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Centri sociali: sempre scontri, sempre loro!


Guest DESMO16

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Guest DESMO16
Dopo gli scontri di sabato a Milano tra polizia e autonomi

Pisanu: «Violenze freddamente predisposte»

Il ministro dell'Interno: «Lo Stato parte civile contro i responsabili». E accusa: «Davanti a San Vittore anche un dirigente di Rifondazione»

ROMA - «Aspettiamo che le indagini chiariscano, ma credo di poter dire fin da ora che l'assalto era stato accuratamente programmato e freddamente predisposto». Lo ha detto il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, intervenendo a Cassino a un'iniziativa elettorale di Forza Italia. Pisanu ha aggiunto che tra i responsabili degli scontri «sono ricomparsi alcuni che hanno fatto parte di coloro che hanno assaltato le forze dell'ordine al G8 di Genova».

STATO PARTE CIVILE - Pisanu ha anche annunciato che lo Stato si costituirà parte civile contro i responsabili delle violenze. «Ci costituiremo parte civile nel processo contro i 41 arrestati a Milano per le devastazioni di sabato». Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu dopo gli scontri tra polizia e autonomi nel centro del capoluogo lombardo. «Mi auguro - ha aggiunto - che altrettanto facciano i cittadini danneggiati dalla manifestazioni perché sia chiaro che i cittadini onesti si difendono con la forza della legge». «I 250 facinorosi provenienti da Milano e da altre città - ha spiegato poi Pisanu - si sono scatenati contro una manifestazione regolarmente autorizzata. Venivano dai centri sociali, così come venivano dai centri sociali e vi hanno spesso trovato rifugio gli anarchici, i marxisti leninisti e gli autonomi che hanno messo a ferro e fuoco Genova». «Attendiamo - ha aggiunto il titolare del Viminale - con serenità il giudizio della magistratura confidando su condanne giustamente severe».

DIRIGENTE DI RIFONDAZIONE - Il ministro dell'Interno ha anche riferito che tra coloro che hanno espresso solidarietà alle persone arrestate per gli scontri Milano c'era anche un dirigente di Rifondazione Comunista, augurandosi che si trattasse di una «presenza accidentale». «È confortante che i fatti di sabato - ha spiegato il ministro - siano stati condannati da tutte le parti politiche, compreso Bertinotti. Ma oggi davanti a San Vittore c'era un gruppo di estremisti che manifestava solidarietà agli arrestati e tra loro c'era un dirigente provinciale di Rifondazione Comunista. Spero - ha concluso - che sia stata una presenza accidentale, così come spero che la condanna resti unanime».

12 marzo 2006

dal Corriere

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I più attivi nella discussione

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neri o rossi che siano a gente del genere andrebbe sparato con proiettili di gomma, poi andrebbero arrestati e condannati a qualce mese di lavoro forzato. Sia chiaro, a condizioni umane, ma un po' di lavoro non gli farebbe male.

e perchè solo di gomma.... e perchè solo qualch mese di forzati??

10 anni di lavori forzati socialmente utili, senza retribuzione, e risarcimento di tutti i danni provocati. A tutti partecipanti la manifestazione. TUTTI, anche quelli che solo spalleggiavano, VIGLIACCHI FIGLI DI PUTTANA.

DOvevano lasciarli in mano alla folla. Magari la prox volta gli passa la voglia.

BASTARDI buoni a nulla sfaccendati.

Loro e chi li difende anche solo moralmente. Perchè c'è chi ha anche il coraggio di dire che è una vergogna che 4 gatti idioti spelacchiati gridavano faccettanera, "vanno fermati questi pericolosi sovversivi", e quindi si capisce quello che è successo...

Cristo erano armati in assetto da guerra sti vigliacchi. Premeditata fino al midollo l'azione. Non c'è scappato il morto stavolta??

Giuliani l'eroe... ma tanto il mandante è sempre banana!!

Torno da una giornata in campagna nel primo pomeriggio, sapevo di quello che è successo. Eravamo d'accordo con un paio di coppie di amici di trovarci per la partita.

Ma una di queste coppie ieri era al McDonalds di Baires. Con il bimbo di 4 anni.

Che piange da ieri pomeriggio, shockato da quello che è successo a pochi metri da lui. Non dorme da ieri. Non mangia. Chissà cosa può creare nella mente di un bimbo di 4 anni abituato a vivere in una famiglia normale e felice una cosa del genere.

Non siamo in zone dove capitano quotidianamente, dove ci si è abituati.

Li ODIO. Non ho rispetto x i loro diritti civili, per il semplice fatto che non sono civili, sono SUBUMANI.

Non ho mai votato per berlusconi, mai. Non lo farò neanche questa volta. Ma chi si mischia solo x opportunismo politico anche solo con simpatizzanti di questa gente, da diliberto a caruso e compagnia, non merita di governare un paese, per quanto di merda come questo.

Fors, l'è mei un ladèr. Un ladèr sedicente....

Non dico altro perchè verrei bannato a vita dal web...

