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Alfa 164, lo zampino Tipo 4. Una gestazione estenuante!! - Design Story


PaoloGTC

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...

Oltretutto penso che la Trevi fosse ben più piccola della Thema, e che fosse difficile la trasformazione... chissà perchè non usarono la Gamma. Sarebbe stato più facile. (Le Thema con carrozzeria definitiva però cercavano di farle sembrare delle Gamma, con le pinne posteriori e i fanali Gamma appiccicati).

Penso che la ragione di tale scelta sia dovuta al fatto che la Gamma era progettata per avere un motore anteriore longitudinale a 4 cilindri contrapposti mentre la Trevi, che era una Beta a 3 volumi con carrozzeria più elegante, nacque come una vettura dotata degli stessi bialbero Lampredi montati in posizione trasversale che avrebbero, di lì a poco, equipaggiato anche la Thema percui penso che sia risultato più installare le nuove varianti di tali propulsori sulla Trevi che sulla Gamma.

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Vorrei rispondere alle osservazioni tutte ottime di Fusi, ricordando che si tratta di pensieri estrapolati dal libro di Chirico, al quale mi rifaccio sempre per questa vicenda.

Riguardo il primo punto, le nuove piattaforme allo studio:

-Chirico cita a pag. 152 nel suo libro (testuali parole) “la nascita, nella seconda metà degli anni 70, sotto la direzione Surace, di una serie di studi, analisi e attività operative volte a definire il futuro tecnico della gamma Alfa Nord”. Si arriva così alla prima nota del 1980 che cita appunto “Scelte di impostazione per le vetture 154 e 156”. Il paragrafo stesso è intitolato “Il progetto della 156, una vettura a trazione posteriore”.

Ho citato l'Audi 100 in quanto Chirico si riferisce al modello di studio, molto aerodinamico, che l'Audi presentò nello stesso periodo, in sordina, al Salone di Ginevra (non ho foto di questo concept) e che per parole dello stesso Chirico “progetto condotto con sovvenzioni anche del governo tedesco, dal cx di 0,30, che dopo qualche anno si chiamo Audi 100. Arriveremmo quindi al 1982, data in cui l'Audi 100 venne effettivamente presentata, ma la lezione di aerodinamica era già stata mostrata in precedenza.

Riguardo a questo, colpa mia che nel riassunto non mi sono soffermato abbastanza su questo dettaglio.

Riguardo ai bozzetti Pinin, non so dire se lui li rivolgesse ad uno studio a trazione anteriore o posteriore... in fondo sono bozzetti, ci sarà pure un cofano bassissimo e un disegno di interno con un grande tunnel (che in fondo poteva anche essere per una trazione integrale, per quel che mi riguarda... in fondo non mi risulta che la 164 sia uscita col pavimento piatto perchè era TA, anzi aveva anche lei la sua bella consolle di 30 cm).

E poi, per il mio modesto parere, un conto sono dei figurini (con delle prospettive tutte da decifrare, tra l'altro, nel caso specifico...) e un conto sarebbero degli spaccati... personalmente non saprei dire se si tratta di una TA o di una TP in base a come è il cofano in un figurino di stile.

Riguardo alle piattaforme allo studio...

Nel 1981 secondo la nota di Chirico (che continua a riferirsi a questo anno), si stavano vagliando quattro diversi layout di meccanica:

a-TA e motore longitudinale

b-TA e motore trasversale

c-TP e cambio posteriore

d-TP e cambio anteriore

e diverse considerazioni portarono alla scelta della soluzione d) (pag. 153 sul libro)

Sul fatto che la meccanica 164 fosse nascosta sotto i muletti 156 sono pienamente d'accordo, non mi sembrava di essermi espresso diversamente. Vennero allestiti muletti 164 con carrozzeria 156.

Quattroruote pubblica il prototipo grigio nel 1983, sul finire dell'anno.

Le vetture incatenate al banco di prova nel video sono diversi modelli, se andiamo ad osservare nei minuti successivi ci sono i muletti con carrozzeria a quattro fari, ma il primo che si vede, nel laboratorio, camuffato station, mi sembra proprio un muletto 156 (tra l'altro nell'immagine dall'interno si nota una plancia Alfetta, se non vado errato), molto simile a quello che si vede appena dopo sulla pista quando esce la frase “marzo 1984, la prima emozione” e si vede arrivare un mulo 156 camuffato station, molto simile appunto a quello che ho postato con il collaudatore coi baffoni.

