Finiamo sempre nei soliti discorsi. SUV o non SUV, meglio la berlina, eh ma un SUV così grosso qui non va, ecc. Stellantis dovrebbe sedersi a un tavolo (cosa che spero abbiano fatto) e analizzare seriamente il marchio: capire perché automobili straordinarie non abbiano venduto e perché, al tempo stesso, le serie speciali siano state acquistate a occhi chiusi, nonostante prezzi che soltanto marchi ben più prestigiosi, come Ferrari, possono normalmente permettersi. Bisogna comprendere chi siano gli alfisti di oggi, chi potrebbero essere quelli di domani e che cosa cerchino davvero: è sufficiente avere lo scudetto sul frontale oppure la meccanica, l’architettura e il piacere di guida restano elementi imprescindibili? Occorre poi stabilire quanto si voglia realmente investire nel progetto e, soprattutto, definire una vera carta d’identità del marchio. Solo così Alfa Romeo potrà ripartire dopo gli insuccessi, invece di limitarsi a inseguire i segmenti più richiesti riempiendo caselle di mercato.