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Champions League 2009/'10


Prestige

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"Dopo la finale vita nuova"

Vigilia: Mourinho allude all'addio

Conferenza stampa pre Inter-Bayern per José Mourinho' date=' forse alla sua ultima vigilia nerazzurra. "Non dimentico Van Gaal, con me è stato fantastico - ha detto il tecnico - Io difensivo? Si vede che ha visto solo il match col Barcellona. Ultima partita con l'Inter? Non posso dirlo, c'è questa partita e dopo ci sarà una nuova vita per tutti: vacanze, mondiali, stesso club, un altro club...". Un pensiero per Moratti: "Voglio vederlo piangere"

Prima della conferenza, Mourinho ha parlato ai microfoni della Rai e ha acceso la miccia polemica: "La nostra strada è stata più difficile perché noi abbiamo affrontato il Chelsea o il Barcellona. Il Bayern come noi ha vinto campionato e coppa ed e' una squadra ben organizzata con tradizione in Europa. È molto difficile per me dire chi è favorito. Quello che posso dire è che non abbiamo preparato maglie celebrative, pullman o feste particolari, loro hanno preparato tutto, magliette e altro. Forse loro sono più ottimisti o rischiano più di noi".

[b']LA CONFERENZA STAMPA DI MOURINHO

Van Gaal ha raccontato un aneddoto particolare, la vostra riunione di Barcellona. Tu ti arrabbiasti e lui capì che tu eri "speciale". Cosa ricordi? Cosa hai imparato da lui?

"Sono stati tre anni che abbiamo lavorato insieme, dove la mia casa e la sua distavano 50 metri e si lavorava per 24 ore. Abbiamo avuto un rapporto per me speciale, prima lavoravo con un altro allenatore. Arrivare e avere fiducia in uno che già trovi lì è stato molto onesto e particolare. È stato un piacere lavorare per lui. Come ho detto qualche giorno fa, lavoravo come un animale, ma con tantissimo piacere. Ho imparato da lui che per arrivare devi lavorare tanto, e questo mi è rimasto. Sembra ieri, invece sono passati 12-13 anni. Non dimentico il periodo e la persona, che è stata fantastica con me".

È da 45 anni che l'Inter non vince questa Coppa? Cosa significherebbe?

"La finale della Champions è sempre importante, anche se è la prmia volta, o solo l'ultima, non conta il tempo. È il significato della Champions che conta. Immagino che per i tifosi dell'Inter sarà un evento straordinario, perché 45 anni sono tanti. La maggior parte dei tifosi non era ancora nata. Negli ultimi anni comunque l'Inter ha avuto una storia di successi, quindi non è che non siamo abituati. Ma questa vittoria sarebbe speciale e per me sarebbe fantastico dare il mio contributo per una occasione simile. Il Bayern è stato grande, ha vinto tanto, ci sarà un'atmosfera speciale".

Come sente la pressione, come vive queste ultime ore? Giocando poi al Bernabeu...

"La pressione la sentirò domani, perché mi conosco. So come vivo le vigilie, mi conosco perfettamente. Domattina mi sveglio e mi dico "Fra qualche ora gioco la finale di Champions". Il cuore più veloce, la temperatura del corpo si alza un pochino, poi si lavora ancora, si prepara la partita. Quando arrivo allo stadio ed esco dal pullman finisce tutto, perché inizia quello che mi piace, il mio habitat naturale. Su Madrid e il Real? Non è un problema per me. Chi gioca una finale di Champions non può pensare un'altra cosa per essere preoccupato di altre. Penso solo a questo sogno, che non è un'ossessione. Ripeto, noi giochiamo per un sogno. Non per un'ossessione. Domani dopo la partita vita nuova per tutti. Vacanze, campionati del mondo, stesso club, un altro club... ma fino a domani nessuno pensa a queste cose".

Sarà l'ultima partita con l'Inter? Davvero non ci pensa?

"Non posso dire oggi l'ultima partita e non lo dirò domani. Se davvero cambierò, deciderò di cambiare sì, sarà triste, brutto. Non dimentico gli amici con cui ho fatto delle guerre, sportive. Anche quando sono tornato a Stamford Bridge mi sono messo a piangere. Ma è una cosa che farò 4, 5 giorni, una settimana dopo questa partita"

Van Gaal ha detto che Chelsea, Barcellona e Manchester rimangono le più forti?

