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  1. Noi la stiamo aspettando così.
  2. lol mi sa che questa non era Trail Rated, l'influenza italiana si fa sentire https://www.autoblog.com/2020/06/05/jeep-wagoneer-spied-mud-tow/ PS questa è la Wagoneer, non la Grand W ma non c'è la sezione dedicata
  3. Dire che verranno sostituite da un unico modello è un modo elegante per dire che 500L non avrà un'erede e che 500X sarà più spaziosa di adesso. I tempi sono lunghi, di sicuro si parla di 2022 e oltre
  4. Resoconto "Veloce" dopo i primi 10.000 Km. Come già accennato all'inizio del topic, non posso non confermare l'ottimo lavoro fatto con la My2020. La Stelvio è a dir poco perfetta. Né uno scricchiolio, né un'avaria, né il benché minimo segno di usura. Tutto all'interno trasmette un senso di solidità e di qualità. La mia paura più grande era legata all'usura dei fianchetti dei sedili ed alle inevitabili grinze che si formano sulla pelle già da subito, ma devo dire che ad oggi sono perfetti (lo so, è presto per parlare, ma con altre auto, in meno di 10.000km l'usura era già evidente). Continuo ad apprezzare moltissimo il nuovo tunnel, sopratutto l'alloggio per la chiave Keyless e la fessura per la ricarica wireless. E' davvero comodo entrare in macchina ed avere sempre a disposizione uno spazio per sistemare immediatamente telefono e chiavi. Capitolo consumi: anche qui la Stelvio non fa altro che stupirmi (a dire il vero ero già abituato agli ottimi consumi del 2.2 con la Giulia). In questi 10.000 km ho avuto una media di 13.8 Km/L guidando in modo piuttosto allegro. Nonostante questo, nel percorso casa-lavoro (260km in totale tra provinciali, statali e superstrada), sono riuscito a raggiungere anche i 18 Km/L. Mi scuso per la pessima qualità delle immagini ma ho dovuto ridimensionarle a causa dei limiti di grandezza massima.
  5. La vettura sarà sostituita solo se in Serbia ritorneranno gli incentivi per lo stabilimento. Altrimenti sarà destinato alla chiusura.
  6. 4 punti
    Premetto che tutto il messaggio è OT, e me ne scuso in anticipo, perché non ha niente a che fare con le [MAI NATE], si tratta bensì di una divagazione sullo stile Opel di modelli effettivamente prodotti innescata dalle dichiarazioni di gusto di Pavel72 su Kadett E. ...e poi con le luci posteriori di Vectra A e le loro mille versioni siamo entrati in un giro alquanto pericoloso, quello dell'impallinamento da dettaglio estremo. E così esprimo la mia posizione (peraltro non richiesta, ma tant'è...) su questo inutile argomento. Il prospetto di coda - e in particolare i gruppi ottici posteriori - sono stati per me uno dei punti deboli del design Opel nel decennio esatto che va dalla presentazione di Kadett D (1979) a quella di Calibra (1989). Con Kadett D inizia infatti quella fase di code tronche e faretti verticali alquanto anonimi e monotoni che Opel ha riproposto quasi senza tregua con Corsa A, Kadett E, Omega A, Vectra A. Escludendo i restyling 1982 di Rekord e Senator che seguivano vincoli dettati dai precedenti modelli, tra i modelli totalmente nuovi si distaccarono solamente - Ascona C, i cui fari dietro, pur senza originalità particolari, avevano una loro presenza, riprendendo tra l'altro lo stile proprio di Senator A - e poi ancora Senator B del 1988, che voleva rimanere nel solco dei fari "importanti" a sviluppo orizzontale, ma nel tentativo di adattare l'impostazione di coda di Omega, risultò un plasticume di banalità, pesantezza e approssimazione piuttosto deprimente. Con Calibra tutto cambiò, e da quel momento i nuovi modelli mostrarono code e fari ben più curati e interessanti dal punto di vista estetico. Solo con Astra F (e un po' anche G...) non riuscirono forse a esprimere un granché. In questo senso esprimo quindi il mio personale apprezzamento per lo sforzo del face lifting 1992 per rendere un po' meno banali la coda e i fari di Vectra A. Non tanto per l'applicazione della lunetta in plastica nera, allungamento del maniglione portatarga, anzi. Quanto per l'aggiunta di quel piccolo trapezio che ingrandiva e movimentava il gruppo ottico ispirandosi appunto a Calibra. Confermo che era puramente estetico, solo catarifrangente, ed era parte del fascione plastico aggiuntivo (nero o nel colore della carrozzeria) che