Secondo le memorie di Domenico Chirico, i progetti 433 e 434 (due vetture in sinergia fra di loro, tanto per cambiare, la prima destinata a coprire il ruolo di "33 in crescita" e la seconda quello di "75 in crescita" - insomma qualcosa in più di 75 e 90, ma sotto la 164, che avrebbe sostituito 90 ma puntando verso la parte alta del segmento) appartengono al periodo in cui la presenza Fiat era ancora concentrata su 164. Il periodo era più o meno quello in cui 90 e 75 erano quasi pronte per affrontare il mercato, e la dirigenza Alfa aveva chiesto di stendere un piano di sviluppo che andasse ad abbracciare l'inizio degli anni '90. L'evoluzione della gamma media dal dopo-lancio 164, con la sostituzione di 33 e 75, in poche parole. Cose che poi sono ovviamente accadute in epoca Fiat con 155 e poi 145-6. Chirico nel suo volume mostra un paio di schemi, con alcune quote, disposizione meccanica e passeggeri, e solo un lieve cenno di profilo frontale. Si parla comunque di vetture a trazione anteriore e 4x4, adatte a montare le evoluzioni del boxer fino a 2 litri. Si parla anche di un'evoluzione a 6 cilindri dello stesso.
Incrociando i dati (come fanno Di Nozzo, McGee e Gibbs ) con quelli pubblicati da Fumia nel suo volume (che è una miniera di segreti, soprattutto per chi ama i retroscena del design italiano dell'epoca, suo e non solo), la mia ipotesi è che la 434 da lui mostrata sia il suo tentativo di dare un volto alla più grande di queste due vetture. In effetti 434 è un codice strano e a dir la verità, leggendo il libro di Fumia, è stata la prima volta in cui mi è apparso, al di fuori delle memorie di Chirico. Probabilmente (ripeto, ipotesi mia) Alfa chiese a Pininfarina una consulenza per la media, dopo aver accettato la 164. In altra sede, parecchio tempo fa, s'era parlato del nomignolo Alberto affibbiato alla 164, ALfa BERlina TOrino. Bene, venne fuori che negli archivi Pininfarina a fianco della documentazione di "Alberto" esisteva anche quella di "Albertina". Probabilmente la 434 di Fumia è "Albertina". Poi.... subito dopo questo breve cenno riguardo 433 e 434, Chirico passava ai giorni in cui si iniziò a parlare con insistenza di Ford e di conseguenza di una fanta-gamma di vetture da realizzare così e cosà, prendendo delle Alfa e mettendole di là, e viceversa basando su certe Ford il futuro di alcuni segmenti Alfa di qua. Poi... Fiat. Grossomodo, i tempi sono gli stessi citati da Fumia quando dice che 434 è rimasta un modello di polistirolo. Le vere ragioni credo resteranno sempre un segreto, ma io ipotizzo che, al di là di un possibile apprezzamento per lo stile ideato da Fumia, ad uccidere 434 con l'avvento di Fiat sia stata la decisione di realizzare la 3v Alfa sfruttando il più possibile la Tempra (che era già pronta) senza lasciare più tutta quella libertà che Alfa aveva avuto con 164, per la quale il pianale era stato imposto ma per il resto aveva potuto fare "quasi quello che voleva". 434, dice Fumia, era stata studiata per adagiarsi sul Tipo3, per cui ritengo che le sue quote principali fossero quelle, ma non aveva un sol pezzo in comune con le altre medie che sarebbero nate dal progettone.
p.s. ho saltato un passaggio Chirico non cita i pianali Tipo 2-3 per queste vetture, ne parla solo dal punto di vista motoristico e di posizionamento sul mercato. Fumia invece presenta la 434 come derivato del progetto Tipo. Quindi, si può anche ipotizzare che a prescindere dell'entrata di Alfa in Fiat, già verso la metà degli anni '80 ad Arese fosse plausibile pensare ad una nuova operazione in stile "Tipo4"... perchè i tempi in cui Fumia realizza la vettura teoricamente vedono Alfa e Fiat coinvolte UNICAMENTE per il Tipo4...