"Quando la Champions comincia è normale che ci si guarda intorno e si evidenziano quelle che sono le squadre più forti. Che hanno maggiore qualità, le individualità più forti, anche i bookmakers ragionano su queste cose. Il Barcellona è eccezionale, il Real Madrid poteva giocare la finale qui in casa, il Chelsea è stata già presente in finale o in semifinale. Il Bayern Monaco non era prevedibile, l'Inter neanche, ma le cose cambiano. Passo dopo passo, si arriva in finale con idee diverse. Può succedere. E non è un caso. Inter e Bayern sono riuscite a fare questo viaggio, hanno vinto i loro campionato. Siamo delle grandi squadre, e per questa ragione siamo giunti fino alla finale. Non so se ci sono squadre migliori"

È la partita più importante della sua carriera?

"Sì..È sempre la prossima. La prossima partita è sempre la più importante, anche quando giochi in Coppa Italia contro il Livorno. È solo così che puoi vincere, solo così che abbiamo vinto tutto quest'anno. È chiaro che quando arrivi all'ultima partita stagionale e giochi la partita più grande del calcio di club, perché per me l'Intercontinentale è una cosa piccola, diventa una cosa grandissima"

Van Gaal ha definito molto difensivo il gioco dell'Inter..

"Forse non ha visto molte nostre partite. Abbiamo giocato diverse volte in attacco, forse ha visto solo Barcellona-Inter. Non ci ha visto a S.Siro con Chelsea e Barcellona, col Cska, tante partite che abbiamo disputato con tattiche diverse".

Pensa che ci siano compensazioni arbitrali dopo gli episodi favorevoli avuti con gli arbitraggi sia dall'Inter che dal Bayern?

"L'Inter arriva alla finale dopo un'ora a Barcellona in dieci. Quando doveva giocare in 11. Un danno molto peggiore che un episodio singolo durante la partita. Non mi sembra che quello che è successo anche in Fiorentina-Bayern abbia significato, oggi. Il Bayern è stato aiutato, tra virgolette, nella partita con la Fioerntina: non credo che per questo sarà vittima di una legge di compensazione. Così come noi. L'arbitro vuole vincere domani, quando arriva una finale di Champions anche chi dirige vuole vincere. Per questa ragione mi fido di un loro grandissimo lavoro, in questa occasione. È il top del top anche per loro".

L'Italia dovrebbe tifare l'Inter per questioni di ranking Uefa...

"Non conosco un tifoso del Benfica che tifava Porto e viceversa, quando hanno giocato le finali. È la nostra cultura, e anche la vostra. Un tifoso del Milan e della Juve non può tifare l'Inter. È la normalità e non è un problema. I tifosi del Real non sono tristi di non vedere qui il Barcellona. Non possiamo cambiarci: Galliani tifa per noi? Lui vede le cose da dirigente, da responsabile, non da tifoso".

Come si è trovato al centro del Real Madrid e cosa pensa del nuovo progetto di Perez?

"Del Real Madrid conosco la storia. Non conosco realtà, ambizioni, filosofie. Non conosco questo nuovo progetto e oggi non sono preoccupato di conoscerlo. Il centro di allenamento è fantastico, le persone sono ok. L'Inter si è sentita a casa e li ringrazio per questo".

Pandev giocherà? Chi pensa possa essere l'uomo decisivo per l'Inter?

"L'Inter gioca da squadra, non pensiamo ai singoli, a chi può decidere. Non siamo una squadra di stelle, tutti sono stelle, non è importante chi fa il gol o non lo fa, se Pandev può segnare o no. E' la nostra filosofia e sarà così anche stavolta".

Si saluterà con Van Gaal prima della partita? Vi siete sentiti via sms...

"Quando ci siamo qualificati per la finale ci siamo abbracciati e ci abbracceremo dopo la finale. Sicuramente. Il mio gioco difensivo? So cosa vuole, ma non glielo darò"

Lei è ancora un tecnico che impara? O ormai sa tutto del calcio?

