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Thesis frontale ittico


PANDA

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Mi scuso con gli omosessuali del forum se ho usato un linguaggio non appropriato e con ciò spero di aver chiuso la parentesi sull'equivalenza Ypsilon =Gay.

Taurus parli cosi di Dr. Panda solo perchè ti ha messo all'angolino. Ha usato uno stile polemico ma non ha approfittato della buona fede delle persone appassionate come hai fatto tu.

Panda andiamo ritorna

Baci

Anna

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Guest T a u r u s

..Annaspeed non sei.......Panda........non e' stranno il fatto che sei apparsa appena Panda e' sparito.........e parli continuamente di lui......tra l'altro essendo l'unica a difenderlo..........

Se sei davvero una persona diversa hai qualcosa con me.......non capisco la continua offesa contro di me e le espressioni Tauristi etc.....

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che la CLK sia un'auto da checche mi sembra troppo...io comunque credo poco alla classificazione di auto da donne e da uomini...

Ad ogni modo, rispondendo alla signorina "Speed"...Panda è stato linciato forse in modo eccessivo anche perché gli sono state attribuite espressioni non vere e soprattutto chi gli ha risposto lo ha fatto in modo decisamente sgarbato. E' anche vero però che il tono usato era volutamente polemico e poco costruttivo...in questo Forum affermazioni del tipo la Thesis fa schifo o la Ypsilon è da checche non piacciono e sono fuori luogo non perché si stia criticando un auto italiana (anche se per qualcuno è così) ma solo perché qualsiasi affermazione che porti ad un giudizio va "giustificata"...Non mi pare che Panda lo abbia fatto dimostrando, ripeto, solo l'intenzione di fare polemica gratuita.

Che poi in questo forum ci siano dei Talebani pro Fiat è innegabile...ma questo è un altro discorso.

Hai ragione il tono era volutamente polemico ma una scossa ci voleva. Riguardo alla costruttività se si tratta di chiacchiere tra noi non capisco cosa si debba costruire. Mica dobbiamo impegnarci a trovare la ricetta per salvare la fiat!

Su Taurus credo che sia persona ben informata dei fatti (non credo sia De Meo ha tante altre gatte da pelare) la cosa che mi ha dato fastidio e che più di una volta ha approfittato della buona fede dei forumisti eccitando i loro animi e che altre volte era del tutto ignaro di quanto accadeva nel presunto spazio attorno a lui . Dr. Panda era scorretto ma in questo aveva ragione. Inoltre la storia della cernia che lui ha inventato era davvero una botta di spirito e non poteva offendere nessuno (le auto sono oggetti non sono persone!!!). Certo suonava come se dicesse fa schifo ma era detto in maniera spiritosa e goliardica.

Ecco per esempio a me la Ypsilon "fa sc...."( anche se non ha il faccione triste della thesis), ma con questo non voglio dire che chi la compra mi fa sc.... allo stesso tempo! Voglio solo dire che per me è una macchina giocattolo che sarà stravenduta nelle versioni economiche come per il modello che l'ha preceduta e che non ha nulla per impensierire la mini che magari ha il motore DC ma che in ogni caso ha una immagine d'acciaio.Questa al momento è su un altro pianeta.

baci

Annaspeed

Eh no Anna qui hai torto. Non siamo sul forum di Quattroruote, questo è nato con lo scopo di confrontare differenti opinioni sulla situazione della Fiat e sull'auto in generale come se noi tutti fossimo dei manager dell'Azienda Torinese. O almeno con lo stesso spirito...Lo sappiamo tutti che le discussioni che facciamo lasciano il tempo che trovano, ma a noi piace così...ci piace essere "costruttivi" e la polemica gratuita ci fa abbastanza schifo. E' questo il motivo per cui la maggior parte di noi è migrata qui dal Forum di 4Ruote. Della scossa come dici tu francamente non se ne sente il bisogno...

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Taurus parli cosi di Dr. Panda solo perchè ti ha messo all'angolino. Ha usato uno stile polemico ma non ha approfittato della buona fede delle persone appassionate come hai fatto tu.

Panda andiamo ritorna

Baci

Anna

Innanzitutto non capisco cosa vuoi dire con le affermazioni "messo nell'angolino" e "approffittato della buona fede come hai fatto tu".