Il muletto con carrozzeria 164 e quattro fari tondi arriva in seguito, tra l'altro in immagini anche su un banco prova all'aperto, (e la plancia è già 164 definitiva) dove la 164 fa i suoi test bagnata da pioggia artificiale.

Da quel che ho capito, riguardo al turbo, il problema stava nel fatto che Alfa avrebbe preferito lanciare la gamma esistente e mettere il turbo quando fosse stato pronto il Fiat, ma fu obbligata da Fiat a mettere in gamma una turbo quasi da subito.

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Allora partiamo dal fondo....... il turbo l'Alfa voleva metterlo quando si fosse reso disponibile il proprio 6 cilindri due litri. Ghidella volle il turbo, e ci ficcarono il Fiat - Lancia come hai descritto tu, uscito comunque DOPO il lancio, che fu effettuato con le tre versioni inizialmente previste da Alfa, ovvero TS, 3.0 6V e TD 2.5.

Il volume di Chirico, che apprezzo per molti punti, non lo prenderei come bibbia, sia per una serie di opinioni personali che mi lasciano perplesso ed anche contrariato, sia per delle inesattezze che non me lo fan considerare affidabile al 100%, sia come tempistica che come oggetti della trattazione.

I pensieri che poteva avere in testa la dirigenza tecnica son validi fin a un certo punto...... non necessariamente sono altro che "studi e pensieri". Da lì a far qualcosa di realmente orientato alla produzione ce ne corre, altrimenti dovremmo dire che già dopo l'Alfetta in Alfa si pensava a realizzare vetture TA (il progetto 152 citato più volte da Busso), che a contrario della roba di cui parla Chirico arrivò ad essere quantomeno un motore/cambio adatti a girare al banco.

Se la 156 definita da Surace è una vettura a trazione posteriore non viene forse in mente che è quella la "possibile" nuova 164?

Alla fine dei conti si è voluta considerare, sovente, la 164 come erede dell'Alfa 6, quando in realtà la 164 è l'interpretazione moderna, con canoni moderni di dimensioni e volumetria, del concetto segmento 5 (o segmento E) proprio dell'Alfetta.

Se quindi vogliamo dire che 156 è la vettura che va sul segmento 164, diciamo il vero e va detto subito e chiaro senza dar origine a fraintendimenti o confusioni, di cui la rete è fin troppo impestata.

Sempre a proposito di idee, va anche detto che per la metà degli anni '80 l'idea di Surace era ben più "complessiva" (si noti che parla di vetture boxer etc. etc.).

Va inoltre detto che di queste fantomatiche vetture boxer non ne esiste manco mezzo prototipo. In questo vedo l'assoluta conferma delle tesi di Busso, che già negli anni '70 si lamentava di "tante ciancie e niente prototipi su strada, che dessero indicazioni utili".

Ammesso e non concesso che la 156 "sotto" presentasse l'abbandono totale del transaxle (che Chirico addirittura sostiene essere stato scelto per "l'abitabilità delle vetture", cioè quà siam al paradosso.....) e ne derivasse la 154 più piccola, il rapporto fra 156 e 164 sta che "d'acchito" erano la solita vettura (come proiezione di segmento). Quando nel 1981 la dirigenza optò per salire sul carro "tipo4" il lavoro per la vettura medio alta di Alfa made by Alfa (intesa come TUTTA la vettura) venne buttato nel cesso, facendo salva solamente la parte "design". A quel punto la Pininfarina era già "in corsa"..... la Pininfarina disegnò la propria proposta di 156, che poi sarebbe stata la 164, ma sia loro che Cressoni i disegni li iniziarono per vestire una meccanica a trazione posteriore di cui, francamente, che fosse "nuova" rispetto ai canoni Alfa non abbiamo alcuna dimostrazione pratica.

Le vetture "nuove" comunque difficilmente avrebbero visto la luce prima di quando, oggettivamente, si vide la 164 così come la conosciamo. Per il semplice motivo che al momento di decidere le strategie e le uscite dei modelli successivi atti a coprire gli anni '80 non vi era NIENTE di definito, niente da collaudare, niente.

