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  1. in Fiat sono riusciti ad ottenere quello che fino a poco fa sembrava impossibile: rendere bella la Renault Arkana
  2. I pochi ( e con l' aiutino ) avvistamenti degli ultimi tempi : Per chi ha il "gusto dell' orrido" ( come me ) una stupenda Anglia100 Prefect ( 2 porte, la 4 porte si chiamava Consul ) non è in strada, ma in vendita in un automercato, quindi visibilissima, sulla Via Aurelia nella zona commerciale uscendo da Roma, è lì da più di un anno, addormentata, in attesa che passi un Principe a risvegliarla.... Ecco l' aiutino di un mio Caro Amico, ripresa mentre era in una pausa di lavoro, al volo nel traffico : Fulvia Zagato, sembra fresca di restauro e in ottima forma, visto che ha il portellone qui ben chiuso, e che era il suo tallone d' achille tra ruggine e sganciamenti ( l' ha avuta un mio amico 40 anni fa ), che poi ho saputo essere ad azionamento elettronico....non so se vero. E per finire uno strasfruttato Mercedes serie SK, non so assolutamente in quale allestimento, ma mi ha colpito il "portone" laterale a saracinesca, veramente grande quanto la porta di un negozio !
  3. Qualche giorno fa ho fatto cenno alla prova dei 100000 km realizzata da Quattroruote nel 1988 (e pubblicata sul numero di febbraio 1989) con una Tipo 1100 Digit. Dopo aver scoperto, grazie anche ad alcuni commenti, che si trattava di un argomento che in passato non avevamo “toccato”, sono andato a recuperarla, così le diamo un'occhiata tutti insieme (però non spingete eh..) Inizio col dire che la prova mi aveva lasciato già ai tempi un po' di amaro in bocca, non per l'esito ma per la maniera con cui era stata presentata. Ero innamorato di quei lunghi articoli che raccontavano la vicenda come un diario, con tutte le date a partire dai primi contatti (in incognito) con la concessionaria: il racconto del giorno in cui era stata ordinata, le disponibilità dei colori, le telefonate per sapere se la vettura era in arrivo, la comunicazione del numero di targa, il controllo delle ispezioni pre-consegna... insomma erano dei testi coinvolgenti.. proprio come un diario. Chi ha in casa ho ha letto in passato dei Quattroruote di inizio anni '80 sa a cosa mi riferisco. Qui invece le cose erano già cambiate: l'articolo era suddiviso in blocchi pieni di considerazioni, di tabelle coi vari dati e con le annotazioni del diario di bordo, ma mancava un vero e proprio racconto. Il tutto era piuttosto “freddo”. Comunque sia, andiamo a dare un'occhiata, partendo dal titolo: “Tipo 100000: collaudo senza problemi”. Beh, insomma... non fu una tragedia ma non era nemmeno corretto scrivere “senza problemi”, perché qualcosa era successo. Riguardo le procedure di acquisto, la rivista si limitava a scrivere (in fondo alla prova) che la Tipo era stata acquistata in incognito presso la Concessionaria Fiat Cerri di Milano. Scelta nella versione 1100 Digit, si trovò ad affrontare una prova suddivisa in maniera abbastanza equa fra strade cittadine, statali ed autostrada, perché secondo Quattroruote il motore era ovviamente il più piccolo della gamma ma lo spazio e la comodità della Tipo ne facevano un'ottima vettura da viaggio. A fine prova, il test più estenuante. Il Passo della Cisa percorso andata/ritorno per 35 volte trainando un carrello del peso di 750 kg (tre quarti del peso massimo rimorchiabile) oltre ad una zavorra nell'abitacolo che simulava la presenza di altri due passeggeri oltre al conducente. La vettura, ovviamente equipaggiata con le “classiche” apparecchiature di Quattroruote che misuravano e registravano tempi, spazi, velocità media nonché il numero di azionamenti di pedale freno e frizione era in marcia ogni giorno per 12/18 ore, suddivise in tre turni di guida. A ciò si aggiungeva ovviamente la verifica dell'adeguata esecuzione delle operazioni di manutenzione da parte della rete Fiat (con i conosciuti “trucchetti” come la marcatura di alcune parti meccaniche che permetteva di individuare operazioni e sostituzioni compiute all'insaputa dell'ignaro cliente). Seguiva