Mio padre, quando mise su famiglia, vendette la sua stupenda Lancia Beta coupè canna di fucile, comprata a vent'anni coi primi guadagni, e acquistò (per fortuna ben prima della mia nascita ) una 1100, con la seguente motivazione: era la macchina con il migliore rapporto tra prezzo e spazio interno. Erano altri tempi, avrebbe potuito comunque mantenersi la Beta, o cambiarla con un'auto simile, ma negli anni '70 si ragionava diversamente, forse meglio di oggi, le risorse economiche venivano rigorosamente destinate in base alle priorità, e i beni di lusso occupavano il gradino più basso.
L'unica cosa che importava a mio padre e mia madre era avere spazio per caricare gli amici e fare tante gite.
Piccola parentesi: nel 2018 Marchionne ha annunciato che, sostanzialmente, la Fiat non è più strategica per l'Europa, e che farà bene in Sud America. Eh sì i tempi sono cambiati.
Quanto alla mia infanzia, le Simca erano gettonate, le Talbot un po' meno, ma se ne vedevano. Le 1000 reggevano, le 1100 pure (anche in versione furgone), e la Rancho era molto in voga, attirava l'attenzione.
Ha una linea quasi gradevole ancora oggi, e se si pensa da che base partiva, la cosa ha del miracoloso. Alla fine, le appendici estetiche usate erano le stesse identiche di cui si fa man bassa oggi: fascioni paracolpi, passaruota, ruote di grosso diametro, frontale "rinforzato", il tutto accompagnato con un assetto generosamente rialzato.
La trazione 2WD, fino a 10/15 anni fa era considerata una bestemmia su un mezzo simile. Poi le indagini di mercato hanno clamorosamente dimostrato che le capacità fuoristradistiche sono l'ultima preoccupazione degli acquirenti dei SUV o quasi SUV, anzi sono una cosa che tiene inutilmente alti i prezzi di listino e i costi di mantenimento. La Simca doveva fare di necessità virtù usando quello che aveva in casa, ma l'azzardo aveva sicuramente qualcosa di lungimirante.