttando il pavimento piatto della piattaforma elettrica. La versione Executive Suite rinuncia alla terza fila e adotta quattro sedute individuali. Il pavimento della zona posteriore è rivestito in vero legno e integra un riscaldamento radiante ispirato all’“ondol”, il tradizionale sistema coreano che diffonde calore dal basso. Una paratia separa l’abitacolo dal vano bagagli per ridurre ulteriormente il rumore, mentre tendine, tavolini e frigorifero costruiscono un ambiente più vicino a una limousine di rappresentanza che a un normale SUV. Il tetto Smart Vision utilizza una pellicola a cristalli liquidi e permette di regolare separatamente la trasparenza in sei zone. Questo consente a ciascun passeggero di controllare luce e privacy senza ricorrere a una tendina meccanica unica. I sedili impiegano quindici celle pneumatiche e una funzione di massaggio con vibrazioni pulsate. Il riferimento alla tradizione coreana non rimane confinato al sistema di riscaldamento. Genesis offre legno naturale, pietra, lana e cashmere e cerca di utilizzare i materiali come elementi architettonici, evitando di riempire l’abitacolo con superfici lucide o motivi decorativi ripetuti. La First Edition porta questa impostazione all’estremo con configurazioni bicolore, cerchi forgiati da 24 pollici verniciati nella tinta della carrozzeria e dettagli specifici. Uno schermo che cambia dimensioneLa plancia integra un display OLED centrale capace di modificare la propria configurazione. Durante la guida misura 23,6 pollici e riunisce strumentazione, navigazione e contenuti multimediali. A vettura ferma può sollevarsi di 90 millimetri e trasformarsi in uno schermo da 24,6 pollici, più alto e adatto alla riproduzione di filmati. Al posto di un quadro strumenti separato, Genesis utilizza un head-up display da 25 pollici. Il sistema Pleos Connect è basato su Android Automotive e consente di scaricare applicazioni da un proprio store. La vettura elimina inoltre il normale pulsante di avviamento: aprendo la portiera si attivano i sistemi, mentre la pressione sul freno rende l’auto pronta a muoversi. Il selettore sul piantone ruota nella posizione operativa e il controller Crystal Sphere emerge dalla console per comunicare visivamente il cambio di stato. La dotazione comprende un impianto Bang & Olufsen Premier 3D con 25 altoparlanti e Dolby Atmos. L’isolamento acustico impiega vetri spessi oltre cinque millimetri su parabrezza, finestrini, tetto e portellone, oltre a materiali fonoassorbenti inseriti nelle cavità della struttura. Il primo airbag per il tettoLa GV90 adotta dodici airbag, fra cui una soluzione che Genesis presenta come prima mondiale: il Roof Airbag. In caso di ribaltamento si apre lungo la superficie interna del tetto panoramico per ridurre il rischio di espulsione degli occupanti e limitare il contatto con il vetro. Gli airbag dei sedili anteriori possono modificare la profondità di apertura in base alla postura, mentre elementi inseriti nelle sedute contrastano lo scivolamento del corpo sotto la cintura. Le tendine laterali coprono anche la terza fila e un sistema di monitoraggio riconosce corporatura, posizione e utilizzo scorretto delle cinture. Anche la batteria riceve protezioni specifiche. La struttura anteriore è progettata per deviare motore e sottotelaio sotto il pacco durante un impatto frontale, mentre un sistema contro la propagazione termica separa le celle per limitare il trasferimento del calore. Il Battery Management System collegato al cloud analizza inoltre i parametri in tempo reale alla ricerca di anomalie. Design coreano, non una Rolls-Royce economicaLe porte controvento invitano al paragone con Rolls-Royce, ma ridurre la GV90 a un’imitazione sarebbe semplicistico. Luc Donckerwolke e il gruppo di design Genesis hanno preso come riferimento il “moon jar”, il vaso sferico in porcellana bianca della tradizione coreana. L’obiettivo dichiarato è ottenere presenza attraverso proporzioni e superfici, non mediante un numero crescente di decorazioni. Il cofano a conchiglia racchiude un frontale attraversato dai sottili fari MLA a doppia linea. Sulla fiancata rimangono pochi segni, mentre la coda rinuncia persino allo spoiler superiore per conservare una superficie continua. Le luci posteriori a filo e la scritta Genesis sono quasi gli unici elementi grafici visibili. È un approccio interessante perché la GV90 è enorme e dotata di cerchi fino a 24 pollici, ma cerca di apparire sobria. Riuscire a mantenere questa sensazione dal vivo sarà uno dei punti decisivi: su una carrozzeria lunga quasi 5,3 metri, purezza e imponenza possono facilmente trasformarsi in pesantezza visiva. Topic Spy -> https://www.autopareri.com/forums/topic/80736-genesis-gv90-ev-2026-spy