Bada bene, non sono un fan di Taurus ne tantomeno lo conosco di persona, però mi sembra di capire che in questo forum è sempre stato molto posato nelle sue affermazioni senza mai offendere nessuno.

Comunque anch'io spero che Panda torni.

Saluti a tutti.

Steka.

GoMadeInItaly

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....Anche a me non piace accodarmi ai Talebani pro fiat fra i quali non metto Taurus tranne alcuni casi esempio come quando paragona la vendutissima (successo mondiale) ClasseE 2002 a un taxi (va bè è vero che è la preferita dei tassisti e dei becchini....ma vedendo tutte quelle che ci sono in giro...) oppure nei paragona Ypsilon a Mini per ora senza Ypsilon 1.6 innoportuno....e poi sinceramente non me li vedo proprio gli utenti medi di Mini ragazzi firmatissimi-tamarissimi sulla y..... ok le diesel ma penso che il prezzo medio delle Ypsilon vendute si intorno ai 14-15 mila euro forse anche meno...quello medio delle Mini 19-20 forse anche di più........nè prendo per oro colato tutto ciò che dice Taurus.....

Cmq il discorso è un altro ANNA non sarà mica PANDA???

P.s in effetti DeMeo non dove essere un nome piemontese....ma magari mi sbaglio...alla fine a Torino di origine torinese non c'è più quasi nessuno basta sentire la parlata più simile alla Minchia Sabbri della Letizzetto che a quella di Macario per chi se lo ricorda.....e anch'io anche se sono piemontese non ho origini di qui.

Senza cuore saremmo solo macchine.......

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Guest 126/131
...ma Anna non puoi dire queste cose per Ypsilon......cioe' Mini e' su un altro pianeta attera un po....guardale,guidale nelle versioni confrontabili confrontale sempre senza preconcetti e poi parlare.......e dire

"immagine d'acciaio".......allora Ypsilon ha un immagine di platino.......

................ 8) :!: comunque a me piace di più la ypsillon della mini... :!:

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non commento l'identificazione con panda

vedo solo che qui nessuno si accorge che sono una donna, mi sembra l'unica anzi. Addirittura un cafone quando ho protestato per la donnina nuda mi ha detto di mettere l'avatar col culo di Brad Pitt.

Signori altro che autorevolezza vi meritate tutti una Mercedes classe E (AHAHAHAHA)

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La canzone del mendicante d'amore :roll::roll:

Ti avevo vista una sera, tempo fa, non so dove,

e da allora ansioso aspettavo—

La Notte, gonfia di stelle e di profumi azzurrini,

su di me illanguidiva la sua nudità

abbagliante e convulsa d’amore!—

Perdutamente, la Notte

apriva le sue costellazioni

come vene palpitanti di porpora e d’oro,

e tutta la illuminante voluttà del suo sangue

colava pel vasto cielo—

Io stavo, ebbro, in attesa, sotto le tue finestre accese,

che fiammeggiavano, sole, nello spazio—

Immobile, aspettavo il prodigio supremo

del tuo amore e l’ineffabile

elemosina del tuo sguardo!—

— Poiché sono il mendicante affamato d’Ideale

che va lungo le spiagge

implorando baci e amore, per nutrirne il suo sogno!

Con cupidigia astiosa bramavo i gioielli del cielo

per abbellirne la tua nudità di regina—

e verso di te protendevo

i miei sguardi folli, insanguinati nell’ombra

come braccia scarnite di moribondo!—

Tutto parvemi ingigantito dall’ampiezza del sogno!

Campane rantolavano nel cielo

come bocche mostruose:

le bocche, forse, del Destino!— Campane

invisibili e selvagge

sembravano aprirsi su me, nel silenzio,

come abissi capovolti!—

Un gran muro s’ergea davanti a me,

implacabile e altero come la disperazione!

Aspettavo solo, e migliaia di stelle,

di stelle pazze sembravano sprizzare

dalle tue finestre,

come un vol di faville da una fornace d’oro!—

L’ombra tua dolce apparve nel cavo dei vetri,

simile a un’anima terrorizzata che s’agiti

entro pupille agonizzanti,

e tu per me divenisti una preda

delirante lassù, su la cima estrema

delle torri fastose del mio Sogno!—

L’Amore mio -- denti lucenti e occhi adunchi -- brandì

con un gran gesto le sue rosse spade

e barbaramente salì

verso il tuo tragico splendore.