un breve testo con le considerazioni generali sul modello, a partire dai commenti sulla linea, giudicata bella ed originale, sull'eccellente abitabilità e sulla comodità del posto guida anche dopo diverse ore di guida. Ottima la visibilità in marcia, efficiente e piacevole la strumentazione digitale tranne l'indicatore del livello carburante che si era rivelato impreciso (dev'essere cronico della Tipo in qualunque salsa questo difetto... perché io quando sono sul misto veloce passo continuamente dalla riserva al mezzo serbatoio a seconda della curva che sto percorrendo....) Il propulsore, che sicuramente si poteva considerare un po' sottodimensionato per il peso della Tipo (che oggi fa sorridere, 925 kg in ordine di marcia, ma che ai tempi era più alto di quello della Ritmo e di altre rivali) si era rivelato regolare e contraddistinto da un ottimo rendimento energetico. Sicuramente lento nelle riprese, rendeva la Tipo sufficientemente briosa in città ma soffriva (ovviamente) in montagna e a vettura carica. Giudizio estremamente positivo per la tenuta di strada e per la stabilità “a prova di tutto”, ma questa non era una novità. A questo punto, per chi amava leggere il piacere era finito. Si passava alle tabelle, la più interessante delle quali è sempre stata, per ogni prova di lunga durata, quella delle “segnalazioni”: tutte le anomalie, piccole e grandi, e i possibili incidenti di percorso. Tabella che a seconda delle vetture in prova si riduceva a poche righe (penso a test come quelli della Vectra 2.000 i Cat o della Mercedes 190) oppure occupava quasi una pagina della rivista (spiace dirlo, due casi lampanti Lancia Thema Turbo 16v e Alfa 164 TS...) Quella della Tipo era una via di mezzo, circa mezza pagina. Vediamola. Ne approfitto per abbinare a questo elenco anche quello “Tagliandi ed interventi”. In maiuscolo trovate quindi inserite le operazioni di manutenzione. Km 2.306: rumori e vibrazioni all'avantreno in partenza da fermo. Km 9.142: vibrazioni all'avantreno tra i 50 e i 70 km/h in accelerazione. Km 18.633: forti vibrazioni all'avantreno tra i 60 e i 70 km/h, specie in sterzata e durante le accelerazioni. KM 20840: CAMBIO OLIO E FILTRO, FILTRO ARIA, CANDELE, RABBOCCO LIQUIDO LAVACRISTALLO POSTERIORE; VERIFICA TENUTA IMPIANTO DI RAFFREDDAMENTO, SOSTITUZIONE VALVOLA E MANICOTTO, SERRAGGIO TUBAZIONI DI RAFFREDDAMENTO. Km 22.647: vibrazioni all'avantreno. Km 36.128: i freni anteriori fischiano leggermente (guarnizioni d'attrito). Km 36.958: scarso rendimento del motore in velocità e accelerazione. Km 38.166: frenata piuttosto rumorosa. KM 40000: CAMBIO OLIO E FILTRO, FILTRO ARIA, FILTRO BENZINA, CANDELE, DISCHI FRENI ANTERIORI, PASTIGLIE FRENI; SOSTITUZIONE FARO ANTERIORE SINISTRO (non viene spiegato il motivo), REGISTRAZIONE VALVOLE CON SOSTITUZIONE PIATTELLI E GUARNIZIONE. Km 50.144: lampadina stop sinistro bruciata. Km 54.242: accensione della spia degli stop in frenata. Km 54.686: persa calotta copriruota posteriore sinistra; il portellone se non accompagnato fatica a chiudersi, e ciò impedisce il funzionamento della chiusura centralizzata. Km 60.881: regime del minimo irregolare e frequenti spegnimenti. KM 60.892: CAMBIO OLIO E FILTRO, FILTRO ARIA, LIQUIDO FRENI, CANDELE, PASTIGLIE FRENI ANTERIORI; REGOLATA TENSIONE CINGHIA ALTERNATORE. Km 64.900: il motore sembra non rendere al massimo. Km 74.261: cuscinetti delle ruote rumorosi; rumori anche al volante in sterzata. Km 75.830: si accentuano i problemi di scarso rendimento del motore. Km 75.976: freni rumorosi in discesa. Km 76.407: il motore va a strappi. Km 77.177: il motore dà segni di stanchezza; cuscinetti posteriori rumorosi. Km 78.228: la ruota anteriore destra tende a bloccare in frenata. KM 78.500: SOSTITUITE CANDELE, CINGHIA DISTRIBUZIONE, FILTRO ARIA, FILTRO BENZINA, VALVOLA DEL CUT-OFF, MOZZO POSTERIORE DESTRO. CONTROLLO E MESSA A PUNTO CONVERGENZA E BILANCIATURA PNEUMATICI. RISCONTRATA COMPRESSIONE BASSA IN DUE CILINDRI. Km 79.942: prestazioni del motore scarse; qualche difficoltà di avviamento. KM 81.000: REVISIONE