adornava solo gli allestimenti più ricchi. Sia mai che il tradizionale spirito spartano dei marchi teutonici venisse meno... Dovessi dare la mia preferenza, andrebbe alla combinazione fari/fasciaportatarga della Turbo, quella cioè con trapezio catarifrangente, frecce e retro brunite, fascia portatarga in colore carrozzeria (apparentemente poco sensata, ovvio, ma era semplicemente il supporto di quel trapezio catarifrangente...). Ma senza lo spoiler, che per quanto discreto, mi ha sempre dato un'aria un po' posticcia. Una Vectra A totalmente personalizzata a mio gusto sarebbe una CD prima versione, cerchi in lega originali a quattro razze, paraurti prima versione con gli spoiler inferiori neri. Poi i profili sottoporta neri (come la GT prima versione) per continuità con li spoiler dei paraurti. Abbinando invece le varianti face lifting per i fari anteriori, la calandra, i fari dietro trapezoidali con frecce e retro brunite, fascione portatarga in tinta, stemma Opel anche sul baule bagagli. E poi le maniglie porta in tinta, anche se queste ultime non sembrano essere mai state disponibili su Vectra A... Mi rimane il dubbio sugli specchi retrovisori: grigi o in tinta? I retrovisori esterni, ecco un'altro dei punti critici Opel di quel periodo. Gli specchi massicci e fissi delle Opel anni Ottanta, montati a partire da metà '81 su Senator A e Rekord E, poi su Ascona C, Corsa A, Kadett E, Omega A, Vectra A... Tutti retrovisori dal disegno finalizzato al miglior rendimento aerodinamico, ben levigati e coerenti con lo stile della carrozzeria, ma dal profilo molto pesante, con attacco alla portiera effetto "collo taurino", e il difetto di non essere ripiegabili (solo si sganciavano per piegarsi in caso di colpo violento). Spesso inoltre erano disponibili solo in plastica grigia, colorati in tinta carrozzeria solo per gli allestimenti sportivi. Di nuovo è Calibra che interrompe la catena, con degli specchi finalmente più sagomati, ancora più aerodinamici e dall'aspetto comunque più "leggero" e integrato nello stile della linea. Forse erano anche ripiegabili a mano (?). Sembra però un'eccezione, perché Astra F di nuovo torna agli stessi identici specchi di Kadett E. Poi Corsa B segna una nuova evoluzione verso integrazione estetica e aerodinamicità, ma rimane l'impostazione con attacco massiccio e non ripiegabile. Ancora più estrema e spettacolare la soluzione di Vectra B, ma con limiti pratici ancor più evidenti (non ripiegabili e pure con visibilità ridotta). Finalmente è col face lifting 1994 di Astra F che appaiono nuovi specchi dalla forma più modellata, con attacco più sottile e snodo ripiegabile. E qui la sorpresa... notate qualcosa di particolare in queste immagini? (sono riprese da cataloghi ufficiali Opel) Immagino abbiate trovato "l'anomalia"... ? Non so se si tratti sempre dello stesso identico componente per tutti i modelli, né se sia parente di quello di Calibra, o se sia ripiegabile o meno... ...ma è certo che Opel aveva già usato questo tipo di specchi ben prima di Astra-F '94 ! Se siete curiosi di capire, si tratta di immagini riprese dai cataloghi Opel per il paese del Sol Levante ?? e per quanto possano dare adito a sospetti di photshop più che fondati (notare il posto guida a sinistra...), mi sono accertato che le Opel di quel periodo in Giappone hanno effettivamente quel modello di retrovisore. Esistono foto in rete, tipo questa, e non è l'unica (anche se si contano sulle dita di una mano) La domanda nasce spontanea: perché in quegli anni Opel ha usato di quel tipo di retrovisori in Giappone? Onestamente non ho una risposta certa, solo un paio di congetture: a. necessità di specchi ripiegabili per gli angusti spazi del Giappone? b. vantaggi assicurativi? (per la stessa ragione...) c. diverse regole di omologazione per visibilità? Continuando con i punti deboli che erano un po' una costante di Opel di quel periodo, io vedevo anche gli interni. A cavallo del 1980 i designer Opel avevano adottato la serie delle grandi plance con cruscotto e console comandi integrati, con una iperrazionale e ripetuta impostazione ergonomica fissa, nelle interpretazioni più basiche, squadrate e robustissime di Kadett D e Corsa A, e quelle più raffinate ed evolute di Senator A2 e Ascona C. Una serie