"Imparo tutti i giorni. In Portogallo, in Inghiterra, in Italia. Non sono nessuno per consigliare nessuno: se non dicendo che se sei allenatore o giocatore, non fare tutta la carriera nello stesso paese. È un errore. Le esperienze professionali e umane ti fanno molto più ricco. Ho lavorato in Spagna, in Inghilterra, ora in Italia, più gli anni nel mio Paese. E sono un privilegiato. Per questa ragione, posso dire che il calcio italiano mi ha migliorato"

Non le verrebbe voglia di vincere anche Supercoppa e Intercontinentale con l'Inter?

"Qualcuno ha detto che dove c'è un campo di calcio, giocatori e qualche pallone, io sarò felice. È così anche per me. Se ho una squadra da allenare, con buone condizioni di lavoro e obiettivi definiti, io lavorerò. Se ho facilità di comunicare non sarà un problema per me. Non può essere la Germania, non parlo tedesco. Ma di base posso lavorare in tutti i posti, non sarà mai un problema per me. Ripeto: la Intercontinentale è importante per il club, può dire di essere campione del mondo. Ibrahimovic ha vinto l'Intercontinentale: cosa ha fatto per vincerla? Giocare con gli australiani e l'Estudiantes. Quelli che hanno fatto il tragitto per arrivare lì, hanno fatto un'altra cosa. Quindici partite per arrivare con piacere a un traguardo del genere. Ma se non l'hai fatto, non mi sembra un grandissimo successo. L'Eldorado del calcio è la Champions. La Supercoppa è una partita. La vinsi alla prima volta con l'Inter e dissi che quel titolo era di Mancini, perché lo scudetto l'aveva vinto lui. Supercoppa e Intercontinentale sono delle conseguenze. Sono cose piccole".

Tra le ipotesi del suo futuro, c'è anche un ritorno in Premier League, al Chelsea?

"A Stamford Bridge per 90 minuti non ho pensato di giocare contro degli amici. Poi ho visto che i miei amici stavano fuori dalla competizione. È il calcio. Ecco perché certi giocatori non festeggiano, fa parte dell'empatia che hanno le persone. Avevo tanti amici al Chelsea, mi sembra di appartenere ancora un po' a loro e viceversa. Ma se non avessi vinto con l'Inter lì, non sarei qui oggi. Fa parte della vita. Penso che se Ancelotti tornasse contro il Milan piangerebbe anche lui. Uno dei due, tra me e Van Gaal, si troverà in queste condizioni. L'ho visto in forma, sereno, forti dei titoli già vinti. Se non ce la farà domani, o io, ce la faremo in futuro".

Un giornale inglese, a sorpresa, regala una corona da Re a Mourinho. Che sorride, accetta e regala al giornalista, in cambio, la giacca della tutta. Non la indossa però: "Domani, forse", ride.

L'importanza della partita può spostare qualcosa dei vostri equiilbri psicologici?

"È la finale di Champions, ma le cose della nostra vigilia saranno le solite. È un rituale. È qualcosa che dobbiamo vivere con naturalezza. Se un giocatore non riesce a dimenticare cosa sta facendo, cosa si sta giocando e non riesce a esprimersi, vuol dire che non è in grado di essere a questi livelli. Dopo la partita, sarà indimenticabile in ogni caso. Bisogna viverla con tranquillità: se perdi, non finisce il mondo. Se vinci, non finisce la tua carriera".

Moratti sente questa partita come 45 anni fa...

"Moratti è una persona molto speciale, che mi ha voluto . Che mi piacerebbe vedere domani piangere, vederlo con la Coppa in mano, mettere la sua foto vicino a suo padre ad Appiano Gentile. Per tutta la famiglia Moratti sarebbe una cosa incredibile e mi piacerebbe tanto, tanto, tanto dare il mio piccolo contributo per questo".

È sicuro di potere vincere?

"Purtroppo no. Il Bayern ha preparato le magliette, il pullman, la festa. Noi niente".