Sì, mi sembra normale. Perchè Prodi all'IRI ha svolto il compito che gli fu affidato, e lo ha svolto onestamente e diligentemente come è stato accertato dalle inchieste non solo giudiziarie ma anche delle commissioni parlamentari italiane ed europee. Cerca in rete e trovi tutto se sei capace di scartare la spazzatura e le menzogne. Il casino nell'affare sme è cominciato quando il banana ha cominciato ad interessarsene.

Ne abbiamo già discusso ampiamente.

Già... ne abbiamo parlato ampiamente, eppure...

Caro Copco, NON CI STO, x parafrasare un noto buffone!!!

Se prodi svolse il compito affidatogli da politici corrotti smascherati da manipulite che tanto giustamente invochi quanto fa comodo, prodi centra al 100%:

Perchè il prof, ma voialtri non lo saprete mai, le mazzette le ha prese x l'affaire SME, insieme ai suoi mandanti politici.

Dimmi come scartare, in rete, spazzatura e menzogne su prodi e non su uno zozzissimo banana. Dimmelo tu, che hai tante certezze.

Io ne ho un paio, giusto xkè di alcune cose so, e so cose che non verranno mai fuori. Di SME, di Ferruzzi, di un'altro paio di personaggi...

Prodi forse non si fa leggine ad personam, non favorirà le sue aziende, ma è altrettanto zozzone.

Le inchieste?? ma quali incheste copco, quali. Sii lucido una volta. Non c'è mai stata una vera inchiesta sulla cosa che indagasse l'operato e le pressioni politiche a favore dell'ing. L'unica è basata sul teorema antibanana, ed è di molto succcessiva. Vero o montato che sia il teorema, vera o presunta che sia la corruzione, il problema a monte non è mai stato considerato a fondo.

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

"Everyone is entitled to their own opinion, but not their own facts!"

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Perchè il prof, ma voialtri non lo saprete mai, le mazzette le ha prese x l'affaire SME, insieme ai suoi mandanti politici.

La campagna elettorale è cominciata col tentativo di legittimare il banana squalificando il suo avversario. Vedi vicenda Unipol. Sicome consorte è un poco di buono allora è un poco di buono anche Fassino. E per dimostrarlo s'è montata una rete di spionaggio che ha origliato le telefonate di Fassino, D'Alema & co. Il risultato è che non è servito a ripulire il banana, caro Ax. Esattamente allo stesso modo, siccome una banda di criminali esagitati brucia macchine e rompe vetrine allora sono una banda di criminali anche Bertinotti, Fassino, Prodi etc. mentre il banana, Storace, Calderoli, Fini e Casini sono dei santi.

Non è un modo onesto di fare Ax.

Quanto a Prodi e alla famigerata vicenda sme fai delle affermazioni gravi e azzardate Ax, le stesse che da anni sono state propinate a piene mani da chi in quella vicenda è stato scofitto e che in quella vicenda ci è rimasto invischiato per aver corrotto dei giudici.

COMMISSIONE EUROPEA

DIREZIONE GENERALE STAMPA E COMUNICAZIONE

Gruppo dei Portavoce e Personale di Supporto

VICENDA SME: NOTA DI BACKGROUND

Il 29 aprile del 1985, Romano Prodi come presidente dell’Iri e Carlo De Benedetti nella sua qualità di presidente della Buitoni firmarono un documento di quattro pagine che prevedeva la cessione alla Buitoni dell’intera partecipazione posseduta dell’Iri nella Sme, una finanziaria del settore alimentare, pari al 64,36 per cento del capitale, per 497 miliardi di lire. Il pagamento avrebbe dovuto avvenire entro la fine dell’anno successivo con una dilazione che, al tasso del 14 per cento semplice, portava il valore effettivo della transazione, secondo i calcoli degli uffici dell’Iri, a circa 437 miliardi.

Il medesimo documento prevedeva, altresi’, che l’Iri avrebbe ceduto alla Sme l’intero capitale di un’altra società alimentare, la Sidalm (i panettoni e cioccolatini Motta e Alemagna), per 1 lira.

La fase finale del negoziato era durata venti ore e si era svolta nella sede milanese di Mediobanca. Prodi era stato assistito sino alla definitiva conclusione delle trattative da Antonio Zurzolo, Pietro Rastelli e Michele Savarese, rispettivamente direttore generale, direttore finanziario e direttore dell’ufficio legale dell’Iri. De Benedetti aveva avuto al suo fianco due collaboratori, Franca Segre, la sua commercialista, e Arnaldo Borghesi dell’Euromobiliare. Alla trattativa avevano preso parte altre sei persone : Enrico Cuccia, Silvio Salteri e Vincenzo Maranghi per Mediobanca, Luigi Arcuti e Giuseppe Saracini per l’Imi, e l’avvocato Piero Schlesinger che aveva materialmente steso il contratto.

Fu (o, meglio, sarebbe stato) un buon affare per lo Stato ? Per rispondere a questa domanda, è bene analizzare l’ipotesi di vendita nel suo complesso, cioè partendo dal progetto industriale che l’aveva generata, passando per le procedure seguite nel giungere all’intesa con De Benedetti e finendo con gli aspetti squisitamente finanziari ossia con la valutazione della congruità o meno del prezzo pattuito.