COMPLETA DELLA TESTATA A CAUSA DI INCROSTAZIONI ALLE VALVOLE; SMERIGLIATURA VALVOLE E SEDI, SOSTITUITA GUARNIZIONE TESTATA, CINGHIA DI DISTRIBUZIONE, POMPA ACQUA, UNA CANDELA, SPAZZOLE TERGICRISTALLI. Km 81.320: la spia degli stop si accende a tratti in frenata. Km 83.152: il motore tende a strappare un po' nelle riprese da basso regime. Km 83.633: il motore “manca” in accelerazione; rumorosità di scarico dovute alla fessurazione del silenziatore; la tubazione è rotta in corrispondenza del secondo elemento a causa delle vibrazioni. Km 84.124: il motore a volte va a singhiozzo, la marmitta “soffia”. KM 85.293: SOSTITUITO TERMINALE DI SCARICO. Km 86.815: distacco della guarnizione d'attrito del freno anteriore sinistro (lato esterno) a causa dell'eccessiva usura non segnalata dalla relativa spia di controllo (questa è infatti inspiegabilmente collegata alla pastiglia posta sul lato interno del solo freno anteriore sinistro). Conseguente danneggiamento irreparabile del disco anteriore sinistro che deve essere sostituito. KM 86.817: SOSTITUZIONE DISCHI FRENO ANTERIORI E PASTIGLIE. Km 87.215: rumori all'avantreno nelle manovre tiro-rilascio. Km 89.250: riprendendo in quarta e quinta dopo un lungo rilascio il motore va a tre cilindri; il collettore di scarico è rotto. Km 90.791: il motore singhiozza a causa di un filo delle candele fessurato che scarica a massa; gli alzacristalli sono rumorosi in salita e discesa. KM 92.538: SOSTITUITO COLLETTORE DI SCARICO. KM 94.682: SOSTITUITI I CAVI DELLE CANDELE PER DISPERSIONE. KM 97.982: SOSTITUITA LAMPADINA LUCE DI POSIZIONE POSTERIORE DESTRA. Una breve analisi dei difetti più ricorrenti aveva imputato il rendimento incostante del motore al carburante di scarsa qualità (caspita, per tutta la durata della prova, 275 giorni!!), con tendenza all'incrostazione di valvole e pistoni, frequente staratura dell'alimentazione e dell'accensione. Le frequenti vibrazioni all'avantreno, rilevate fino a circa 38.000 km erano secondo la rivista da imputare ad un primo treno di pneumatici non perfetti, ai quali non avevano giovato ripetute bilanciature. La rottura dello scarico infine pareva avere la stessa origine già diagnosticata per la Uno (“Difetto del mese” di novembre 1988): la mancanza di un supporto centrale determinava eccessive vibrazioni che, a lungo andare, incrinavano il tubo. La recensione di questa prova sembrava comunque scritta a più mani, le quali fra di loro non si erano coordinate nel migliore dei modi. Nelle segnalazioni attorno ai 20.000 km ad esempio non si faceva cenno a perdite di acqua, ma negli interventi in officina a quel chilometraggio vediamo l'esecuzione di alcuni lavori al riguardo. Poi... solo nelle foto a corredo dell'articolo andiamo a scoprire che in effetti attorno ai 20000 il motore aveva iniziato a perdere acqua dai manicotti. La revisione della testata a 81000 km secondo 4R era da attribuire con ogni probabilità a quanto già detto riguardo la scarsa qualità del carburante. Tirata d'orecchi finale per quella spia freni collegata solo parzialmente, che aveva portato alla distruzione di un disco. In definitiva, la Tipo non si era comportata male, se in effetti le colpe dei due principali e più frequenti problemi (irregolarità e vibrazioni) non erano “sue”. Sicuramente aveva dato prova migliore di quella offerta dalle due nostre amate ammiraglie. Lo scarso rendimento del motore si era palesato in maniera evidente in occasione dei rilevamenti prestazionali “di controllo”, come possiamo notare dalle principali performances che riporto qui sotto: Velocità massima a 5000 km 150.7 a 38000 km 137.5 a 43000 km 150.2 a 66000 km 142.3 a 83000 km 145.7 a 100000 km 147.8 Accelerazione 0-100 a 5000 km 16 s a 38000 km 21.2 s a 43000 km 17.9 s a 66000 km 18.6 s a 83000 km 16.7 s a 100000 km 16.9 s Stabile invece (e molto buono) il consumo, un esempio a caso: a 80 km orari andiamo dai 21.9 km litro a 5000 km per salire a oltre 22 o 23 km per litro durante la prova e tornare ai 21.6 a fine prova. La Tipo 1100 Digit provata era targata MI 