21 maggio 2010

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Modificato da Navarre75

Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo intenditore. - Georges Courteline -

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Champions' date=' l'Inter per la storia[/size']

Stasera la sfida di Madrid col Bayern

La lunghissima attesa è ormai finita. L'Inter a Madrid si gioca la finale di Champions contro il Bayern. I nerazzurri vogliono fare la storia e tornare ad alzare la coppa che manca dal 1965. Mourinho vuole mettere in bacheca una tripletta speciale. Anche il Bayern ha lo stesso obiettivo, tre titoli in una stagione. Per quanto riguarda la formazione Mou si affida al rombo con il 4-2-3-1. Balotelli in panchina ma pronto a entrare a partita in corsa.

Non ci saranno quindi novità particolari per i giocatori che, dopo una notte tranquilla, resteranno in albergo fino alle 18.45-19, orario in cui si muoveranno in pullman verso lo stadio Santiago Bernabeu.

Dopo la colazione, il programma della mattinata prevede il risveglio muscolare e poi la riunione tecnica. Contrariamente però a quanto successo in altre trasferte (a Mosca passeggiata attorno all'albergo, a Londra camminata in Hyde Park), la squadra non uscirà dall'albergo ma farà solo un po' di stretching in una sala del Mirasierra Suites Hotel.

Il pranzo è previsto per le 13 e il pomeriggio sarà di assoluto riposo, con una merenda prevista qualche ora prima della partita. Scortato poi dalla polizia, il pullman partirà verso lo stadio che dista circa 20 minuti dall'albergo nerazzurro.

Probabili formazioni:

Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Zanetti, Cambiasso; Eto'o, Sneijder, Pandev; Milito. A disp.: Toldo, Cordoba, Materazzi, Stankovic, Muntari, Balotelli, Arnautovic. All.: Mourinho

Bayern M. (4-2-3-1): Butt; Lahm, Demichelis, Van Buyten, Badstuber; Schweinsteiger, Van Bommel; Robben, Muller, Altintop; Olic. A disp.: Rensing, Contento, Pranjic, Gorlitz, Tymoshchuk, Klose, Gomez. All.: Van Gaal

22 maggio 2010

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Madrid' date=' invasione nerazzurra[/size']

Tifosi già nel centro della capitale

In attesa della grande serata del Santiago Bernabeu, Madrid è già un grande stadio, colorata a tinte biancorosso-nerazzurre dalle migliaia di tifosi di Bayern Monaco e Inter già arrivati in città. Puerta del Sol, Calle Mayor, Paseo del Prado, Palacio Real: tutte le piazze e le strade più turistiche di Madrid sono affollate da tifosi italiani e tedeschi. Non è segnalato alcun problema di ordine pubblico.

Si è segnalata una quarantina di tifosi interisti che ha scelto di attraversare il centro della città a bordo di un pullman panoramico invocando a squarciagola il nome di Josè Mourinho e ricevendo a suon di clacson l'approvazione di molti tassisti, che evidentemente non vedono l'ora di avere l'allenatore portoghese sulla panchina del Real.

ALMENO 2000 BIGLIETTI INVENDUTI

Prima la caccia, per molti affannata e costosa, al biglietto: poi, nell'imminenza della partita, la notizia che almeno 2000 biglietti destinati all'Inter e affidati alle agenzie (ma altre voci parlano di 2500) sono rimasti invenduti. I pacchetti nei quali erano stati inseriti avevano prezzi oscillanti tra i 760 ai 2700 euro per le offerte che comprendevano anche dei pernottamenti a Madrid. Il timore è che ora parte di questi biglietti possano comunque finire nelle mani dei bagarini che al momento, nei pressi dello stadio Bernabeu, offrono tagliandi tra i 1000 e i 1500 euro. Circolano ancora molti biglietti falsi: chi è a Madrid o vi si sta recando senza il ticket, deve prestare la massima attenzione.

MORATTI CON LA SQUADRA

Alle 12.40 circa, il presidente Massimo Moratti ha raggiunto la squadra nell'albergo che ospita il ritiro per pranzare con i giocatori e con Mourinho.

