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Stai visualizzando i contenuti con il più alto punteggio, pubblicati in data 04/13/24 e localizzati Tutte le aree/sezioni

  1. Per me il prodotto che è uscito fuori è intelligente ed accattivante da tutti i punti di vista. A livello estetico, rompe con le linee classiche che possono andare bene in altri segmenti e per me sono eccezionali, ma non in questo. Giulia e Stelvio sono state disegnate in modo magistrale, con una pulizia di linee che ha permesso di aggiornare pochissimo i prodotti, ancora attuali ed eleganti. La Milano deve recuperare fette di mercato tra i giovani e servono look del genere. Le ultime Mini sono oscene, mentre le altre seg. b non brillano di certo per look ineccepibili. Nonostante questo, vendono. Insomma, ci sta forzare e rompere con linee sinuose ed eleganti che vanno bene in altre categorie. Non capisco cosa ci si aspettava. E' una piccola suv e nessuno compra una macchina del genere per ricercare il piacere di guida puro o per avere sofisticazioni meccaniche particolari. Il look è giovane e mi piace tantissimo la versione della calandra con la scritta storica Alfa Romeo. Dietro è allineata a stilemi riconoscibili e pulita, idem la fiancata. Ormai le auto vengono definite in base a luci e lucette, a led e infotainment... qui c'è di tutto e di più. La Milano dovrà fare numeri e per farli deve essere accattivante come look, modaiola, completa tecnologicamente e motoristicamente, con varie configurazioni di sistemi di propulsione. Ecco, fin da subito qui non manca nulla. Lei, come la Tonale, sono un ottimo compromesso tra tutto ciò che di bello c'è su ogni Alfa (storia, riconoscibilità, design, dinamica di guida comunque affilata, impostazione sportiva etc) e necessità di garantire un prodotto comunque razionale. E' una vera Alfa? no, ovviamente ed è giusto così. Io l'avrei voluta così o disegnata così? ovviamente no ed è giusto così, perché affidare un prodotto così strategico a un appassionato che pensa solo a traversi e linee sinuose ed eleganti vuol dire distruggere un'azienda.
  2. Found this photo on FChat. Now we can clearly see the front headlights (reminiscent of the Daytona's, rumors say that the part of the front between the headlights will be painted in contrast color) and that the front bonnet is a cofango (opening in the opposite direction, like in the Purosangue)
  3. La farò molto breve. Se alla fine non avessero fatto lo scudetto in stile simil anni 40 e avessero fatto una versione "comune" in stile tonale, con la possibilità ddi scegliere il colore della cornice, questa Milano sarebbe risultata 10.000 volte meno controversa e alquanto belloccia. Opinione mia. Poi, lo scudo "progresso" col Biscione intagliato lo potevano pure lasciare come optional secondo me, ma almeno c'era anche la versione 100%alfa: bella, sportiva. equilibrata, inconfondibile. Ditemi voi se non ho ragione. Ci voleva nulla.
  4. be la rabbia e' normale ,la prima azienda manifatturiera del paese ha il governo contro ,pesante che non ci fosse Jhon ....e il ministro Durso che non e' stato invitato subito a dire che l'auto non prodotta a Milano non può chiamarsi Milano .....e cosi la Stevio dovevano farla sullo Stelvio !! concordo su tutto ...e aggiungo che più la guardo e più vedo che la cura è stata maniacale
  5. Questa fino ad ora è il ritocco che mi convince di più che toglie quella sensazione di francese dal frontale e riduce l' idea pannolone. L' ho ripulita un pò allineando il faro alla linea inferiore
  6. Sto iniziando ad avere paura dell’unveiling.
  7. 3 punti
    È venuto per caso il vaghissimo sospetto che nella prima gara il BoP fosse appena appena sbilanciato?
  8. Ti dirò, io attualmente giro in Brera, ma vuoi l'impossibilità ormai di trovare i ricambi, vuoi il costo esagerato della benzina... e da un po che penso di tenermi in garage Brera per i giretti della domenica e comprami qualcosa tipo la Milano elettrica per l'uso quotidiano in città.
  9. Per quello che può importare ed essere indicativo, mia moglie che ha ritirato a fine gennaio la 2008 elettrica con leasing a 35 mesi, mi ha già detto che al cambio auto vuole questa Milano. Con allestimento fino e sedili Sabelt. Amen!