Il progetto industriale

Nata l’ultimo anno del diciannovesimo secolo come Società Meridionale di Elettricità, la Sme, dopo la nazionalizzazione dell’energia elettrica del 1962 che aveva portato nelle sue casse importanti indennizzi, si era lanciata nel settore alimentare. Surgela, Cirio, Star, Mellin, Motta e Alemagna, De Rica, Bertolli sono soltanto alcuni dei marchi che erano entrati nel suo portafoglio. Ma i risultati non erano stati brillanti e, via via che si esaurivano gli interessi maturati sulle disponibilità finanziarie generate dagli indenizzi, le perdite erano esplose : 321 miliardi, più altri 35 coperti da riserve, per il solo periodo tra il ’79 e l’83. Solo l’ultimo anno prima della decisione di vendere, il 1984, si era chiuso in attivo, con un utile della gestione ordinaria per circa 16 miliardi.

Ancora peggiori erano i conti della Sidalm, la società che, a partire dal ’77, aveva assorbito Motta e Alemagna e che non era da allora mai riuscita a presentare un bilancio in attivo, tanto che dal ’78 all’84, tra coperture di disavanzi e ricapitalizzazioni, era costata all’Iri più di 251 miliardi con la prospettiva di perderne altri 34 nell’85.

Sino a quel momento rimasto un poco ai margini dell’interesse dei grandi gruppi finanziari e internazionali tanto italiani quanto stranieri, il settore alimentare si presentava ricco di promesse e di tanti marchi in cerca di occasioni di sviluppo. Ma servivano tanti soldi e tante energie. E l’Iri, pieno di debiti e ancora impegnato a produrre e a offrire di tutto, dagli aerei alle navi, dall’acciaio alle mozzarelle, dalle telecomunicazioni ai viaggi in autostrada ai servizi bancari, non aveva né gli uni né le altre.

La grande crisi dei conti pubblici, l’uscita della lira dagli accordi di cambio dello Sme, la trasformazione dell’Iri in società per azioni e l’accordo tra il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e il commissario europeo alla concorrenza Karel Van Miert per ridurre « a livello fisiologico » l’indebitamento dello Stato nei confronti delle imprese pubbliche dovevano ancora arrivare. Gli anni delle grandi privatizzazioni, gli anni della progressiva e definitiva uscita dello Stato dall’industria e dal credito erano ancora lontani. Ma già allora era chiaro che l’Iri e, tramite esso, lo Stato non potevano più permettersi di continuare ad allargare il proprio campo di azione ma dovevano, al contrario, ridurlo e lasciare spazio ai privati.

Il ruolo e la vocazione dell’Iri imponevano di concentrarsi sui settori ad elevata tecnologia e forte intensità di capitali e sulle grandi infrastrutture. La decisione di non disperdere le nostre limitate risorse in attività marginali come quelle alimentari era la logica e inevitabile conseguenza di questa scelta strategica.

Le procedure per la vendita

Raggiunta, dunque, la persuasione che il settore alimentare non potesse rientrare tra le priorità dell’Istituto, l’Iri avviato ampi contatti nel mondo imprenditoriale per verificare l’interesse ad acquistare la Sme. La risposta era stata sempre la stessa : singolarmente prese alcune aziende erano interessanti ma, tutt’intero, il gruppo Sme era troppo grande e troppo caro.

Cosi’ aveva risposto, tra gli altri, la famiglia Fossati, titolare del gruppo alimentare Star e, tramite questo, già socia di Alivar. E in questo medesimo senso si erano espressi, tra gli altri, Pietro Barilla (che era stato formalmente informato dell’intenzione dell’Iri di vendere e che aveva risposto dicendosi eventualemente interessato solo a qualche azienda della Sme nel caso di un suo smembramento), Michele Ferrero (che aveva detto di essere disponibile a considerare soltanto una partecipazione limitata alla Sidalm) e Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi, in particolare, in un incontro con l’amministratore delegato della Sme Giuseppe Rasero svoltosi il 3 aprile, poco prima che si avviasse il dialogo con Carlo De Benedetti, aveva detto che, alle quotazioni di Borsa di quel periodo, dalle quali discendeva una valutazione complessiva attorno ai 500 miliardi, la Sme era troppo cara e al di fuori della sua portata.

Quando, dunque, un poco inaspettatamente, De Benedetti, che aveva da poco comperato la Buitoni-Perugina strappandola all’ultimo minuto alla francese Danone, si presento’ dicendosi interessato ad acquistare tutta la Sme per dare vita ad un gruppo alimentare italiano di dimensioni europee, l’offerta apparve in linea con la strategia decisa dall’Iri.

