Più passo il tempo su questo forum e più mi rendo conto di essere vecchio ? ...in altra discussione ho visto che si parlava con una certa curiosità della Uno ...ebbene sì, posso dire qualcosa, a beneficio dei più giovani, anche della Fiat Uno che è stata la mia prima vera auto personale ...una 45S rossa tre porte, per la precisione. Non sto a dilungarmi sulla storia del modello perché 1) non sono così ferrato e 2) c'è già il bravissimo PaoloGTC che, se ne avrà voglia, potrà parlarvi molto meglio di me della genesi del modello. Mi limito quindi a qualche considerazione personale e soprattutto alla mia esperienza di vita e di guida con la Uno.
Tanto per inquadrare la faccenda, dirò che la Fiat Uno, senza tema di smentita, è stato il modello di maggior successo dei torinesi in epoca moderna (per così dire), quello che, grazie alla sua carica innovativa e ai suoi oltre 8 milioni di pezzi venduti, negli anni '80 ha lanciato l'azienda nell'olimpo dei grandi costruttori di automobili sul mercato continentale (non rammento se in questa occasione Fiat superò VW, ma insomma, gli anni erano quelli e il merito spetta prima di altri a questo modello). L'innato senso per l'innovazione e la genialità di Giugiaro danno vita ancora una volta ad una vettura molto moderna ma anche pragmatica (come da richiesta del committente), piena di ottimi contenuti. Non è un caso se la famosa campagna pubblicitaria dell'epoca cerca di mettere in risalto le tante doti della vettura con questa simpatica réclame.
Il fatto poi che Fiat decise di fare il lancio per la stampa a Cape Canaveral la dice lunga sulle aspettative riposte (giustamente) in questo modello.
Un prodotto innovativo anche dal punto di vista del marketing: Fiat pensò a questa originale confezione dove inserì un vinile che, adeguatamente messo in movimento con un dito, riproduceva la voce della Uno che si presentava ai potenziali acquirenti.
Ma veniamo alla macchina. La mia la comprai usata nel 1988, appena ottenuta la patente: in verità avrei voluto la ben più lussuosa, ricercata e veloce Turbodiesel (un piccolo prodigio all'epoca che ti consentiva di andare piuttosto allegro consumando pochissimo) ma le mie finanze mi condussero a più miti consigli e quindi acquistai una ben più semplice 45S dotata del mitico propulsore Fire, altro piccolo-grande capolavoro nella sua estrema semplicità e modernità.
Quando si compra la prima macchina, lo sappiamo tutti, la contentezza raggiunge livelli talmente elevati per un appassionato che “va bene tutto” ...quindi non starò a sottolineare quanto la Uno 45S potesse apparire misera (magari non al lancio ma nel 1988), sia dentro che fuori, o quanti piccoli difetti avesse (soprattutto imputabili all'impianto elettrico) ...ci metterò un bel chissenefrega che sistema tutto come lo sistemò allora, anche se un po' di qualità in più non avrebbe guastato (tenete conto che per molte famiglie era la prima, spesso unica, auto). Riuscire a mettere tanta qualità nella grande serie non è mai stato il nostro forte e anche la Uno soffriva di questo nostro modo di fare (basti pensare alle maniglie di apertura incassate – una leva in verità – molto belle ma costruite in grande economia e fonte di non pochi problemi). Tanto per dirne un'altra, con i finestrini ho avuto diverse noie: erano "guidati", dentro la cornice della portiera, da una piccola placchetta in plastica che tendeva col tempo a rompersi ...un particolare dal valore infimo che probabilmente, se fatto appena meglio, avrebbe risparmiato tante bestemmie e migliorato l'immagine del modello. In compenso era una macchina veramente innovativa: aspetto moderno (anche se con la 5 porte perdeva di eleganza), abitabilità fenomenale, un comfort di tutto rispetto, non solo per le dimensioni veramente esagerate dell'abitacolo ma anche per la selleria ampia e piuttosto ben fatta anche sulle versioni d'ingresso, ottima visibilità in tutte le direzioni (come si diceva un tempo), un cruscotto che anche oggi è rimasto ineguagliato per stile e funzionalità (l'aspetto che ho amato di più della macchina), un motorino (il Fire) che se la cavava sempre in ogni situazione e che in verità, contrariamente alla vettura, si dimostrò piuttosto affidabile (io peraltro nella guida non mi sono mai risparmiato), persino il tergicristallo mono-braccio, nonostante non avesse un movimento basculante, era perfettamente adeguato allo scopo (pensato immagino per risparmiare). Insomma, la Uno in effetti manteneva le tante promesse. Nonostante fosse un'utilitaria aveva contenuti molto apprezzabili e che, vi dò per certo, non si trovavano TUTTI ASSIEME sulle macchine concorrenti (della serie, quando la Fiat fa la Fiat non ce n'è per nessuno).
Parlando di guida (per quel che se ne può dire) va detto che la macchina pesava relativamente poco e quindi anche 45cv tutto sommato non sfiguravano. La Uno si guidava un gran bene: era maneggevole (prima qualità richiesta su strada ad un'utilitaria) e aveva un assetto sanissimo (che mi salvò la vita in un'occasione in cui dovetti scartare violentemente per evitare un frontale ...e avevo 4 persone a bordo), questo Fire che consumava poco e si prestava a tutto, un cambio decoroso e tutto sommato frenava bene. Era la classica utilitaria ben congegnata che non poteva darti grandi soddisfazioni su strada, almeno non nelle versioni base come la mia, ma che faceva tutto piuttosto bene. La si guidava volentieri, ecco. Naturalmente a me bastava che mi portasse in giro.
No ho moltissimo altro da dire perché ho dovuto scavare nei ricordi di oltre trent'anni fa, ma spendo ancora due parole su quel bellissimo cruscottino con i satelliti perché sinceramente non ho più trovato, nemmeno su automobili nettamente più costose, qualcosa di così bello e funzionale (Citroen fece qualcosa del genere, forse sulla Visa, ma non ho mai avuto auto francesi). Secondo me la sua bellezza stava sia nel fatto estetico (un oggetto molto ben disegnato “appoggiato” su un immenso cruscotto che fungeva da portaoggetti era innovativo e aveva indubbiamente il suo fascino) che nella sua estrema praticità: pur con le mani salde sul volante, con le dita arrivavi a comandare praticamente ogni cosa, un modo di fare che ricorda da vicino il modo di utilizzare i comandi sulla moto ...e forse è per questo che mi piace tanto. Inoltre le indicazioni erano veramente complete. Se ripenso a quello che oggi viene spacciato per innovativo, mi viene da ridere (penso per esempio agli interni delle recenti Peugeot). Non metto un'immagine del quadro strumenti perché nel video che segue si vede più volte.
Concludo dicendo che mollare la Uno per salire su una Tipo (ed eventualmente dopo su una Croma), come feci dopo qualche anno, ti consentiva di ritrovare anche su altri modelli alcune delle qualità della piccola Fiat e dava senso compiuto a una gamma di vetture intelligenti, nate sugli stessi presupposti (innovazione, praticità, prezzo). Un'offerta a tutto tondo e di altissimo livello (nella sua fascia di prezzo) che non si è più vista in Italia, se non forse molti anni più tardi con l'abbinata 147-156.
Per un'auto d'epoca, una prova d'epoca (con un Alboreto e un Alén dentro).