Vista la situazione attuale, io direi che i prossimi passi saranno sostanzialmente questi: da un lato la ripresa dello sviluppo dei motori termici in Italia — e questo, almeno in parte, sembra già essere in corso — dall’altro l’acquisizione senza troppi scrupoli di tutte le tecnologie sviluppate da Leap, da trapiantare direttamente nei “nostri” modelli. Il tutto lasciando perdere qualsiasi ulteriore investimento su tecnologie locali proprietarie, con un risparmio enorme in termini di tempo e, soprattutto, di costi. In pratica si tornerebbe a fare ciò che storicamente sappiamo fare: puntare sul termico, nella speranza che continui ad avere un futuro, limitandosi a piccole evoluzioni e adattamenti di soluzioni tecnologiche cinesi già pronte e industrializzate. Si va avanti così, tirando la linea. E nel giro di pochi anni, se tutto va per il verso giusto, i cinesi avranno dimensioni e solidità tali da potersi permettere di assorbire l’intero gruppo Stellantis. Per questo, secondo me, è vero che al “portoghese” è stato consentito di radere al suolo, di fatto, un intero gruppo industriale; ma è altrettanto vero che la scelta di investire nei cinesi è stata una mossa furba. Anzi, continuo a dirlo: sarà probabilmente l’unica vera ancora di salvezza del gruppo, inteso come entità industriale globale. E forse un "piano" che solo adesso, con questi dati, tutti iniziano a vedere. A livello industriale lo ripeto da almeno due anni: il danno è ormai fatto. Pensare oggi di recuperare seriamente l’industria dell’auto in Italia non è una strategia, ma una mossa disperata.