che tuttora mi pare riuscita, con stile certo non originale ma adeguato ai tempi, con un risultato efficace ed estremamente ben realizzate. A partire da Kadett E, Opel cercò un giustificabile rinnovamento anche all'interno, ma i risultati a mio avviso non furono adeguati, anche sugli altri modelli lanciati negli anni successivi. Linee poco armoniche, talvolta troppo pesanti, o superate, aspetto più dimesso, materiali più scadenti, componentistica antiquata... Ad esempio, nei modelli a trazione anteriore (Kadett E, Vectra A e Calibra), il mobiletto del tunnel rimaneva sempre troppo basso, quasi assente, e di conseguenza la console centrale di quelle plance appariva decisamente troppo allungata e verticale, con un effetto "stretto e lungo" poco piacevole. Anche Vectra, che certamente appariva più moderna e piacevole, tuttavia scontava una scarsa attenzione nella realizzazione (troppe superfici diverse che la componevano, nessuna o scarsa continuità con i pannelli porta o il tunnel centrale), o ancora comandi di impostazione antiquata come le levette per la climatizzazione. Mentre i grandi modelli a trazione posteriore (Omega e Senator), avevano sì un tunnel centrale più alto, ma soffrivano di una pesantezza estrema nello stile dell'intera plancia e in particolare della console centrale, troppo larga e massiccia, così come di un aspetto dimesso, un po' antiquato e a volte troppo dozzinale per la classe di quelle vetture. Astra F segnò la ripresa di una attenzione particolare allo stile degli interni, con un risultato finalmente riuscito, equilbrato e moderno. Tuttavia, pur nel palese miglioramento generale, il confronto con la concorrente diretta che Opel si era chiaramente prefissata di sfidare ad armi pari, a mio avviso veniva perso non tanto nello stile, quanto nella varia componentistica di aspetto meno curato e solido rispetto a una Golf III che aveva alzato di molto l'asticella. Fine del super OT.
  7. su richiesta di @ISO-8707 posto l'immagine che era nascosta nel garage del mio post sono andato abbastanza sul classico con Emily non si sbaglia mai
  8. questo è il "virtual-cockpit virtuale", per la versione barbon: ci sono dieci diverse schermate su carta patinata, intercambiabili.
  9. Visti i tempi di Fiat presumibilmente l’erede della 500X arriverà nel 2025 se tutto va bene
  10. Chi fa 11 con un litro con il 1.0 ecoboost o guida nel traffico perennemente congestionato, oppure è una capra a guidare. I consumi sono simili tra il 1.0 turbo e il 1.1 aspirato, con prestazioni nettamente a favore del 1.0 Quindi è da scegliere sicuramente il 1.0 turbo con 100 o 125cv pagando quei 1000 1500€ di differenza rispetto al 1.1 Se non la trovi con la telecamera, pazienza. Basta che abbia i sensori. Se tra gli usati della rete ufficiale trovi un esemplare con la garanzia di 7 anni, fai bingo ☏ SM-G985F ☏
  11. Da ragazzo extracomunitario, con molti traslochi alle spalle e genitori di due nazionalità diverse (e diverse dalla mia), trovo davvero triste e riduttivo pensare che la nazionalità - nel senso di essere nato in un luogo, e non come senso di appartenenza identitaria della persona - definisca caratteristiche cognitive come questa. Il design si può imparare ovunque, non c'entra il luogo di nascita. Vi pregherei dunque di chiuderla con pregiudizi di questo tipo. E con questo non voglio giustificare quel disagio su ruote che è questo budino traforato BMW: Incoerente, scialba, con una fiancata morta ed un posteriore strabico e sciatto. Alla fine dei giochi l'anteriore, nonostante i difetti visibilissimi, è la parte migliore: figuratevi. (Ovviamente imo)
  12. Sacco, Spada, Giugiaro, lo so, però ripeto però è roba di 30 anni fa! Sai di che nazionalità è il capo del centro stile Fiat? e quello che è a capo di italdesign? esatto... e Pininfarina? No, non è tedesco ma inglese. Gli esterni della italianissima Tonale sono stati disegnati da un greco, gli interni da un coreano, ormai il design è globale, davvero credi che la sola nazionalità di un designer faccia la differenza? chiudo ot
  13. Who knows... I presume that P2 MHEV technology will be mated to both 1.0 and 1.5 liter engines. I'm not fan of a small 1.0. Smaller doesn't mean better fuel economy. This new Magna hybrid DCT is non other than ex-Getrag.