Tanto più che l’Iri stesso disponeva di una base molto solida sulla quale appoggiarsi per il negoziato. Soltanto poche settimane prima, infatti, si era trattato di incorporare una serie di società contollate e la Sme era stata, pertanto, oggetto di una approfondita valutazione patrimoniale e reddituale. La perizia era stata affidata a Roberto Poli, professore di ragioneria generale alla Cattolica di Milano, uno dei professionisti italiani più stimati e che negli anni successivi avrebbe ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di consigliere d’amministrazione di Fininvest e di Mondadori e di presidente prima della Rizzoli e, poi, di Publitalia prima di essere designato, dall’attuale governo, alla presidenza dell’Eni.

Millecentosei virgola nove lire per ogni azione Sme corrispondenti, per la quota detenuta dall’Iri, a 497.159.500.000. Questa fu la valutazione del prof. Poli e questo fu il prezzo che venne concordato con De Benedetti. Il prezzo simbolico di una lira per la Sidalm era la conseguenza di un avviamento negativo superiore al valore netto rettificato.

Una perizia espressamente richiesta al prof. Luigi Guatri, rettore dell’Università Bocconi e maestro delle scienze aziendali, confermo’ la congruità del prezzo pattuito per la cessione. Richiesto di un parere sulla « convenienza » delle « condizioni negoziate » per la cessione della partecipazione nella Sme posseduta dall’Iri, Guatri rispose che esse dovevano essere giudicate« in modo nettamente positivo ». « Considerato che ogni stima d’azienda è valida in un intervallo compreso tra un massimo (con i parametri più favorevoli) e un minimo (con parametri meno favorevoli), la perizia del prof. Poli - scrisse Luigi Guatri -, a mio avviso, si avvicina al limite massimo ».

Nel documento firmato il 29 aprile Prodi si era impegnato a sottoporre entro il 7 maggio seguente l’intera operazione all’approvazione del consiglio d’amministrazione dell’Iri accompagnandola da un suo « parere favorevole ». Si era, altresi’, impegnato « a richiedere tempestivamente all’autorità di governo l’autorizzazione di legge ».

Era, dunque, chiaro e reso del tutto esplicito che l’intesa, per potersi perfezionare, aveva bisogno di ottenere luce verde da due diverse fonti : il consiglio d’amministrazione dell’Iri e il governo.

Sul primo fronte non ci furono problemi. Tutti i consiglieri concordarono sulla congruità del prezzo stabilito per la vendita e la cessione della Sme e della Sidalm, di fatto l’uscita dell’Iri dal settore alimentare, fu approvata all’unanimità.

Il vicepresidente dell’Iri Pietro Armani, in particolare, espresse voto « pienamente favorevole all’operazione per le ragioni illustrate dal prof. Prodi » sottolineando « la necessità di una concentrazione di forze industriali e finanziarie nel settore della alimentazione per fronteggiare la concorrenza mondiale ».

Il « segnale di privatizzazione » che il Consiglio avrebbe dato approvando l’operazione – disse ancora Armani – « è imponente ed investe una delle più grandi operazioni di privatizzazione degli ultimi decenni ».

Il vicepresidente Armani si espresse favorevolmente anche sul profilo finanziario di una cessione che avrebbe permesso all’Iri di evitare di investire nel settore alimentare risorse indispensabilli « nel settore delle telecomunicazioni e in quelli a tecnologia più avanzata ».

Armani prese la parola anche a proposito della congruità del prezzo, affermando di « rimettersi alle valutazioni effettuate dal prof. Poli e dal prof. Guatri » di cui disse di apprezzare « le doti di competenza e serietà, che trovano conferma nella accuratezza delle analisi e delle motivazioni che illustrano i risultati peritali ».

Il fronte sul quale, invece, si manifestarono rapidamente i problemi che condussero, alla fine, all’annullamento dell’intera operazione di vendita fu quello del governo.

Preoccupato delle ripercussioni che eventuali fughe di notizie sull’avvio delle trattative con De Benedetti avrebbero avuto in Borsa, , Romano Prodi aveva informato solo il comitato di presidenza dell’Iri e il ministro delle Partecipazioni Statali Clelio Darida. Era lui il suo interlocutore istituzionale e fu lui e soltanto lui, dunque, che Prodi tenne al corrente di tutti gli sviluppi del negoziato. Questo, tuttavia, non fu sufficiente.

Nel primo Consiglio dei ministri riunito dopo l’aunnuncio dell’intesa con De Benedetti, il presidente del Consiglio Craxi si lamento’ di non essere stato tenuto al corrente e sollevo’ dubbi sulla cifra pattuita per la vendita. E lo stesso Consiglio si concluse chiedendo che l’operazione fosse « attentamente studiata sotto il profilo della congruità ». Tre giorni dopo, a Parma, Craxi fu ancora più esplicito : « Se cio’ che ci viene proposto risulterà un buon affare, lo faremo. Se no, no ».

Ma come definire se l’affare era o non era buono ? Il Cipi, il Comitato interministeriale per il coordinamento della politica industriale, stabili’ che l’uscita dell’Iri dal settore alimentare doveva « ritenersi compatibile con gli obiettivi generali delle Partecipazioni statali ». Il progetto industriale alla base della vendita, l’idea che lo Stato potesse e, anzi, dovesse smettere di fare gelati e panettori, era, dunque, formalmente approvato.

