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Schiacciati dal capitalismo feroce


progettoy5

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Ovviamente il capitalismo "feroce" va deprecato, così come tutti gli eccessi di tale sistema.

Vorrei però far notare come l'umanità (o almeno parte di essa) abbia vissuto il suo picco di benessere medio proprio all'interno di tale sistema socio-economico, mentre il suo opposto, e sulla carta molto più equo e giusto, ha portato miseria, oppressione e povertà ovunque sia stato applicato con rigore.

Poi c'è sempre spazio per migliorare, ma al momento non vedo all'orizzonte nulla in grado di sostituire il sistema capitalistico. Piuttosto dobbiamo lottare perchè ci siano delle regole che evitino gli eccessi da te descritti.

Il problema, secondo me, è che durante la guerra fredda si è instaurata una situazione del tipo divide et impera: due blocchi contrapposti, che, portatori di due ideologie apparentemente diverse, ma con dei punti di contatto notevoli (ad esempio l'aspirazione internazionalista di entrambe ed il fatto che sono nate entrambe dall'industrialismo: basta vedere come convivono "bene" in Cina, capitalismo e comunismo), hanno compresso gli spazi per qualsiasi alternativa a questo rullo compressore...dopo la caduta del muro, hanno detto che la Storia stava finendo, dato che tutti si sarebbero assestati sulla democrazia di tipo occidentale e l'umanità avrebbe visto la fine dei conflitti, etc...e tutte queste menate...concordo che è difficile per noi trovare alternative, perchè ci siamo nati dentro a questo sistema e, al di là della retorica, esso presuppone un indottrinamento non inferiore a quello di certe dittature...ma non credo che la Storia finisca qui...

Modificato da wilderness
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...dagli torto.

Certo, se la terra è inquinata la colpa è dell'industriale multimiliardario mentre, se il muratore che ristruttura la casa accanto alla mia butta i calcinacci nella pineta a 100 metri invece che smaltirli correttamente (cosa che costerebbe di più), non significa niente.

Se si muore sul lavoro è perché l'imprenditore lesina sulle misure di sicurezza, non perché i sindacati si voltano dall'altra parte; salvo poi scendere in piazza a "babbo morto".

Che ci piaccia o meno ha ragione Gamera: la colpa non è, anche se ci fa comodo crederlo, del capitalismo o del comunismo o del fascismo. La colpa è nostra poiché è nella nostra natura infischiarcene del prossimo pur di massimizzare il proprio tornaconto. Costi quel che costi.

Modificato da EC2277
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be' ringrazio ecc 2277 e dodicicilindri che a quanto pare la pensano come me

detto questo vorrei far notare che ogni idea e' sempre nata dal fallimento di quella precedente ma quello che secondo me e' lo sbaglio e' stato non soffermarsi sul motivo del fallimento

il fallimento nasce quasi sempre da sistemi snaturati per essere adattabili a pochi fortunati che hanno da guadagnare alle spalle della gente poi e' ovvio che se un sistema e' retto da una repubblica a base capitalistica per lo meno hai la possibilita' di esprimere il tuo malcontento ma in una dittatutra (sia di destra sia di sinistra ) questo diritto non c'e l'hai

onestamente al momento un'alternativa seria non la vedo ma se qualcuno c'e l'ha be' sarei davvero contento di sentirla perche' direi che c'e ne un grande bisogno

NON C'E PEGGIOR VIGLIACCO DI CHI SPUTA SENTENZE SENZA AVERE IL CORAGGIO DI AFFRONTARTI

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Senza alcun dubbio la nostra società si è alquanto rincoxxxxnita negli utlimi decenni, passando da una economia basata sul binomio consumo/risparmio e su un benessere concreto di medio livello ad una fanta-economia basata sul binomio spreco/debito e su un conseguente benessere molto più elevato ma finto, nel quale la gente esibisce tante cose che NON possiede, per la semplice ragione che NON le ha pagate. Ciò vale sia per l'imprenditore che la mattina parte dalla sua villona (da pagare) e col macchinone (da pagare) si reca al capannone (da pagare), sia per il giovane operaio che non appena avuta in mano la prima busta paga è andato dal concessionario ed ha ordinato la macchina nuova impegnandosi a versare un paio di anni di futuri (e quindi per nulla certi) stipendi oppure allo stesso modo ha "comprato" il cellulare, il televisore, il computer o addirittura la vacanza con la fidanzata.