7G2312, colore argento metallizzato. Non metto foto perché non mostrano nulla di particolare. Era bella soltanto quella d'apertura, con la Tipo che attraversava un mare di fango, ma pubblicata su due pagine e quindi impossibile da trasformare in digitale senza dilaniare il Quattroruote (di cui non ho un doppione... quindi ve la immaginate! ) La brochure più vecchia che ho in archivio (e anche la più corposa) datata marzo 1992 non fa alcun cenno a particolari strutture protettive inserite nella scocca di 155. Non c'è nemmeno il classico disegno azzurro (lamierati) rosso (rinforzi) che abbiamo visto per tutte le italiane anni '90 quando ci volevano mostrare le misure di sicurezza passiva. Anzi, in tutta la brochure di sicurezza passiva non si parla proprio. Il disegno della scocca con le protezioni in rosso compare invece su una brochure del tipo più semplice (dedicata in questo caso alle TD) datata 3.93, accompagnato dal testo che dice "a tutto ciò (ovvero la sicurezza attiva citata in precedenza nel testo) si aggiunge OGGI un pacchetto di elementi di sicurezza passiva decisamente all'avanguardia" e si va a parlare di airbag, di barre nelle portiere e della scocca con notevoli caratteristiche di rigidezza ai carichi longitudinali. Quindi credo che 155 sia nata "light" e dopo un annetto rinforzata.
  4. però non sottovalutare l'importanza storica del pianale mqb A0 nella storia dell'automotive. L'altro giorno ho visto un gruppo di persone che circondavano un'ibiza, tutte entusiaste e senza parole alla vista del primo modello costruito su quella piattaforma così gloriosa, addirittura qualcuno ha osato infilarsi sotto la vettura per carpire i pregi e le virtù di quel pianale così eccezionale
  5. Può non piacere la formula di auto, c'è qualche "citazione" nemmeno troppo velata, ma secondo me per la categoria della FIAT, la realizzazione non è male. A me piace più dell'Arkana
  6. Cerchio 20" Speciale 160 (Via Autoscout)
  7. Comunque trovo che stiate un poco esagerando. Non sarà una Giulia ma per il mercato brasiliano è ok. Giusto ieri ho beccato un'Arkana in parcheggio e non trovo che questa sia poi così inferiore. Certo, non sarebbe adatta al nostro mercato ma per il sud America va più che bene, imo. Poi, ovvio, se guardi al concept poi pensi: "Cos'è successo?" Ma infatti le han cambiato nome.
  8. Ahimè Ricciardo non ha più saputo esprimere i livelli di RedBull. Mi spiace, di più avrebbe meritato, era uno dei piloti che rendeva gradevole guardare la F1 anche fuori dalla gara. Adesso stanno diventando tutti perfettini, permalosi, primedonne anche fuori dall’abitacolo rendendo il tutto un po’ troppo asettico.
  9. ... onestamente, non capisco dove sta il problema. Hai urtato una vettura... divieto di sosta o meno, questo è un altro discorso, gli proponi una riparazione senza mettere in mezzo le assicurazioni. Vai da un carrozziere con le foto, hai un preventivo, lui ha il suo, se trovato un incontro, bene, altrimenti vai di assicurazione. Cosa vuoi farci. Se ti aumenta il premio, in fondo, hai urtato una vettura ferma.
  10. sì, compare la stessa animazione, solo che nelle versioni base alla fine dell'animazione c'è una scritta aggiuntiva: "BAVBONE!!"
  11. Triste realtà; un marchio senza nessuna storia riesce a fare meglio. Questo merita di diventare un caso di studio anche per i marchi nostrani
  12. Questa è decisamente lontana dall'Italia, vale lo stesso? Comunque all'apparenza perfetta, utilizzata giornalmente circa 600000 km con motore originale solo perfettamente mantenuto.
  13. Secondo me dovevi iniziare il post con "In ordine sparso..." Detto questo, i numeri sono impietosi, al netto del fatto che in molti siamo concordi nel sostenere che, attualmente, le seg. B e C esteticamente più riuscite e gradevoli sono proprio quelle a marchio Seat. Infatti, non a caso, la Seat rialzata a marchio Cupra vende bene, e anche quella sportiva. Pertanto, il problema non è nell'offerta, quanto nello stemma, nell'appeal del marchio. Ad oggi, di fatto, inesistente, al di là di qualsiasi eventuale contenuto.
