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La mia esperienza 2.0 di mobilità a Milano


Gabri Magnussen

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Buongiorno,

ho piacere di riportare le mie sensazioni e in particolar modo come ho modificato le modalità di spostamento per Milano.

Andrò a braccio, quindi spero di non annoiarvi troppo.

 

Contesto:

Dal 2020 sono accaduti eventi importanti che hanno influito sulla nostra quotidianità.

La pandemia per molte persone in Italia che svolgono attività al videoterminale, ha cambiato luogo (casa) e modalità di lavoro (Smartworking).

Il costo del carburante oggi si avvicina pericolosamente ai 2 Euro/Litro ed è agli occhi di tutti, che al settore automobilistico è stato chiesto un sacrificio, sia per il presente come aree a circolazione limitata per i veicoli più inquinanti ( Area C e Area B ) che per il futuro, con norme sempre più stringenti e massiccia elettrificazione del parco auto.

 

La mia esperienza:

Ammetto che sono sempre stato un "comodone" e allergico al trasporto pubblico. Ho una moto, uno scooter e per girare in città ho sin dai 14 anni di età, usato questi mezzi per girare per le vie di Milano.

Adoperavo spesso l'auto anche per brevi spostamenti urbani. 

Poi però è arrivato il covid, due anni di smartworking e ho staccato l'assicurazione allo scooter. Poi la firma del nuovo contratto con 10 giorni di SW/Mese e con i mesi caldi mi recavo a lavoro con la moto.

 

Cambiare abitudini "La Bicicletta":

Tutto è iniziato in estate, ho una casa al mare e già per recarmi in spiaggia ero solito ad adoperare la bicicletta, ma la scorsa estate è stato diverso, ho iniziato ad usarla anche per la spesa. Circa 2 KM (poca roba), ma carico come un mulo da soma, fatti in orario poco tattico, ossia dopo pranzo quando i bimbi riposavano.

Utilizzo dell'auto? Zero, solo per arrivare e tornare e con il pieno fatto all'andata ci sono pure tornato.

Dopo tre settimane di bicicletta, mi sembrava la nuova normalità, quindi per ogni tipo di commissione ho iniziato ad avere a che fare con le "mitiche" ciclabili di Milano. Come spesso accade, l'idea è buona ma la realizzazione meno. Diciamo che ci sono, fanno comodo, ma quando diventi un utente debole della strada, ti accorgi che il minimo sindacale realizzato dal Comune è proprio poca roba.

Poi però ti accontenti e ti scontri con il menefreghismo degli altri utenti della strada. Non sono ciclo-talebano, provo comprensione e compassione per i fattorini col furgone che sono vittima delle ciclabili realizzate con poco criterio, ma la convivenza è spesso difficile sulle ciclabili, con automobilisti che "devono " parcheggiarci sopra per entrare in negozio o i pedoni che "devono" passeggiarci sopra perché (forse) hanno una idiosincrasia per il marciapiede.

Ma adesso fa freddo e i 9 km per recarmi in ufficio non rendono a mio avviso la biciletta tra le migliori scelte, quindi occorre trovare l'alternativa.

 

Cambiare abitudini "Il Metrò ed il Tram":

L'alternativa è quello che i Milanesi Imbruttiti chiamano: Lo spostapoveri. Prendo spunto da questo termine per ricordare a chi non è di Milano che dal nuovo anno, un biglietto costa la bellezza di 2,20 Euro, quindi fatemi dire che per farsi una tratta A/R a Milano minimo ti costa 4,40 e non è proprio a buon mercato. 

Come sono i servizi? I convogli delle linee della metropolitana sono buona parte moderni, idem i tram, meno la temibile linea circolare della 90/91.

Ma non divaghiamo, ieri pomeriggio dovevo andare in Cordusio, che per i non Milanesi è in zona Piazza Duomo.

Preso i mezzi e sceso qualche fermata prima, per smaltire il pranzo domenicale. Ed è proprio in avvicinamento al centro che ho visto l'apice del "Non ce la possiamo fare". Coda in corso Venezia, con carrellata di G-Klasse V8, nuovi Defender e auto varie, per andare a impelagarsi in Montenapoleone che, se sei ricco per metterla con due ruote sul marciapiede ( è motivo di orgoglio!? ), mentre se sei diversamente ricco a nominare tutti i santi del calendario per cercare uno straccio di parcheggio.

Segnalo che ci sono mezzi comodissimi, addirittura puoi raggiungere il centro città con 3 Linee metropolitane ed i Tram.

Durante la settimana, i metrò arrivano in stazione con cadenza di 3 minuti ed il tram la sera lo si attende per circa 6 minuti. 

Non ci si stressa per il parcheggio, non congestioni il traffico e risparmi carburante oltre ovviamente a inquinare meno l'aria che respiriamo quotidianamente.