Poiché sono il mendicante insaziato che cammina

verso il tepore dei seni,

verso il languor delle labbra,

l’implacabil mendicante

che va lungo le spiagge,

rubando amore e baci

per nutrirne il suo Sogno!—

S’aprì la notte cupa appié del muro,

e tu apparisti, soavemente sbocciata

vicino a me, bianca e pura in mezzo alle tenebre,

vacillando quasi ai consigli della brezza notturna!—

E tutto fu abolito intorno a me,

e il mio sogno infranse il mondo

con un sol colpo d’ala!

Certo -- pensai -- nei favolosi giardini

ove s’esilia l’anima mia

chimerici peschi foggiarono

la tua carne flessuosa, con la neve

odorante dei loro fiori

che le sonore dita del vento plasmavano!—

Io venni a te, tremante e religioso,

come in un tempio— avanzandomi incerto

come in un’umida grotta!—

A te venni, inciampando a ogni mio timido passo,

trattenendo il respiro

per non destare il dolor nel passare!—

Si schiuse il tuo sorriso

nella serena acqua del tuo viso,

come al cadere placido d’un fiore—

S’aprì a ventaglio il tuo sorriso

fluttuando nel cielo, e fece impallidire

il viso impetuoso degli Astri, nel silenzio!—

Io ti parlavo volubilmente di strane cose,

bagnata l’anima di una sgorgante angoscia,

e mi pareva di sentirmi avvolto

dalla corrente d’un fiume voluttuoso.

Avidamente, spiavi tu sul mio labbro

l’Anima mia, come un miele dorato!—

Sentii che il volto mi s’infocava

come un castello incendiato, che il nemico saccheggia.

Ti parlavo, e i miei pensieri stravolti

si riflettevan lontani e vaporosi

nella tranquilla acqua del tuo viso!—

Tu volesti rispondermi, ma non sapesti che dire.

Mi domandasti le mie angosce, i miei timori,

poiché mi vedevi tremar sulla soglia

come trema un colpevole—

Ed io simile ero ai vagabondi feriti

che vanno rantolando

di porta in porta, in cerca di rifugio,

tra i pugni alzati delle folle implacabili!—

Mi parlasti di cose indifferenti!— Domandasti

della mia vita passata, della mia patria lontana—

Volesti sapere il mio nome

e tutto ciò che si suol domandare

ai viaggiatori stanchi, beventi alle fontane,

la sera,

quando tutto si fa nero—

Poiché sono il mendicante affamato d’Ideale

che vien non si sa d’onde,

e va lungo le spiagge—

implorando amore e baci, per nutrirne il suo Sogno!—

Ti seguii fino in fondo alla tua casa;

fummo soli, lontani dalle folle umane,

sulla soglia dell’Infinito, e sentii

la soavità dei crepuscoli sul mare,

quando si ripara in un golfo violetto

umido di silenzio!—

Fummo soli, e il mio Sogno

al suo Sogno canto:

-- Oh! abbassa languidamente le palpebre

sull’errante follia del tuo sguardo.

Abbassa le tue palpebre mistiche e lente

come ali d’angelo che si chiudano—

Abbassa le tue palpebre rosee,

perché l’agile fiamma dei tuoi occhi vi scivoli

come sospiro di luna tra persiane socchiuse.

Abbassa le tue palpebre e poi alzale ancora,

e potrò smarrirmi alfine nei tuoi occhi,

nei tuoi occhi, per sempre,

come su laghi assopiti, la sera,

tra fogliami placidi e neri!

«Sii dolce, poiché il mio cuore

trema fra le tue dita— Sii dolce!—

L’Ombra è attenta a spiare le nostre ebbrezze, e il Silenzio

si china e ci accarezza

come una madre intenerita— Sii dolce!—

Per la prima volta adoro

l’anima mia perdutamente e l‘ammiro

perché t’ama così, come una povera pazza!—

Adoro le mie labbra, poiché le mie labbra ti desiderano—

La mia anima è tua, la mia anima

è sì lontana ed azzurra da sembrarmi straniera!