  10. 3 punti
    Sarebbe ora che ad Heritage Hub iniziassero ad allestire delle aree con tutto ciò che si ritrovano in magazzino oltre alle auto, come fatto ad Arese con modellini, trofei e memorabilia varia. Lo spazio c’è in abbondanza…
  11. Ma è uguale a prima , sono 30 anni che è uguale. Possono togliere i camuffi anche subito
  12. Mi son dato un poco di tempo per "digerire" le foto prima di scriver qualcosa. Perché la mia prima impressione è stata "bleah". Adesso che la riguardo, penso che (se prezzata giusta e senza orrori qualitativi) dirà la sua nell'affollato mercato dei B-SUV, sempre che il marchio che porta non sia diventato un bias da evitare. E vi dirò che, smanettando col configuratore, una volta arrivato qui: non riesco a togliermi dalla mente questa qui: C'entra un tasso? Sicuramente. Ma la mascherina della Milano mi dà un certo deja-vu di quella dell'Alfasud... e non riesco a schiodarmelo dalla mente
  13. La 145 rispetto alla Varsavia è opera d’arte
  14. Pare che Mercedes voglia fare uscire una risposta al BMW xM https://www.autocar.co.uk/car-news/new-cars/mercedes-amg-primes-1000bhp-super-suv-next-bespoke-ev https://www.motor1.com/news/715838/amg-electric-suv-1000-horsepower-report/
  15. Continuare a difendere l'ibrido è continuare a difendere una specie di truffa. Indichi valori tendenzialmente falsi sui consumi ed emissioni, costringi i cittadini ad avere una manutenzione molto più accurata e ovviamente costosa, le auto costano di più di un semplice benzina o diesel, fai finta di essere green per apparire appetibile ai clienti finali. A sto punto meglio un elettrico o un bel turbodiesel multijet del 2000 e via! Tanto: se l'elettrico è infattibile in Europa meglio continuare con quello che sappiamo fare da oltre un secolo. Mi fa piacere questa cosa? No, anzi! Mi fa proprio schifo come idea ed il rischio di diventare un 4° mondo è dietro l'angolo ed il rischio di rimanere indietro in modo irreversibile è altissimo
  16. Oh finalmente si vede qualcosa di nuovo 😂
  17. Per quel che mi riguarda, considerato tutti i limiti di piattaforma da cui dovevano partire, hanno tirato fuori un capolavoro. Altroché Arna! Sia dentro che fuori, certo qualche dettaglio poteva essere migliore ma qualsiasi auto è migliorabile. Ma avete visto il livello estetico delle competitor del segmento B? E non mi riferisco alle generaliste, ma proprio alle premium! Secondo me sarà una best seller, non solo in Italia ma in tutta europa
  18. Il proiettore rettangolare l'avevo ricollegato anch'io subito all'Alfasud, ma anche alla 2600 Zagato che guarda caso ha proprio una calandrona sovradimensionata in larghezza come Milano. C'è tanto Zagato in questa Milano.
  19. Un Frame dove appare già più armonica e filante.. dove starà la verità ..? Solo vedendola live ognuno di noi avrà la sua risposta
  20. Filosa ha parlato con Automotive News Europe e nell'intervista che uscirà lunedì ha anticipato che in un secondo momento potrebbero arrivare le versioni ICE di Wagoneer S e Recon “If we don't grab those, somebody else will,”