Da quà la naturale evoluzione di 116 Alfetta nel progetto K2, alias 162A, alias Alfa 90, la quale venne realizzata in fretta e furia per arginare il declino oramai prossimo e prevedibile dell'Alfetta, che terminerà la carriera piena di successi dopo qualcosa come 12 anni di mercato....... L'Alfa 90 durerà gli anni che dura, e viene lanciata come prodotto tampone, per il semplice fatto che se c'era da aspettare la 156 si faceva notte....... di fatto l'adozione del pianale tipo4 e la realizzazione della 164 ha fatto sì che si potesse avere un prodotto di quel segmento PRIMA di quanto fosse ragionevole pensare si sarebbe avuto in caso di un prodotto da sviluppare totalmente in Alfa. Ingolositi dalla prospettiva di un modello di successo, a costo ridotto e in tempi contratti, la dirigenza salì su quel carro tipo4...... la scelta fu anche corretta per certi punti di vista, peccato che poi se ne avvantaggiò Fiat e non certo Alfa che oramai indipendente non la era più.

Quando Massacesi nell'82 da l'ok alla proposta di Bertone, altro non fa che fare quello che avrebbe fatto anche nell'ipotetico caso che l'Alfa non avesse avuto il progetto tipo4 su cui lavorare. Idem per Alfa 75, che difatti viene tirata avanti dopo ed esce dopo, stante che Alfetta era ben più vecchia ed in necessità di essere sostituita che non Giulietta.

Chirico giustamente dice che i prototipi di linea riconducibili alla 156 girano "dopo"....... perchè l'unica meccanica con cui quegli studi di stile girano è quella della tipo4.

Non so se volevi dire le stesse cose, se sì io ci ho trovato un po' di confusione.

firmaboh.jpg

'80 Alfasud 1.2 5m 4p --- '09 147 JTDm Moving

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Mi spiace che sia apparsa della confusione nel mio testo, ho cercato di attenermi il più possibile alle dichiarazioni di Chirico, in quanto sono le cose che ho come più "ufficiali" riguardo a questa storia per me molto appassionante.

Infatti ti ringrazio molto per le tue puntualizzazioni, perchè altro non fanno che arricchire la mia conoscenza su questa vicenda, perchè è una cosa che desidero molto.

Sono anche io del parere che a tratti il libro di Chirico sia un po' troppo "One man book" con considerazioni e punti di vista prettamente personalì e per questo fin da principio mi sono premurato di citarlo come fonte, non tanto per scagionarmi se avessi scritto delle scemenze, ma per far presente che tutta questa mia prosopopea si basava più che altro su un unico racconto da un unico punto di vista, da parte di una persona che per sua stessa ammissione nel libro a tratti dice di non essere completamente sicuro dei suoi ricordi.

Insomma, era un po' un tentare di ricostruire, e per questo ti ringrazio di aiutarmi a capirne sempre di più.

Sul fatto del tempo inimmaginabile con cui sarebbero state pronte 156 e 154 se Alfa avesse fatto tutto da sola, mi sentirei di di aggiungere un "chissà quando, forse mai", viste le dichiarazioni del Governo che non intendeva finanziare.

Insomma, mi chiedo chissà cosa avremmo visto se non ci fosse stata la scelta un po' obbligata di salire sul T4.

Mi vien da pensare che tutto quel che potesse uscire, in termini economici, da Alfa da sola fossero K1 e K2... e se K1 ha fatto una bella storia, grazie anche secondo me ad un bel lavoro di re-design di quel che si poteva... K2 non sarebbe andata tanto più in là di quel che ha fatto, a prescindere dall'arrivo di 164.

Tra l'altro mi pare di ricordare che K2 (son pensieri che vengono sempre dal libro, ma in un'altra parte che non ricordo bene) fu oggetto anche di una commissione d'esame interna mentre era già in vendita, allestita di gran carriera per tentare di risolvere i grossi problemi di affidabilità che il modello aveva evidenziato durante le prime vendite.

Ora torno per un attimo a citare uno stralcio del libro di Chirico, proseguendo la storia di ieri sera. (ovviamente anche qui, se ci sono delle puntualizzazioni da fare, per me sono la cosa più bella che posso ricevere)

Come dicevamo, il collaudo del turbo Alfa proseguiva.

Va detto che Chirico si accorse di come la rombosità alla fine fosse meno evidente di quanto aveva temuto, grazie alla maggiore rigidezza del basamento di ghisa del Lancia. Chirico infatti si era basato sull'esperienze coi basamenti in alluminio Alfa.

Alla parete di sinistra del basamento era ricavata la sede per un supporto del motore, ed in questa zona, sui motori Alfa, Chirico aveva notato delle incrinature nell'arco di percorrenza di 60000 km, sintomo di forti palpitazioni della parete di basamento, che il supporto di gomma smorzava come poteva, e che quindi per la maggior parte si trasferivano alla scocca originando rombosità.