Davanti a te si umilia, la mia anima,

qual pecora morente, e s’addormenta,

abbrividendo sotto i tuoi fragili piedi

come un prato che tutto s’inargenta

sotto i passi furtivi della luna—

«Vieni!— le mie labbra folli attireranno

il tuo volto pensoso e i tuoi grandi occhi dolenti

verso le spiagge abbagliate del Sogno—

verso divini arcipelaghi di nuvole!—

Le mie labbra saranno instancabili

come i bardotti che lentamente traggono,

nella rosea frescura dei mattini,

le grandi barche dalle vele solenni

verso lo scintillìo perlato

del mar lontano— Ed io

non sarò più che il tuo soffio— E il mio sangue

travolgerà nel suo corso il profumo delle tue labbra,

come un fiume a primavera, inebbriato di fiori!— --

Allora la tua bocca rosea s’aprì,

fragile conchiglia rombante,

per mormorare sinuosamente

il delirio dello spazio e il canto febbrile dei mari!

Al ritmo della tua voce, il mio cuore

si preparò lentamente a salpare

verso porti esaltati di sole

e verso sfolgoranti isole d’oro—

Tu mi dicevi ingenuamente

che mai nessuno avea così cantato

alle porte del tuo cuore—

che mai nessuno aveva pianto

il suo sogno e il suo dolore

profumandoti il seno di lagrime!—

Poiché sono il mendicante che piange e si lamenta,

il mendicante affamato d’Ideale

che vien non si sa d’onde, e va lungo le spiagge

implorando amore e baci

per nutrirne il suo Sogno!—

I tuoi gesti assopenti e vellutati

ebbero il carezzevole languore

che hanno i remi sopra l’acque brune, a sera—

L’ora liquida e gemebonda s’increspò abbrividendo.

Le nostre voci caddero—

Ma la Lussuria, ahimè, ci spiava

frugando insidiosa nell’ombra—

la Lussuria ansimante lungo i muri strisciava!—

Dalla finestra aperta, a quando a quando

il vento della notte

si rovesciava su di noi,

avvolgendo la sua groppa oscena

nella porpora delle tende—

Noi vedemmo la lampada d’oro svenire

come una bimba malata tra vaporosi lini,

e dolcemente morire!—

Vedemmo i casti bagliori della lampada

inginocchiarsi, venendo meno, lungo i muri,

come gli angeli preganti—

e i nostri sogni s’inchinarono, malinconici

e rassegnati, nel silenzio—

Allora il mio folle desiderio t’apparve

sguainato come una spada,

e, brancolando sul tuo corpo puro,

con un gesto selvaggio violentemente cercai

il tepore assorbente della tua bocca.

Fuori di noi, in una nera ebrietà,

sinistramente ci prendemmo le labbra,

come se commettessimo un delitto!

Le labbra mie s’accanirono

sulle tue, pesantemente,

e le nostre bocche ne furono insanguinate

come due lance!

Con un gesto sublime,

tu m’offristi, in delirio, la tua nudità soave

come una fiasca di pellegrino, ed io

abbeverai la mia sete immensa

sul tuo corpo ignudo, fino al delirio,

cercandovi l’immenso Oblio—

Tremante e come pazza di vertigine

si chinò la mia Anima

sulla tua bellezza radiosa,

perdutamente, come sopra un abisso

vertiginoso di profumi e di calde luci!—

I tuoi occhi s’illanguidirono dolcissimamente

sotto le rosee palpebre

-- lampante velate di vaporosa seta --

e, chinato fra i tuoi svolazzanti capelli,

io presi alfine la tua Anima, tutta

la tua Anima, religiosamente,

protese le labbra,

come si prende l’ostia consacrata.

Quando ripresi il cammino

verso la profondità delle livide notti

il cuore mio, fattosi nero, ebbe sete,

e avidamente io bevvi la nera

acqua delle fontane—

— Indi fuggii, precipitando i miei passi,

verso l’Ignoto—

Poiché sono il mendicante

che va lungo le spiagge

implorando amore e baci, per nutrirne il suo Sogno,

con in cuore il terrore di affondare per sempre

i suoi piedi sanguinanti

nella freschezza carnale delle sabbie, in riva ai mari,

in una qualche Sera

di stanchezza mortale e di Vuoto infinito!—

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