INTER, PROGRAMMA COME AL SOLITO

Sarà il solito programma di avvicinamento a una gara serale quello che seguirà l'Inter nelle ore che precedono la finale di stasera contro il Bayern Monaco. Non ci saranno quindi novità particolari per i giocatori che, dopo una notte tranquilla, resteranno in albergo fino alle 18.45-19, orario in cui si muoveranno in pullman verso lo stadio Santiago Bernabeu. Dopo la colazione, il programma della mattinata prevede il risveglio muscolare e poi la riunione tecnica. Contrariamente però a quanto successo in altre trasferte (a Mosca passeggiata attorno all'albergo, a Londra camminata in Hyde Park), la squadra non uscirà dall'albergo ma farà solo un po' di stretching in una sala del Mirasierra Suites Hotel. Il pranzo è previsto per le 13 e il pomeriggio sarà di assoluto riposo, con una merenda prevista qualche ora prima della partita. Scortato poi dalla polizia, il pullman partirà verso lo stadio che dista circa 20 minuti dall'albergo nerazzurro.

FIGO: MOU VIA? L'INTER CONTINUERÀ A VIVERE

Se l'Inter dovesse fare a meno del proprio allenatore Josè Mourinho, in procinto di passare al Real Madrid, "bisognerebbe comunque sopravvivere: la vita continua, non si deve comunque distruggere il gruppo creato". Lo ha affermato Luis Figo, 'ambasciatore' per i rapporti internazionali dell'Inter, oggi a Madrid in occasione di un incontro del gruppo Unicredit. "È sempre difficile sostituire un allenatore che è uno dei migliori e con una forte identificazione con i tifosi - ha detto - in ogni caso bisogna sopravvivere: la vita continua, se perdi il meglio devi avere un'altra alternativa. La decisione è nell'aria, in passato il presidente ha agito bene e ora deciderà per una persona che sappia guidare la squadra. Ora siamo un gruppo, la cosa peggiore sarebbe distruggerlo".

PIAZZA DUOMO GIÀ NERAZZURRA

La febbrile attesa per la finalissima di Champions League ha già contagiato piazza Duomo a Milano dove questa sera decine di migliaia di tifosi seguiranno la diretta della partita Bayern-Inter da ben due maxischermi. Fin dalla mattinata alcuni venditori ambulanti hanno improvvisato piccole bancarelle con magliette nerazzurre, gadget, palloncini, fischietti e trombe proprio come se fossero fuori dallo stadio. Sono già molti i tifosi che si aggirano per il centro sfoggiando i colori dell'Inter. E grande successo tra gli sportivi, in queste ore di attesa, sta riscuotendo la mostra all'Urban Center della Galleria Vittorio Emanuele dove sono esposti i modellini dei più importanti stadi del mondo. Non è un caso che la più gettonata sia la miniatura del Santiago Bernabeu di Madrid che questa sera ospiterà la finalissima di Champions. Per preservare il Duomo dalla massa dei tifosi, il sagrato della cattedrale è già stato transennato per permettere l'ingresso nella chiesa soltanto ai fedeli.

INTER-BAYERN DECIDE IL RANKING UEFA

Solo una vittoria dell'Inter nei 90' o ai supplementari, nella finale di Champions League, può garantire all'Italia la presenza di 4 squadre nell'edizione 2011-2012 del massimo torneo continentale per club. Nel ranking Uefa la Germania al momento precede l'Italia di 0,155 punti. Se i nerazzurri battessero il Bayern Monaco prima dei rigori, il calcio italiano effettuerebbe il prezioso sorpasso.

I NUMERI DELLA FINALE

Per la terza volta nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League la finale è Italia-Germania. I due precedenti non sorridono alle nostre formazioni. La Juventus, nel 1983 e nel 1997, perse la Coppa: la prima volta ad Atene contro l'Amburgo (segnò Magath con un tiro da fuori che sorprese Zoff), la seconda volta a Monaco contro il Borussia Dortmund che si impose 3-1 (doppietta di Riedle e sigillo finale di Ricken, inutile per i bianconeri il gol di tacco di Del Piero).