  14. Guarda, se vogliamo metterla in questi termini se proprio dovessi dire chi spara idiozie.... Sfido chiunque in questo spettabile foro a sostenere le tue tesi. Mi hai chiesto perchè ritengo che se Seat fosse lasciata morire il mondo automotive non perderebbe praticamente niente e ti ho risposto Cosi come sfido a trovare qualsiasi marca europea che abbia avuto una storia più re-branding e ricarrozzamenti . Sostenere che Seat abbia innovato perchè il telaio mqb A0 vag lo abbia fatto uscire con l'ibiza si commenta da solo. Guardando alla storia di Seat dalla nascita del 1950 ad oggi risultano i seguenti modelli Seat 1400: stessa auto della Fiat 1400 innovazione e differenziazione 0 Seat 1500: stessa auto della fiat 1500 innovazione e differenziazione 0 seat 600: stessa auto della fiat 600 innovazione e differenziazione 0 seat 850 : stessa auto della fiat 850 innovazione e differenziazione 0 Seat 124 : stessa auto della fiat 124 innovazione e differenziazione 0 seat 127: stessa auto della fiat 127 innovazione e differenziazione 0 Seat 132: stessa auto della fiat 132 innovazione e differenziazione 0 Seat 133: stessa auto della fiat 133 innovazione e differenziazione 0 seat 131: stessa auto della fiat 131 innovazione e differenziazione 0 seat 1200: stessa auto della fiat 128 innovazione e differenziazione 0 Seat Ritmo: stessa auto della fiat ritmo innovazione e differenziazione 0 seat fiorino: stassa auto della fiat fiorino innovazione e differenziazione 0 seat panda : stassa auto della fiat panda innovazione e differenziazione 0 Seat Ronda: stessa auto della fiat ritmo innovazione e differenziazione 0 Seat Marbella: stessa auto della fiat panda innovazione e differenziazione 0 Seat Ibiza: modello seat, fatta sui vari pianali :ritmo, polo Qui prima grande innovazione Seat, la piattaforma modulare mqb di Vag viene declinata anche in versione più piccola per le auto economiche del gruppo e così nel 2017 Ibiza, arosa, Polo la potranno introdurre nel mercato Seat Arosa: stessa auto della Vw Lupo innovazione e differenziazione 0 seat Cordoba: Stessa meccanica, telaio, soluzioni tecniche, componenti seat Ibiza Seat Leon: modello di derivazione a3, condivideva tutto tranne design, soluzioni innovative apportare a memoria direi 0 Seat Altea: fatta su pianale a3, probabilmente la più innovativa tra le seat, non avendo un design classico Seat Alhambra: Stesso modello della Ford Galaxy e della vw sharan innovazione e differenziazione 0 Seat Exeo: meccanica, pianale e design di vecchia a4 innovazione e differenziazione 0 Seat Mii : versione un po' più povera della VW up! innovazione e differenziazione 0 Seat Terraco: ricarrozzamento della Skoda kodiaq o della tiguan Seat Ateca ricarrozzamento della Skoda karoq Credo di non averne tralasciata nessuna, credo anche di poter dire che la da te citata lancia nei primi 10 anni della più che centenaria storia abbia innovato di più di tutte le innovazioni apportate da Seat (0 ) nell'automotive. in 70 di storia Seat non ha apportato nessuna innovazione tecnica, meccanica, motoristica. Nessuna soluzione personalizzata . Ripeto, di cosa stai parlando?
  15. Esempio di product placement in negativo Così come la "gioia" di Bruce Willis in Moonlight, quando gli regalano una Yugo come auto aziendale
  16. Comunque, parlando di Innocenti, io una di queste la metterei volentieri nel mio garage....
  17. Beh il "papà" è lo stesso. Io ci ho sempre visto una Delta II che ce l'ha fatta. La versione da rally non era affatto male...
  18. Per me state esagerando e nemmeno poco. Senza contare che non vedo perchè offendere pure quelli a cui piace o hanno comprato la taigo (che al massimo posso definire banalotta o insignificante,ma orrenda no) COme non mi sento di definire rrenda questa fiat. Anzi,ripeto per me non è nemmeno così brutta,c'è molto peggio in giro a mio avviso.Che poi appunto rimane la. Se vende e fa il botto avranno avuto ragione loro,altrimenti voi. Guarda...per curiosità ho fatto un "esperimento sociale". ho occultato i marchi dalle foto e le ho fatte vedere alle 6 donne (da 25 a 65 anni ) che lavorano con me. Il giudizio va da "carina" a "molto bella"! La metà o più pensava fosse una bmw (posteriore)o un marchio coreano (anteriore) E altre han chiesto quanto costa. Qualcuna ha detto che sembra robusta e piazzata (oltre che grande,quindi spaziosa) Quando ho detto che era una fiat non ci credevano. Non conterà un cavolo ma a chi non ne capisce nulla di macchine,per loro stessa ammissione, piace (e son tutte donne,sappiamo quanto influiscano sull'acquisto della macchina )
  19. La Abarth Pulse ha i 5 bulloni.
  20. Non si chiamava Fastback pure il concept?
  21. Questo potrebbe essere il nome di una Fiat SUV coupè prodotta in Turchia 😂
  22. Eppure di Leon monovolume se ne vedevano parecchie e pure ben cavallate. Ad occhiometro e pareri di conoscenti che gli hanno dato fiducia, Leon è sempre stata una zona franca, come fosse un brand nel brand.