Non mi sembra però corretto attribuire le "colpe" di questo andazzo solo a terzi, presunti cattivi che dall'alto giocano a dadi con la vita della gente comune. Nel momento in cui la massaia (tanto per fare un esempio) compra il tale prodotto dove esso costa meno, senza stare a preoccuparsi del "perché" esso costi meno, senza minimamente domandarsi se comprando quel prodotto piuttosto di un altro farà perdere il posto di lavoro a qualcuno ecc. ecc., ecco che la massaia non si comporta poi così diversamente dal grande imprenditore che sposta la produzione in capo al mondo per spendere meno...

Il fatto è che oggi, rispetto ai secoli passati, noi gente del popolo abbiamo un potere che nessun nostro antenato ha avuto: siamo, nel bene e nel male, dei consumatori e abbiamo molto più potere come tali che, ad esempio, come elettori. Compriamo meno carburante e il carburante rapidamente cala di prezzo; quando mai si potrebbe ottenere un simile risultato agendo sul fronte elettorale? Proprio per questa ragione, che ci piaccia o meno, siamo molto più "attivi" e in qualche modo corresponsabili di quanto ci piaccia pensare.

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ecco che la massaia non si comporta poi così diversamente dal grande imprenditore che sposta la produzione in capo al mondo per spendere meno...

Il fatto è che oggi, rispetto ai secoli passati, noi gente del popolo abbiamo un potere che nessun nostro antenato ha avuto

Ne sei così sicuro?

Io sono un appassioanto di fotografia e ti dico che fino a 5/6 anni fa tutta la roba fotografica era made in japan dalla prima all'ultima vite,dal 2006 in poi è solo made in china e come consumatore cosa dovrei fare? Non comprare più nessun prodotto perchè TUTTI i produttori hanno delocalizzato in Cina?

Per come la vedo io il consumatore è mediamente ignorante e facile da fottere (vedi i subprime e come milioni di americani si siano fatti difatto truffare) però le fregature peggiori sono imposte dall'alto ;) perchè i prodotti sono quelli e sono prodotti dove vogliono loro,non tu ;)

Capisco un mondo in cui potessi scegliere tra una Panda polacca o una Panda cinese ma ad oggi tutte le CPU le fanno in Malesia,tutti i notebook li fanno in Cina,tutti gli oggetti di plastica sono di fatto costruiti tutti in Cina...insomma per come la vedo io la scelta semplicemente NON c'è ;)

 

花は桜木人は武士

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Ne sei così sicuro?

...insomma per come la vedo io la scelta semplicemente NON c'è ;)

Come non quotarti!!!

Aggiungo un altro problema: manca il prodotto di fascia intermedia, soprattutto fra le scarpe, ho spendi tanto e compri bene oppure spendi poco e compri shifezze. e la via di mezzo?

L'ammiraglia: Lancia Delta 1.4 tjet 120cv Oro ecochic 2010: 335.000 km + 13.500 km al traino di Eiffeland 495TF Treno lungo: 11,70 mt!!!

Il muletto: Punto 1.2 8v ELX GPL 2001 339.000 km

Moto Guzzi Norge 1.200 2007: 21.000 km

 
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Si, girare, vedere quali sono i negozi dove si spende di meno e ricordarsi che le collezioni di scarpe vengono rinnovate ogni quattro mesi circa. In questo modo io riesco ad acquistare a 40 € ciò che altri acquistano ad 80€. ;)

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L'abbigliamento non lo conosco anche perchè lo considero nell'anarchia più assoluta,ma laddove è il produttore a mettere prezzi più o meno fissi sono nate tante di quelle nicchie e sottonicchie da fare spavento (e non parlo solo dell'automobile)

Il problema è che l'intermedio oggi è in realtà qualcosa di economico spacciato a prezzo superiore grazie a brand e marketing...e la roba di qualità è difficile da raggiungere

 

花は桜木人は武士

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Ne sei così sicuro?