Il bilancio delle squadre italiane migliora decisamente se si contano anche Coppa delle Coppe e Coppa Uefa. Il Milan vinse 2-0 contro l'Amburgo nella finale di Coppa delle Coppe 1968, ma perse sei anni dopo con lo stesso punteggio contro il Magdeburgo. Tre le finali Italia-Germania in Uefa. Per due volte hanno vinto le squadre italiane: il Napoli nel 1989 contro lo Stoccarda e la Juventus nel 1993 contro il Borussia Dortmund. Andò male all'Inter che nel 1997 perse ai rigori la finale contro lo Schalke 04. Il bilancio complessivo è di 7 finali con 4 trionfi tedeschi e 3 italiani. Ma se si contano anche la sfide a livello di Nazionali il conto torna in perfetta parità: l'11 luglio 1982 l'Italia di Bearzot battè 3-1 la Germania e si laureò campione del mondo per la terza volta nella sua storia. La sfida si giocò al Bernabeu di Madrid, lo stesso stadio di Bayern-Inter.

TUTTE LE FINALI ITALIA-GERMANIA A LIVELLO DI CLUB

Coppa dei Campioni/Champions League

1982-83 Amburgo-Juventus 1-0 1996-97 - Borussia Dortmund-Juventus 3-1

Coppa delle Coppe

1967-68 Milan-Amburgo 2-0 1973-74 - Magdeburgo-Milan 2-0

Coppa Uefa

1988-89 Napoli-Stoccarda 2-1; Stoccarda-Napoli 3-3

1992-93 Borussia Dortmund-Juventus 1-3; Juventus-Borussia Dortmund 3-0

1996-97 Schalke 04-Inter 1-0; Inter-Schalke 04 1-0 (1-4 ai rigori)

22 maggio 2010

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Ecco la coreografia dell'Inter

Ultrà al lavoro per teloni e bandiere

Al lavoro già dalle prime ore della mattina. Gli ultrà dell'Inter stanno preparando la coreografia che accompagnerà l'ingresso in campo dei nerazzurri e poi anche il prosieguo della gara contro il Bayern. Dal terzo anello infatti sono pronti a scendere 5 teloni. Su ogni seggiolino ci sarà un cartoncino che farà parte di un preciso disegno. Nella ripresa poi tantissime bandierine coloreranno il ritorno in campo della squadra.

Su tutti i seggiolini sui quali siederanno i sostenitori dell'Inter è stato lasciato un foglio con le regole da seguire per far diventare il Bernabeu una vera a propria bolgia giallo-nerazzurra. "Abbiamo bisogno di tutti voi" scrivo gli ultrà.

22 maggio 2010

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Onore a Milito.

Vero gran bel giocatore , comunque bisogna ammettere che l´inter e soprattutto José sono riusciti nel loro intento...

E chi vince ha sempre ragione.

festeggiate interisti chissá quando vi toccherá un´altra volta tutto sto ben di Dio :mrgreen::§:lol:

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:idol::idol::idol:

Una biscia milanese dopo tanto tempo è tornata sul tetto del mondo.

Speriamo sia di buon auspicio per un altro famoso marchio biscionato meneghino con circa la stessa età :dc:

"Bene non va, comunque non mi fermo".

( Tazio Nuvolari )

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Inter nella storia!

La Champions è tua

La doppietta di un immenso Milito trascina i nerazzurri alla vittoria della coppa più ambita dopo 45 anni di astinenza. La squadra di Mourinho conquista così campionato, coppa nazionale e Champions: un'impresa mai riuscita a un'italiana

MADRID, 22 maggio 2010 - Campioni d’Europa. Campioni d’Europa. Campioni d’Europa. Il cielo è nerazzurro sopra Madrid. Interisti, abbracciatevi forte e voletevi tanto bene. Il sogno è diventato realtà, l’attesa durata 45 anni è finita. Il capitano Zanetti, dopo 15 anni, tante sofferenze, 700 partite, può alzare in alto la coppa. La foto di Massimo Moratti con la Champions si affiancherà a quella del padre Angelo. Il 5 maggio non esiste più. Da oggi esiste solo il 22. Maggio 2010, l’Inter torna sul tetto d’Europa, e con lei l’Italia, tre anni dopo la vittoria del Milan nel 2007. Salvo anche il ranking Uefa, ma chissenefrega del ranking Uefa, in sere così.

