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Le Car Of The Year..( 1964-2020 )


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Tra l'altro, sempre in tema 128, due furono le versioni coupé: la prima serie a 2 porte, e la seconda a tre porte con le tre coppie di fari posteriori.

 

Credo di averne diverse della prima, ma molte meno della seconda, ma mi sono rimasti impressi quei fari posteriori...la si distingueva subito.

 

Peccato che non abbia avuto molto successo, credo che all'epoca fosse una delle proposte più piacevoli da guidare (forse seconda ad Alfasud?) senza rinunciare alla praticità del portellone posteriore.

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ebbe però il grande merito di essere talmente brutta da obbligare i dirigenti Austin a chiamare in soccorso Pininfarina, che sulle medesime meccanica e architettura - dovendosi adattare - mise giù un

Il nostro sguardo sui vincitori di "Car of the Year" inizia nel 1964, quando l'industria automobilistica britannica  introduceva ancora sul mercato veicoli innovativi. Come questa Rover 2000, che ha c

la Primula fu effettivamente il laboratorio che aprì le porte a questa:     che arrivò sul mercato come il meteorite che spazzò via i dinosauri. e gli inglesi muti  

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Non la ricordavo.
 
le 5 porte fine 60 - inizi 70 , seppur minoritarie non erano alla fine così rare.
Mio padre aveva una macchina simile.
Una IM3, il bello è che per qualche strano scherzo del destino, circola ancora dove abita lui, nonostante sian passati 50anni da quando la possedeva.
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2 minuti fa, Gabri Magnussen scrive:

Mio padre aveva una macchina simile.
Una IM3, il bello è che per qualche strano scherzo del destino, circola ancora dove abita lui, nonostante sian passati 50anni da quando la possedeva.

Ma dai! Mio nonno invece ha avuto prima la A40, poi una I4 (forse S) e poi, tanto ne era soddisfatto, una I5 (da quel che so, afflitta invece da vari difetti di produzione).

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On 31/10/2020 at 14:15, Pandino scrive:

 

In realtà in Argentina l'han fatta

 

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E non era nemmeno malaccio ti dirò :) 

Io invece mi ricordo benissimo le Zastava ..! 🙂

 

 

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La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.

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1972

 

1.Fiat 127  239 punti

2.Renault 15/17   107 punti 

3.Mercedes 350 SL  96 punti

 

Negli anni settanta è il punto di riferimento per la concorrenza..

 

Motore anteriore trasversale, sospensioni McPherson all’avantreno e ruote interconnesse dietro; trazione, naturalmente, davanti. Oggi, tutto ciò è la normalità per la maggior parte delle auto in commercio, specialmente tra le piccole e le compatte. Non lo era però nel 1971, quando debutta la Fiat 127, erede della 850 che invece era una “tuttodietro”. Dalla 850 alla 127, Fiat fa dunque una vera e propria rivoluzione, che si traduce in un miglioramento netto dello spazio per persone e bagagli, del comfort, ma anche della sicurezza attiva, cioè della tenuta di strada, della stabilità e della frenata (ovviamente, il tutto non dipende solo dal diverso posizionamento del motore, ma da un insieme di fattori, tra i quali l’evoluzione dei materiali).

 

 Fiat, negli anni Settanta, è il punto di riferimento per la concorrenza. Si dice, per esempio, che la Ford, per sviluppare la prima Fiesta, parta proprio dalla Fiat 127, perché considerata la numero uno per prestazioni, sicurezza, comfort e qualità. Doti riconosciute dal pubblico, peraltro, come dimostra il fatto che la 127 è l’auto più venduta d’Europa per diversi anni. Lo stesso procedimento di Ford lo segue Volkswagen, ma con la Fiat 128, per lo sviluppo - tenetevi forte - della Golf I.

 

https://it.motor1.com/news/230384/fiat-127-la-storia-retrospettiva/

 

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  • 3 weeks later...

1973

 

1.Audi 80  (114 punti)

2.Renault 5 (109 punti)

3.Alfa Romeo Alfetta (95 punti)

 

 

Credo che Audi 80 sia la seconda automobile tedesca a vincere l'ambito premio ! ( per pochissimi punti )..😉

Purtroppo non è più disponibile the voting grid.., peccato !