  7. Saranno entrambe qualcosa in stile Ioniq 5.
  8. Che differenza c'e' ? Faranno la solita cagata Stellantis di provare a coprire 2 segmenti con una sola auto.
  9. La sola cosa positiva è che stanno cancellando ogni base tecnica e ogni dirigente ex PSA …
  10. Stellantis continua a dare l’impressione di essere un gruppo allo sbando, tra cambi di strategia e decisioni difficili da comprendere, privo di una vera vision. Prima lasciano un vuoto di due anni nella gamma, poi finalmente arriva il modello, ma con una vita prevista pari a circa la metà di un normale ciclo di un’auto, perché si è già deciso di cambiare piattaforma. Il tutto per ridurre i costi rispetto alla STLA Large, più costosa della STLA One, e per la questione dei dazi. Dazi che, tra l’altro, nel 2029 potrebbero essere un lontano ricordo: sia perché potrebbero intervenire decisioni della Corte Suprema, sia perché Trump non sarà più presidente
  11. Proposta Pontiac Le Mans per gli anni 90 Alquanto azzardato proporre una nuova sub compatta ancora sul pianale della vecchia KADETT E del 1983...🤔 Certo che però quel posteriore è molto simile alla MAZDA 323C del 94...😯
  12. Mi pare che non si parli di sostituzione. Ma che le due versioni conviveranno per qualche tempo
  13. Non so se le rivali siano le due inglesi, secondo me è più una concorrente di GLS e Q9, che partono decisamente più in basso. Dalla loro hanno il mercato sudcoreano, che pur essendo piccolo se non erro è praticamente monomarchio, nonché tendenzialmente ricco per cui le auto di lusso si vedono abbastanza "facilmente".
  14. Fiat Topolino sbarca negli Usa e sfida i golf cart in un mercato da 1 miliardo e e conta oltre 2,3 milioni di utilizzatori.La microcar italiana viene proposta come un'alternativa chic ed elegante ai tradizionali golf cart. La microcar Fiat debutta negli Stati Uniti con circa 300 esemplari. E i primi dati di vendita sono positivi con alcuni sold out tra clienti benestanti e comunità private che la scelgono come seconda o terza auto per brevi spostamenti all'interno di quartieri chiusi, resort e club. Fonte: https://www.milanofinanza.it/news/stellantis-fiat-topolino-sbarca-negli-usa-e-sfida-i-golf-cart-in-un-mercato-da-1-miliardo-le-vendite-202608190920085164?refresh_cens
  15. Il successo commerciale è assodato (ed era prevedibile). Ma è TUTTO merito del marchio che porta il prodotto. L'incognita è che nel lungo periodo l'allontaarsi in modo così spudorato dai valori che hanno reso il Cavallino uno dei marchi più importanti della storia industriale possa in futuro nuocere: una Ferrari sempre più asettica maison del lusso trasversale (moda, oggettistica, acessori, barche...) sempre più lontana dalla piccola industria artigiana fabbrica della Passione stessa, a lungo andare potrebbe perdere molto del proprio fascino originale, magari anche agli occhi dei novelli facoltosissimi parvenu globali. Oltre a provocare le ire di noi veteroappassionati, ma oramai, a prescindere dai conti in banaca, siamo una nicchia sostanzialmente insignificante (ci rimarranno le vecchiette...).
  16. Le garanzie tecniche le danno sempre a tutti, poi bisogna vedere se funzionano… Secondo me l’unico team, oltre RB, che aveva davvero bisogno di uno come lui era la McLaren, che ha enormi potenzialità tecniche ma gioca con due punte spuntate. Ecco, Verstappen in McLaren mi preoccuperebbe non poco. In Ferrari, dal 2007 in avanti, non ci siamo mai trovati in una situazione che, se avessimo avuto il pilota X, avremmo vinto il mondiale. Semmai ci siamo ritrovati con il pilota X e delle macchine di cioccolato.
  17. io no, per niente. Uno che dice "quando smettono di barare", per me non deve essere nemmeno preso in considerazione
  18. Un paio di news da Bimmerpost: ci sarà un'ulteriore variante della M2 G87; confermata la ZB0, la variante M della i1 NB0; intorno al 2028 sono pianificate, solo per il mercato cinese, la iX5 50L xDrive REX e la iX7 50 xDrive REX entrambe col B48 in configurazione low power come range extender.
