Gli italiani (generalizzo, ma so che è sbagliato e che non tutti sono così) sono molto bravi a costruirsi gabbie mentali. E non riescono ad uscirne. Per esempio, hanno deciso che le BEV hanno il problema dell'autonomia ridotta e che i lunghi tempi di ricarica sono estenuanti, e quindi non le comprano, e denigrano chi lo fa, perché devi essere un idiota per comprare una macchina con questi difetti. Chi ha una BEV, però, la vive diversamente. Ricaricando mentre dorme, o fa altro a letto, non si pone il problema dei tempi di ricarica. E, quelle volte in cui fa un viaggio più lungo, e deve ricaricare per strada, si organizza. Con macchine che arrivano anche a 400 km o più di autonomia, non è un problema insormontabile (certo, se compri una segmento A e ci vuoi fare il giro del mondo le cose cambiano, ovviamente) Quest'estate, mentre mi spostavo in autostrada per andare in vacanza, ho visto tante BEV viaggiare per venire in vacanza in Italia, la maggior parte con targa estera, proveniente del Nord Europa. Nessuno sembrava particolarmente stressato per il viaggio, e non avevano neanche la faccia da idioti (ma non sono esperto in fisiognomica). Cioè: questi si sparano 3.000 km per venire in Italia e non fanno una piega; molti italiani si preoccupano perchè con una BEV non possono fare la gita fuori porta per andare alla sagra delle castagne. Quindi, forse, e ripeto forse, e non voglio convincere nessuno del contrario, forse le "oggettive inferiorità" dei veicoli elettrici sono più nella testa di chi ne è convinto... e me lo chiedo sinceramente, non avendo una BEV. Forse siamo noi italiani che abbiamo problemi con i cambiamenti. Qualsiasi cambiamento provoca una reazione allergica, o un ricorso al TAR a seconda dei casi. Installiamo tre pale eoliche, qua, che c'è vento! > Ricorso al TAR, e si blocca tutto per anni. Forse è anche per questa mentalità che in molte statistiche siamo sempre nel gruppo dei Paesi poveri e/o arretrati d'Europa, e non nel gruppo di quelli più floridi e avanzati...