  21. Raga, così però un po' troppo impattante sto scudo... a mio gusto personale, è no.
  22. 2 punti
    Per rispondere a @stev66 La 123 E2 era dotata di un motore anch'esso a 3 cilindri - come la E1- ma disposti orizzontalmente, per una configurazione "piatta". Tanto che pur essendo pensata come "tutto dietro", aveva comunque un portellone posteriore, perché era previsto un vano bagagli anche nel volume di coda (oltre a quello nel cofano anteriore libero), dato che il gruppo motopropulsore lasciava spazio abbastanza sopra di sé. Interessante come fosse avanti Giacosa in questa idea di sviluppo di un motore a tre cilindri, che lui però vedeva più come vantaggio per ingombri e masse, anziché nell'efficienza energetica e produttiva che in questi ultimi decenni ha visto il motivo del suo successo. Sempre dal solito libro, ecco la tavola di questo motore (1962): Questi 3 cilindri avevano una cilindrata di 1157 cc e la particolarità del raffreddamento delle canne cilindri ad olio, mentre la sola testata rimaneva raffreddata ad aria. Come si vede dallo schema sopra, la distribuzione era con un albero a camme in testa e valvole disposte a V, comandate da bilancieri. A differenza del semiautomatico della E1, il cambio previsto per la E2 era un più convenzionale 4 marce meccanico, simile a quello della 600. A noi piacciono le ipotesi "perfide" , ma la tua non sembra reggere alla prova dei fatti : la prima maquette in gesso della 123 E3 è dell'ottobre 1962, quando la Simca 1000 era già in produzione da oltre un anno... Quindi magari il contrario, ma... be' - la storia anche qui è già stata detta altre volte - Giacosa stesso ha scritto che la carrozzeria di Simca 1000 derivava da una delle proposte di stile per un'altro progetto FIAT, il 122. Il quale era stato avviato un paio di anni prima, ma che infine venne accantonato a favore della semplice evoluzione di 600 in 850. Questa la maquette in questione (stessa fonte): Comunque sia, in effetti la E3 non si può definire stilisticamente originale, ma sul fatto che potesse essere una scelta "conservatrice" ci possiamo riflettere un poco. Ricalandosi in quei periodi, la disposizione "tutto dietro" non appariva una architettura "classica", anzi. Magari era caratteristica di alcuni modelli specifici (Auto del Popolo, Auto del Popolo "with mustard up its bottom" (cit.), Tatra, Renault 4CV e Dauphine, Fiat 600 e 500, le piccole NSU e poche altre...), ma la soluzione di riferimento più consolidata era quella con motore anteriore e trazione posteriore. Le alternative a questa, che fossero "tutto avanti" o "tutto dietro", non erano rivoluzioni - visto che entrambe già da tempo erano in uso - ma neppure "conservazione". Erano semplicemente alternative possibili, in una varietà di soluzioni che in quegli anni consideravano con una libertà di approccio che poi si è progressivamente ridotta. Tra l'altro, se a metà anni '50 iniziò a diffondersi la scelta tutto-dietro per vetture piccole, con Fiat 600 (1955), 500 (1957), BMW 600 (1957) e NSU Prinz I (1957), Subaru 360 (1958), è poi esattamente dal 1960 in poi che si vede arrivare sul mercato una serie di novità con l'architettura tutto dietro anche su vetture più grandi e segmenti superiori, dalla famosa Chevrolet Corvair (1960) alla citata Simca 1000 (1961), la VW Typ 3 (1961), poi la Renault 8 (1962), la Illman Imp (1963), la Prinz IV (1964), la Fiat 850 (1964), la Skoda 1000 (1964), la R10 (1965). Dopodiché, le novità vere con questa architettura spariscono, rimangono alcuni di questi modelli e i loro eventuali aggiornamenti, ma sul finire degli anni '60 la stagione delle berline tutto-dietro è già passata... Anche qui, non vorrei sembrare quello che smorza gli animi, ma che A111 fosse "molto progressista" mi pare esagerato. La verità è che A111 non aveva quasi nulla di nuovo rispetto alla precedente Primula (109) uscita 5 anni prima. A parte il motore, ripreso dalla Fiat 124, la "novità" è che si passava da una carrozzeria con portellone ad una tradizionale 3 volumi; quindi forse si tornava indietro... La questione era che Fiat era in procinto di far uscire 