Al momento di sostituire l’ormai vetusta serie F103 la casa di Ingolstadt, saldamente nelle mani di Volkswagen, decise d’impostare un modello nuovo in grado di fungere da base per le future medie di tutto il Gruppo. Lo schema tecnico della 80 (trazione anteriore, motore longitudinale, avantreno McPherson, retrotreno a ruote interconnesse) verrà utilizzato per lunghi anni sia dall’Audi che dalla Volkswagen

Disegnata da Hartmut Warkuss (storico designer Volkswagen che più tardi firmerà fra le altre anche la Veyron)

Nuovi anche i motori, 4 cilindri monoalbero in testa di 1272cc (60cv) e 1471cc (75 o 85cv), abbinati ad un cambio manuale a 4 rapporti. L’impianto frenante era di tipo misto. Dei cinque allestimenti disponibili (base, L, S, LS e GT) in Italia ne arrivarono quattro che, abbinati ai 3 motori disponibili e alle 2 varianti di carrozzeria, davano una gamma così composta:

  • 80 2/4p L (1272cc, 60cv)
  • 80 2/4p LS (1471cc, 75cv)
  • 80 2/4p GL (1471cc, 85cv)

Nel 1973 fu presentata la versione GT (1588cc, 100 cv) proposto solo con colorazione verde o arancio pastello

 

Dalla Audi 80 B1 derivò nel 1973 la Volkswagen Passat, altro modello del Gruppo che sarà destinato ad una lunga carriera. Dal 1973 al 1979 l'Audi 80 fu esportata anche negli USA, dove venne ribattezzata Fox.

 

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Edited by Pawel72
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  • 2 months later...

1974

 

1.Mercedes 450 S (115 punti)

2.Fiat X 1/9 (99 punti)

3.Honda Civic (95 punti)

 

La sigla W116 è la sigla progettuale di una berlina di lusso prodotta dalla Mercedes-Benz tra il 1972 ed il 1980, che ufficialmente è indicata come la prima Classe S della storia.

La presentazione ufficiale avvenne al Salone di Parigi del 1972. Al momento dell’esordio erano disponibili due motori: un 6 cilindri in linea di 2746cc ed un V8 di 3499, entrambi con trasmissione manuale a 4 rapporti (a richiesta, 5 marce sulla 6 cilindri, automatica a 4 marce sempre sulla 6 cilindri, automatica a 3 marce sulla 8V). La versione da 2.8 litri era disponibile subito sia con alimentazione a carburatore, sia ad iniezione, mentre la 350SE era unicamente ad iniezione.

Al Salone di Ginevra del 1973 fu svelata un’ulteriore versione, la 450SE equipaggiata da un V8 di 4520 cc ed esclusivamente con trasmissione automatica. Anche qui l’alimentazione era a iniezione elettronica Bosch D-Jetronic. Nella stessa occasione, la Casa tedesca presenta anche la versione a passo lungo, denominata 450SEL, che andò a porsi provvisoriamente al vertice della gamma W116 e che rappresentava il massimo per eleganza (interni in pelle e rifiniture in legno) e funzionalità (condizionatore, chiusura centralizzata, tettuccio elettrico), tutte caratteristiche che in quegli anni ben poche auto potevano vantare.

A partire dal febbraio del 1975 la gamma venne completata verso l’alto dalla 450 SEL 6.9, mossa da un V8 a iniezione di ben 6834cc da 286cv, motore derivato dal già poderoso V8 montato sulla ancor più lussuosa 600 W100. La 450SEL 6.9 fu considerata all’epoca una delle berline di produzione di serie più performanti al mondo con una velocità massima di 225 km/h ed un’accelerazione da 0-100km/h in circa 8 s, il tutto nella massima sicurezza e silenziosità di marcia disponibile all’epoca su una berlina. Tra le “chicche” tecnologiche vanno segnalate le sospensioni idropneumatiche, che sfruttano un sistema simile a quello utilizzato sulle Citroën DS. Tale sistema era comunque ottenibile a pagamento anche nelle altre versioni.

Importante, invece, il debutto (1979), sia pure come optional a richiesta, dell’ABS. La W116 fu la prima automobile europea a proporre tale sistema.

 

 

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La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.

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