  14. Le monovolume sono morte...estinte. Sono cassettoni del secolo scorso. Ora vogliono tutti SUV, il segmento principale è quello del Qashqai che vende nonostante questo nome impronunciabile. Station Wagon estinte. Coupe e Spider sotto gli 80.000, in UE estinte, nel resto del mondo sono in via di estinzione. Tutti vogliamo spazio, comodità, bagagli. Poi se vogliono buttare i soldi fanno una nuova 500L o una 500 Giardiniera station.... ma sono auto che nascono morte
  15. I would like to see 1.6 MJT P2 MHEV.
  16. 2 punti
    A me sembrano più piccole, ad ogni modo l'ispirazione è chiara.
  17. Il 1.6 è difficile che sparisca,è un motore che consuma poco, affidabile e ben si sposa con le caratteristiche della Tipo ☏ MAR-LX1A ☏
  18. Bella, ma fino ad ora l'ho vista andare solo in retro.
  19. Figata. Ma ogni volta che vedo spuntare questa discussione, non riesco a non leggere Koenigsegg GAMERA 2020 ?
  20. Potrebbe aiutare molto un'immagine del genere
  21. Ogni volta che leggo queste cose mi rovino la giornata. I marketers Alfa del 2016 sarebbero da fucilare.
  22. Beh con Giulia sono stati a primi a fare una berlina segmento D che si guida come una supercar, è che le mode arrivano da altrove.
  23. Contano sull'innalzamento della soglia media emissioni, dovuta alla massa dell'auto: perché a volte parlando di CO2, "ingrassare è salutare"
  24. La voglio ! Faccio da Beta Tester... ?
  25. hai vinto il premio per il messaggio più stupido e campanilista del 2020. ti dico la mia? Gli olandesi al momento sono il punto di riferimento per il design europeo. PUNTO. Poco importa che si parli di sedie o di auto. Gli italiani non hanno il design nel sangue così come i neri non hanno la violenza. Accumunare paese e capacità è roba da Lombroso. e non sto dicendo che il tizio in questione sia talentuoso. ps- se le auto non rispettano le idee dei designer non è colpa loro ma di una combo mortale fatta da omologazione/gusti/normative/meccanica.
  26. Hai ragione, parlare di design e paesi, globalizzazione, scuole è argomento complesso, che ci porterebbe lontano (anche se io ritengo che le macchine più belle siano state disegnate, e continuino ad esserlo, da italiani). Restiamo sul punto: il marketing detta la linea. Questo è il problema, e forse anche il motivo per cui BMW non sente il bisogno di mettersi in mano a un grande carrozziere. A Van H. hanno detto che il calandrone funziona, che un segno forte serviva, e quindi la strada da seguire era quella ... Si trova qualche aggancio con quanto fatto in passato (anche se non c'entra una beata fava), così anche i puristi del marchio sono contenti, e via andare. L'ho messa giù semplice semplice per spiegarmi ma secondo me è quello che purtroppo succede. D'altronde è quello che vivo io stesso, nel mio piccolo, tutti i giorni. Faccio l'architetto e quando lavoro per qualche immobiliare c'è poco da stare a inventare. Quello che si vende si progetta, punto e stop ... Che sia bello o brutto. C'è un piattume totale perché la gente non è più abituata a ragionare con la sua testa ... Compra quello che è abituata a vedere e che diventa lo standard E le grandi aziende, come BMW, ovviamente non si sottraggono a questo gioco al massacro che svilisce la qualità del lavoro dei designer, ridotti a interpreti del cattivo gusto imperante. Non è un caso se tutte le automobili ormai si assomigliano.