 

Mie conclusioni (alla rinfusa):

Cerco di fare la mia parte e prendere l'auto più per godermela o se proprio è strettamente necessario.

Il messaggio che ci mandano è che il nostro mondo ha bisogno di cure, cerco con piccoli gesti quotidiani di fare la mia parte.

Usare bici, piedi, mezzi pubblici, contribuiscono a mantenerci più in forma, abbiamo tutti uno smartphone e lo si può constatare dalle app che monitorano i nostri passi e movimenti.

Meno stress per parcheggi, ansia da semaforo arancione e code chilometri con andatura da processione.

Girare per Milano sta comunque diventando costoso. Il carburante costa, il biglietto dell'ATM costa, di sto passo ci rimarrà la bicicletta o i piedi. Tanto vale farlo con meno stress possibile.

L'auto elettrica può essere una soluzione, ma restano tutte le scomodità accessorie ed in più ho verificato personalmente che le colonnine di ricarica vengono usate come parcheggio abusivo in primis dai possessori di elettriche stesse.

Quando un petrolhead passa al tram e/o bicicletta è come se si facesse coming-out, è iniziano i perculamenti di amici e colleghi.

 

Disclaimer:

Come detto all'inizio del post, sono solo mie sensazioni e la mia esperienza.

Non vogliono essere per forza giuste e spero ne possa nascere motivo di discussione.

Ringrazio dell'attenzione chi ha avuto la forza di leggere.

 

 

 

 

 

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6 minuti fa, Gabri Magnussen scrive:

Ma adesso fa freddo e i 9 km per recarmi in ufficio non rendono a mio avviso la biciletta tra le migliori scelte, quindi occorre trovare l'alternativa.

 

...boh...secondo me solo una questione del abbigliamento. Stamattina qui a Monco -1° ma soleggiato e strada asciutta, come sempre da 4 anni ho preso il mio e-bike siciliano 😁, la giacca di sci e ho fatto le 17km per l'ufficio in 50min senza stress e coda, ho il piacere per una via che attraversa qualche parchi (anche quello olimpico) e cosi non e solo un trasporto ma anche un po' del piacere e anche un po divertimento. Almeno mille volte meglio che passare un ora con macchina in coda infinita e anche molto meglio come una metro sempre affolata e mai puntuale.

 

 

 

 

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Ecco, hai detto la parola magica: e-bike.
Io ho tre bici personale, ma la Gravel e la vintage durerebbero come un gatto in tangenziale, visto che qui a Milano le rubano.
Di conseguenza, uso una vecchia citybike Decathlon con due seggiolini.
La gamba c'è, infatti ne faccio circa 7 per portare i bimbi al parco Sempione, però tra freddo e chilometri, scelgo altro.
Aggiungo che la grossa criticità per chi va in bici, è la non continuità delle ciclabili, purtroppo.

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Il vero problema è che Milano è un unicum. Sia perl'ottimo TPM, sia per gli spazi. 

Qui a Genova abbiamo un pessimo servizio pubblico e soprattutto, in bici dobbiamo farecil gran premio della montagna ogni giorno 😉 ( l'altimetro del cellofono da' casa mia a 160 mt di quota). 

Mia moglie, che lavora a 3 km circa, usa spesso la bici elettrica. 

Io vivo in scooter. 

L'auto la uso in pratica solo quando piove o la sera/notte. 

Archepensevoli spanciasentire Socing.

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  • 8 months later...

Aggiornamento:
Grazie alla "gentile concessione" del riscaldamento globale che ha reso settembre e ottobre il nuovo giugno, sono passato alla mia terza evoluzione, ossia andare a lavoro in bici.
Ho pianificato un percorso ottimale, sia come distanza che come presenza di ciclabili e rispetto ai 9km che farei con lo scooter, percorro esattamente 7,8 km.
Pedalata rilassata per evitare pezzature e al momento la camicia è salva da aloni e odori al mio arrivo in ufficio.
Non sono tutte rose e fiori però, le ciclabili restano poche ed in alcuni casi interrotte o usate come parcheggio temporaneo, inoltre non sempre è possibile attraversare Milano in percorsi sicuri ed ammetto che specie la sera con il buio, mi sto trovando un po' a disagio a fianco delle auto incolonnate nel traffico.
Come tempi se la gioca con il TP, con i pro di maggiore libertà ed i contro di una città ancora acerba per essere vissuta appieno su bici.

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La discontinuità delle piste ciclabili fa dell'Italia un paese sottosviluppato nonostante ci crediamo i più fighi del pianeta.

 

Tra l'altro quando si parla di mobilità si potrebbe parlare anche di architettura e spazi: quante aziende, almeno quelle medie o grandi, offrono spazi per parcheggiare la bici e magari cambiarsi? Nella mia carriera mi è successo solo due volte e non in Italia.

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