128, con la sua meccanica effettivamente innovativa, ma pur sempre evoluzione di Primula, e quindi meglio sbarazzare il campo anche da questa possibile concorrente interna, che pure era sul mercato da soli 5 anni. E che fare di Autobianchi allora? In attesa della futura A112, be', trovarono una pezza con A111, vale a dire meccaniche già esistenti e carrozzeria ripresa da un progetto cassato anni prima. Che in FIAT fossero già certi dell'acquisizione di Lancia è difficile a dirsi, ma in fin dei conti A111 rimase schiacciata anche da questa congiuntura, determinandone la rapida uscita di produzione. Credo Abarth03 si riferisse alle sole varianti E2 ed E3, quelle a motore posteriore, che lui vede come soluzione conservatrice. Invece, sulla battuta che la cassa FIAT fosse riservata al giovane Avvocato, mi permetto di dissentire... e non certo per deferenza nei confronti del soggetto o della sua azienda! Seriamente parlando, la prudenza e una dinamica di adattamento piuttosto rapido all'evoluzione del mercato ha sempre caratterizzato l'approccio industriale di FIAT, anziché lavorare su piani di lungo termine assecondando visioni strategiche più difficili da accertare. La scelta pagava, tanto che la cosa che mi colpì leggendo libri e interviste sulla storia industriale di FIAT, è che fino alla fine degli anni Sessanta il gruppo aveva una liquidità impressionante, poteva finanziare autonomamente progetti, acquisizioni, espansioni in ogni angolo del globo. Poi molte cose cambiarono. Dall'uscita di Valletta, alla svolta sociale del '68, e soprattutto al mercato comune europeo sempre del '68, poi la crisi petrolifera del 1973 e gli anni di Piombo... in quei pochi anni FIAT perse leadership, capacità di adattamento, nonché evidentemente il controllo delle proprie finanze. Sarà leggenda, ma Romiti disse che al suo arrivo a fine 1974, le casse erano vuote. E per la prima volta FIAT doveva andare a chiedere liquidità alle banche per pagare le tredicesime...
  23. Almeno la barchetta porta qualcosa di diverso dalla 4C. Comunque le 4c stravincono, queste sono veramente troppo uguali nelle forme generali e più brutte nei dettagli.
  24. Non so perché, ma mi stanno tornando in mente le decine, forse centinaia di pagine di post qui sul forum su "prosciutto", devioluci e cappelliera di Giulietta, oramai tre lustri fa. Tutto sommato, potrebbe essere di buon augurio: se alla Milano va come è andata a lei, nel 2035 sarà ancora in produzione, in attesa della beatificazione .
  25. Potevano sfruttare l'heritage di 106/Saxo e fare dei cerchi a tre bulloni 😄
  26. Io credo ai 10k€, perché sono di costo di produzione. Quindi il paragone l'ha fatto con una Milano costruita in un plant ex novo (furbata di Tavares) In un plant già pronto come linee produttive, hai un mare di costi fissi già ammortizzati. Indi: il margine su queste CMPine è enorme Indi2: la cifra data da Tavares non è a parità di condizione.
  27. 1 punto
    Le valutazioni sui piloti sono sempre difficili perché molto dipende anche dalle prestazioni e caratteristiche delle moto (anche vs le diverse condizioni/piste) e dal feeling che ogni pilota ha con determinate caratteristiche delle diverse moto. Mi pare comunque che per ora sia il più veloce delle Ducati per cui non sarei così pessimista. Vediamo le gare (plurale ahimè)
  28. tra i tanti elefanti nella stanza c'è anche il prezzo dell'elettricità alle colonnine. anche con ricariche velocissime e autonomie esagerate dove starebbe la convenienza se mi fanno pagare l'elettricità a peso d'oro? senza scomodare l'economia internazionale vanno risolti problemi ben più terra a terra.
  29. Della serie e’ troppo tardi per competere sull’ elettrico con i cinesi… o si punta sul livello successivo (batterie solide) o sull’ idrogeno o si difende l’ibrido … ma sperare che arrivino dei bev da numeri seri da produrre negli stabilimenti italiani quando qui non si vendono mi sembra utopico
  30. Oppure, un’ idea al volo, se avessero voluto colmare il problema dell'assenza frontale del logo...posto che a me il logo sul cofano piace un sacco (amo il richiamo a sz).