  27. Scusami...ma quante auto del segmento D in su con marchio italiano si produce al giorno? E quante si produce con stemma Tesla, Lexus, Volvo e BMW? Forse il problema fondamentale per riconoscere i desideri della clientela di questi segmentin sono gli esperti del marketing italiano, non i designer olandesi, giapponesi e ceci. ...quale in dettaglio? Ghia, Frua, Bertone che erano grandi, si, ma purtroppo non ci sono piu. O Pininfarina, Giugiaro che sono finite in mani al estero? Secondo me ghiaccio molto sottile argomentare cosi.
  28. dire che Van Hooydink non è bravo è una cosa, dire che non è bravo perché olandese e non ha mai avuto a che fare con l'Italia è un'altra, tutto qui
  29. 28 anni di lavoro nello stile bmw, un trentennio di lavoro nel brand non basta?
  30. Il treno di gomme unico con pit stop per il carburante provarono a rimetterlo nel 2005, e fu una delle stagioni più avvilenti e disgraziate di sempre, senza contare i pericoli. Su qualifiche e test invece sono d'accordissimo, soprattutto i test, ma adesso comandano quelli col braccino corto. I simulatori non li eliminerei: ognuno li usi secondo bisogno. La vera bomba sarebbe dare il 100% di libertà ai progettisti, anche nella scelta del tipo di propulsore. E dare la possibilità di vendere la monoposto ai team minori, i quali a loro volta potrebbero apportare tutte le modifiche che vogliono. In questo modo i top team coprirebbero almeno parte dei maggiori costi di sviluppo, e i piccoli, con le stesse risorse impiegate per progettare da zero una macchina mediocre, ne acquisterebbero una già pronta, e valida. Ma le cose belle sono immorali, non vanno bene per questi mentecatti che aspirano solo a dare un ordine al mondo.
  31. Eccomi qua! Ho ritardato un po la pubblicazione, non perché il mio povero vecchio Mac era in affanno, anzi, ha fatto un superlavoro, ma perché nel progetto, ho iniziato a crederci un po di più, ed ho ben pensato di stalkerare su LinkedIn addirittura Mr. Brabham jr. in persona (o meglio in chat ?) per proporgli il progetto... ma purtroppo con scarsi risultati... perciò ve la beccate voi miei amati forumisti, anche se siete la seconda scelta bando alle ciance, ecco a voi la Bt44b Homage https://www.behance.net/gallery/96398025/Brabham-BT44b-Homage per scelta sono rimasto abbastanza fedele all'originale, rivedendo le proporzioni nei volumi e con ruote più grandi ok ora potet insultarmi
  32. Sarà quella a passo lungo ?
  33. Prima di tutto serve libertà progettuale. Adesso è regolamentata persino la carta da culo. Se prendi la monovelo a inizio campionato te la porti fino alla fine. Abbiamo una categoria che dovrebbe essere il top della sperimentazione a cui negli anni gli è stato sempre più vietato sperimentare.
  34. Solo io trovo assurdo dare 15.000 € di incentivi, cioè soldi dei contribuenti, per un'auto? Un incentivo pari se non superiore al prezzo di un' utilitaria ICE! è come se regalassero una Panda a tutti i milanesi che ne fanno richiesta!