LA SERA DELL’INTER E DI MOU — E’ la sera dell’Inter che completa una storica tripletta e dei suoi tifosi, che fanno tremare la curva Nord al fischio finale. E’ la sera del Principe Milito, che decide con una doppietta da Fenomeno. A 30 anni la prima grande squadra e la prima finale: se questo è un debutto... E la sera di José Mourinho che festeggia piangendo la sua seconda Champions con due squadre diverse. Adesso può anche andarsene. Sarà arrogante, penserà solo ai risultati, ma ha fatto più lui in due anni per l’Inter che tutti i suoi predecessori in 44. Se c’è un allenatore galactico, nel calcio, è lui.

PARTENZA TESA — Partita iniziata su ritmi bassi, come spesso in finale. Le finali aperte? Solo per squadre incoscienti. Bayern e Inter, invece, sono coscienziosissime, e inizialmente parecchio coperte. I tedeschi addormentano il gioco con passaggi fra i quattro dietro, quando arrivano dall’altra parte si trovano di fronte un muro. Ne vengono fuori una serie di tiri da fuori sballati, qualche protesta per un possibile tocco di mano in area di Maicon (16’), e poco più. Dall’altra parte, ci prova Sneijder su punizione. Poi il gol, e tutto cambia.

LA TECNICA DEL RINVIO — Per tutto il primo tempo è Julio Cesar a impostare la manovra: rinvii lunghi a cercare le punte. Sembra una scelta autolesionistica, visto che non la prendono mai. Ma non lo è. Al 35’ il suo sinistro lungo finisce dritto sulla testa di Milito: la sponda di testa è perfetta per Sneijder, così come il filtrante di ritorno. Demichelis vede solo la targa del Principe, che aspetta l’uscita di Butt e la piazza, per il 29° gol stagionale.

LA TECNICA DEL PRINCIPE — Fatto 29, si può fare anche 30. Minuto 25 del secondo tempo, va in scena una lezione di tecnica e controllo in corsa di Milito: lanciato in contropiede, punta Van Buyten, con una finta lo manda praticamente gambe all’aria, ritagliandosi uno spazio per l’ennesimo tiro perfetto: 2-0 e tanti saluti. L’Europa in crisi economica sarà meno unita che mai, ma c’è un Principe che regna incontrastato sul continente.

DIFESA COMPATTA — Ma l’Inter non è solo Diego. L’Inter difensivamente è quasi perfetta. Passata in vantaggio ha la sicurezza di chi sa come non prendere gol. Oddio, in realtà un baco nel sistema ci sarebbe, ed è Chivu, in perenne difficoltà con Robben, fino alla sostituzione. Ma quando l’hacker olandese prova a penetrare si trova di fronte i tre antivirus più efficienti in circolazione: Cambiasso, Lucio e Samuel. Respinto. E poi c’è sempre l’ultima risorsa, Julio Cesar: chiude alla grande a inizio ripresa sul tiro di Mueller, poi al 20’ sul tiro a giro di Robben.

OFFESA EFFICACE — Ma l’Inter non è solo difesa, alla faccia di Van Gaal. Sa offendere, riparte con scatti brucianti, controlla palloni difficili con la classe di Sneijder, non ha il solo straripante Maicon ma gli bastano i suoi attaccanti, anche se Eto’o è spesso sulla linea di Maicon (l’anno prossimo lo fa Cristiano Ronaldo, quel ruolo? Mourinho, ripensaci...). E poi la squadra è una "summa" di precisione tattica, con uomini costantemente alla distanza giusta l’uno dall’altro e sempre pronti ad aiutarsi. La forza del gruppo, quello che serve per coronare i sogni. Il calcio è uno sport di squadra. E oggi l’Inter è la miglior squadra d’Europa.

