Confermo e comunque concordo sulla scarsa bellezza di quella proposta di Cressoni, che pare un tentativo estremo di rilanciare il lavoro del CS in un periodo di 164 già decisa. Le porte nella parte superiore sono praticamente le stesse, così come il montante posteriore. Le altre proposte di Cressoni, che in base a quanto appena scritto ritengo siano precedenti a questa, non sono così simili a quella di Fumia. Con tutto il rispetto per Cressoni, qui pare ci abbia messo tutto l'impegno per fare qualcosa di più stravagante e "strano perchè Alfa" (dalla coda a papera di Giulietta, passando per le spezzate di 33 fino alle tante particolarità di 75, per me è sempre stato chiaro che per lui le berline di Arese dovessero essere qui e là un po' particolari e difficili da digerire per alcuni, perchè Alfa), arrivando a proporre qualcosa che era semplicemente meno attraente. Fumia con la 164 ha toccato l'apice della sua carriera. Per quanto siano valide (e parecchio) le altre sue auto più famose, 164 è il top. Riuscì a creare una vettura che era moderna, originale da ogni lato la si guardasse, ricca di dettagli che la distinguevano immediatamente come Alfa Romeo, e anche "diversa dalle altre perchè questa è l'Alfa", senza essere assurda o difficile da capire. In vita mia davvero raramente, potrei dire quasi mai, mi è capitato di sentire qualcuno dire che fosse brutta. I commenti sono sempre andati dal "bella" al "bellissima" o "fantastica" e via discorrendo. Sicuramente dei "ma" dovuti ad altre motivazioni, l'affidabilità o la non perfetta riuscita degli interni (di cui noi abbiamo visto solo la versione impoverita, va detto), però bene o male il finale è sempre stato "però era uno spettacolo."
Due berline a tre volumi e quattro porte, ma è come mettere a confronto la cartavetro con la seta.