  19. Personalmente ci vedo un po' di Alfa 156 SW nelle proporzioni laterali....
  20. Concordo in pieno, spero in una versione PHEV al lancio per facilitare la diffusione tra le flotte. Io personalmente ci metterei volentieri il mio culone sopra, la trovo più caratterizzata della cugina DS 7. Tra 18 mesi dovrò cambiare auto, per me è una candidata forte.
  21. 2008 c'è ben poco da discutere, il mondiale è stato perso in Ungheria per problemi tecnici. Succede. Poi ok, il finale thrilling porta alle teorie più fantasiose ma gira e rigira senza quella rottura la questione era chiusa. Spiace per Felipe perché nel complesso fu il pilota che si meritò il titolo più di tutti durante la stagione. Però, da tifoso di Kimi e volendo mettere zizzania, sono convinto che, se nel 2008, si fosse puntato su di lui il titolo rimaneva a Maranello. Soprattutto perché Felipe iniziò con doppio zero ma ricordo sempre un clima pro brasiliano. Ho la sensazione che un mondiale di Felipe avrebbe fatto un'ottima pubblicità a Fiat in Brasile. Va riconosciuto che dopo Magny Cours la stagione di Raikkonen fu deludente. 2018, sappiamo tutti come è andata anche se la ferita non si chiuderà mai. Andato IlMaglionato, andato tutto. Tuttavia, sempre giocando con i se e con i ma, secondo me un piccolo cambiamento ha stravolto la stagione: il cambio di orario di partenza alle 15:10 invece che alle 14. Seb non sarebbe scivolato sull'acqua e chissà. Anche perché Hamilton ebbe problemi in Q2, partì merdesimo e vinse la gara. Weekend dopo in Ungheria, Ferrari sull'asciutto e caldo andò fortissimo, ovviamente al Sabato ci fu meteo incerto dalle 15 e sul finale acqua forte e lì fu magistrale Lewis, nulla da dire. Sono convinto che si sarebbe arrivati a Monza con un vantaggio da gestire come squadra, evitando quella porcheria a cui abbiamo assistito. Poi, si sarebbe perso ugualmente ma con criterio (forse)
  22. 1 punto
    La genesi Tango Concept Lewis: The Tango Concept from 2001 was an attempt to truly establish SEAT as a sporty brand. Presented at the Frankfurt Motorshow (IAA) it received a lot of admiring attention. We tried everything to get the car into production and went through a number of possible scenarios. Firstly based on the Ibiza platform, then the Audi TT and finally the Lotus Elise chassis, but in the end it just wasn’t financially viable. As the Tango was launched at the IAA Frankfurt first reports of the Twin Tower attacks in NewYork were coming through. By lunchtime the stand was virtually empty! Pensate se avessero approvato la produzione del modello di serie su base ELISE...!! Queste le proposte per il modello di serie su chassis Lotus Elise...😍😍
  23. Purtroppo non possiamo avere la prova contraria. Ma Massa quell'anno, 2008,fu un fenomeno. Ricordo Schumi al muretto, da superconsulente, che dopo una gara disse "perfetto, ha guidato come avrei guidato io", cioè facendo ogni stint con tempi da qualifica. Ricordo (e la settimana scorsa l'ho pure rivisto sul mega schermo di un locale, vai a capire perché) l'ultima gara in Brasile, quella del fattaccio, con Massa partito primo, arrivato primo, e in mezzo scrosci d'acqua che andavano e venivano. Una gara magistrale, mentre dietro annaspavano tutti. Così come ricordo la partenza in Ungheria, terzo, uscito primo alla prima curva con una staccata a ruote fumanti alla Villeneuve, tradito poi dal motore mentre stava conducendo una gara in inferiorità di mezzi. E tanto altro. Non so se con un altro avremmo vinto, so solo che quel mondiale se lo era guadagnato a pienissimo titolo. 2017, il motore aveva ancora un gap di potenza sensibile. 2018, lì è veramente dura rispondere.
  24. Dopo il rilancio del Bronco nel 2020, la versione pick-up con cassone era prevista per il 2024 ma era stata poi accantonata. Secondo recenti indiscrezioni riportate da Automotive News, Ford ha cambiato idea e punta ora a lanciarlo sul mercato entro la fine del decennio.Il modello andrà a sfidare direttamente il rivale Jeep Gladiator. Negli Stati Uniti si collocherà sopra il compatto Maverick e affiancherà il Ranger, senza intaccare il mercato del più imponente F-150.Sfrutterà l'architettura a longheroni e traverse del Bronco standard (struttura di base nata in condivisione proprio con il Ranger). Oltre ai confermati motori a benzina turbo (2.3 quattro cilindri e 2.7 V6), la gamma includerà anche una variante full hybrid, il cui debutto per la famiglia Bronco è stimato tra il 2027 e il 2028. Fonte: https://www.motorbox.com/auto/magazine/ford-bronco-pick-up-si-fara-la-casa-americana-cambia-idea
  25. formentor e hybrid o compass o renegade 4xe. cercherei quella che più gli piace. la caricano e spendono pochissimo, se non c'hanno voglia usano la benzina e la caricano un'altra volta. gli adas di adesso son gli stessi di prima, solo rompono le palle. per degli anziani è una distrazione in più che eviterei.