  31. Ma come 200 kg in più? Ma che lo fanno di marmo 'sto 4 cilindri?
  32. Consiglio un paio di occhiali.
  33. Non lo so... chiedo ai moderatori... possiamo parlarne o sarebbe un argomento OT?
  34. Ancora ci facciamo le pippe con il numero di bulloni? La ruota sta su con 4 ? Secondo te ti rifanno tutto il mozzo per mettere un bullone in più ? La mia 124 Abarth ha 4 bulloni, sono solo felice così ci metto di meno a cambiarmi le ruote
  35. 1 punto
    la 124 Spider GT4, sviluppata nel 2015 per correre nella formula GT4
  36. Premetto che non conosco nulla del mondo markettaro ma sta roba mi sembra che valga solo per le menti deboli (che a dire il vero probabilmente sono la maggior parte). Ad esempio i miei hanno un SUV (da che io ricordi sono stati tra i primi ad andare in giro con un cassone) e lo stesso mi fa c@g@r€ dal day 1, eppure sono passati ben 17 anni da quando è entrato in casa. Secondo il tuo schemino dovrei essere ampiamente nella fase dell'accettazione eppure non è così. Stessa cosa penso della Milano, in confronto alle altre b suv è un capolavoro, ma rimane sempre un b suv e quindi è no. Se al posto di applicare queste linee alla 2008 avessero preso la 208 probabilmente avrei tutt'altro pensiero.
  37. ok tranquillo, ti chiamo io
  38. Per la plancia hanno fatto un buon lavoro di family feeling, qui a confronto con la plancia della sorella Tonale. Peccato solo per soluzione un po' posticcia del cannocchiale con dentro lo schermo rettangolare.
  39. Lo dici solo perché è una peugeot 😁
  40. Molto bella e direi anche ben proporzionata, un design complessivamente emozionante ! 😉
  41. Ma di quelli che insultano, NON UNO è un possibile acquirente, quindi mi farei pochi problemi.
  42. Non mi dispiace che sia ben piantata con le ruote a filo, i cerchi però li trovo un po' troppo "vuoti" e non sopporto che abbiano messo al centro la targa anteriore, perchè? 🙃 Era la cosa più semplice e a costo zero da tenere delle altre Alfa Romeo.
  43. Leapmotor Ecco perché non vedremo le Bev cinesi nelle fabbriche italiane “I costi di produzione delle elettriche cinesi sono del 30% inferiori a quelli europei” Quattroruote ha ragionato con lo stesso Tavares sulle implicazioni che ciò potrebbe avere sul mercato e sulla produzione alle nostre longitudini. "Tutto ciò che esportiamo dalla Cina nel resto del mondo ci permette, come azionista di controllo della joint venture, di cui abbiamo il 51%, di intascare gli extra-profitti. Altra questione è quella della produzione al di fuori della Cina, in Europa nello specifico”, afferma il manager portoghese. Ed è proprio su questo che vorremmo portare la conversazione. Anche per capire quanto di quel 30% di vantaggio competitivo si potrebbe mantenere spostando la produzione delle Bev cinesi nel Vecchio continente. Non a Mirafiori. "Pensiamo di riuscire a conservarne un 20%", dice con trasparenza il numero uno di Stellantis. “La produzione in Europa, tuttavia”, precisa Tavares, “è un’opportunità legata soprattutto a uno scenario in cui il continente o singoli mercati importanti dovessero adottare misure protezionistiche nei confronti delle importazioni dalla Cina”. In tal caso quali sarebbero i Paesi, o gli impianti, candidati a ospitare tali produzioni? La risposta del manager è facilmente immaginabile: “Quelli i cui costi di produzione sono più contenuti – qui non è politica, qui si parla di scelte industriali che abbiano senso”. Cioè, per non vanificare l’intrinseco vantaggio competitivo che deriva dal prodotto cinese, andrebbero escluse quelle realtà contraddistinte da alti costi industriali. E ciò metterebbe automaticamente fuori gioco le fabbriche italiane o francesi. Ecco perché, come peraltro Quattroruote aveva già fatto notare, sembrano prive di fondamento le voci che accreditavano Mirafiori come possibile “casa” per la nascita dei modelli Leapmotor. https://www.quattroruote.it/news/industria-finanza/2024/04/10/leap_motor_tavares_ecco_perche_non_vedremo_le_bev_cinesi_nelle_fabbriche_italiane_.html
  44. Ho provato a farla come la mia Giulietta nero etna ma no... ancora non mi piace.
  45. da che schifo a la compro è un attimo
  46. https://www.media.stellantis.com/it-it/alfa-romeo/press/l-alfa-romeo-33-stradale-e-il-giappone-una-storia-di-passione-emozione-sportiva-e-di-amore-per-il-made-in-italy
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