  35. Buonasera amici, come vi accennavo qualche mese a questa parte, circa l’idea di prendere una nuova auto a metano, che poi avevo accantonato, preferendo usare la SAAB 9-3 2.2tid vector che comprai dopo il botto con la Up, ho deciso di prendere, per una cifra simbolica, una SAAB 93 con il 1.9 Fiat da 150cv, auto di cui conosco la storia sin da nuova, che però aveva alcuni lavori da effettuare, tipo turbina, collettore, corpo farfallato ed egr. l’auto si guida veramente bene, possedendo l’altra 93 2.2 125cv, che ho regalato a mio padre, posso affermare, dati alla mano, che il 1.9 Fiat da 150cv sia il motore giusto per muovere la massa non trascurabile della 93, ed in tutto questo ne traggono giovamento i consumi e lo sprint, con uno 0 100 dichiarato in poco meno di 10 secondi, 2 in meno rispetto all’altra 93 equipaggiata con il 2.2, non che debba farci le corse, ma è un dato che di riflesso aiuta a farsi un’idea di eventuale riserva di potenza in caso di necessità. A livello telaistico e di interni rimando alla prova dell’altra 93, anche perché l’allestimento è vector per entrambe, e l’unica differenza è che questa qui monta ruote da 18 pollici, che hanno solo contribuito a rendere l’auto più rigida ma non più efficace in curva, rispetto all’altra 93 che monta i cerchi da 17 ( qualcuno ha detto masse non sospese? ). Motore e cambio sono un altro pianeta, con i pro ed i contro che ne derivano: il 2.2 isuzu Opel, pur avendo appena 125cv e 27kg di coppia a meno di 2000 giri, appare più pastoso e meglio gestibile del 1.9 Fiat, che è praticamente morto sotto i 2000 giri, con un calcio nella schiena stile turbo anni 80 non appena entra in pressione il turbocompressore, arrivando però tranquillamente sino a 4000 giri ( il 2.2 “ moriva “ poco dopo i 3500 ). L’Unità Fiat, come dicevo, possiede 150cv e 350nm di Coppia, che però emergono in modo drastico, intorno ai 2000 giri, rendendo i sorpassi effettuabili in sicurezza a patto di tenere il motore sempre poco oltre i 2000 giri. Il cambio è il Manuale a 6 rapporti, che trovo molto più legnoso del 6 marce Opel, i cui rapporti sono aiutati da un motore lento ma con una curva di Coppia molto omogenea; non aiuta nemmeno la caratteristica del motore Fiat, che costringe a cambiare marcia sempre oltre i 2500 giri, per non rischiare di fare cadere il rapporto successivo sotto i 2000 giri, laddove il motore è veramente assente, relativamente al fatto che dai 2000 esploda di Coppia, non che sia lento in modo assoluto. I consumi del 1.9 Fiat sono da primato, non sono riuscito a scendere sotto i 20km/L, nelle stesse condizioni con cui, con la 2.2tid, percorrevo i 17 a litro. Che dire, per quel poco che l’ho pagata, è un auto essenziale, dai consumi sorprendentemente bassi. I km sono 270.000, quindi gli interni hanno i loro segnetti ( sedile guida in primis ) .
  36. In FCA e prima FGA fanno tanti « premiere », in tutti i campi dai rivestimenti interni ai motori, anche ultimamente tra le tante innovazioni di Giulia, il ZF9, l’ecopelle, il tessuto « eco », e tante altre cose non sono semplici « inseguitori ». Sono anche stati i primi a razionalizzare la gamma, via le 3p, via le berline mainstream medie, etc, che seguono tutti gli altri, molti anni dopo...
  37. Sono ancora i primi quando credono nel prodotto. Giulia ad esempio ha debuttato con contenuti innovativi, anche se tenuti praticamente segreti Il sistema IBS di Continental che integra servofreno e sistemi di assistenza alla frenata Il famoso albero di trasmissione in composito Plastiche interne rinforzate con fibre naturali (canapa) https://www.automoto.it/news/le-alfa-romeo-si-fanno-anche-con-la-canapa.html Uno dei primi se non il primo uso di composito alluminio/termoplastico/alluminio, non ricordo dove
  38. La somma è che nessuno, se non messo alle strette, vuole investire (anche se generalmente il pensiero generale è più una "perdita" di soldi) riferendosi ad un'auto nuova. Sicuramente tutti i giovani che vedono grigio il futuro con lavori precari/non rinnovati causa covid, condito al disinteresse generale.. (senza contare le retribuzioni..) Chi ha un'auto...(amici 30enni) la porta fino a quando non muore e se può la "ruba" al genitore magari andato in pensione da qualche anno che la usa poco.. Avere due auto nessuno la usa più a favore del car sharing come seconda auto o, i più sportivi, utilizzo della bici. Chi ha preso un'auto di recente l'ha presa in modalità massima convenienza (a GPL).. (punto, panda, ypsilon GPL) e nessuno si è preso un "macchinone". (anche gente che ha buoni stipendi..). Chi ha una bella auto sono tutte auto da NLT grazie alla posizione sul lavoro ma sono i primi ad ammettere che.. "bellissima comoda ma non la prenderei mai".. Mio suocero aveva una mezza intenzione di cambiare la sua "golf plus €5 con solo 80k km)" con un modello a benzina causa blocchi...la voglia gli è completamente passata.. anche perché la vettura va molto bene... il suo "bidone" viene valutato nulla... Noi parliamo degli ADAS, il 60% delle persone ti guarda da alieno appena li nomini.. anzi spesso aiuti come il mantenitore di corsia vengono considerato una scocciatura (perchè non puoi superare senza freccia.. Quindi l'idea di base è che tutta la filiera sta collassando.. Capitolo Auto elettriche mah.. stanno bombardando..