Quanto alla procedura seguita per la vendita, c’era poco da obiettare. Tanto il comitato di presidenza dell’Iri quanto il ministro competente erano stati tenuti al corrente delle trattative. Quanto all’intesa finale con De Benedetti, essa era chiaramente ed esplicitamente sottoposta alla condizione della duplice approvazione e del consiglio d’ammministrazione dell’Iri e delle autorità di governo.

Restava la questione del prezzo. C’erano le perizie di Roberto Poli e di Luigi Guatri e c’era l’approvazione del consiglio d’amministrazione dell’Iri. Per di più mancava, prima e dopo la conclusione delle trattative con De Benedetti, qualsiasi offerta concorrente.

O cosi’, almeno, fu fino a poco prima che scadessero i termini a disposizione del ministro delle Partecipazioni statali per esprimere un suo eventuale parere negativo.

Quando restavano meno di cento ore allo scadere dei termini, Prodi ricevette, su carta intestata « Studio legale prof. Avv. Italo Scalera », per l’intera partecipazione Sme un’offerta di 550 miliardi di lire. « I miei mandanti – precisava la lettera dell’avvocato – saranno nominati all’atto stesso della conclusione del contratto : comprenderà Ella come tale riserbo sia inevitabile ».

Una offerta da contrapporre a quella di De Benedetti era, dunque, arrivata. Tanto basto’ per rinviare una prima volta il perfezionamento della vendita alla Buitoni anche se, dopo la sua prima lettera, l’avvocato Scalera di fatto si sottrasse ad ogni contattto. Quando anche un secondo termine stava cosi’ per scadere senza che si potesse parlare di una vera offerta alternativa, arrivo’, questa volta via fax inviato in copia anche al Presidente del Consiglio Craxi e al ministro Darida, un nuovo rilancio. La cifra messa sul tavolo era di 600 miliardi e le firme in calce all’offerta erano quelle di Barilla, Berlusconi e Ferrero, tre degli operatori che, nelle settimane precedenti, avevano specificamente rifiutato di considerare l’ipotesi di un acquisto della Sme. Dopo di quella, la pioggia delle offerte si intensifico’.

Giunti a questo punto della ricostruzione, non serve dilungarsi oltre nel ricostruire la procedura della (mancata) vendita e le vicende giudiziarie che ne seguirono. Di tutti gli eventi successivi, il presidente dell’Iri Romano Prodi non fu che spettatore. Basti ricordare che il fallimento del progetto che prevedeva l’uscita dell’Iri dal settore alimentare venne decretato nel 1988 quando il governo dichiaro’ che quella della Sme era per lo Stato una proprietà « strategica ».

La congruità del prezzo1

Resta l’ultimo interrogativo, quello relativo al prezzo. I 497 miliardi concordati erano si’ o no un prezzo congruo ?

L’assenza di ogni reale interesse all’acquisto della Sme prima dell’offerta della Buitoni di De Benedetti, le perizie di due professionisti del calibro di Poli e Guatri e, infine, l’unanime valutazione dei consiglieri d’amministrazione dell’Iri permettono di affermare con sicurezza che il prezzo era effettivamente giusto.

Né puo’ valere, a contraddire questa affermazione e a far pensare che il valore della Sme possa essere stato sottostimato, il rilancio sino a 600 miliardi di tre imprenditori come Barilla, Berlusconi e Ferrero.

Anche senza soffermarsi sulla affermazione, fatta da uno dei tre firmatari del rilancio, secondo la quale sarebbe stato il presidente del Consiglio Craxi a chiedere il suo intervento, il fatto che imprenditori che avevano tutti escluso un proprio interesse per la Sme prima dell’iniziativa di De Benedetti si siano, invece, mossi dopo che la Buitoni avava fatto il primo passo, aiuta a capire come le loro offerte e, dunque, le loro valutazioni fossero basate su criteri diversi da quelli strettamente finanziari e tecnici. Ad entrare in gioco, a quel punto, sempre lasciando da parte i risvolti politici, erano fattori diversi, come la tranquillità che poteva derivare dal muoversi su un terreno già valutato da altri o come il desiderio di bloccare la crescita di un concorrente, magari procedendo ad uno smembramento del gruppo Sme.

Se nessuno di questi elementi vale ad avvalorare l’ipotesi di una svendita della Sme, puo’, invece, costituire un elemento decisivo il confronto con le cifre incassate dall’Iri anni dopo per la vendita frazionata del gruppo dopo che, nel maggio del 1993, Romano Prodi era ritornato alla guida dell’Iri su richiesta dell’allora presidente del Consiglio Ciampi e con il preciso mandato di avviare un vasto processo di privatizzazioni ?

Quattrocentotrentasette miliardi per la Italgel (gelati e panettoni), 310 miliardi per Cirio-Bertolli-De Rica, 704 miliardi per i supermercati GS e Autogrill : questi furono i prezzi di vendita dei vari tronconi della Sme (con l’ultima operazione conclusa sotto la presidenza di Michele Tedeschi).