... per come la vedo io la scelta semplicemente NON c'è ...

Proprio qui sta il punto cui io mi riferisco quando dico che non sappiamo (o forse non vogliamo) usare il potere che abbiamo.

Per cultura o per pigrizia vorremmo sempre che arrivasse qualcuno dall'alto (la mamma, la maestra, il professore, il preside, il sindaco, il garante, il ministro, il governo, il papa, il padre eterno) a castigare i cattivi e a sistemare le cose per noi e in questa attesa ci facciamo gli affari nostri, raccontandoci la comoda storiella secondo cui "noi nulla possiamo fare", un modo come un altro per escludere a priori qualunque nostra responsabilità relativamente a quanto ci accade intorno. Un'altra strategia molto gettonata consiste nell'uso della parola "bisognerebbe", abbinata alla proposta di mega proteste collettive, "scioperi" di vario genere, adunate, manifestazioni colossali e così via, ben sapendo sotto sotto che tali iniziative NON sono oggettivamente realizzabili ed usando questa "attesa" come ulteriore motivo per avvalorare la tesi del "nulla possiamo fare".

Io non credo affatto che NON ci sia alcuna scelta. Le scelte ci sono, ma possono richiedere da parte nostra un certo qual sacrificio che noi, SE davvero volessimo usare il nostro potere, DOVREMMO essere disposti a fare, anche perché in questa nostra era basata sullo spreco si tratta di sacrifici per modo di dire, il più delle volte indegni di essere chiamati tali.

Io sono stato fin da bambino un grande mangiatore di frutta, in particolare di mele e pesche. Per anni ho avuto l'abitudine di comprare le pesche noci, ovviamente in estate, al ritmo di 5-8kg circa alla settimana, mangiandomele praticamente tutte da solo. Negli ultimi anni, però, difficilmente trovo pesche che abbiano i requisiti che ritengo essenziali: provenienza da un centinaio di km al massimo, buona qualità, prezzo ragionevole. Mi capita molto spesso di andare al supermercato e trovare SOLO pesche noci che vengono da chissà dove oppure che non sono buone oppure che costano uno sproposito. A quel punto potrei benissimo dire di "non avere scelta", visto che altre pesche da comprare NON ci sono. Invece la scelta c'è: NON compro le pesche, le lascio là oppure, se proprio non riesco a stare senza, invece di 5kg ne compro uno. Un metodo che si può benissimo applicare alla stragrande maggioranza dei consumi, senza bisogno di chissà quali sovrastrutture. Nel mio piccolo, esercito il mio potere di consumatore e, tra l'altro, mi restano in tasca bei quattrini (un ottimo... incentivo) che posso usare in altro modo.

Modificato da marimasse
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Fondamentalmente condivido ma non bisogna essere estremisti ;)

Ok non compro le pesche spagnole,non compro la pasta troppo cara,non compro il pesce del Pacifico,non compro la carne olandese,non compro prodotti made in china,non compro vestiti cambogiani o vietnamiti....si ok ma allora faccio la vita da 1800 in cui non c'era nemmeno l'acqua calda per pulirsi il culo :roll: insomma qualche piccola soddisfazione e sfizio mi piacerebbe anche togliermelo,ma cosa posso farci se anche la Trudi si è messa a far fare i peluches da 80€ in Cina? Che gli racconto ad un bambino di 3 anni? che non gli compro il peluches perchè la globalizzazione bla bla bla...?inizierà a frignare e non a torto ;)

Idem se voglio fare un regalo alla mia ragazza senza andare in rosso col conto in banca...vedo un bel vestito,vedo che è made in culo al mondo,storgo il naso,ci penso su ma alla fine cedo :( d'altronde non c'è alternativa italiana o europea...

Posso darti ragione sul fatto che quando c'è la scelta molti (anzi tutti) manco guardano all'origine della merce e se il pomodoro italiano costa 10 centesimi in più di quello israeliano si compra quello israeliano.

 

花は桜木人は武士

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