  39. Il made in Italy quindi è un'invenzione? ... Non credi che nei decenni passati nel nostro paese siano state sviluppate competenze particolari nel campo del design? ...e che forse vengono dalla ricchezza culturale del nostro paese? La terra dei motori è un'idea astratta o il posto dove sono coagulate competenze e passioni difficilmente riscontrabili altrove? Il mondo è globalizzato ma non significa che il talento si sia distribuito uniformemente in giro per il mondo Le automobili tedesche più belle le hanno disegnate italiani. Sarà un caso?
  40. niente morphing qui, troppo costoso
  41. E' stata girata specularmente. Lo si capisce dal fatto che se non fosse girata il volante risulterebbe posizionato troppo in alto, se ne dovrebbe vedere solo metà (confronta le due foto)
  42. E' la versione più potente?
  43. Io su questo sport ormai non ho più ideali o valori da difendere, niente è più tabù. Sono in piena fase post-ideologica. Le mini race sono un insulto alla competizione vera. Giusto. Ma la competizione vera quante soddisfazioni ha elargito negli ultimi lustri? Quale gara decente, qualche sorpasso, un po' di baraonda ogni morte di papa (il 90% delle volte grazie alla pioggia), ma per il resto noia mortale. L'unica cosa che ha giovato un minimo allo spettacolo è stato un alettone mobile posteriore che si può azionare solo in un determinato rettilineo, quando sei a meno di un secondo dalla macchina che precede. Oppure se sei già davanti, ma ne avevi i requisiti quando ti trovavi nel detection point. E in alcune piste non serve a nulla. Ma che roba è questa? Almeno così lo spettacolo torna di nuovo nelle mani del pilota. Siamo d'accordo tutti che l'ideale sarebbe avere macchine capaci di sfidarsi senza aiuti esterni, ma il progresso tecnologico ha progressivamente incrementato le prestazioni ed eliminato le possibilità di errore, gli imprevisti, le difficoltà, tutto quello che fa emergere un pilota. Tratti di pista che trent'anni fa erano lunghi e ideali per un sorpasso a tradimento, adesso si percorrono in 2 secondi a pieno gas. I regolamenti tecnici hanno fatto il resto. Ammetto, in altre epoche e in altri sport, di essermi divertito luridamente con griglie invertite, zavorre e altre canagliate improponibili. Ma alla fine il bene trionfava sempre, e, alla fine del campionato, la spuntava chi lo aveva meritato. Questo campionato è condannato a essere una vecchia bagascia che si presterà a qualsiasi compromesso pur di portare a casa la pagnotta. Ci ritroveremo nella situazione di assistere a una gara da tagliarsi le vene, con vittoria di piloti di colore e doppietta di team anglotedeschi, spegneremo con disgusto il televisore per non vedere la festa sul podio, domenica rovinata... e sette giorni dopo copia conforme della stessa gara. Peggio di "Groundhog Day". Visto che sarà comunque falsato nel risultato finale, cerchiamo almeno di renderlo commestibile.
  44. Non è che la 200 cv non la vendono più. La R si affianca alla 2.0 hdi e alle 156 e 200 cv THP. Come vendite ha superato le 60.000 dal lancio. In italia, seppur con numeri risicati, vende di più di TT.
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