  23. Questa deve essere una delle 2 Flavia vendute in Italia.
  24. Da una ricerca veloce... Singapore! 49 Cuff Rd https://maps.app.goo.gl/sb8ntGgnoXaX2LdP6
  25. Un paese asiatico, probabilmente ex colonia britannica. Forse Singapore...
  26. Ricordavi ma ora non ricordi molto visto che ce lo dici due volte
  27. Non ricordavo il 1.4 ... Hai ragione Il 1.6 diventava vivace quando pestavi e aprivi il doppio corpo del carburatore Non ricordavo di aver guidato anche il 1.8i di un amico ... Quello sì andava bene sulla Tipo ...a memoria aveva 110 CV ☏ motorola razr 5G ☏
  28. Concordo. Però Seat non è che abbia tutta questa storia, VW ci ha provato a farla diventare una sorta di "Alfa Romeo" ma più accessibile posizionandola come marchio sportivo sotto all'Audi, investendoci pure parecchio anche nelle attività sportive prima col WRC poi con il Wtcc (dove tra l'altro le Leon TDI vinsero parecchio) infine con il TCR. In parte ci è riuscita, i miei coetanei stravedevano per le Ibiza TDI o le Leon tanti cavalli (truccabili facilmente) a poco prezzo poi però non saprei spiegare perché il meccanismo si è inceppato. Con Cupra stanno rifacendo le stesse cose fatte con Seat a inizio anni 00 ma cercando di rendere il marchio più esclusivo e ovviamente sbilanciato sull'elettrico (Cupra è l'unica casa che corre sia nel E-Tcr sia nel Extreme-E e che mostra la cosa anche nelle pubblicità). Chissà magari a questo giro funziona. È, credo, l'unica gestione "fallimentare" di un marchio da parte di VW anche se non è ancora detta l'ultima parola.
  29. Ma non è più il discorso del Minipimer...ormai un 4 cilindri 2.0 litri turbo arriva a 400 CV senza colpo ferire. Un 3 cilindri 1.5 Turbo, fa anche 260 / 270 CV. Quindi non ha senso salire di frazionamento senza per questo far venire meno l'affidabilità. Ora i "piccolini" sono molto più affidabili di un tempo ed esprimono potenze ragguardevoli, consumando il giusto ed inquinando di meno rispetto ai precedenti frazionamenti/motori. Il mondo va avanti.
  30. Perché comprare la C5X o perché non comprarla, per i tipi mi Motor1.
  31. Tornando alla Tipo, qualche mese fa grazie ad un amico spagnolo ( che ci legge ) ho potuto inserire dell'archivio digitale le scansioni di alcune riviste di quei tempi pubblicate nel suo Paese. Fra le tante cose interessanti ho trovato un'intervista fatta a Giorgetto Giugiaro proprio in un periodo in cui la Tipo era da poco sul mercato e di conseguenza era una vettura di cui si parlava molto, in Italia come all'estero. Così, verso la fine di un botta-risposta direi "classico" perchè focalizzato sui "soliti" temi (la storia di GG, le sue vetture, come sta cambiando il mondo dell'auto, quale futuro ecc. ecc.) il giornalista buttava lì una domanda sulla cosiddetta vettura del momento. Molto interessante per me, per due motivi: il primo è che le opinioni di Giugiaro sulle vetture altrui non erano cosa che si leggeva ogni giorno, anche se in quelle lezioni tenute all'aperto negli anni '80 aveva commentato diverse automobili realizzate dai suoi colleghi. Inoltre, sulla nostra stampa non era mai apparsa un'opinione di Giugiaro sulla Tipo. Riporto il passaggio in spagnolo, senza tradurlo. Magari non è una lingua che qui dentro mastichiamo tutti, ma per un madrelingua italiano lo spagnolo non è così difficile da comprendere
  32. Se non ricordo male, c'era pure la possibilità di avere la plancia in due colori diversi, nero e beige, e i pannelli porta, o forse solo i comandi degli alzacristalli anteriori, erano diversi. Personalmente ho sempre visto l'operazione come una "famiglia": due volumi tre porte, due volumi e qualcosa cinque porte (la mia preferita), tre volumi quattro porte e station wagon. Pur non raggiungendo l'imponenza della Croma che era stata chiamata a sostituire, Marea con i giusti cerchi e allestimento era ben piazzata. La sw era pure particolare per il taglio dei fari posteriori e forse la berlina aveva come difetto una larghezza limitata o quel baule a gobbette che rispetto a Croma disegnata col righello, la rendeva visivamente più piccola. Ciò detto, a me Bravo non piaceva per nulla. I fari posteriori mi sembravano scuriti con le bombolette e troppo tamarri, e forse le mancava qualche cm in più nel passo. Forse allungandola un pò e rendendola cinque porte avrebbe potuto far meglio, ma a quel punto Brava sarebbe stata inutile. Onestamente di tutte le coppie di auto che in quel periodo erano declinate con corpi vettura diversi tra tre e cinque porte, la coppia Bravo/Brava mi sembrava la migliore. E una Brava HSX arancione era il mio sogno dell'epoca 😁 el Nino