Bastano questi numeri per concludere che l’Iri, e dunque lo Stato, stavano per fare otto anni prima un pessimo affare vendendo tutta intera la Sme per poco meno di 500 miliardi ?

La risposta è no. Ed è un no abbastanza semplice a spiegarsi.

Innanzitutto, perché il confronto tra quello che l’Iri non riusci’ a vendere nel 1985 e quello che invece vendette otto, nove e dieci anni dopo non è possibile perché si tratta di realtà diverse. Un conto è un gruppo intero e complesso come la Sme, un altro conto sono una serie di aziende separate e ben distinte tra loro come quelle poi cedute frazionando il gruppo. Un conto è un gruppo in una situazione ancora di grave difficoltà come la Sme dell’85, altra cosa sono aziende largamente risanate con centinaia di miliardi di investimenti come quelle vendute dallo stesso Prodi durante il suo secondo mandato alla presidenza dell’Iri.

Il fatto, in ogni caso, è che non esiste per un’azienda un prezzo giusto per ogni tempo. La congruità del prezzo si deve valutare rispetto al momento in cui il prezzo è stato determinato. Se guardiamo a una qualsiasi delle grandi aziende delle telecomunicazioni o di qualsiasi altro settore, quali sono i prezzi giusti : quelli altissimi determinati, solo pochi anni fa, dalle quotazioni di una Borsa ai massimi storici e da una corsa alle acquisizioni che portava a valutare le aziende moltiplicando quasi senza limite gli utili annuali o quelli di oggi che risentono del crollo del valore dei titoli, dell’11 settembre e di tutto il resto ?

Tra l’85 e il ’93 ci furono la forte crescita dell’economia italiana e, soprattutto, l’esplosione della Borsa sopo l’86, avvenimenti che di per sé rendono sostanzialmente privo di senso qualsiasi confronto. Per rendersene conto è sufficiente ricordare che, proprio pochi mesi prima dell’intesa con De Benedetti per la Sme, la compagnia di assicurazioni Ras, uno dei gioielli della finanza italiana, fu venduta per soli 400 miliardi. Quale sarebbe stato il suo valore otto anni dopo ? E quanto valevano aziende come Mondadori e Fininvest nel 1985 e otto anni dopo ?

Conclusione

Ma non è su dei numeri che si conclude questa ricostruzione della vicenda Sme perché questi da soli non bastano a capire i veri prezzi pagati, dall’Iri, cioè dallo Stato, dall’economia italiana e dall’Italia tutt’intera.

Il primo a sopportare pesanti conseguenze per la mancata vendita della Sme, infatti, fu l’Iri, costretto ancora per anni ad investire in attività secondarie sottraendo risorse a quei settori nei quali più urgente e prezioso era il suo intervento.

Quanto all’Italia, il diretto risultato della mancata cessione della Sme fu che il paese che più di ogni altro aveva le tradizioni, le capacità, il gusto per affermarsi nel settore alimentare divenne terra di conquista per gli stranieri, priva di un gruppo capace di misurarsi da pari a pari coi grandi nomi mondiali (la svizzera Nestlé, l’anglo-olandese Unilever, la francese Danone, l’americana Kraft). Con conseguenze non trascurabili per la vitalità e la capacità concorrenziale di tutto il comparto agro-alimentare italiano.

Su un piano più generale, poi, lo stop alla vendita della Sme contribui’ in modo decisivo a ritardare di quasi un decennio l’avvio dell’indispensabile processo delle privatizzazioni. Fu solo negli anni Novanta, dopo che tanta altra acqua era passata sotto i ponti.

Commission européenne, B-1049 Bruxelles / Europese Commissie, B-1049 Brussel - Belgio. Telefono: (32-2)299 11 11. http://europa.eu.int/comm/

1 Per una valutazione indipendente della congruità del prezzo concordato per la cessione della Sme alla Buitoni si puo’ leggere l’articolo Vendita SME : il prezzo era giusto ?, di Marco Pagano e Carlo Scarpa, « www.lavoce.info ».

Ho tratto l'articolo da:

http://europa.eu.int/comm/index_it.htm

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quello a cui non pensi caro copco, è che ha molte più possibilità prodi di uscire immacolato da un affaraccio, grazie alle sue amicizie politiche, che non berlusconi di comprarsi una nuova anima candida a suon di banconote...

poi nessuno paragona un bertinotti o un diliberto ad un black block o no-global teppista che dir si voglia, ma sicuramente hanno più volte difeso certi individui come giuliani...magari col solo fine reale di creare un martire e poi schierarne i genitori a qualche elezione....

ragazzi.jpg

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Guest DESMO16
Torno da una giornata in campagna nel primo pomeriggio, sapevo di quello che è successo. Eravamo d'accordo con un paio di coppie di amici di trovarci per la partita.

Ma una di queste coppie ieri era al McDonalds di Baires. Con il bimbo di 4 anni.