  26. Parliamo di 75 enni, questa va bene per me. 😅 Scherzi a parte, forse Tonale è un po' troppo sportiva e carente di ADAS per le necessità di cui sopra?
  27. Nulla mi toglie il pensiero che nel 2008 e nel 2018 (forsanco 2017) con un Verstappen o un Aloso il mondiale lo si portava a casa...
  28. Per non dover stare a trafficare con spine e cavi (e, soprattutto, ricerca di colonnine), cosa che alla lunga non è detto potrebbe esser di gradimento per dei senior per quanto aperti alle novità, punterei più su una FHEV, e nemmeno troppo grossa da parcheggiare/manovrare. Su due piedi, mi verrebbe da dire che una Toyota Yaris Cross, una Honda Hrv, ma anche volendo rimanere in Stellantis una CMP qualsiasi (Avenger, 600, Junior, 2008) con il 1.2 mhev (che come logica di funzionamento è molto simile ad un fhev), sarebbero ideali.
  29. Al momento in Ferrarti possono festeggiare. Non vorrei però che fosse solo una bolla speculativa. Vedremo se dopo una fase iniziale così fruttuosa il gioco regerà ancora...
  30. Quel fallo sopra il piantone dello sterzo è il dispositivo di monitoraggio del conducente?
  31. Io ho le estive su cerchi in lega originali da 17 pollici. Le invernali le ho comprate da 15 pollici e più strette perché sulla neve vanno meglio su cerchi sempre originali ma d’acciaio. Negli ultimi anni la neve si vede sempre di meno e sto valutando se sulla prossima macchina mettere direttamente le quattro stagioni considerato anche che faccio essenzialmente percorsi urbani e extraurbani di una cinquantina di km al giorno per cui non servono gomme particolarmente performanti. Al di là di questo, per me il vantaggio dell’avere le gomme già montate sui propri cerchi sta nel tempo ridotto del cambio e nel risparmio. Un set di cerchi d’acciaio da 15 pollici si ripaga nel giro di qualche stagione
  32. da quello che si vocifera, dovrebbe essere la CSL.
  33. Fino a quando le ha montate? Io ne comprai una usata nel 2017 (del 2010, 1.4 135 cv, credo le avesse ancora), ero tutto contento dei cerchi da 18" di serie ma li ho cambiati dopo 5 mesi. Con le strade che facevo rischiavo ogni giorno di spaccare tutto. Auto validissima, comunque, ne conservo un ottimo ricordo.
  34. altroché se lo è. come se fosse facile creare, raggiungere, coltivare e sedurre quel tipo di clientela. che poi non sia un prodotto (esteticamente) riuscito, è un altro discorso.
  35. Io vedo che Apple sta vendendo iPhone sempre più iPad oriented e che sono prodotti non all'altezza del prezzo di acquisto, ma il nome 'iPhone' tira sempre più. La Luce è la dimostrazione che, per chi può permetterselo, Ferrari è una specie di Apple del suo campo. Potrebbero vendere bene anche una Grande Panda targata Ferrari...
  36. Panda 2 aveva un design che la faceva passare da "poracciata ediscion" a "strafiga edition" in un nano secondo. Ricordo parecchi allestimenti Emotion in giro, con i cerchi in lega o il tetto in vetro, e altrettante versioni basiche con i paraurti neri. All'interno onestamente non ho mai apprezzato la console centrale troppo invadente. Mi accodo a chi vede il posteriore di Panda 3 un po' sciolto con il pannolone, però in casa abbiamo la versione Trekking che ha la caratterizzazione estetica della 4x4 e la situazione migliora. Paradossalmente non mi fa impazzire il baffo sul muso che risolve la mascherina ma si ricollega troppo alla 500. Sugli interni che dire? L'omaggio al tascone, la console della radio a contrasto, gli interni gli interni verdi e panna (compresi i pannelli posteriori rivestiti!) e la console del cambio a ponte...tantissima roba, soprattutto in confronto a Pandina. el nino
  37. Alla fine, Mito ha avuto la sfortuna di uscire nel momento in cui quella tipologia di mezzo (3 porte coupè/sportivetta di seg. B) stava tramontando nei gusti del grande pubblico. Triste da dirsi, ma è cosi: dieci/quindici anni prima quella tipologia di auto avrebbe fatto conquiste di cuori. Nei tardi anni Duemila non più o solo marginalmentrle (e peggio che andar di notte dopo).