Inter nella storia!*La Champions è tua - Risultati e ultime notizie calcio e calciomercato - La Gazzetta dello Sport

"But before the most charismatic car maker of them all finally went, they left us with a final reminder of what they can do, when they try" (Jeremy Clarkson, Top Gear)

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Milito show, 2-0 al Bayern

INTER CAMPIONE D'EUROPA

I nerazzurri battono il Bayern 2-0 con una doppietta di Milito e vincono per la terza volta la Champions League/Coppa Campioni. Prima squadra italiana a fare il "triplete"

MADRID, 22 maggio 2010 - E' iniziata la finale più attesa. Buon inizio dei tedeschi, ma nerazzurri pericolosi al 17' con Butt che para su Sneijder. Al 35' passaggio filtrante di Sneijder per Milito che batte Butt: Inter in vantaggio. Ammoniti Demichelis e Chivu. Si va al riposo con i nerazzurri avanti 1-0.

Grandi emozioni a inizio ripresa. Prima Julio Cesar para su Muller, poi Butt si supera su Pandev. Al 19' super Julio Cesar su un gran tiro a girare di Robben. L'Inter soffre, ma ci pensa di nuovo Diego Milito, che al 25' raddoppia con un gran gol. L'Inter vince 2-0 ed è campione d'Europa per la terza volta, prima squadra italiana a fare il "triplete" (scudetto, coppa nazionale e Champions League).

Clicca sulla partita per seguirla in tempo reale:

Inter-Bayern Monaco 0-2 (Milito 35' pt e 25' st)

L'avvicinamento alla finale in tempo reale:

20.11 - Nessuna sorpresa anche per il Bayern Monaco: Louis Van Gaal schiererà un 4-4-1-1 con il giovane Muller alle spalle dell'unica punta Olic. Hamit Altintop è il sostituto di Ribery scelto dall'allenatore olandese.

20.00 - Bayern confermato con il 4-4-1-1. In campo la formazione tipo (con l'eccezione dello squalificato Ribery, sostituito con Altintop) e Muller alle spalle di Olic.

19.52 - Josè Mourinho non cambia e giocherà anche la finale contro il Bayern con il 4-2-3-1 utilizzato anche in tutte le ultime gare di Champions League. La formazione dell'Inter vedrà quindi Etòo, Sneijder e Pandev alle spalle di Milito, mentre a centrocampo giocheranno Cambiasso e Zanetti. In difesa Maicon, Lucio, Samuel e Chivu.

19.09 - L'Inter ha raggiunto il Santiago Bernabeu giù gremito di tifosi. I nerazzurri e i giocatori del Bayern sono sul terreno di gioco.

19.05 - La partita è in notturna ma comincerà con la luce solare. Qui a Madrid in questo periodo il sole tramonta ben dopo le 20.45.

18.55 - Filtrano le prime voci sulle possibili formazioni: nell’Inter parrebbe confermato l’impiego di Goran Pandev dal primo minuto nel 4-2-3-1. Balotelli inizialmente in panchina.

18.50 - La squadra ha appena lasciato l'hotel che l'ha ospitata in questi giorni. Molti i tifosi presenti. Anche il Bayern è in viaggio verso il Santiago Bernabeu.

17.20 - La polizia intorno al Bernabeu ora tiene divise le due tifoserie, comunque tranquille. Intanto continua il commercio dei biglietti, a prezzi altissimi. Si parte nelle contrattazioni da 1000 euro.

16.20 - Intanto a Milano la città inizia a colorarsi di nerazzurro. Non solo Piazza Duomo, ma anche un altro luogo simbolo, la stazione centrale, inizia ad assumere le sembianze di uno stadio. Montato un grande schermo in Piazza Duca d'Aosta, sono spuntate, sin dal primo pomeriggio, diverse bancarelle piene di gadget nerazzurri. Centinaia di tifosi sono arrivati in treno a Milano da tutta Italia.

15.30 - Indiscrezioni sulla coreografia preparata dalla curva nord. Racconterà il cammino fatto per arrivare a madrid e compariranno delle "teste coronate".

15.20 - Dal primo pomeriggio iniziata la festa intorno allo stadio e nelle piazze di Madrid. Tifosi italiani e tedeschi tranquillamente mescolati. Foto incrociate, cori e brindisi con birre extra lar

Milito show, 2-0 al Bayern*INTER CAMPIONE D'EUROPA* - Risultati e ultime notizie calcio e calciomercato - La Gazzetta dello Sport

"But before the most charismatic car maker of them all finally went, they left us with a final reminder of what they can do, when they try" (Jeremy Clarkson, Top Gear)

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