Col basamento Fiat in ghisa, meno rigido quindi meno vibrante, l'effetto era inferiore e oltretutto spostato come frequenza e quindi come velocità, rapportato alla marcia inserita. Alla fine sulla 164 la rombosità si avvertiva solo sopra i 160 km orari.

Verso la fine di gennaio Ghidella volle una riunione ad Arese per fare il punto sul lancio. In Alfa l'umore non era dei migliori, molti fornitori di componenti non erano ancora rientrati nello standard definito dal capitolato di Qualità e quindi Ghidella propose di rinviare il lancio di qualche mese, lanciando al contempo un eccezionale programma di prove per la delibera finale, utilizzando tutti i preserie già costruiti (circa 100) concentrati in gran parte ad Arese e a Pomigliano D'Arco.

Molte vetture andarono pure su percorsi nordeuropei e africani, e una decina di esse andò a Detroit dove fu creata una base di partenza per le prove di durata.

Furono raccolte molte segnalazioni, diversi interventi arrivarono fin dal primo esemplare e altri ne seguirono durante l'avvio della produzione.

Era accaduto in buona parte ciò che alcuni in Alfa volevano fare da tempo, e cioè un cambio delle tempistiche che aveva permesso allo Sperimentale la nascita del reparto di primo montaggio delle finizioni interne, mentre le Tecnologie potevano effettuare il controllo dei montaggi totali, scocca compresa.

Ma non bastava, perchè i tedeschi erano in continuo progresso. Ghidella si era già accorto che qualcosa non quadrava nel modo di procedere italiano ed era stato obbligato a lanciare a Torino un “crash program” per sanare i difetti della Thema.

La presentazione avvenne a Milano nel settembre del 1987 e fu preceduta da una conferenza stampa presieduta da Ghidella e Tramontana, mentre Chirico fu molto impegnato nel presentare la macchina ai giornalisti italiani e stranieri.

Ci fu anche uno show per i concessionari pervenuti a Milano e per i dirigenti Fiat Auto concentrati a Milano, Torino e Pomigliano, collegati con una televisione a circuito chiuso. Il conduttore dello show fu un giovanissimo Enrico Mentana.

Poi la 164 fu presentata all'Italia intera da uno spettacolo televisivo su RAI 1, in prima serata, il 29 di settembre, realizzato al Palatrussardi di Milano, condotto da Milly Carlucci e con ospiti come Enrico Montesano, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Loretta Goggi, Alberto Lionello, Renato Pozzetto, Carla Fracci e Milva.

Prima di arrivare a questo però, ci fu un altro problema da risolvere, quello del “Torque Steering”.

A dopo!

Modificato da PaoloGTC

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Mi spiace che sia apparsa della confusione nel mio testo, ho cercato di attenermi il più possibile alle dichiarazioni di Chirico, in quanto sono le cose che ho come più "ufficiali" riguardo a questa storia per me molto appassionante.

Infatti ti ringrazio molto per le tue puntualizzazioni, perchè altro non fanno che arricchire la mia conoscenza su questa vicenda, perchè è una cosa che desidero molto.

Sono anche io del parere che a tratti il libro di Chirico sia un po' troppo "One man book" con considerazioni e punti di vista prettamente personalì e per questo fin da principio mi sono premurato di citarlo come fonte, non tanto per scagionarmi se avessi scritto delle scemenze, ma per far presente che tutta questa mia prosopopea si basava più che altro su un unico racconto da un unico punto di vista, da parte di una persona che per sua stessa ammissione nel libro a tratti dice di non essere completamente sicuro dei suoi ricordi.

Insomma, era un po' un tentare di ricostruire, e per questo ti ringrazio di aiutarmi a capirne sempre di più.

A dire il vero le cose di Chirico non sono le più ufficiali, ma solo le più comode. Nel senso che facendo ricerche (a volte mirate, a volte le info arrivano per caso) su più fonti, l'ufficialità la si ha egualmente ma è più dispersivo e, mi rendo conto, impossibile per chi non è addentro, da anni, a certe cose e non sottintende certi sistemi aziendali.

La ricostruzione, comunque, è possibile o almeno a me pare così.... anche perchè data l'età anagrafica 164 fu la prima auto di Alfa Romeo che venne lanciata in età già "non più da bambino".

L'unica cosa di cui mi premuro fare sempre attenzione è la effettiva rispondenza al vero delle informazioni quando si scrive un qualcosa di pubblico e, in questa era di internet, che ha potenzialità di elevata diffusione.