Che piange da ieri pomeriggio, shockato da quello che è successo a pochi metri da lui. Non dorme da ieri. Non mangia. Chissà cosa può creare nella mente di un bimbo di 4 anni abituato a vivere in una famiglia normale e felice una cosa del genere.

Non siamo in zone dove capitano quotidianamente, dove ci si è abituati.

Li ODIO. Non ho rispetto x i loro diritti civili, per il semplice fatto che non sono civili, sono SUBUMANI.

Non ho mai votato per berlusconi, mai. Non lo farò neanche questa volta. Ma chi si mischia solo x opportunismo politico anche solo con simpatizzanti di questa gente, da diliberto a caruso e compagnia, non merita di governare un paese, per quanto di merda come questo.

Fors, l'è mei un ladèr. Un ladèr sedicente....

..sono solamente dei criminali, ma le colpe maggiori li hanno principalmente sia Bertinotti e Diliberto che li dirigono a Bacchetta sia Prodi che li ha accolti a braccia aperte nella propria coalizione!

..in ultima analisi la colpa maggiore é proprio di questi dirigenti dell'unione, ma per favore togliamo il velo d'ipocrisia nel dire che il centrosx non ha nulla a che vedere con quei teppisti, perché di quella coalizione ne fanno parte a tutti gli effetti!

VERGOGNA centrosx sopratutto per ciò che i colleghi partecipanti alla vs coalizione hanno causato a quei bambini!!! dopo Genova, Napoli, Torino i centri sociali da voi protetti sono riusciti a fare di peggio...

...ha ragione Fini quando dice che le scuse dai rappresentanti dell'unione non bastano!

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e basta con questi cretini neo-fascisti o quelli dei centri sociali che nn hanno un cazzo da fare...se nn disturbare e giocare a guardia e ladri, perchè è solo questo il loro intento, quale ideologie...se hanno problemi di instabilità mentale si andassero a curare! basta anche a chi nn fa altro che strumentalizzare senza mai arrivare a qualcosa di costruttivo...e per favore nn utlizzate le parole VOSTRO, VOI...nn usiamo questi idioti per ottenere la ragione...mi dispiace solo che abbiamo al governo e in parlamento soggetti che in gioventù nn si discostavano tanto dai suddetti idioti...certo con il tempo si può crescere e cambiare mah :?

No, no qui si sta esagerando:

Qui si da impunemete dei cretini a dei militanti di un partito che si presenta alle prossime elezioni (ed è gia rappresentato in parlamento sia Italiano che europeo), che vogliono liberamente e pacificamente manifestare (ed essendo in campagna elettorale mi sembra ovvio) e li si mette sullo stesso piano di CRIMINALI che hanno assaltato e dato alle fiamme negozi e ristoranti frequetato anche da bambini.

Qui si mette sullo stesso piano che scende in piazza per una manifestazione pacifica (autorizzata) con chi scenda in piazza accecato dall'odio comunista con armi da guerra (bottiglie incendiare) e alte armi contundenti.

Se non c'è scappato il morto è stato solo un caso!!!!

Non si possono scrivere certe cose, scusate moderatori, ma qui si sono paragonati dei militanti di un partito politico a dei criminali e nessuno ha fatto nulla!!!!!!

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La campagna elettorale è cominciata col tentativo di legittimare il banana squalificando il suo avversario. Vedi vicenda Unipol. Sicome consorte è un poco di buono allora è un poco di buono anche Fassino. E per dimostrarlo s'è montata una rete di spionaggio che ha origliato le telefonate di Fassino, D'Alema & co. Il risultato è che non è servito a ripulire il banana, caro Ax. Esattamente allo stesso modo, siccome una banda di criminali esagitati brucia macchine e rompe vetrine allora sono una banda di criminali anche Bertinotti, Fassino, Prodi etc. mentre il banana, Storace, Calderoli, Fini e Casini sono dei santi.

Non è un modo onesto di fare Ax.

Quanto a Prodi e alla famigerata vicenda sme fai delle affermazioni gravi e azzardate Ax, le stesse che da anni sono state propinate a piene mani da chi in quella vicenda è stato scofitto e che in quella vicenda ci è rimasto invischiato per aver corrotto dei giudici....

[.....]

io non giustifico alcuno per quello che è successo ex post. In primis chi può aver corrotto funzionari pubblici x aver vantaggi nella questione.

Ma dove sono le indagini sui compagni di merende di banana nella vicenda??

Perchè non solo lui ha profittato dal ribaltone.

Non mi pare che ci sia questa battaglia moral-mediatica.

Faccio delle affermazioni gravi?? lo so... gravi, ma certo non azzardate, caro copco.

Ma ti dirò di +. SB mi ha talmente rotto i maroni che dell'affaire SME potrebbe fregarmene meno. Ma non mi va che i risultati di inchieste vengano utilizzati a seconda di come piace politicamente.

Su SME purtroppo ho già detto + di quel che dovevo. I pareri illustri, le incheste europee valgono come tante altre che risultano in altrettante assoluzioni x chicchessia. Al tempo tutti avevano i loro interessi sulla cosa.