  38. A PSY è il più grande artista di tutti i tempi!
  39. 88 unità. Ferrari vende 14.000 auto all'anno, 88 esemplari rappresentano appena lo 0,65% delle vendite. Hanno venduto in anticipo 499 LaFerrari, 499 Monza, 599 Daytona SP3 e 799 F80, praticamente qualsiasi Ferrari prodotta in quantità limitata viene assegnata prima ancora di entrare in produzione. Trovare 88 clienti per la prima Ferrari elettrica non dimostra che l’auto sia stata accolta bene, ma che Ferrari riesce a vendere una quantità microscopica di auto a una clientela selezionata, cosa abbastanza scontata.
  40. Mi aspettavo l'ennesima McLaren fatta con lo stampino e invece hanno tirato fuori una linea stupenda, ottimo lavoro
  41. Cioè il cinese ricarrozzato diventa la Jeep più efficace in fuoristrada tra i nuovi modelli?
  42. Qua sembra che la maggior parte dell'utenza speri caldamente in un flop colossale. Io invece continuo a vederci una delle CUV più interessanti sul mercato. Linea azzeccata e senza troppi fronzoli, proporzioni ok e presenza su strada decisamente niente male. Motorizzazioni da Peugeot 3008 riguardo ai quali nessuno si sè mai stracciato le vesti e prezzi ancora da comunicare. Erano anni che non vedevo in uscita un prodotto (ex FCA) altrettanto interessante o potenzialmente tale. Ed invece sento critiche su targhette sulle minigonne e mancanza di originalità sul disegno della firma luminosa. Roba che nemmeno su certi gruppi di Faccialibro.
  43. Oh, gente, per me è davvero figa!
  44. Arriva ufficialmente negli USA! fiatusaFIAT® Topolino | All-Electric Urban Microcar & Low-Speed...Explore the 2026 FIAT® Topolino, an all-electric low-speed vehicle built for city travel with distinctive Italian design, efficient performance and limited availability. Il prezzo? 14.985$ + tasse
  45. .... perché non ci sarebbero rettilinei abbastanza lunghi per raggiungere la velocità massima (#Veyron_spostati)
  46. Una bella famiglia di Alpine
  47. Io della mia ricordo: Bella linea: molto di lato, meno il muso, a causa dei fari non ben risolti. Tanto bistrattata in etere, eppure i primi mesi la gente si fermava a chiedermi "Bella, sportiva! Quanto fa?" aggiungendo poi "Eh, però chissà i consumi..." rimanendo allibita quando rispondevo "Venti al litro."... Un po'dimessa la console centrale, rigide le plastiche dei pannelli, ma grazie all'uso del bel tessuto simil carbonio per la plancia, e alla selleria in pelle Frau, l'interno era comunque più che appagante nel complesso. Poco confortevole, rigida di assetto, ma di contro, grazie alle sospensioni contrattive, era piattissima in curva, rollio zero. Le mancava forse un filo di agilità e precisione, però su strada era comunque un gran bell' andare (vieppiù lo sarebbe ora...). Poi, mi si disse, nelle serie successive hanno addolcito le sospensioni guadagnando in confort ma perdendo almeno altrettanto nella guida . Bagagliaio piccolo, ma non ridicolo come quello della coeva Mini, che scartai dopo aver constatato che era sostanzialmente un giocattolino quasi inutile per l'utilizzo che mi prefiggevo, oltre che dotata di un Diesel nemmeno lomntanamente paragonabile al Geitiddì. Avevo infatti il millessei: regolare e parco in modalità Normale, in Dynamic aveva una "castagna" di coppia fenomenale (non ancora strozzato dalle normative Euro poi successive). Anche lo sterzo da morbido diventava più duro e reattivo. Era davvero come avere due auto in una! La cambiai causa arrivo prima Johnpulcina, dopo 66000 km in cui gli unici problemi erano stati la vernice delicata sul muso (sotto lo strato di smalto rosso vi era uno strato di base bianco che spiccava ad ogni sassolino preso in autostrada: muso e parafanghi posteriori riverniciati in garanzia) e un leggero ritiro della pelle del sedile guida che mostrava qualche mm di gommapiuma attorno alla levetta per ribaltare il sedile (una graffetta al volo dal tappezziere e problema risolto). Ne conservo un ottimo ricordo.
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