Una cosa è dire "Chirico dice che......" come se fosse una recensione. Un'altra è mettersi a scrivere un proprio "elaborato". Il passato ci ha dimostrato di come sia facilissimo trovare, a distanza di tempo ed anche proprio, come dire.... a distanza, dove meno te lo aspetti, un concetto sbagliato che è stato preso per vero, scritto per vero.

Nessuno ha la verità assoluta nè la pretesa di poterci arrivare....... l'esperienza dimostra che anche le persone "che c'erano" alla fine fanno emergere la loro opinione, e siam tutti grandicelli abbastanza per sapere che anche in buona fede una opinione può dare come risultato non "la verità" ma "la mia verità".

Mi preme dire, comunque, che è comprensibile il largo seguito che quel volume, che ho letto fra i primi, ha avuto e tuttora ha. Perchè è il primo, e ad oggi unico, che tratti come "compendio", vari momenti di vita aziendale recente, quel tipo di storia che oggi ha un tot. di proseliti e interessati, e che dieci anni fa seguivamo in molto pochi.....

Personalmente, era una realizzazione che mi aspettavo quando seppi che il lavoro di stesura del volume "Nel cuore dell'Alfa" di Busso era finalmente terminato. Peccato che il libro sia stato un'autobiografia personale e ben poco ci fosse di Alfa; fortunatamente a più riprese Busso in passato aveva lasciato fior di scritti su vari quesiti e storie dell'Alfa Romeo.

Stiamo però attenti a prendere per oro colato l'opinione (perchè di questa trattasi) di Chirico filtrandola con dati oggettivi e certi che la storia e la conoscenza ci permettono di avere.

Ho già detto della storia del transaxle adottato per "abitabilità" quando semmai questo è stato l'ultimo punto "pro" che ha portato a decidere di far l'Alfetta così come è stata realizzata..... mettiamoci anche questo "boom" che pare l'incubo perenne di Chirico, una rombosità che francamente non mi pare abbia mai rotto i timpani di alcun utente Alfa e che, peraltro, è vero che un'Alfa si potrebbe ben permettere...... la sua difesa dei cambi a rapporti lunghi, che han suscitato fior di mugugni e francamente (da ex utente scafato lo posso dire) han mortificato l'essenza di quelle vetture disgraziatamente realizzate coi rapporti lunghi......

Consideriamo quindi che questa preziosa (ogni ricordo è prezioso) testimonianza viene comunque da una persona che ha iniziato ad avere incarichi di una certa responsabilità su prodotto destinati ad essere economici e razionali (Alfasud, ma comunque sempre sotto la rigida direzione di Hruska) ed è stato capo di un solo progetto totalmente nuovo, che è appunto la 164 (la quale non si può certo definire il non plus ultra dell'Alfa Romeo nè tantomeno una vettura autoctona Alfa Romeo o perfetta incarnazione di quanto era, ed è (oggi dovremmo aggiungere un "dovrebbe essere") la Casa nell'immaginario collettivo.

Il tutto unito ad una non lucidissima scansione degli eventi. Consiglio quindi di evitare come qualcuno ha fatto, ergendo Chirico a "icona" della propria associazione (in questo son stati coerenti eh eh eh).

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Fonte: Quattroruote 1987

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Questo qui in particolare potrebbe essere quasi certamente mio padre, che a quell'epoca girava spesso su muli 164 (io avevo 3 anni! :D )

Mi ha detto che si vede bene in viso su un Auto Oggi dell'86 o 87 in cui una 164 esce dai cancelli della fabbrica!

Mazda MX-5 20th anniversary "barbone edition" - Tutto quello che scrivo è IMHO

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Questo qui in particolare potrebbe essere quasi certamente mio padre, che a quell'epoca girava spesso su muli 164 (io avevo 3 anni! :D )

Mi ha detto che si vede bene in viso su un Auto Oggi dell'86 o 87 in cui una 164 esce dai cancelli della fabbrica!

Capperi questa si che è una notizia! Auto Oggi 86 o 87? Li andrò a cercare, e posterò cosa c'è. ;)

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Capperi questa si che è una notizia! Auto Oggi 86 o 87? Li andrò a cercare, e posterò cosa c'è. ;)

sì una roba del genere.. non si ricorda molto bene (sai com'è, più di 20 anni fa...). Se riesci a recuperare le foto della spedizione in USA, dal deserto all'Alaska, su una delle 164 c'è sempre lui. Non so se sono state pubblicate sui giornali, ma sul libro di Chirico una mini foto della spedizione... Io dovrei averle da qualche parte, ma chissà dove...