  33. Nel decennio successivo però ci siamo ritrovati con l'Italia a 90
  34. il problema della cinghia è già stato risolto modificando il materiale con cui è rivestita e accorciando l'intervallo tra i cambi olio ad 1 anno. non so dire per quanto tempo abbia dato problemi ma ora non li da più.
  35. Sono anni e anni che i puretech creano problemi a livello della distribuzione e sono anni che i concessionari lottano contro la casa madre per rimborsi in assenza di campagne di richiamo ufficiali. Dopo essersene fregati dei propri clienti per così tanti anni chissà come mai è proprio adesso* che cambiano drasticamente il motore. *ci lavorano su sul serio da un paio di anni max ; la joint venture per motori mild hybrid è di qualche mese preesistente ma era focalizzata sulla batteria e sul cambio. Uno dei miei vicini a versailles è dirigente in quella JV dalla sua fondazione.
  36. Allora, la certezza che non ci sia contributo FCA io non ce l'ho, ma i fatti dicono che PSA aveva annunciato da tempo (cercate in rete) che sia il motore 1.2 THP sia il motore 1.6 THP avrebbero avuto una nuova evoluzione, contestuale al nuovo sistema ibrido MHEV che nasce da un accordo PSA con Punch Powertrain per il cambio con motore elettrico integrato. Quindi questo nuovo motore non spunta fuori "improvvisamente", anzi ha richiesto un lungo sviluppo che a me sembra evidentemente incompatibile con i tempi dell'accordo con FCA. Potrebbe esserci stato un contributo in fase finale perché sarebbero dovuti approdare anche sui modeli italiani? Non so, ma di certo tra questa possibilità e arrivare a dire, come è stato stabilito (e sottolineo stabilito, perché questa tesi è stata sposata da tutti) qui dentro, che gli italiani sono andati in quattro e quattr'otto a rifare il motore di PSA che funzionava male, beh, a me sa molto di fake news. Non ci sono prove, se non una analogia di tecnologie che non sono certo esclusive sui benzina di nuova generazione. Siamo seri.
  37. Un po' quello che accadde a Fiat con la Tipo, che nel 1988 arrivò, anche con una certa dose di innovazione e non soltanto per una freschezza data dall'età delle altre, in un segmento in cui molte se non tutte avevano qualche primavera... Escort aveva 8 anni (2 dal restyling ma vabbè...) Renault aveva 9 ed 11 alla fine ma era in arrivo la 19 che infatti dalle riviste venne presentata come "la prima vera rivale della Tipo" cioè della nuova generazione impostata per gli anni '90. Golf aveva 5 anni, Kadett quasi 4. La 309 era un po' più recente ma se vogliamo era un po' più ai margini come fetta di mercato. La Tipo era la "prima nuova" e se la giocò bene in quel momento... ma iniziò a perdere terreno quando dopo soli tre anni arrivarono le risposte dalla Germania, che appunto viaggiavano in controfase. Riguardo la Kadett, la crescita della Station fu molto graduale. Da quel che si ricordano qui, nel conce "di casa", l'avvio fu discreto (come modello in generale, berlina e sw), sicuramente prese un buon numero di clienti (in rapporto alle cifre Opel di quegli anni che giravano attorno alle due/tre migliaia di pezzi al mese in base al modello... a volte anche meno) ma non fu uno stracciarsi di vesti. Anche la station, sì, certo, faceva dei numeri, ma non la follia. Poi piano piano la moda delle station prese piede e la Kadett fu fra le protagoniste, specialmente quando si iniziò a parlare di "Club". Credo fosse il 1987. Prima la station era semplicemente "Caravan"... poi, venne inserita in gamma la serie Club come versione speciale (tanto che 4R nel 1987-1988 non la riportava nel listino insieme alle altre versioni ma in un riquadro in fondo all'elenco degli optionals). Bum! Club dappertutto. Eran quegli anni in cui accadevano queste cose, bastavano un nome che faceva presa e un paio di cosine, e via. (qualcuno ha detto 240 Polar?.. beh lì c'era anche il prezzo) Ho messo insieme due numeri, dal 1985 al 1988. 