Così come dopo. Interessi guidati da vari padrini politici. Il prof c'è dentro fino al collo. Così come successivamente SB e TUTTI gli altri personaggi della cordata, che però chiaramente ci si guarda bene dal coinvolgere.

Solo uno alla fine risulta dover pagare.

Come tu ti stupisci che ci sia gente che si beve le baggianate di SB, beh, io mi stupisco che persone colte e intelligenti come te si beva pedissequamente quello che ti fa comodo.

In USA c'è tanta gente che pensa che JFK l'ha ammazzato L.H. Oswald. E che J. Ruby è un patriota che ha vendicato l'eroe nazionale.

Padronissimo di credere a tutte le incheste che vuoi. Specialmente se pubblicate.

Questo è in giro da 3 decenni almeno, ha visto, sentito e manovrato di tutto nella prima repubblica, a braccetto di gente che è stata accusata di ogni nefandezza. Sempre limpido.

Onestissimo lui. Cavallo di razza. Il cavallo fa sempre quello che vuole il cavaliere. Perlomeno, al solito, ma forse vale solo x unpa parte sola dei vari porci con le ali, NON POTEVA NON SAPERE.

Ma invece si va ben oltre. LIbero di non credere all'oltre, ma fai un'insulto grave alla tua intelligenza e a quella di tutti noi se almeno non prendi in considerazione la cosa x cui la maggior parte dei politici italiani è stata spazzata via dallo sbirro e dai suoi compari.

Se permetti, io credo a ben altri testimoni dell'epoca che in pubblico non vanno.

Piuttosto che il prof, allora meglio l'imbelle piacione. Voltagabbana, da estremista radical-chic ambientalista a papista in pectore. E poi, minus habens x minus habens è + simpatico come un solo dito negli occhi invece che 2). Ma ve lo siete bruciato... baffino il puparo manovratore del teatrino e le sue marionette...

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

"Everyone is entitled to their own opinion, but not their own facts!"

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No, no qui si sta esagerando:

Qui si da impunemete dei cretini a dei militanti di un partito che si presenta alle prossime elezioni (ed è gia rappresentato in parlamento sia Italiano che europeo), che vogliono liberamente e pacificamente manifestare (ed essendo in campagna elettorale mi sembra ovvio) e li si mette sullo stesso piano di CRIMINALI che hanno assaltato e dato alle fiamme negozi e ristoranti frequetato anche da bambini.

Qui si mette sullo stesso piano che scende in piazza per una manifestazione pacifica (autorizzata) con chi scenda in piazza accecato dall'odio comunista con armi da guerra (bottiglie incendiare) e alte armi contundenti.

Se non c'è scappato il morto è stato solo un caso!!!!

Non si possono scrivere certe cose, scusate moderatori, ma qui si sono paragonati dei militanti di un partito politico a dei criminali e nessuno ha fatto nulla!!!!!!

ti rispondono x quelli pestano gli extracomunitari...

4 deficienti che inseguono magari 4 questuanti (quando non sono spaccini) e che vengono subito ridotti a mostri contro l'umanità, fors'anche giustamente, ingabbiati e processati x direttissima.

Mentre x i leoncavallini del 95 ci sono voluti 3 anni per avere uno straccio di sentenza.

Mai sentito di una manivestazione di "sedicenti" fascisti sfociata in violenze gratuite vs la popolazione, la proprietà pubblica e/o privata.

Saranno anche volgari, brutti sporchi e cattivi. Saranno razzisti, ma non lo sono + di quelli dell'altro schieramento, che inneggiano ai kamikaze contro israeliani e compagnia.

VERGOGNA. VERGOGNA anche solo provare a giustificare. NASCONDETEVI.

Perchè prima o poi la gente comune, non mi piace chiamarla x bene, prima o poi ne becca qcuno e gli fa fare la giusta fine.

Con buona pace del prefetto che in tv dice che queste cose non sono giustificate, ma che non usa gli stessi toni vs i delinquenti.

Giusto come l'imbelle ferrante, che vuole anche diventare sindaco.

Sappia la gente di milano, che sotto il suo regno NULLA è stato fatto x contrastare i facinorosi. NULLA.

Voleva passare x quello del dialogo, e neanche quello ha fatto. Scaricatore di responsabilità anche a palazzo di giustizia.

VERGOGNA anche a lui.

Ci avevano provato a ridurre al silenzio i facinorosi. Ma lui a riportato le cose indietro di 10 anni.

VERGOGNA.

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

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Allarmi arditi dell'aria

col pugnal tra i denti e bombe a mano

dal cielo scendiamo in battaglia

irruenti e pronti a tutto osar.

Sorridi, o Mamma.

Puoi esser fiera

di un figlio ardito

di terra e di ciel.

Egli combatte sotto la bandiera

con fede grande per l'ItaIia bella.

Non pianger Mamma.

Sorridi e spera

che il figlio tuo

ritornerà!

Ei non perisce sul campo di battaglia

No!

Ma vive eternamente in ogni cuor

OH..OH.....scusate<!!!!!

stavo pacificamente dimostrando !!!!!!!

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