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A dire il vero le cose di Chirico non sono le più ufficiali, ma solo le più comode. Nel senso che facendo ricerche (a volte mirate, a volte le info arrivano per caso) su più fonti, l'ufficialità la si ha egualmente ma è più dispersivo e, mi rendo conto, impossibile per chi non è addentro, da anni, a certe cose e non sottintende certi sistemi aziendali.

La ricostruzione, comunque, è possibile o almeno a me pare così.... anche perchè data l'età anagrafica 164 fu la prima auto di Alfa Romeo che venne lanciata in età già "non più da bambino".

L'unica cosa di cui mi premuro fare sempre attenzione è la effettiva rispondenza al vero delle informazioni quando si scrive un qualcosa di pubblico e, in questa era di internet, che ha potenzialità di elevata diffusione.

Una cosa è dire "Chirico dice che......" come se fosse una recensione. Un'altra è mettersi a scrivere un proprio "elaborato". Il passato ci ha dimostrato di come sia facilissimo trovare, a distanza di tempo ed anche proprio, come dire.... a distanza, dove meno te lo aspetti, un concetto sbagliato che è stato preso per vero, scritto per vero.

Nessuno ha la verità assoluta nè la pretesa di poterci arrivare....... l'esperienza dimostra che anche le persone "che c'erano" alla fine fanno emergere la loro opinione, e siam tutti grandicelli abbastanza per sapere che anche in buona fede una opinione può dare come risultato non "la verità" ma "la mia verità".

Mi preme dire, comunque, che è comprensibile il largo seguito che quel volume, che ho letto fra i primi, ha avuto e tuttora ha. Perchè è il primo, e ad oggi unico, che tratti come "compendio", vari momenti di vita aziendale recente, quel tipo di storia che oggi ha un tot. di proseliti e interessati, e che dieci anni fa seguivamo in molto pochi.....

Personalmente, era una realizzazione che mi aspettavo quando seppi che il lavoro di stesura del volume "Nel cuore dell'Alfa" di Busso era finalmente terminato. Peccato che il libro sia stato un'autobiografia personale e ben poco ci fosse di Alfa; fortunatamente a più riprese Busso in passato aveva lasciato fior di scritti su vari quesiti e storie dell'Alfa Romeo.

Stiamo però attenti a prendere per oro colato l'opinione (perchè di questa trattasi) di Chirico filtrandola con dati oggettivi e certi che la storia e la conoscenza ci permettono di avere.

Ho già detto della storia del transaxle adottato per "abitabilità" quando semmai questo è stato l'ultimo punto "pro" che ha portato a decidere di far l'Alfetta così come è stata realizzata..... mettiamoci anche questo "boom" che pare l'incubo perenne di Chirico, una rombosità che francamente non mi pare abbia mai rotto i timpani di alcun utente Alfa e che, peraltro, è vero che un'Alfa si potrebbe ben permettere...... la sua difesa dei cambi a rapporti lunghi, che han suscitato fior di mugugni e francamente (da ex utente scafato lo posso dire) han mortificato l'essenza di quelle vetture disgraziatamente realizzate coi rapporti lunghi......

Consideriamo quindi che questa preziosa (ogni ricordo è prezioso) testimonianza viene comunque da una persona che ha iniziato ad avere incarichi di una certa responsabilità su prodotto destinati ad essere economici e razionali (Alfasud, ma comunque sempre sotto la rigida direzione di Hruska) ed è stato capo di un solo progetto totalmente nuovo, che è appunto la 164 (la quale non si può certo definire il non plus ultra dell'Alfa Romeo nè tantomeno una vettura autoctona Alfa Romeo o perfetta incarnazione di quanto era, ed è (oggi dovremmo aggiungere un "dovrebbe essere") la Casa nell'immaginario collettivo.

Il tutto unito ad una non lucidissima scansione degli eventi. Consiglio quindi di evitare come qualcuno ha fatto, ergendo Chirico a "icona" della propria associazione (in questo son stati coerenti eh eh eh).

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"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Via Medardo Rosso.

Adesso ci fanno analisi concorrenza :)

Che è la traversa :mrgreen: Effettivamente l'ingresso è in via Medardo Rosso, anche se mi pare di ricordare che ci fosse un portone anche in via Fattori. Non avrei mai immaginato che la struttura fosse ancora attiva, pensavo l'avessero venduta e ci si fosse insediata qualche attività di tipo autofficine o carrozzerie...

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