1985 - 1986 - 1987 - 1988 Vw Golf 96150 - 98000 - 107800 - 99810 Fiat Ritmo 81250 - 56100 - 27550 - circa 1500 (Tipo circa 217000) Alfa 33 46700 - 42600 - 60650 - 61950 Lancia Delta 18900 - 23650 - 29750 - 30710 Opel Kadett 23250 - 34500 - 34600 - 44500 Renault 9-11 circa 41500 - circa 30000 - circa 18500 - circa 20000 Peugeot 309 non presente - 11000 - 17550 - 13600 Ford Escort 24700 - 24900 - 29550 - 29450 La si vede crescere dal 1985 al 1986, e poi fermarsi lì... dal 1987 al 1988 "effetto Club". Tanto che da nome della versione speciale divenne l'appellativo della variante station nel gergo comune. "Ha preso una Kadett Club"... anche quando non era una Club. Astra nel primo anno completo sul nostro mercato perse la battaglia con la Escort che era già avviata dal 1990 ma nel 1993 era già diventata la best-seller (mantenendosi comunque sulle cifre cui era arrivata la Kadett)
  38. Secondo me l’attuale Ibiza è la più bella del poker di B VAG. Come Leon, la preferisco alle cugine ricche. Peccato entrambe non vendano nulla…
  39. Beh la Small era, se possiamo dire così, una Innocenti "vera", derivando dalla 990 dell'86. Le altre, rebadge Fiat/Yugo. La Koral piacque anche negli USA. Poi ebbero tempo di pentirsene.
  40. Kadett E s.w. qui da me, a mio ricordo, fece veramente il botto; ne ricordo veramente tantissime in giro al punto da diventare un po' uno status symbol averne una. Un cugino di mia madre ai tempi ne ebbe addirittura due, una rossa, l'altra grigio metallizzato, entrambe Club ed entrambe, se la memoria non m'inganna, 1.6 D. A mio parere, si presentava con una linea davvero piacevole e indovinata, e fu tra le prime che contribuirono nel segmento C, ma anche in generale, a sdoganare definitivamente il concetto di familiare alla moda in luogo del vecchio stereotipo dell'auto commerciale e da lavoro. Del resto, anche limitando il confronto in casa Opel tra la precedente Kadett D caravan e la successiva, la differenza di immagine percepita era notevole. Un altro cugino di mia mamma, di Torino, ebbe un'Astra s.w. 1.6 GLS del '92, blu metallizzato. Su quest'auto ebbi modo anche di viaggiarci, nel settembre del '95, da Torino verso il Lago Maggiore. Era una bella macchina, comoda, spaziosa e andava parecchio: I 190 dichiarati pare ci fossero tutti. Però, che volete che vi dica, l'impatto che avevo avuto con la Kadett s.w. non lo ebbi con l'Astra che, per quanto una bella macchina, mi sembrava più normale nel contesto di ciò che offriva il mercato in quel momento. La Kadett s.w., forse insieme alla 33 giardinetta, mi diede più l'impressione di qualcosa di veramente nuovo che sparigliava le carte.
  41. Non è un problema di design, dietro hanno fatto un ottimo lavoro, il problema è la base, che per essere economica ma robusta ricorre a soluzioni strutturali ormai datate che noi ormai mal digeriamo, siamo abituati a portiere senza cornici. Tanto per fare un esempio
  42. mah guarda a me come si chiama fotte il giusto. quel che mi piacerebbe è poter comprare un'auto con spazio/abitabilità decenti senza dover portare a spasso un transatlantico. quando vedo che una hatch di seg C ha ormai gll ingombri della mia veccia SW di seg D resto perplesso. perché non è che dentro cdi sia più spazio, anzi. è tutto il di fuori che è diventato abnorme. ed è uno dei motivi per cui son sceso di categoria, trovando un suvvetto che tuttosommato ha una fruibilità decorosa in spazi ridotti.
  43. Perché geopoliticamente la Cina non gioca nel mio campo e non rispetta le mie regole.. ergo le do i miei soldi molto meno volentieri rispetto ad altri.
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